|
Parte prima
Faceva piuttosto freddo quella sera, lei era uscita
di casa con l'impermeabile nero ormai vecchio, i jeans e il maglione
che le aveva regalato suo padre anni prima, con la scusa di andare
al cinema con le amiche, lui non sospettava neppure cosa ci fosse
nella sua capiente borsa quando lei usci.
Aveva organizzato un buon piano, la sua amica più fidata
l'aveva aiutata telefonandole per organizzare il fantomatico cinema,
quindi lui non avrebbe sospettato nulla di dove invece lei sarebbe
andata.
La sua amica l'aveva coperta anche se era contro il tradimento,
perché sapeva che Valeria non stava tradendo suo marito,
quella sera era solo in cerca di una parte di lei che aveva scoperto
da poco esistesse, voleva provare a se stessa che dopo 10 anni di
vita coniugale, piuttosto smorta negli ultimi tempi, poteva ancora
sentirsi come un tempo, poteva ancora provare certe sensazioni.
Usci e si diresse alla sua auto, parti guardando malinconicamente
la finestra di casa sua e se ne andò.
Viaggiò per circa mezz'ora finché non raggiunse il
punto d'incontro stabilito in chat mesi prima, aspettò alcuni
minuti, lei era sempre in anticipo era la sua mania, poi arrivarono
3 auto di grossa cilindrata, due belle berline e un fuoristrada
gigantesco, fecero il lampeggio di riconoscimento e partirono tutti
e 4 incolonnati seguendo la berlina blu.
Viaggiarono per circa 10 minuti e arrivarono in aperta compagna,
Valeria aveva il groppo in gola..
cosa stava facendo?
Stava andando a un appuntamento con 3 uomini che non conosceva se
non per alcune mail che si erano scambiati nei mesi successivi alla
pubblicazione del suo annuncio su quel sito di accompagnatrici.
Arrivarono alla piccola cascina e come d'accordo i tre scesero dalle
auto e passarono davanti al fascio di luce dell'auto di Valeria
prima di entrare nella cascina, lei li potè vedere bene,
non erano molto vecchi, anzi quello del fuoristrada sembrava avere
sui 25 anni, molti meno di lei. Inizio a sentire un brivido sulla
schiena fino all'inguine. Ora toccava a lei, se avesse deciso di
andarsene loro avrebbero capito e non si sarebbero più fatti
sentire.
Scese con calma e si avviò dietro al fuoristrada per cambiarsi,
tirò fuori dalla borsa le scarpe col tacco da 11 cm legate
alla schiava e la borsetta coi trucchi, sfilò il soprabito
e si liberò del maglione e del jeans rimanendo con una bellissima
guêpière blu scura che reggeva due calze nere con la
riga dietro e con balza altissima e ricamata, e un tanga che avrebbe
fatto eccitare un monaco, si infilò le scarpe al posto delle
ballerine che aveva messo per uscire e le legò ben alte che
si vedessero i lacci alla schiava, proprio quello che voleva essere
lei quella sera, una schiava del sesso, una troia, voleva dare piacere
a tutti quegli uomini voleva godere del loro piacere, voleva sentirsi
usata come uno strumento di piacere da quei 3 sconosciuti.
Si infilò il soprabito e lo chiuse solo con la cintura, butto
i vestiti nel baule della sua auto e si diresse all'entrata, busso
subito senza indugiare per paura che se si fosse fermata a pensare
sarebbe tornata indietro.
Aprì il signore della berlina blu, alto come lei con i baffi
e più vecchio di lei di circa 5 anni, vestito di un completo
grigio con camicia e cravatta in tinta, entrò e vide il tipo
giovane del fuoristrada, vestito casual con il codino dietro e la
barba incolta di alcuni giorni, si sentì subito attratta
da quel tipo.
Nel frattempo arrivò anche il terzo, evidentemente il padrone
di casa che si era già tolto la giacca ed era andato a prendere
lo spumante in cucina, si sedettero tutti e tre sul divano e sulle
poltrone del enorme salotto ma lei rimase in piedi, a farsi ammirare,
si sentiva bellissima, spogliata dagli occhi di quei 3 uomini che
erano li solo per lei, si sentiva una troia, una bellissima troia,
proprio come sperava.
