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Era stata davvero una bella festa.
Si era fatto molto tardi, si era un po' troppo alticci per mettersi
al volante e cosi' io e altri miei amici siamo rimasti a dormire
da Marco, che aveva la casa tutta a sua disposizione per quel week-end.
Forse il destino volle che io e Marco dovessimo condividere il matrimoniale
dei suoi genitori...e cosi' parlando del piu' e del meno prima di
addormentarsi lui fa: "Non so cosa darei in questo momento
per un bel pompino...".
DIN, in quel momento mi suona quella campanella che da molto tempo
avevo in testa: il desiderio di provare a toccare l'arnese di un
altro uomo, di stringerlo tra le mani, di sentire il suo sapore...
"Cosa daresti, Marco?" . Silenzio.
Non si aspettava proprio questo tipo di risposta; non so dove ho
trovato il coraggio ( penso pero' che l'alcool
abbia molto contribuito ad abbattere le mie inibizioni ..) ma gli
ho messo una mano sopra i boxer che lui usava per dormire.
Da li ad arrivare ad avere il suo pene in mano ci volle davvero
poco. Lui restava in silenzio, non mi guardava, ma si lasciava fare;
lo massaggio per un po', lo accarezzo, gli tocco le palle con delicatezza...una
risposta dal suo arnese inizia ad arrivare.
Io piu' che eccitato ero imbarazzatissimo e agitatissimo, era davvero
un'esperienza che non mi sarei mai aspettato di fare e non sapevo
nemmeno come mi sarei dovuto comportare...l'unica cosa di cui ero
sicuro
era che mi piaceva, iniziavo a prenderci gusto a sentire il suo
pene crescere tra le mie mani e a sentire i primi gemiti di godimento.
Tolgo le coperte e mi metto tra le sue gambe.
Lui continuava il suo silenzio fatto di mugolii, ma meglio cosi',
ogni parola sarebbe stata superflua in quella situazione.
So che in quel momento quello che avrebbe desiderato di piu' era
che la mia bocca calda circondasse il suo grosso glande, ma volevo
fare a modo mio.
Inizio quindi a leccargli le palle e la base del pene; lui mi prende
la testa con una mano e me la sposta sopra la sua enorme cappella...il
suo odore mi eccitava tantissimo, non riuscivo piu' a resistere
e cosi' affondo
la mia bocca su quella calda e dura asta, cercando di inghiottirla
il piu' possibile, di leccare le parti piu' sensibili..non capivo
piu' nulla, ero come impossessato da quel pene stupendo, dai gemiti
di Marco, dalle sue
mani che mi guidavano nei movimenti della testa.
Mi avviso' con un "vengo", ma in quel momento la troia
che è in me decise di andare fino in fondo e di farmi
riempire la bocca con un forte getto caldo e cremoso, del quale
non ando' persa nemmeno una goccia.
Guardo Marco: era rosso in faccia, non so se per l'imbarazzo o per
l'orgasmo. "WOW", mi dice; CONTINUA...
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