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Due anni fa siamo andati in vacanza a Capo Vaticano in Calabria.
Mia moglie, 39 anni, rossa e molto molto ben fatta, sopratutto il
sedere è d'oro, ed io, 39 anni, diciamo normale (non ho detto
brutto!).
Abbiamo trovato posto in un bungalow di un campeggio. Ferragosto
era vicino e l'unico locale rimasto libero era in una posizione
isolata dagli altri, vicino al deposito degli attrezzi, ma comunque
non tale da incutere alcuna soggezione o timore.
Dopo una prima giornata passata a riposare dal viaggio (circa 1.300
Km) abbiamo iniziato una vacanza caratterizzata da una profonda
intesa sessuale. Noi abbiamo sempre scopato molto, da amanti prima
e da sposati poi, ma quell'estate abbiamo dato veramente il meglio
ciascuno di sé.
Passavo l'ora della siesta a massaggiarla (lei adora sentire la
mani addosso), per poi penetrarla con foga. In questi pomeriggi
e in queste serate, abbiamo iniziato anche ad apprezzare il turpiloquio.
Lei adora sentirsi troia, e da allora sentirselo dire.
Un pomeriggio ho notato che il giardiniere (o l'uomo di aiuto del
campeggio, non so quale sia stata la sua mansione, un signore sui
cinquanta, non un bell'uomo) era sempre nei dintorni del nostro
bungalow. Dapprima mi sembrò normale, visto che una parete
confinava con il magazzino, ma poi, da una finestra l'ho visto avvicinarsi
ad origliare. Non dissi niente a lei, per non preoccuparla, ma ero
certo che ci aveva sentito nelle nostre vigorose scopate.
Nei giorni successivi l'uomo era sempre presente al nostro pranzo,
una presenza assolutamente discreta, ma assidua.
Lei intanto, cominciò a capire. Un pomeriggio, andai allo
spaccio a comprare qualcosa, e mentre ritornavo ho scorto l'uomo
che, dietro una siepe, osservava il bungalow. Aggirai il piccolo
edificio da una certa distanza e vidi che la porta era aperta, le
tende a trecce per tenere lontani gli insetti, erano raccolte a
metà da un lato. All'interno lei era nuda, in piedi che si
spalmava la crema.
Non visto da entrambi, mi fermai a osservare la scena. Era troppo
lenta e maliziosa nei movimenti per non essersi accorta di essere
vista.
Un dettaglio non mi lasciò dubbi.
Aveva calzato dei sabot neri a punta con il tacchetto basso, vi
assicuro che le sue gambe e le sue caviglie con quelle scarpe vi
farebbero venire solo a guardarle, e lei lo sa, glielo dico sempre.
L'uomo si accorse che mi stavo lentamente avvicinando e chinandosi
a estirpare erbacce, fece finta di nulla e poi se ne andò.
Al mio arrivo, lei stava indossando il costume da bagno e con un
rapidissimo gesto rimase scalza.
Chiusi la porta la presi e la scopai a gambe aperte.
Gemette come sempre con una voce, non forte, ma sicuramente non
sottovoce.
Ero arrapato. Ero arrapato all'idea che lei volesse farsi vedere
completamente nuda da quell'uomo.
L'indomani mi allontanai nuovamente prima di pranzo, lei doveva
fare la doccia. Immancabile l'uomo era al magazzino.
Mi aspettavo la stessa scena del giorno prima, ma invece mi riservava
una sorpresa.
Al mio arrivo, la strada era rivolta verso il retro del bungalow
e non si poteva vedere l'ingresso, non vidi nessuno.
Con una certa sorpresa e una certa delusione mi avvicinai e, svoltato
l'angolo del bungalow per entrare in veranda restai con fiato in
gola.
L'uomo era seduto al tavolo, si stava facendo una sega, protetto
su un lato dai nostri teli del mare appesi ad asciugare, e lei,
distesa sul letto, si stava masturbando con il "cazzone di
gomma" che usiamo per le nostre doppie penetrazioni (due in
figa, perché non le piace nel culo).
Come mi vide l'uomo saltò in piedi ma lei, lo chiamò
e gli disse di stare tranquillo.
Io ero impietrito. Sapevo che lei era troia, ma non immaginavo una
tale iniziativa senza preavviso. L'uomo si rimise in posa, guardingo,
ma col cazzo in mano.
Un gran bel cazzo. Lungo, non molto grosso, ma diritto e con una
grande cappella molto sporgente: complimenti. Lei mi disse di entrare,
"abbiamo uno spettatore" disse.
Io non sapevo cosa fare, ma lei mi abbassò il costume iniziò
un gran pompino.
Mi fece distendere sul letto e, mentre con una mano si aiutava sul
mio cazzo con l'altra si strusciava il "cazzone" sulla
figa e sul culo ben rivolti alla vista del nostro spettatore.
Io godevo sia col cazzo ma soprattutto col cervello, non so quante
parole le ho detto, e non so se per un suo gesto di invito o per
iniziativa, l'uomo entrò nel bungalow e chiuse la porta dietro
di sé. In un istante le fu dietro e dentro. Lei, a pecora
sul letto, mi spompinava mentre l'uomo la fotteva prima lentamente,
(cosa che ai cazzi lunghi riesce benissimo) e poi con ritmo. Lei
si girava appena e lo incitava a scoparla con un movimento rotatorio
dei fianchi (ti fa svenire, ti sembra che ti succhi il cazzo con
la figa) e con apprezzamenti sulla lunghezza del cazzo.
Lui assolutamente in silenzio dava grandi colpi e si lasciava strofinare
il cazzo dai suoi movimenti.
Chiese solo se poteva sborrare in figa: lei acconsentì. Anzi,
disse testuali parole: "sborrami dentro, sborra, svuota i coglioni
che domani me li vuoti in gola".
Io, a queste parole le inondai la mano e uno schizzo la raggiunse
in viso. Anche l'uomo trattenendo la voce venne. Lei lo pregò
di continuare e allora lui, recuperata la voce le disse il classico:
godi troia! Lei godendo venne a infilarmi la lingua in bocca sussurrando:
grazie amore!
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