Dopo un paio di bicchieri di spumante e i primi convenevoli disse
con freddezza "allora siamo qui per fare qualcosa no? Ricordate
tutti gli accordi vero? Allora iniziamo?". Dicendo questo si
slacciò la cinta del soprabito e lo aprì leggermente
per far intravedere l'intimo che portava sotto. Immediatamente il
padrone di casa, magro e più basso di lei con la fronte piuttosto
stempiata, si avvicinò e le prese il soprabito per metterlo
a posto. Lei ora era in mezzo al salotto, in biancheria molto provocante
coperta dagli sguardi di tre uomini, si avvicinò al giovane
che la eccitava maggiormente e iniziò a strusciarglisi contro
inginocchiandosi sul divano e mostrando il culo sodo agli altri
due.
Il giovane iniziò a baciarla e lei a toccarlo ovunque, sotto
la t-shirt fin dentro i jeans, glieli sbottonò e glieli fece
sfilare da seduto, poi si girò e guardò gli altri
due con aria provocante e fece cenno di avvicinarsi.
Ora era in ginocchio con due uomini in piedi accanto a lei e uno
seduto con solo i boxer addosso, si girò e slacciò
i pantaloni a quello con baffi e al padrone di casa, abbassandoglieli
assieme alle mutande.
Lei odiava la biancheria da uomo, soprattutto i boxer, preferiva
scoprire subito la carne sotto ai pantaloni.
Prese tra le mani i due cazzi già eccitati dei due in piedi
e fece cenno che si spogliassero, poi iniziò a lavorarli
dolcemente e lentamente in un avanti e indietro da vera maestra,
li sentì bagnarsi in punta sotto i suoi abili pollici che
stuzzicavano i prepuzi e decise che erano eccitati abbastanza per
il momento.
Si girò e vide che il giovane si era già spogliato
dei boxer e che aveva un uccello gigantesco, non si spaventò
e lasciati gli altri due avvinghiò entrambe le sue mani affusolate
e laccate di rosso attorno a quel cazzone già umido e eccitato,
finchè il giovane non l emise una mano sulla testa e la fece
avvicinare al suo glande, lei senza scomporsi iniziò a leccarglielo
graffiandogli le cosce e i fianchi con le unghie, le piaceva sentirlo
mugolare.
Intento gli atri due si erano inginocchiati e avevano iniziato a
baciarla ovunque sulla schiena sul sedere e sulle scarpe, lei si
sentiva come non mai, sola in mezzo a 3 uomini tutti per lei, voleva
solo farli godere il più possibile del suo corpo, per sentirsi
appagata e bella.
Decise che era arrivato il momento di spingersi oltre, quindi allargò
le cosce per far si che potessero cominciare a stuzzicare anche
lei e ingoiò in un solo colpo tutto quel cazzone che stava
leccando, iniziando un lentissimo sali scendi che le riempiva la
bocca fino alla gola, lei a malapena riusciva a attorniare il glande
con la sua lingua prima di ridiscendere a prenderlo tutto dentro,
aveva un buon sapore, non le era mai piaciuto molto il sapore di
suo marito, ma questo era diverso più salato e forte, ma
a lei piaceva di più.
Quello coi baffi e il padrone di casa continuarono a leccarle le
scarpe e le calze fino al suo splendido culo e spostando il tanga
ebbero modo di dissetarsi dalla sua fica grondante, ormai il tanga
era fradicio, se ne accorsero e iniziarono a sfilarglielo sempre
mentre lei continuava a succhiare incitata dalle parole un po volgari
ma eccitantissime di tutti e tre.
"si continua a succhiarlo, facci vedere come sei brava e quanto
ti piace il cazzo" le dicevano, oppure "dai facci vedere
quanto sei porca, cos'altro sai fare.." e lei non si sentiva
minimamente offesa da tutto ciò, anzi era proprio quello
di cui aveva bisogno.
