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Volevo inserirmi anche io in questo panorama di esperienze
(quasi tutte raccontate dai maschietti), in quanto mi stuzzicava
l'idea di rivivere quanto capitatomi.
Premetto che sono felicemente sposata, lavoro per un'importante
società nel campo dei software a livello internazionale.
Alcuni mesi fa è stato organizzato un importante meeting
di tre giorni a Milano con i responsabili delle varie filiali europee.
Con la mia collega (ed amica) Anna sono quindi partita.
La prima giornata è stata massacrante, tutta basata su statistiche,
procedure, promozione nuovi prodotti. Alla sera abbiamo mangiato
qualche cosa veloce e poi a nanna.
Il giorno successivo era un po' più rilassante, così
piano abbiamo familiarizzato con i vari colleghi incluso quelli
stranieri.
Decidemmo quindi di organizzare una serata di addio alla quale avrebbero
partecipato quelli un po' più simpatici, "marinando"
la cena ufficiale organizzata dall'Azienda!
Prima di scendere Anna era passata in camera da me per avere in
prestito l'asciuga capelli.
Quando me lo aveva riportato ero rimasta colpita da quanto fosse
sexy.
Abituata a vederla in "formato ufficio" non avevo mai
realizzato le sue potenzialità.
Così si era innescata in me una voglia di giocare, decisi
di cambiare il mio abbigliamento per la serata mettendomi qualche
cosa di più provocante.
Visto che la situazione era totalmente inaspettata ed in valigia
non avevo nulla di particolare, ero uscita per comperare qualche
cosa in un negozio di intimo che avevo notato nelle vicinanze dell'albergo.
Avevo inventato la scusa di una prima serata con un possibile pretendente
e la responsabile delle vendite mi aveva fatto acquistare un completino
"mozza fiato".
Una guepiere nera con tanto di autoreggenti.
Rientrata in camera mi sono vestita ed osservandomi allo specchio
rimasi piacevolmente stupita dall'effetto.
Sopra misi la camicetta bianca ed una gonna corta nera che avevo
in valigia, notando che dal casto abbigliamento si intravedevano
leggermente le linee dell'intimo.
La cena fu molto divertente e quindi in un gruppo più ristretto
ci fermammo al bar dell'albergo.
I colleghi Inglesi onoravano il vino italiano, ordinando l'ennesima
bottiglia.
Io ero già un po' ubriaca ma la loro insistenza mi obbligava
a continui brindisi.
Anna, alticcia anche lei, stava scherzando raccontando un divertente
aneddoto capitatole la scorsa estate.
Mentre rideva concitata, la gonna le si era un po'
alzata, lasciando intravedere le autoreggenti.
Gli Inglesi la ignoravano intenti a bere, potevo però notare
uno sguardo malizioso degli altri.
La cosa mi eccitò non poco e forse per il fatto che avessi
un po' bevuto, tirai leggermente su la gonna anche io. Immediatamente
il gruppo si fece più "chiuso" intorno a noi .
Lei si sedette dallo sgabello su uno dei divani.
Ora lo spacco non dava più dubbi, lasciando vedere la parte
superiore delle calze.
Lei si guardava compiaciuta, sorridendomi divertita dal gioco che
silenziosamente si era creato tra noi.
Non so cosa mi prese, non mi era mai capitata una sensazione così,
da un lato ero eccitata dall'altro provavo un senso di gelosia nei
suoi confronti.
Senza che nessuno lo realizzasse mi sbottonai gli ultimi due bottoni
della camicia.
Il lavoro fatto dalla guepiere era superbo, facendo apparire ancora
più sodi i miei seni.
Incontrai subito gli sguardi di Carlo collega di Napoli ed inaspettatamente
quelli di Alex, un responsabile Olandese, molto carino, ma sino
a quel momento apparentemente freddo.
Il tutto andò avanti per un po' ed io mi stavo eccitando
da morire di questa competizione giocosa creatasi con Anna.
Mi resi conto che distrattamente Alex si era seduto vicino a me
e mi cingeva i fianchi.
Intanto Carlo si era piazzato proprio davanti e ammiccava spudorato
i miei seni.
Proposero poi un ultimo giro di liquore da bere da bicchierini mignon
senza utilizzare le mani.
Anna senza farselo ripetere allargò le labbra intorno al
bicchierino e poi sollevò la testa ingurgitandone il contenuto.
Io imbarazzata presi in bocca il vetro e sollevai il bicchiere con
maggiore lentezza, con la conseguenza che un rivolo di liquore scese
sulle mie guance sino ella scollatura.
