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Lui si chiama Gio e io non sono più quella ragazza un po'
infantile che sognava il principe azzurro. Insomma, sono cresciuta.
Certo, non è stato tutto così semplice, non sono cambiata
come per magia, dalla sera alla mattina e non avrebbe senso farne
la cronistoria. In questo contesto interessa soprattutto la vicenda
erotica, giusto?
posso raccontarvi i passaggi fondamentali.
Non vi dovrebbe esser difficile immaginare che i miei sensi di
colpa erano parecchio "concentrati" sul sesso anale: la
prima volta con Gio è stata un disastro. Ero tesissima nonostante
aspettassi questa sua iniziativa come una possibile liberazione
ho sentito male , e più lui cercava di essere delicato,
più io mi sentivo in colpa nei suoi confronti
e più
diventavo "stretta". Come se la situazione non fosse abbastanza
complicata, la mia tensione ha illuso Gio di esser stato il primo
ad inaugurare il mio ingresso posteriore
accidenti a me.
Non sopportavo l'idea di mentirgli e di essere falsa nei suoi confronti
come non sopportavo l'idea di ferirlo scaricandogli addosso tutta
la verità, perciò ho raccolto il mio coraggio e mi
sono imposta di "rischiare" il tutto per tutto pur di
rendere "erotici" i miei sensi di colpa e trasformarli
in "benzina" per il suo fuoco. L'occasione l'ho avuta
una settimana più tardi, di sabato pomeriggio, sulle rive
di un fiume, dove eravamo andati per goderci il primo sole caldo
di primavera
insomma, mi sono spogliata completamente proprio perché
era un angolo di fiume molto a rischio "estranei" e/o
guardoni.
La mia spudorata imprudenza nel voltare la schiena proprio verso
il sentiero che veniva dalla strada (e il mio disinteresse nei confronti
dei rischi che potevano arrivare da quella parte) hanno subito messo
Gio in agitazione
ed eccitazione. Senza mai guardare verso
il sentiero, mi sono girata sulla schiena offrendo esplicitamente
la bocca a lui e il mio "panorama tra le gambe" a chiunque
fosse arrivato dalla strada.
Fortunatamente a Gio è andato subito il sangue alla testa,
così mi è venuto quasi spontaneo il mio primo "capolavoro"
(tutto di mia iniziativa): una confessione-pompino, un discorso
tra me e il suo uccello eccitato allo spasimo
- mmm
scusa, scusami per l'altro giorno
mmm
mmm
ero tesa, non è stata colpa tua
mmmm
mi piace sai
nel sedere mi piace un sacco
sono stata
una stupida
è che mi sono vergognata
mmm
credevo che ti arrabbiassi
Beh, dal sentiero non è arrivato nessuno
in compenso
poi il rapporto anale c'è stato e di quelli "devastanti"
. E' durato poco, perché questa volta era lui quello psicologicamente
teso, ma ho capito (ho capito che lui aveva capito)
ho sentito
per la prima volta che Gio mi aveva presa con quella così
sconvolgente e particolare "rabbia" riservata alle "troie".
Non pensate che io sia cinica
in certi momenti il cervello
fa quello che vuole lui, non quello che vorrebbe il buon senso
insomma, mentre Gio mi sodomizzava io non riuscivo a scacciare i
"ricordi"
che il tipo di Milano era abbastanza
più dotato e decisamente più "porcello"
mi faceva sentire molto più "umiliata" quando
mi veniva dentro,
Bob, Marco e Giangy non avevano avuto particolari
motivi di "rabbia" nei miei confronti e avevano sempre
usato i profilattici
ma erano in tre e giocavano molto sul
lato "spettacolare"
Vorrei farvelo capire chiaramente: l'adrenalina che mi era esplosa
nelle vene con quel rapporto era sì dovuta al fatto che finalmente
Gio mi prendeva in quel modo
ma è fin troppo evidente
che per me non sarebbe stato così terribilmente eccitante
se non ci fossero stati gli altri prima di lui
e probabilmente
anche lui non avrebbe provato una "rabbia" così
sconvolgente se non si fosse reso conto che altri maschi mi avevano
presa in quel modo prima di lui.
Voi non potete immaginare quante volte mi sono chiesta cosa vuol
esattamente dire "troia" per voi maschi, cos'è
che vi eccita tanto di una "troia".
Perché, se ho ben capito, una vera troia non deve essere
né volgare, né insaziabile o tantomeno "ninfomane"
in parole povere una troia deve semplicemente "arrendersi",
deve saper godere proprio di certe "angherie" erotiche
è così?
No, all'inizio non mi rendevo conto che ci fosse una stretta relazione
tra la "colpa" di essere troia e la "punizione"
riservata alle troie
adesso comincio a pensare che la "colpa"
sarebbe ben poco eccitante se non ci fosse l'inevitabile "punizione".
Il gioco con Gio ha preso questa strada anche se le tappe sembrano
quelle comunemente percorse da moltissime altre coppie: le foto
hard, l'abbigliamento un po' troppo imbarazzante in pubblico, il
coinvolgimento di estranei.
Per ora tutto si ferma alle avventure improvvisate in campo neutro
(dove non rischiamo di incontrare conoscenti
). Lui ovviamente
non sa che potrebbe saltare le tappe di avvicinamento
però
neanche ci gira troppo attorno: adesso, per esempio, "devo"
portare sempre con me diverse confezioni di profilattici anche se
prendo la pillola
il messaggio è decisamente chiaro
prima o poi "dovrò" usarli con qualcuno
questi palloncini!
Che vi devo dire
sinceramente mi sentirei parecchio imbarazzata
dalla eventuale partecipazione di altre femmine, e capisco che questo
è un mio limite, una mancanza di imparzialità nei
confronti del mio uomo.
Anche il "triangolo" fisso non riuscirei a reggerlo, non
la voglio neanche immaginare una storia con un mio "amante"
no no no.
Il fatto è che non riesco neanche a desiderare la partecipazione
di altri maschi né a considerarla eccitante
a meno
che
a meno che Gio non mi ci dovesse "costringere".
Insomma, è soprattutto questo "particolare" che
mi eccita, questa forma quasi di "punizione"
anche
se poi gli strumenti della punizione dovrebbero necessariamente
essere "altri maschi" e immagino che i rituali sarebbero
"quelli" che già in parte conosco
cioè
soprattutto sesso anale "abbinato" a tutto il resto.
Il dolore fisico? No, non c'entra per niente, anzi
diciamo
che farei volentieri a meno anche di quello che provo quando il
sesso anale è molto energico. Il mio "masochismo"
è soprattutto mentale e molto ben circoscritto al gioco erotico
nel senso che, nella vita di tutti i giorni, non mi lascio
certo sottomettere da nessuno, ve lo garantisco. Probabilmente mi
piace sentirmi "costretta a godere", forse mi manca il
coraggio di prendere l'iniziativa, forse ho bisogno di non sentire
tutta la responsabilità selle mie spalle.
Hem, penso di comunicare soprattutto con persone intelligenti,
quindi mi sembra perfino superfluo ricordare che non sto cercando
proposte di incontri. E' già stato un bel regalo per me la
possibilità di scrivere queste cose, chiarirle anche a me
stessa
se poi dovessi scoprire di non essere la sola, o perlomeno
di non essere una mosca bianca
sicuramente mi sentirei più
tranquilla.
Bacioni Maya
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