SI alzò in piedi e si girò staccandosi da quel pene
che le aveva già indolenzito la mascella, e facendo ammirare
il suo corpo a tutti e tre, la sua fica splendidamente depilata,
aveva lasciato solo una strisciolina di peli sul davanti , il resto
era tutto depilato e morbido, prese la testa del padrone di casa
e se la mise tre le cosce incitandolo a leccargliela in profondità,
il giovane iniziò a baciarle e a mordicchiarle il culo e
lei si slacciò pian piano la guêpière mostrando
un seno non grosso ma sodo e alto come una ventenne, che l'uomo
coi baffi prontamente leccò.
Lentamente la spogliarono sempre leccandola ovunque, chiuse gli
occhi e assaporò il piacere che le davano tutte quelle mani
e quelle lingue sul suo corpo, si sentiva in balia di quel piacere
e faticava a restare in piedi..
Finalmente era nuda con solo le calze e le scarpe, si inginocchiò
e iniziò a leccare alternativamente le due aste dei signori,
che pian piano si rivelarono all'altezza di quella del ragazzo,
poco più piccole, le piaceva da morire vedere le facce dei
due signori mentre lei li spompinava lentamente e li guardava dritta
negli occhi.
Il ragazzo intanto da dietro la alzò e iniziò a strusciare
la punta del suo pene sulle grandi labbra fino al clitoride strappandole
dei gridolini di piacere e distraendola dal suo lavoro di bocca.
Lei si spinse indietro con un colpo di reni e si fece penetrare
a fondo strappando un gemito soffocato al giovane e continuo a masturbare
e a leccare gli altri due mentre il giovane prestante sa la scopava
con colpi profondi e decisi, la stava sbattendo come una cagna e
glielo urlava piantandole le mani nei fianchi per possederla fino
a fondo, lei sentendo il rumore sommesso della sua fica che si apriva
e sciacquava tanto era bagnata misto allo schiaffeggiare del corpo
del giovane sulle sue procaci natiche ad ogni affondo godeva.
Lei godeva e smanettava sempre più velocemente i due cazzi
che aveva tra le mani. Il tipo coi baffi si alzò e disse
che era ora di andare nella "stanza", e gli altri un po'
controvoglia si staccarono da lei, che si alzò barcollando
e li segui
era ormai in balia dei tre uomini, era un loro oggetto,
anche se era stata lei a accettare tutto questo, ora lei avrebbe
dovuto fare tutto.
Uno dopo l'altro nudi entrarono in una stanza buia, una volta accese
le fioche luci si rivelò contenere un enorme letto coperto
da una grande coperta di seta rossa scura, e diversi armadietti
in pregiato legno che occupavano tutta una parete, mentre sull'altra
c'era un grande specchio, lei si stese sul letto e in un impeto
di coraggio disse "allora? Volete lasciarmi raffreddare?"
e si leccò le dita per poi portarle alle grandi labbra per
massaggiarle di fronte ai tre che rimasero per un attimo a contemplare
la bellezza e la sensualità che emanava il loro "giocattolo"
con le gambe aperte e le calze un po scese, con una mano che massaggiava
e stuzzicava feroce un capezzolo e l'altra affondava e allargava
nella fica ormai in fiamme.
Ma non si fecero pregare troppo a lungo e si buttarono a leccarle
la fica e a darle nuovamente due cazzi da succhiare.
Il tipo con i baffi le stava dando delle emozioni strane leccandola,
si sentiva pungere da quei baffi ma non vi avrebbe rinunciato per
nulla al mondo, poi lui intinse le sue dita nella sua vulva grondante
umori e inumidì ulteriormente il buchino dietro, anche se
era già copiosamente bagnato dato che Valeria ormai grondava
umori che le erano colati sulle cosce e fino allo sfintere, poi
entrando prima con un dito poi con l'aiuto di lei con tutte e due,
lei non resisteva più, aveva due cazzi in mano e li stava
succhiando come una troia d'alto bordo (almeno così si sentiva
lei) e intanto le stavano leccando il clitoride mentre la penetravano
nella fica e nel culo con le dita, non sapeva neanche quante, iniziò
a urlare sconcezze, voleva godere e subito, voleva sentirsi piena
di quei cazzi tutti per lei, non le bastavano più le dita,
ormai aveva perso il controllo, aveva raggiunto il suo scopo, ora
non si sarebbe più controllata. Li voleva, e li voleva tutti.