Con un gesto inaspettato Anna si chinò su di me e partendo
dalla guancia lecco il liquore sulla mia pelle sino ad affondare
nella scollatura.
I maschi rimasti si lasciarono andare ad un ovazione, congratulandosi
con lei.
Il barman ci comunicò che stavano per chiudere, pertanto
dopo i saluti e gli arrivederci al meeting dell'anno prossimo, mi
avviai verso la mia stanza.
Anna era rimasta a chiacchierare con gli inglesi mentre Carlo e
Alex si erano alzati fulminei seguendomi come due guardie del corpo.
Ci ritrovammo in tre nell'ascensore. Ero eccitatissima, tanto quasi
da stare male, mi sentivo come l'osso conteso da due cani.
Era calato un silenzio imbarazzante, chiaro segno di una palpabile
tensione.
Vedendo che stava avvicinandosi il mio piano li salutai e diedi
loro le spalle, quando in maniera assolutamente velata sentii una
mano palparmi il sedere.
Non potevo sapere di chi fosse, visto che davo loro le spalle pronta
a scendere.
Giunti al mio piano, uscii dall'ascensore senza girarmi e mentre
mi allontanavo percepii le loro risate, e rendendomi conto che mi
stavano seguendo.
La situazione era imbarazzante, da un lato avrei voluto morire tanta
era la tensione e l'imbarazzo, dall'altro provavo una forma di eccitazione
intensa e mai provata, una sensazione di potere.
Io aprii e mi girai per salutarli per l'ultima volta, ma con delicatezza
fui spinta dentro. Entrambi chiesero un bacio della buona notte.
Io diedi un rapido bacio sulle guance.
Credo fossi paonazza, forse anche per il fatto che un po' avevo
bevuto mi sentivo quasi stordita da quello che stava accadendo;
non capivo più quello che veramente volevo.
Da un lato avrei voluto buttarli fuori dall'altro invece
Poi Carlo si fece più audace e mi chiese di dargli un bel
bacio in modo tale che così mi avrebbe sognata.
Io sentivo il braccio di Alex che mi stringeva la vita.
Così mentre davo un veloce bacio sulla bocca a Carlo, Alex
aveva iniziato ad accarezzarmi i fianchi.
Io scherzai dicendo che vista l'ora la serata era definitivamente
finita.
Sentii in quel momento che ero completamente bagnata.
Alex nel suo italiano "buffo" chiese anche lui un ultimo
bacio.
Carlo mi stringeva forte i fianchi e mi indirizzo nelle braccia
del collega, mentre gli diedi il bacio sentii le mie gambe cedere
per l'eccitazione.
Lui rapido si staccò dalle mie labbra, per restituirmi un
altro bacio con la lingua.
Io non riuscii a trattenermi ed iniziai a baciarlo a mia volta con
avidità.
In testa avevo mille sensazioni, mi accorsi che Carlo mi stava sbottonando
la camicetta.
Essere "intrappolata" tra quei due corpi mi stava facendo
impazzire.
Carlo mi tirò fuori i seni ed iniziò a baciarli, mordicchiandomi
i capezzoli, mentre Alex, da dietro mi alzava la gonna.
Inaspettatamente sentii bussare alla porta.
Raggelata mi fermai. Feci cenno ai due di infilarsi in bagno.
Aprii senza rendermi conto che ero quasi svestita.
Era Anna che voleva sapere se stavo bene o avevo bevuto troppo,
e nel caso di necessità di chiamarla in stanza. Lei confuse
il mio colorito e palese imbarazzo con evidenti postumi dell'alcol
bevuto o forse no, visto che mentre mi parlava stava leggermente
barcollando, segno che di fatto era più alticcia di me.
La liquidai con velocità, sentendomi imbarazzata ed in colpa,
come se lei avesse intuito quello che stava accadendo.
Appena richiusa la porta mi girai, era stata una doccia fredda quell'intrusione
e con un attimo di esitazione pensai di concludere così la
serata ; forse mi ero spinta "troppo oltre".
Carlo ed Alex uscirono in quel momento dal bagno sorridenti e completamente
nudi.
Alex aveva un fisico statuario, mentre Carlo, anche se un po' più
robusto, sfoderava un cazzo davvero notevole, turgido e grosso.
Loro compresero la mia esitazione e con grande delicatezza iniziarono
a palpare le mie rotondità , strizzandomi i capezzoli e facendomi
sentire i loro membri eretti contro i glutei e la pancia.
Socchiusi gli occhi e sentii la tensione lentamente dileguarsi.
Eccitatissima mi chinai prendendo alternativamente in bocca i due
membri, con lentezza, dando via ad una notte che non dimenticherò
mai più.
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