Arrivai
da M. vestita della sola mantella, ai piedi decolletè
nere con tacco aguzzo, le gambe nude e la pelle tonficata dalla
brezza serale, i capelli scuri sciolti, sparsi selvagggiamente
sulle spalle.
Salii
i pochi gradini e fui di fronte alla sua porta, mi pervadeva
un misto di mestizia e trepidazione, battei le nocche per tre
volte sul legno aspro.
Restai
in attesa qualche attimo. Poi l’uscio si aprì,
mostrandomi il volto di M., i denti bianchi scintillarono appena
nella morsa delle labbra, questo l’unico cenno di saluto.
Nessuna
parola.
Pochi
passi lenti ed ero al centro della stanza, in piedi.
Vidi adagiato su un tavolino di cristallo un piccolo arnese,
lo riconobbi, era un flogger, accessorio indispensabile ad M.
nero, con le code semichiuse, pareva godere di riposo corroborante...
di certo da lì a poco riguadagnare le forze gli sarebbe
stato utile... da lì a poco avrebbe scosso le mie carni
arrendevoli.... che goda della sua quiete dunque, che resti
così sornione e felino, pronto al guizzo, al balzo non
appena M. , mio e suo padrone, deciderà di fare di noi
ciò che vorrà, che resti quieto finoachè,
la mia e la sua pelle non si incontreranno.
‘Ligeia’
– lo disse con tono autoritario e fermo ed io già
compresi qual era l’ordine.
Lasciai
cadere la mantella, che guardasse il mio corpo bianco e impudico.
Rimasi
immobile, che lui impartisca nuovi taciti ordini, li eseguirò,
obbedirò per il mio e suo piacere... che parli o resti
muto , io capirò.
Abbassai
lo sguardo e lo vidi afferrare il suo flogger, l’ impugnatura
essenziale , le code sottili e sinuose, presero a destarsi ondeggiando
lente.
Mi sfiorarono le labbra, potei sentirne l’odore di pelle,
l’annusai forte, aveva il potere di suscitare istinti
primordiali , di destare il mio piacere per la dominazione.
Un
secco movimento del polso, l’aria si ruppe e il fendente
terminò la sua corsa sul mio sedere, una dopo l’altra
le strisce di pelle, nerborute e virili, si accasciarono violente
sul mio corpo uno schianto che produsse un rumore sordo.
S’era
destato, ecco il balzo...
C’eravamo
incontrati in fine, eccomi dunque, eccomi ancora... sono pronta
ad offrirmi al tuo risveglio, pronta a confondere la nostra
pelle, posati ancora e ancora su di me..
Mi laceravo in una sensazione di piacere, non sentivo dolore,
agognavo solo che il gioco continuasse...
...Continuò...
Mi
accarezzò con lentezza esasperante le carni, strisciava
su tutto il mio corpo insinuandosi nelle fessure della voluttà,
indugiava in esse, si contorceva e rilasciava, condotto da mano
sapiente...
Infine si rialzò staccandosi da me, acquistò potenza
e venne a scariCarla nuovamente sul mio corpo, ancora un rumore
sordo e il contatto con le code.
Nessun
dolore, solo la bramosia di goderne ancora, che quel piccolo
arnese non mi lasci , che mi sconquassi con colpi misurati,
voglio senitrne le vibrazioni, voglio che mi colpisca, voglio
bagnarlo con i miei umori...
M.
mi fece inchinare, a quattro zampe, guardò a lungo la
mia piccola fessura, percorse il taglio dall’ano alla
vulva con il suo giocattolo, diede colpetti ritmici e costanti
sul sedere, poi discese sino al mio buchetto, lo esplorò
con le mani, se le bagnò con il mio liquido e se le portò
alla bocca.
Gli
piaceva vedermi così, piegata ai suoi capricci...
Guardami
allora M. guardami senza pudore, prona e disposta a tutto, gioca
col mio corpo, lisciami, accarezzami e poi abbatti la tua frusta
su di me, che il dolore è piacere.... difficile discernerli
nel sessso, una lotta d’amore e d’odio, una continua
contrapposizione di desiderio e inibizione, piacere e dolore,
che si confondono...
E
non è forse questo il supremo dei desideri?
Superare
i propri limiti, assaporare nuovi piaceri, concedersi a nuove
emozioni... ed eccomi qui, sono pronta, pronta per sentire quelle
code rigide e violente posarsi audaci e rabbiose sui miei capezzoli,
sulle mie natiche, lascia che la mia pelle arrossisca...
Continua
a farmi sentire la tua potenza, il mio corpo vibrerà
ad ogni colpo che gli infliggerai, vibrerà e godrà,
in quella confusione indescrivibile di piacere e dolore...
Questo
pensavo mentre il silenzio della stanza era rotto solo dal rumore
del flogger e dal mio ansimare...
Le
carni mi bruciavano, nessun dolore, mi piaceva essere in sua
balia, abbandonata ad M. , che facesse di e ciò che desiderava,
non avrei opposto resistenza...
Che
continuasse a fissarmi con quello sguardo austero e fiero, un
movimento degli occhi, ed io comprendevo, arcuavo la schiena
e la irrigidivo, sarebbe arrivato un altro colpo...
Guardami,
scrutami, possiedimi con il tuo sguardo, puoi entrare dentro
di me solo cn gli occhi, puoi farmi godere e gemere ...