Valeria non si rese neppure conto che uno dei due che stava ciucciando
si stacco da lei e si allontanò, lei continuava a muoversi
per farsi penetrare e leccare la passera e il buchino, alternando
frasi che mai avrebbe pensato di dire a profonde leccate al cazzo
del giovane in ginocchio a fianco a lei.
Lei era gia arrivata due o tre volte troppo vicina al orgasmo e
stavolta quando l'uomo con i baffi smise di penetrarla con le dita
nel culo non ce la fece più, si tolse di bocca l'enorme mazza
del giovane e lo guardò dritto negli occhi implorandolo di
scoparla e farla godere, il giovane non se lo fece ripetere e si
spostò tra le sue cosce, scambiandosi con l'uomo baffuto
che andò a piazzarsi dall'altra parte di Valeria pronto per
scoparla in bocca appena si fosse coricata del tutto.
Valeria ebbe un enorme sussulto quando il giovane appoggiò
e iniziò a strusciargli sul clitoride l'enorme cazzo, poi
dopo un breve alternarsi di movimenti sulle labbra di lei la penetrò
possentemente e a fondo facendola urlare.
Non sapeva neppure lei come le venivano fuori quelle parole, mai
aveva incitato suo marito a "sfondarle la fica" o "
a spacCarla tutta" ma si giustificò dicendosi che le
veniva naturale visto che stava recitando la parte della puttana,
e si lasciò andare a urla di incitamento per il giovane,
voleva farlo venire e sentirsi piena di lui.
Intanto l'uomo con i baffi le prese le mani e le portò alla
sua asta, facendole capire che voleva ricevere anche lui un trattamento
degno di quello elargito poc'anzi, così lei iniziò
a masturbarlo con foga prima di prenderlo tra le labbra per risucchiarlo
nemmeno fosse stato una cannuccia.
Nel frattempo tornò il padrone di casa e si mise a baciare
Valeria in tutto il corpo, prendeva i suoi seni e li strizzava e
mordeva e li succhiava poi si spostava sul ventre e sul collo e
di nuovo giù sul seno.
Non poteva durare tanto così, lei lo sapeva e infatti Valeria
prese a urlare più forte e a incitare il giovane a infilzarla
e a venire con lei, un'attimo dopo le contrazioni della sua vagina
e la pelle d'oca la tradivano e lei godeva singhiozzando proprio
mentre il giovane le riempiva la fica di un fiume infinito di sperma
bollente che le sembrava la risalisse fino alla testa.
Non fece neppure in tempo a finire di godere che mentre urlava l'uomo
coi baffi le prese la testa e le ordino di bere tutto e le venne
dritto in bocca schizzandola dappertutto fino sul seno. Valeria
in piena estasi con il calore che le montava da dentro desiderava
solo poter sentire il sapore salato e acre dell'uomo quindi non
solo ingoiò tutto ma serrò bene le labbra in modo
da farlo venire tutto dentro la sua bocca, poi prese a leccarlo
e a succhiarlo più di prima facendolo urlare.
Nel frattempo il padrone di casa aveva smesso di palparle il seno
e si era alzato in piedi di fianco a lei e si masturbava velocemente,
Valeria fece appena in tempo a smettere di succhiare il cazzo del
uomo baffuto per ricevere su tutto il suo corpo la copiosa sborrata
che le cadde sui capezzoli turgidi , sul ventre e sulla faccia andandole
a sporcare il dolce viso da porca che aveva..
Si riprese qualche attimo dopo, grazie alle abili mani e alla lingua
del padrone di casa che disteso su di lei la stava massaggiando
e baciando sul ventre e sul seno, mormorandole parole di ringraziamento
e di elogio, disse che non avevano mai avuto una troia così
indecente e vogliosa e attiva, quasi sembrava che fosse lei a comandarli
e a farli venire a comando.
