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) 29 marzo 2005 - episodio uno (
E' la solita storia.
Cammini per la città e l'occhio ti cade sulle insegne di
un cinema a luci rosse.
Ogni volta che ne esci, dopo aver assaporato il timore e la follia
d'un'avventura improvvisa con una persona che non conosci, con una
persona che non avevi mai visto, con una persona che non incontrerai
mai più. Ogni volta ti dici: stop.
Devo cambiare. La mia vita non può restare appesa al rischio.
Bisogna superare questo ritardato sviluppo dell'audacia sessuale.
E allora eccoti che ti fai coraggio e rientri. La penombra che ti
abbraccia le punte delle scarpe, che sale lungo i polpacci, che
ti insegue lungo i fianchi e sale lungo la spina dorsale fino a
scurire il volto.
Dodici - ti sospira una vocina invisibile oltre un vetro sporco
e ingiallito dal fumo.
Rovisti confusamente, un po' impacciata, nelle tasche e racimoli
il necessario. In sottofondo già ascolti il fruscio degli
sconosciuti e i lamenti di piaceri che provengono dal doppiaggio
dei film.
Ritiri il biglietto e ti fai ingoiare dal buio.
Lo sguardo impiega alcuni minuti a decifrare i segni e le forme
delle anime che si aggirano inquiete fra le fila, che passeggiano
lungo le linee orizzontali delle scale e che delimitano la geometria
della sala. Qualcuno ti ha già adocchiata e si avvicina.
Lentamente senti la sua mano accarezzarti un ginocchio. I tuoi muscoli
sono paralizzati. Il suo respiro si infittisce. La mano sale e si
stringe sopra le pieghe dei jeans. Vi guardate. La paura vacilla
nei suoi occhi. E lui sta leggendo la tua.
Ma il sangue oramai viaggia alla velocità della luce, non
siete già più in grado di fermarvi, il raziocinio
è oramai schiavo del desiderio e dell'istinto.
Lo segui mentre schiva altri corpi con gli occhi guizzanti, la luce
del bagno vi accoglie ma ancora camminate oltre la serra delle porte
per chiudervi in uno spazio angusto, che sa di piscio. Qualcuno
ha giù scopato prima di noi. A quest'ora del pomeriggio è
ovvio.
Vi guardate, quindi le sue mani ti accarezzano.
Sei bella - dice emozionato.
Annuisco. Gli osservo lo strano riflesso che la luce emette in cima
alla sua nuca. E' un uomo di mezza età.
Cosa ti piace fare? - mi chiede con il cazzo già in mano.
Farmelo succhiare - rispondo.
Uno spettro improvviso balena nei suoi occhi, le labbra sbilenche
rivelano la sua sorpresa.
Hai mai visto una donna qua dentro? - gli faccio.
Scuote la testa.
Non fa in tempo a decidersi che oramai mi sono inginocchiata, le
mie labbra gli stanno già massaggiando la cappella, che fortunatamente
si sta ingrossando, acquistando una dimensione di tutto riguardo.
Sa di piscio, ma poco. Talvolta sono sporchi. Questa volta mi va
abbastanza bene.
Dopo alcuni minuti di risucchi lo sento agitarsi più del
dovuto e mi fermo.
Mi alzo e lo guardo.
Ora tocca a te.
La sua mano scende e sente il pieno che ora cerca di uscire dalla
mia patta.
Succhia - gli dico, senza dubbio, con sicurezza.
Si abbassa ed inizia a lavorami l'uccello con dovizia. Temevo fosse
un novellino ed invece saranno anni che succhierà cazzi nei
bagni delle sale cinematografiche.
Lo prende bene, sa dove stringere, come risucchiare e poi menarlo
con abilità. Davvero bravo.
Quasi quasi gli chiedo il numero di telefono.
Nelle giornate di pioggia è molto eccitante incontrare una
persona che ti piace e sa lavorarti per bene in un bagno, sui sedili
d'una macchina nel parcheggio di un parco di periferia.
Sto per venire - gli dico.
Inondami forza! - sento gridare.
Il fiotto è lungo, denso, fuoriesce dal mio corpo in un getto
caldo e cremoso, con forza, aiutato dalle sue dita esperte che sanno
come allungarmi il pene nel giusto istante.
Sono esausta, ma capisco subito che non è ancora finita.
Ora tocca a me.
Così mi abbasso, riprendo a succhiarlo, mentre il suo ventre
inizia a stantuffarmi in faccia, nella gola. E poi, improvvisamente,
si blocca e sgorga, mi sgorga dentro, direttamente in gola, e quasi
mi soffoca. Poi si toglie e rigetto il suo sperma sul bagno.
Resto senza parole. Sorpresa ma anche piena di desiderio. Una cosa
del genere non l'avevo mai provata.
Mi osserva ridendo.
Piaciuto? - mi fa.
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