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L'archivio
di Tony

-- Anche il ferro a suon di battere si ammorbidisce, vero Anna?
- Non so a cosa a cosa ti riferisci.
- Non lo sai? A suon di chiedertela prima o poi anche tu dirai di si.

Parte da qui la storia che voglio raccontare.
Anna è una ragazza single di circa 23 anni alta 1,75 snella, mora, capelli ricci neri, carina con due tettine piccole leggermente disegnate ma con due gambe da monumento.

La storia ha inizio, come la maggior parte delle storie sul posto di lavoro, in un ufficio di un centinaio di persone di cui circa un terzo donne. Anna è sicuramente la più appariscente, la più chiusa, la più riservata praticamente una suora. Non parla di sesso e di tutto ciò che ha a che fare con rapporti tra uomo e donna. Per questo motivo io e i miei colleghi in continuazione la provochiamo con continui complimenti e con frasi a doppio senso. Ma Anna non raccoglie e proprio quando non ne può più risponde con una frase ormai fatta:
- quando troverò un uomo serio farò tutto quello che devo fare, certo solo per fare sesso non mi interessa. Io voglio un uomo tutto per me che non sia uno stronzo come voi che tentate con tutte.
Si direbbe una donna tutta d'un pezzo, con una educazione rigida data da genitori tutti casa e chiesa e purtroppo monogama, malattia di cui Anna è affetta nonostante tale malattia sia sempre meno frequente nella società, ma per fortuna (mia) curabile.
Il tutto però non mi quadrava perché mi era capitato di incrociare lo sguardo di Anna in zona cintola mia e dei nostri colleghi in più di una occasione e questo stava ad indicare un certo interesse per l'attrezzo maschile. Nella pausa pranzo usciva con un collega "spriz" considerato una checca da tutto l'ufficio, forse perché lei lo considerava innocuo. Era soprannominato spriz perché ne beveva decine al giorno ed era un frequentatore assiduo di locali bene e conosciuto da tutti.
Una mattina il capo ci chiamò (io e Anna) chiedendoci di recuperare una pratica di cinque anni prima ormai depositata in archivio da tempo. Non mi pareva vero !

Io e Anna a tu per tu in un luogo isolato soli soletti.
Ma un diluvio di ghiaccio mi cadde addosso subito dopo l'uscita dall'ufficio del capo.
- Io con te in archivio non ci vengo.
- Ma Anna guarda che non ho mai fatto del male a nessuno.
- Nooo, non mi freghi, se in presenza dei colleghi fai certe battute figurati da soli; io dei maniaci come te non mi fido e quindi domani mattina dirò al capo che sono allergica alla polvere e non posso venire.
- Tu sei allergica al cazzo ……… altro che alla polvere, ma cosa credi di averla solo tu ? O forse devo pensare che sei lesbica o frigida ? E me andai fingendo di essere offeso ma certo di aver colpito nel segno.
La mattina dopo Anna non c'era in ufficio, pensai ad una "malattia tecnica", e scesi nell'archivio posto nel sotterraneo da solo, in cerca dei faldoni richiesti dal capo.
Il locale archivio è costituito da 25 scaffalature alte 3 metri posizionate parallelamente e lunghe circa dieci metri. Cercai lo scaffale ove era archiviato l'anno 1995, e tra la scaffalatura del 1995 e 1994 ebbi una apparizione: Anna.
No, non era una apparizione. Era proprio lei con un vestitino corto sopra il ginocchio, scollato a V e leggerissimo in quanto eravamo nel mese di luglio. Una gran figa !
- Anna, sei proprio tu ?
- E chi dovrebbe essere, non fare lo spiritoso.
Ma … .
Mi resi conto che non era il caso di riprendere la storia del giorno prima e cambiai tattica.
- Anna hai già individuato la pratica ?
- Si, sono quei cinque faldoni appoggiati qui per terra, ed indicandomi con il dito il luogo si chinò. Chinandosi il vestitino si gonfiò all'altezza delle tette e la scollatutura a V mi lasciò intravedere il suo seno, piccolo si, ma turgido con due capezzoli rosa chiaro duri e pronunciati.
Incredibile dissi dentro di me, vuoi vedere che …..
Ma Anna si accorse dell'incidente e con una mano si coprì la scollatura.
- Anna ma hai un seno bellissimo e dei capezzoli che sembrano opere d'arte.
- Siamo qui per lavorare e non per visitare una mostra d'arte.
C'eravamo! Nonostante la risposta brusca, si stava ammorbidendo ed inoltre non era nemmeno arrossita come di solito faceva.
- Anna io … non respingermi ma è così bello che vorrei rivederlo.
- Guarda che non l'ho fatto apposta, e poi cosa vuoi vedere, non c'è nulla - e si passò una mano sul petto per farmi notare di essere quasi piatta.
Ma fece autogol.
- Anna i tuoi capezzoli continuano a essere pronunciati e turgidi, non è che sei eccitata?
Scoppiò in una risata fragorosa che mi bloccò l'inizio di eccitazione in corso.
- Ti prego fammi vedere le tette.
- Adesso mi sono stufata, risalgo in ufficio.
Ma la bloccai per un braccio e avvicinandomi alla sua carnosa bocca le sussurrai:
- O me le fai vedere o ti strappo il vestito.
Guardandomi negli occhi lasciò cadere prima la spallina destra, poi la sinistra e apparve l'oggetto del desiderio, con il vestito che si fermò sui fianchi.
Che professionista ! Ha fatto credere di essere una santarellina e poi ha studiato tutto nei minimi particolari, probabilmente provando anche la mossa ! Che gran tr….. .
Le accarezzai entrambe i seni e quando i miei polpastrelli sfioravano i capezzoli gli occhi di Anna si chiudevano ed il respiro aumentava.
Il mio uccello che da alcuni minuti era in allerta, in pochi secondi diventò duro e grosso pronto per le mosse che già mi pregustavo. Chinai la testa per leccargli i capezzoli, e …
- ora basta lo spettacolo è finito !
- cosa? Ora mi lasci qui così ? E chi ammoscia questo palo ?
- hai avuto quello che hai chiesto giusto ? ! Per quanto riguarda quello li, indicando il mio cazzo, fatti pure una sega, io ritorno in ufficio e dirò che ti dei fermato a riordinare.
Si rivestì, ed andandosene mi rise addosso.

Che gran troia ….. che stronza ………. Col cazzo che è una suora, timida e riservata, questa è come la brace sotto la cenere, mi ha suonato e mi ha lasciato con il cazzo in tiro. E cosa ci faccio ora con questi 20 centimetri di carne. Beh il consiglio me l'aveva dato, bastarono poche giù/su e lo scottex venne riempito da calda sborra mettendo a riposo il guerriero.
Nei giorni successivi tutto normale: Anna era la solita bella ragazza riservata, chiusa che non gradiva avances o battute dai colleghi. Ma io e lei avevamo un segreto e lei non poteva far finta di nulla. Un giorno che capitò di essere da soli le dissi:
- Dopo quel giorno in archivio ti ho sognata sai ? Eri bellissima ed è stato molto eccitante………
- Ma tu che ti ritieni un mangiafemmine, ti sei sconvolto per due tette da prima misura? Se vedi il resto allora ti dobbiamo ricoverare. E ridendomi di nuovo addosso se ne andò.
Era fatta pensai. Non capivo però se era veramente troia e fingeva di essere santa o se era una timida che reagiva in quel modo per far vedere che timida non era.
Di certo lasciava intendere che c'era dell'altro da scoprire.



By Tony

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