Parte seconda
Valeria si sentiva in un altro mondo, distante da quelle parole,
sentiva ancora il gusto della sborra appena ricevuta e tra le gambe
iniziava una sensazione conosciuta, sentiva il calore del liquido
uscirle e colarle sulle cosce e sullo sfintere.. si risvegliò
di colpo appena sentì la parola "schiava"..
Pensò velocemente alle e-mail che si erano mandati, e agli
accordi presi, lei doveva essere solo una escort, non una schiava,
non violentata o cose del genere, ma mai avevano parlato di comandare..
si sentì smuovere dentro, un brivido lungo la schiena la
percorse.
Si alzò lievemente confusa e con la vista un po' appannata,
si guardò intorno e vide che il giovane e il signore baffuto
erano sdraiati sul letto dietro di lei e mentre uno fumava l'altro
si beveva qualcosa da un bicchiere con dentro del ghiaccio. Il padrone
di casa invece le era accanto e continuava a tocCarla dolcemente.
"Accetto" - disse- "ma voi porcellini dovrete trattarmi
bene e farmi godere come una pazza" gli uomini annuirono e
le dissero di non preoccuparsi che sarebbe stata una cosa soft.
Non aspettavano altro, il proprietario della cascina aprì
un'anta del armadio a muro e le disse di prendere ciò che
voleva..
Lei si avvicinò e dopo essersi un po ripulita in faccia e
in mezzo alle cosce con della carta assorbente già pronta
nel armadio iniziò a guradare bene cosa esso conteneva, c'era
di tutto , sembrava un sexy shop.. fruste e frustini, manette e
strani aggeggi in cuoio, vestiti in latex e falli finti enormi..
poi vide delle scarpe e degli stivali..
Disse ai suoi amanti di allontanarsi un po e si cambiò..
poco dopo lei varcava la soglia della stanza e richiamava la loro
attenzione con uno schioccare di frusta sul suo petto proprio in
mezzo ai seni, loro la guardarono a lungo, era la donna più
bella del mondo in quel momento.. indossava dei lunghi stivali di
pelle alla corsara, con il tacco in acciaio lucente, sotto aveva
delle calze autoreggenti a rete, e poi un provocante corsetto in
cuoio nero che le faceva svettare i seni scoperti verso l'alto rendendoli
ancor più grossi e provocanti, i capelli raccolti per non
infastidirla le davano un'aria quasi intellettuale.. Implorò
che si avvicinassero e che iniziassero a lecCarla.
Il giovane sembrava smarrito in questa situazione, si avvicinò
e iniziò a leccarle i seni e a tocCarla in mezzo alle cosce,
ma fu quasi subito fermato dal padrone di casa che ordinò
che lei si mettesse sul letto..
Valeria un po' dispiaciuta si avviò con mosse feline e provocanti
verso il grande letto ancheggiando e muovendosi come una passeggiatrice.
Mentre camminava ricevette una sonora sculacciata sul gluteo e fece
un gridolino, poi si girò e chiese come doveva mettersi,
l'uomo le ordino di sedersi sul letto e di spalancare le cosce,
poi disse di iniziare a toccarsi e le diede il manico del frustino
da succhiare.. incitandola e chiamandola puttana.
Intanto si erano avvicinati gli altri due e le dissero di masturbarli,
ora lei era seduta in una posizione oscena con le gambe divaricate,
stava smanettando due cazzi e il frustino sbattuto ripetutamente
sulle grandi labbra.. inspiegabilmente si stava eccitando, sentiva
la sua lei pulsare e iniziare a bagnarsi..
Mormorò " cosa non farei per farmela leccare
"
e il padrone le disse che avrebbe fatto tutto quello che volevano
lo stesso, quindi le ordinò di girarsi e di mettersi a inginocchiata
sul letto.
Appena Valeria si fu sistemata sentì il frustino scioccarle
sul culo e in mezzo alle gambe, allargò di più le
cosce gridando , ma si trovò subito in bocca la mazza del
giovane che desiderava di nuovo quelle stupende labbra.
Intanto dietro il tipo con i baffi si sistemò sotto di lei
e iniziò a leccarle profondamente la fica allargandola oscenamente
con le dita e penetrandola con la lingua e le dita, mentre il padrone
aveva iniziato a farle colare della saliva sullo sfintere e si preparava
a penetrarla con le dita..
