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Avevamo parlato spesso di questa possibilità, di fermarci
in auto in uno di quei " luoghi insoliti" dove si avvicinano
dei guardoni per masturbarsi e l'ipotesi eccitava molto questa ragazza
che si toccava e godeva ai racconti di quello che avrebbe potuto
fare, di solito finiva che scopavamo o che che ci masturbavamo guardandoci.
Una sera però volli metterla alla prova. Non
aspettava altro. Si mise reggicalze e calze nere una gonna ampia
e sotto il ginocchio e ci avviammo in auto verso una di quelle vie
che conoscevo bene. Era ormai l'una di notte.Arrivati accostammo
l'auto al marciapiede, la via era deserta e ben illuminata.
Le dissi di alzare la gonna e mostrarmi le gambe perchè
mi ero eccitato e volevo masturbarmi guardandola. La toccai era
già strabagnata solo per l'emozione di ciò che poteva
accadere.
Le chiesi di accarezzarsi senza togliere le mutandine e mentre lo
faceva si accorse di un'ombra che era passata accanto alla portiera.
Un guardone aveva fatto un passaggio esplorativo,
senza fermarsi, ma fatti pochi passi ritornò deciso al finestrino
e autorizzato da ciò che aveva visto passando si fermò
a guardare certo di non essere sgradito. Lei ebbe una esitazione
e si coprì, ma non ci misi molto a convincerla a riprendere
a toccarsi per me e per lo sconosciuto ammiratore, che nel frattempo
aveva estratto l'uccello e lo mostrava masturbandolo.
Il seguito fu un crescendo di sorprese che mi eccitò enormemente.
Marcella così si chiamava, ebbe un orgasmo dopo l'altro senza
riuscire a smettere di toccarsi, cambiò posizione mille volte
per mostrarsi meglio ai guardoni che ormai sfilavano al finestrino,
me lo prese in bocca mostrando il sedere in ginocchio,poi si sdraiò
con la testa nel mio grembo spalancando le cosce agli spettatori
che venivano sul vetro del finestrino.
La ressa fuori dall'auto si calmò e rimasero solo due ragazzi
piuttosto giovani e ben dotati che non avevano nessuna intenzione
di venire masturbandosi da soli e continuavano a chiedere di abbassare
il finestrino. Io tacevo e volevo vedere lei cosa decideva.
Non ci mise molto a riflettere, premuto il tasto fece scendere il
vetro e prese con la destra l'uccello più vicino mentre con
la sinistra continuava a toccarsi freneticamente. In pochi secondi
il tipo venne e lei si sporse per pulirsi la mano.
Il ragazzo rimasto intepretò il fatto come un invito di Marcella
ad avvicinarsi al suo viso con il cazzo in mano. Forse rimasi più
meravigliato io di lei, che non fece una piega, e dopo averlo masturbato
un attimo e constatato la pulizia se lo mise in bocca succhiandolo
fino all'orgasmo.
Rimasti soli ero talmente eccitato da quello che avevo visto che
scesi dall'auto e volli masturbarmi al finestrino guardandola come
gli sconosciuti.
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