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Quando sono arrivato al parcheggio loro erano già là.
Mi avevano descritto la macchina ed io avevo descritto loro la mia,
perciò li riconobbi già da lontano.
Penso che il momento in cui parcheggiai vicino a loro e ci guardammo
per la prima volta negli occhi fu uno dei momenti più eccitanti
ed emozionanti che abbia mai vissuto.
Ci siamo conosciuti propri qui, su Laurax. Loro sono una coppia
clandestina, io un singolo non libero.
Li chiamerò Paolo e Paola, anche se questi non sono ovviamente
i loro nomi.
Siamo entrambi dell'Emilia-Romagna e questo ha di certo facilitato
l'incontro.
La nostra corrispondenza è durata un mese ed all'inizio penso
che nessuno di noi avesse veramente voglia di incontrare gli altri:
ci bastava la nostra corrispondenza erotica, qualche immagine per
stimolare
l'appetito.
Sia io che loro eravamo alla nostra prima esperienza: io ero molto
titubante e credo anche loro.
Poi, un giorno, la proposta: siamo liberi in mattinata e andremo
in un motel di nostra conoscenza, perché non
ti aggiungi? Il cuore mi è balzato in gola. Per due giorni
non ho voluto rispondere, poi mi sono deciso.
Ok, mi libero al lavoro e vi raggiungo al parcheggio stabilito.
Paolo scese dalla macchina e mi venne incontro. Ci salutammo con
una vigorosa stretta di mano.
Scese anche Paola un attimo dopo. Ci fu un po' di imbarazzo reciproco,
che superammo di fronte ad una tazza di caffè conversando
amabilmente.
Non potevo fare a meno di gettare lo sguardo sul suo seno, sui suoi
capelli, sulle sue gambe. Lei se ne accorse subito e mi invitò
a proseguire.
Mi sembrava che il bancone del bar scottasse e quando Paolo propose
di andare in Motel fu quasi una liberazione.
"Giochiamo al taxi" mi disse Paolo.
Il tragitto durò qualche minuto, e Paola ed io ci accomodammo
nel sedile posteriore. Fu lei a condurre il gioco,
guidando la mia mano tra le sue cosce.
Le sfiorai le calze e indugiai un poco dove il calore stava diventando
più intenso. Lei cominciò ad
accarezzarmi i capelli, quasi a rassicurami che tutto era ok. Paolo
ci osservava dallo specchietto.
Non ricordo come, ma ci trovammo subito seminudi sul letto.
Le attenzioni erano tutte per lei, Paola era la nostra regina, così
avevamo stabilito.
Iniziammo a leccarla ovunque, insistendo sempre di più mano
a mano che i suoi gemiti si facevano più alti. Paola sembrava
avesse mille mani, perché sapeva incantare sia me che Paolo.
Quando mi prese tra le sue labbra mi sembrò di morire di
piacere.
Paolo decise a quel punto di prenderla da dietro, prima delicatamente,
poi aumentando mano a mano il ritmo. Paolo produceva in lei un risucchio
piacevolissimo.
Non potevo resistere oltre e venni tra le labbra di Paola che non
perse nemmeno una goccia. Passò
solamente qualche minuto che dedicai a fotografare l'amplesso dei
due amanti e poi venni nuovamente invitato tra loro.
Non ricordo quante volte raggiunsi l'orgasmo, ma ricordo che Paola
godette più e più volte.
Fu la sua mattinata, e Paolo ed io gli strumenti del suo piacere
più profondo.
Da allora non ci siamo più incontrati, forse perché
entrambi temiamo che una
mattinata del genere non si potrà ripetere mai più
o forse perché è difficile incastrare gli impegni
di lavoro.
Chissà, magari tra qualche tempo vi racconterò su
queste pagine il nostro prossimo incontro!
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