Appena Valeria si sentì aprire dalle dita dell'uomo ebbe
un sussulto e ingoiò quasi tutto l'uccello che le stantuffava
in bocca, quasi sentendosi soffocare, poi il suo sfintere si abituò
alla presenza delle dita, e lei fu distratta dalle sensazioni che
le venivano contrastanti dalla fica, che ormai colava nella bocca
del baffuto, e dal suo buchino che pulsava e doleva.
Poco dopo l'uomo baffuto si spostò e la penetrò dritto
nella fica bagnata e larga, facendola ansimare, era bellissimo,
la stavano scopando per la seconda volta e lei godeva ancora e ancora..
venne una prima volta grazie alle dita del padrone di casa che stuzzicavano
il suo clitoride e la penetravano nel culo, e grazie alle possenti
spinte che riceveva in figa dal uomo baffuto che la stava prendendo
a fondo.
Valeria perse il controllo e iniziò a urlare cose mai dette..
"Si.. ahh sii.. scopatemi.. spaccatemi tutta, voglio che mi
sbattete, sono la vostra troia, dai maschioni fatemi vostra.."
"ditelo che sono la vostra puttana
"
Non sapeva neppure lei da dove le uscivano le parole, ma non le
importava, non era mai stata così libera e così eccitata.
"vi prego scopatemi dappertutto.. voglio sentirvi dentro scopatemii..
ahh" - "nel culo, sfondatemi il culo, vi voglio tutti
in culo.."
Valeria non era vergine, nel secondo canale, ma suo marito non l'aveva
scopata molto spesso li, non piaceva tanto a nessuno dei due, ma
il tocco del suo nuovo amico l'aveva eccitata a tal punto che desiderava
sentirsi piena di uomini, voleva sentirli tutti dentro di se.
Si alzò e fece spostare i tre uomini che si scambiarono,
ora il ragazzo era sotto di lei e le apriva le labbra per farci
entrare la sua grande cappella umettata dalla bocca di Valeria,
dietro di lei in ginocchio stava l'uomo baffuto che dopo esserselo
menato un po pian piano la stava penetrando dietro, e il padrone
ora le era davanti e le aveva preso la testa per i capelli e la
stava scopando il bocca..
Quando l'uomo baffuto fu entrato completamente nel suo buchino lei
urlò ma un attimo dopo sentiva entrare anche quel enorme
cazzo che già prima l'aveva riempita e l'urlo le si trasformo
in un lungo gemito di goduria.
Ora era piena di quei tre cazzi tutti per lei, gli uomini intanto
godevano e urlavano quanto era brava, porca, troia, un po la insultavano
un po la ringraziavano, intanto lei sentiva le loro mani sul suo
corpo, che la toccavano, strizzavano, esploravano.
Godeva, godeva come una matta, era da tempo che voleva godere cosi
tanto, mai avrebbe immaginato di fare tutto questo, con tre uomini..
ma era li e stava godendo.
Smise un attimo di succhiare e disse ansimando che li voleva tutti,
che voleva si alternassero dentro lei e che la riempissero come
una troia."
Iniziò a stringere i glutei e a muoversi meno scompostamente,
e dopo poco sentì irrigidirsi l'uomo che la stava inculando,
lo incitò a venire
"sii dai vienimi dentro porco, fammi godere, dai sborrami dentro.."
Quasi a comando il cazzo sputò un fiume di lava bollente
che le inondò lo sfintere e la riscaldò fin nella
schiena, appena egli ebbe finito di venirle dentro lei urlò
"di nuovo, di nuovo, ne voglio un altro, scopatemi ancora,"
cosi il padrone di casa dopo quello stupendo pompino andò
a sfondarle il buchino dal quale usciva un rigagnolo di sborra calda,
e l'uomo baffuto le si parò davanti per farsi leccare.
