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Tre amanti By dolcedesiderio74

Quando sono arrivato al parcheggio loro erano già là.
Mi avevano descritto la macchina ed io avevo descritto loro la mia, perciò li riconobbi già da lontano.
Penso che il momento in cui parcheggiai vicino a loro e ci guardammo per la prima volta negli occhi fu uno dei momenti più eccitanti ed emozionanti che abbia mai vissuto.
Ci siamo conosciuti propri qui, su Laurax. Loro sono una coppia clandestina, io un singolo non libero.
Li chiamerò Paolo e Paola, anche se questi non sono ovviamente i loro nomi.
Siamo entrambi dell'Emilia-Romagna e questo ha di certo facilitato l'incontro.
La nostra corrispondenza è durata un mese ed all'inizio penso che nessuno di noi avesse veramente voglia di incontrare gli altri: ci bastava la nostra corrispondenza erotica, qualche immagine per stimolare
l'appetito.

Sia io che loro eravamo alla nostra prima esperienza: io ero molto titubante e credo anche loro.
Poi, un giorno, la proposta: siamo liberi in mattinata e andremo in un motel di nostra conoscenza, perché non
ti aggiungi? Il cuore mi è balzato in gola. Per due giorni non ho voluto rispondere, poi mi sono deciso.
Ok, mi libero al lavoro e vi raggiungo al parcheggio stabilito.
Paolo scese dalla macchina e mi venne incontro. Ci salutammo con una vigorosa stretta di mano.
Scese anche Paola un attimo dopo. Ci fu un po' di imbarazzo reciproco, che superammo di fronte ad una tazza di caffè conversando amabilmente.
Non potevo fare a meno di gettare lo sguardo sul suo seno, sui suoi capelli, sulle sue gambe. Lei se ne accorse subito e mi invitò a proseguire.
Mi sembrava che il bancone del bar scottasse e quando Paolo propose di andare in Motel fu quasi una liberazione.
"Giochiamo al taxi" mi disse Paolo.


Il tragitto durò qualche minuto, e Paola ed io ci accomodammo nel sedile posteriore. Fu lei a condurre il gioco,
guidando la mia mano tra le sue cosce.
Le sfiorai le calze e indugiai un poco dove il calore stava diventando più intenso. Lei cominciò ad
accarezzarmi i capelli, quasi a rassicurami che tutto era ok. Paolo ci osservava dallo specchietto.
Non ricordo come, ma ci trovammo subito seminudi sul letto.
Le attenzioni erano tutte per lei, Paola era la nostra regina, così avevamo stabilito.


Iniziammo a leccarla ovunque, insistendo sempre di più mano a mano che i suoi gemiti si facevano più alti. Paola sembrava avesse mille mani, perché sapeva incantare sia me che Paolo.
Quando mi prese tra le sue labbra mi sembrò di morire di piacere.
Paolo decise a quel punto di prenderla da dietro, prima delicatamente, poi aumentando mano a mano il ritmo. Paolo produceva in lei un risucchio piacevolissimo.
Non potevo resistere oltre e venni tra le labbra di Paola che non perse nemmeno una goccia. Passò
solamente qualche minuto che dedicai a fotografare l'amplesso dei due amanti e poi venni nuovamente invitato tra loro.
Non ricordo quante volte raggiunsi l'orgasmo, ma ricordo che Paola godette più e più volte.
Fu la sua mattinata, e Paolo ed io gli strumenti del suo piacere più profondo.
Da allora non ci siamo più incontrati, forse perché entrambi temiamo che una
mattinata del genere non si potrà ripetere mai più o forse perché è difficile incastrare gli impegni di lavoro.
Chissà, magari tra qualche tempo vi racconterò su queste pagine il nostro prossimo incontro!



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