Il
mio corpo si contorceva e il flogger strisciava e si abbatteva
su di me a più riprese, la mia vulva era umida, smaniosa
nell’attesa di ogni ulteriore passaggio .
Poi
si fermò.
Restai
in attesa, infine M. si chinò su di me, posò la
sua lingua, morbida e calda sulle mie spalle.
Iniziò a compiere movimenti verticali, lenti, sino alla
curvatura della schiena, indugiava appena sul sedere.
Su
e giù a descrivere ricami regolari su mio corpo, sempre
più giù sino alla vulva, la pizzicò con
le labbra e poi la assaporò con la bocca, infine la succhiò
avido.
Mi
beveva e si inebriava del mio nettare, la lingua aperta e audace
si infilava nel buchetto, lo spalancava e ne usciva baldanzosa
verso le natiche generosamente aperte.
Mi
ricoprì di saliva.
Sentivo
confondersi i nostri desideri, avevo brama di possederlo, di
essere posseduta.
Si
fermò ancora.
Restai
in attesa, interminabili istanti, infine M. avvicinò
il pube ed estrasse il sesso liscio ed eretto, mi prese la testa
e la spise con forza contro il suo bacino, aprii la bocca e
inghiottii il suo pene.
Mi
scopò in bocca con foga, sentivo il suo cazzo diventare
sempre più duro, la mia lingua lo percorreva voluttuosa
mentre le labbra si serravano attorno al glande, lui muoveva
i fianchi con ritmo incalzante, estraeva quasi completamente
la sua asta per poi ricacciarla tra le mie labbra con furia
e avanti così sino allo spasimo, sino a sentire il suo
cazzo diventare pietra.
Si
fermò.
Mi
guardò nuovamente, i segni rossastri del flogger, la
bocca ingorda e la vulva umida.
Mi guardò piantandomi il cazzo sulla faccia, sapevo che
non potevo toccarlo.... lo guardavo, l’asta lucida , eretta
e scappellata, svettava virile ... avrei voluto averla ancora
in bocca... restai immobile, in attesa, pronta a piegarmi ancora
al suo, al mio desiderio...
Si
mise dietro di me e si tuffò nella mia fighetta accogliente...
iniziò la danza dei suoi reni, movimenti ritmici e rudi,
mi spaccava ...
Eccomi, arrendevole e bramosa di godere di tutto quel cazzo,
silenziosa eppure fremente, prendimi così, con le mani
sui fianchi, portami verso di te, che il tuo cazzo affondi con
leggiadria nelle mie carni, che le laceri sotto la tua spinta
possente, così, con ritmo incalzante, con violenza, godine
sino allo sfinimento, così....
...entra
ed esci sempre più rapido, col cazzo sempre più
gonfio...
Pungolami
con la tua verga, affonadala sino a farmi sentire male... così
con rudezza, le mani serrate sui fianchi, il cazzo affondato
nella figa.... così il corpo teso e la figa accogliente...
così, ti sento diventare di marmo....
...Così... così..... Scopami sino a non poterne
più, così fammi sentire, spaccami tutta, così,
colpi assestati con profondità, così, sino a farmi
male... ...
...Così...
così..... contorciti e godi della mia figa smaniosa ...riempimi
della tua verga con potenza con bramosia, sino a farmi urlare...
...Così...
spingimi verso di te, più forte, più in profondità
voglio sentirti esplodere , voglio godere sotto la spinta dei
tuoi colpi... non resisto.... non resisti... inizio a dimenare
le anche a contorcermi a spingermi con tutto il copro verso
di lui, mi muovo in maniera confusa e disarmonica, voglio sentilo
di più ...
...Così...tutto
affondato nella mia figa... non resisto... roteo il bacino ancora....
...senti la mia figa ... non resisto... roteo il bacino, ancora
e ancora... mi muovo in maniera confusa...
...Così...ho
la figa grondante... non resisto....la danza diventa furiosa
il suo cazzo entra ed esce con violenza e ritmo repentino...
sempre più forte ... ...sempre più forte.... non
resisto .... .
..Così...ancora
più forte e l’asta entra ed esce con voluttà.....
serrami i fianchi e goditi la mia fighetta... sconquassami....non
resisto...... non resisti...
...Così...
impalata dal tuo cazzo.... riempimi fino a farmi male... non
resisto.... non resisti... non resisti.... la tua verga, affonadala
ancora una volta, lascia che mi contorca e mi liberi nel mio
orgasmo...
Così
ancora ... ancora...
Un
fuoco mi pervade, la vulva pulsa ritmica, due tre volte , il
bacino si contrae, tutto il mio corpo è percorso da una
scossa...
M. si muove furioso, sempre più forte, estrae il cazzo,
è davanti alla mia faccia, lo serra con una mano, pochi
movimenti ...
...la
voglio, la voglio qui, sulla lingua, voglio sentire il sapore
della tua sborra, eccola la mia lingua, guardala è aperta...
sborraci sopra, riempimi la faccia....
Un
fiotto caldo mi irrorò la lingua, richiusi la bocca per
godere del suo sapore, mentre lui bagnava la mia faccia con
l’ultimo schizzo della sua verga possente.
Rimasi
a carponi, la bocca semichiusa, la sborra grondante.... il corpo
esausto...
......‘
Attendo ordini, M.’.....