"Oh sii, spaccami il culo porco, sfondami.. ahh siii"
urlò appena la cappella del padrone le si posò sul
anello del buchino e cercò di entrare, con questi incitamenti
lui le prese i fianchi e la deflorò completamente facendola
saltare e irrigidire dal dolore istantaneo, poi attimi dopo lei
ricominciò a godere e a ansimare, quindi a farsi penetrare
la fica dal giovane e poi riprese a leccare l'asta ormai moscia
del baffuto.
Ora il giovane superdotato e il padrone la stavano montando a dovere,
se la sbattevano con foga quasi facessero a gara e lei urlava, voleva
essere chiamata troia..
Pochi attimi dopo il padrone stava gridando che stava per venire
e lei disse di aspettare, si girò e lo volle in bocca, ora
era accovacciata sul cazzo del giovane e prendeva in bocca l'uccello
pulsante del padrone di casa, che le esplose in bocca, in faccia
e sul seno, era troppa non le riuscì di ingoiarla tutta e
ne lasciò colare molta sul suo seno e sulla pancia godendo
del calore che ne derivava.
Il giovane decise di fotterla pure lui nel culo e la alzò
prendendola dai fianchi, sfilò l'uccellone dalla passera
ormai sfondata e la fece ricadere proprio con il buchino sulla sua
cappella..
Valeria ebbe paura e gridò " no ti prego tu no mi spacchi,
no" ma gli altri due uomini presero a incitarlo e ordinarono
di sfondarle il culo e di venirle dentro, cosi lentamente il giovane
si fece strada nel buchino di lei che si dilatava e doleva, quando
fu tutto dentro iniziò a tirarlo fuori lento, ma lei ormai
fuori di testa riprese a urlare di sfondarla, che lo voleva di più
E prese a muoversi veloce su e giù facendo sbattere le sue
chiappe sulla pancia del giovane e accogliendo tutto il suo splendido
uccello dentro, pochi attimi dopo urlarono assieme, Valeria ebbe
il suo primo vero orgasmo anale e lui le esplose dentro facendole
sentire il suo getto fino in gola.. e continuando a muoversi in
lei le palpava il seno ora sporco di crema biancastra
Valeria si alzò poco dopo un po dolorante ed esausta, non
riusciva a stare in piedi ed era tutta sporca di sperma, sul seno
, nei capelli, sul viso tra le gambe aveva un fiume di fluido caldo
che le colava dal buchino, quindi di sdraiò accanto ai tre
e stette cosi un po'.
Passarono diversi minuti quando il padrone di casa le porse un
piccolo asciugamano profumato e la aiutò ad alzarsi e a ripulirsi
lentamente, poi le indicò dove poteva trovare il bagno e
la accompagnò, Valeria si tolse quegli ultimi indumenti che
le restavano addosso, e si infilò sotto la doccia calda,
l'acqua che le sferzava il viso la risvegliò completamente
e iniziarono ad assalirla i sensi di colpa, poi guardando l'ora
si accorse che era gia molto tardi e che forse suo marito la stava
già cercando..
Finì di lavarsi senza troppa fretta, si asciugò i
capelli e si avviò verso il salotto della cascina con addosso
solo l'accappatoio, prese i suoi pochi indumenti, le scarpe, l'impermeabile,
la poca biancheria che aveva quando aveva iniziato questo bellissimo
gioco, poi salutò i tre uomini che nel frattempo si erano
lavati, forse in un altro bagno, e rivestiti.
Dopo i soliti saluti Valeria uscì da quella cascina e in
auto si rimise i vestiti, tornò a casa pensando che forse
suo marito la aspettava ansioso, mise l'auto in garage, mentre saliva
in ascensore si sistemò i capelli e poi entrò in casa
silenziosamente, suo marito dormiva a letto con la tv accesa su
uno di quei emittenti locali piene di pubblicità erotiche,
lei sorrise, si spogliò e si infilò a letto spegnendo
la tv.
L'indomani al lavoro lesse una breve mail mandatale da uno dei tre
suoi amici:
" La ringraziamo per l'assistenza che ci ha fornito; a presto."
Rimase stupita di se stessa scoprendosi a soffermarsi sulla parola
"a presto".. gli accordi erano che si sarebbero visti
una volta e poi mai più.. ma in fondo ci aveva pensato anche
lei anche se non osava ammetterselo.
|