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L'iniziazione
Stretta più a lungo del necessario la mia mano, fissato
con zuccherosa ma appena percettibile attenzione tutta la serata;
con il marito ed altri ospiti dell' albergo trascinavamo un chiassoso
poker 'ammazzatempo' di una lunga serata invernale.
Dalla camicetta, con civettosi volànt, affiorava il latteo
candore di seni grandi e turgidi; sbirciandola, tra una chiacchiera
e un 'piatto' perso, scoprivo le gote del suo viso, modellate al
punto giusto per dischiudere le labbra a baci dolcissimi; gli occhi
verdi erano da perdercisi...
Pagata la mia dote persa per manifesta incapacità di intendere
e giocare, a fine serata mi ripetè quel saluto, prolungato,
elettrico... ma ero troppo fuori dal mondo, non avevo capito una
mazza del messaggio.
Con marito in gamba e piacente, più giovane di me, dovevo
aver preso un abbaglio.
Per casualità e scelta dettata da curiosità divorante,
dopo qualche mese, mi ritrovai 'capo' del marito: si viaggiava spesso,
per più giorni e... tutti insieme.
Lo scambio di coppia oggi é una valida alternativa a serate
televisive con 'pacchi' e giochini del cacchio, allora invece, era
tanto alternativo da esser bollato come stramberia torbida, con
connotazioni patologiche, roba da beccarsi nel confessionale penitenze
per una vita o due.
E non ne sapevo niente, pensavo che la donna d'altri fosse, a volte,
desiderabilissima ma a rischio di 'mazziate' da parte dell¹inevitabile
cornuto; insomma, troppo tempo da dedicare all'arrembaggio, attacco
e strategie preventive, non ne avevo; meglio dedicarsi alle bellezze
di casuali incontri e senza rischio di psicodrammi familiari anche
se, puntualmente, m¹imbarcavo in situazioni magari intriganti,
ma problematiche.
In un tucul di canne e legno, tra il trillo monotono di cicale
a afrori mediterranei, pernottammo in una delle nostre missioni
di lavoro.
C' erano tre letti, nell'unico ambiente.
Voltata di spalle, il suo lenzuolo scivolava sul corpo; nella debole
luce seguivo le linee dei fianchi, nudi. Lui sembrava dormire, lei
s'intuiva essere sveglia dai piccoli movimenti che finirono per
mostrarmi i glutei, il profilo di una folta peluria tra cosce che
si divaricavano sempre più, fianchi che si inarcavano e quella
danza, fatta di lente e silenziose movenze, mi fece dimenticare
di essere entrato in un' Azienda di merda ma ricca di stimoli...
accessori!
Quando lei si rivoltò a guardarmi, con occhioni da cerbiatta
in calore, aprendosi oscenamente la figa con le mani, mi beccò
armeggiante, in piena eccitazione, con lo strumento che mi chiedeva
pietà e considerazione per tanto patire... non sapevo che
fare e non per imbecillità, ma per quella sagoma di nerboruto
marito che dormiva supino nel terzo letto.
Cedere alla insostenibile richiesta della cappella, diventata incandescente
e rischiare una tragedia, o copulare con la prima fessura tra le
canne del tucul alle mie spalle?
Le grosse mammelle avevano capezzoli carnosi e rotondi, la sua bocca
era dischiusa sibilando un lamento voglioso... invece di impazzire
sul da farsi, lei mi sottrasse al dilemma e sgusciò sul mio
letto, ricoprendomi con tutto il suo vestito di carne bollente,
sbavandomi sul ventre gli umori della figa morbida, cespugliosa,
rovente.
Mi prese la bocca con la sua, mangiandosela e calandosi sulla mia
verga con studiata lentezza, mentre vibrava tutta, fin nelle viscere...
CONTINUA
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