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Era come sentirsi avvolgere da un pandispagna alla crema calda...
il suo
odore di ragazzina eccitata e le movenze da puttana esperta mi fecero
perdere cognizione del tempo e del luogo, finchè, mentre
spingevo il mio
sesso con forza in tutta la profondità acquosa della sua
vagina bollente,
mi sussurrò:
- Ti dispiace se lui ci guarda? -
Se m'avesse sparato un petardo tra le palle m'avrebbe fatto meno
effetto!
Cheee? Mi volto e guardo verso la parete di fronte, sbirciando tra
le sue
mammelle che mi sbattevano sul viso... cacchio! Il marito stava
fumando
tranquillamente sul suo letto, guardandoci beato! Fu un tutt'uno:
mi
ritornò piccolo come un pisellino di primizie e sgusciò
dalla sua figa,
ritraendosi come un bambino spaventato e tutto intriso di marmellata...
praticamente inzuppato come un babà , sia pure nel suo delizioso
ruhm.
Lei continuò a coccolarmi con i capezzoli tra le mie labbra
e sugli occhi,
mentre mi spiegava che non c¹era nulla di male che facessimo
l¹amore tutti
e tre insieme.
A dirlo, sì era facile, ma era una categoria mentale sconosciuta
per me e...
il mio povero pisellino era all'oscuro delle malizie del mondo!
Allora lei mi diede un bacio, lungo, mormorandomi che le mie labbra
la
facevano impazzire e che fra un pò le avrebbe volute sentire
nel carezzarle
ogni punto delle cosce e stringerle labbra e clitoride.. esattamente
come
lei avrebbe fatto con il mio sesso.
Dettò ciò si levò per andare dal marito, stendendosi
per terra, sulle
stuoie, masturbandosi con una mano e con l¹altra massaggiandogli
la verga;
lui la guardava, ancora fumando, le faceva complimenti e domande
che non
riuscivo a sentir bene.
Mentre stavo lì, imbambolato e stupìto, lui si alzò
per rovistare nella sua
borsa tirandone fuori un paio di oggetti. Mi fece segno di avvicinarmi.
Era un vibratore e una grossa pera di gomma per clisteri... La mia
naturale
curiosità cominciava a prendere il sopravvento nella confusione
che stavo
vivendo e cominciai a sentirmi eccitatissimo; lo guardai con aria
interrogativa e mi disse di fare quel che volevo:
- Tu sei un creativo, no? Allora gioca con lei usando come vuoi
questi
oggetti, Dai! -
Creativo?! Azzo chessììì!!! Gli feci preparare
due bottigle di minerale
vuote, una con acqua calda (molto calda) e una con acqua fredda
diluita con
un filo d'olio (avevamo fatto spesa la sera prima per una succolenta
cenetta...)
Ora era lei a guardarci inerrogativa ; lui la fece stendere a pancia
sotto,
con un paio di cuscini e un accappatoio di spugna sotto il ventre.
Le fece inarcare il culetto... m¹appariva in tutta la sua dolcissima
architettura: il classico mandolino, uno Stradivari che vibrava,
nella
frenesia d¹essere usato.
Così, mentre lui le carezzava la testa e i capelli parlandole
sommessamente, io la esplorai ben bene, provando a forzare il buchino
con la
lingua e contemporaneamente ad una vigorosa, forse brutale penetrazione,
con il pugno chiuso nella sua figa ormai senza difese, ma il suo
culetto era
contratto, restìo.
Allora aspirai il massimo che potevo di acqua calda e con decisione
le
penetrai l'ano con la lunghissima e spessa canna della peretta:
la sentii
sussultare e di colpo, tutto in un colpo le irrorai il contenuto
nelle
viscere. Emise un grido e sussultò tutta, ma il mrito la
tratteneva
saldamente a terra.
Mentre con una mano le tenevo ben strette le natiche e lei si lamentava
torcendosi, aspirai l¹acqua fredda con l'olio e subito, d¹improvviso,
le
diedi quella sensazione opposta, di freddo e viscido nella carne.
Questa volta gemette, supplicando il marito di farmi smettere, si
sentiva il
ventre scoppiare e cercava di svincolarsi. Ma ormai ero una furia
incontenibile e continuai ad alternare sadicamente, senza pietà,
quasi a
vendicarmi del tormento che m'avevano dato quella sera!
Finchè diede un morso sul braccio del marito che la tratteneva
e
svincolatasi, corse a chiudersi in bagno.
Lui mi guardava soddisfatto, aveva un cazzo che gli si agitava
tra le cosce,
per l'eccitazione:
- ora che torna la devi penetrare, tranquillo!-
Tranquillo una michia! Ero agitatissimo e arrapato come una scimmia,
mi
sarei mangiato anche il bambù del capanno dalla voglia e
nel vederla
tornare, languida e disfatta come avesse scopato per ore, la placcai
alle
gambe come al rugby e la rovesciai pancia a terra.
Lei si lasciò prendere, molle e sottomessa, lui l¹aiutò
a sollevare il
culetto nel migliore dei modi e io, ormai davvero imbestialito,
m'affondai
senza nessun ritegno come un animale dentro la sua carne. Sì,
davvero come
un maiale... ma non me ne vergogno, tant'é che ricordo con
grn piacere quei
movimenti parossistici dentro i suoi fianchi, il suo lagnarsi flebile
e un
pò rantoloso:
- Sei un pezzo di meda! Mi stai trattando come una vacca... piano!
pianooo!!! -
Alla seconda invocazione lui le infilò i bocca il suo cazzo
e la scopò così;
ci incontravamo, da una parte uno e l'altro dall'altra, ad ogni
colpo che
le menavamo, sempre più brutali...
Ma durò poco, le scoppiammo presto dentro, con ancora più
profonde e
prolungate spinte... sudati, impazziti di piacere.
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