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Non pensavo che la mia storia suscitasse tanto interesse.
Ringrazio tutti quelli che mi hanno invitata a corrispondere privatamente,
ma credo che certi argomenti sarebbe un vero peccato trasferirli
nel privato
possono interessare a tante altre persone. Del
resto Laurax ci permette di restare anonimi e, se continuerà
gentilmente ad ospitarci, non sarà imbarazzante dialogare
in questo spazio.
Ritorno alla mia vicenda.
Come immaginavo, questa estate ci sono stati parecchi sviluppi.
Il gioco tra Gio e me ha preso una strada diversa da come l'avevo
immaginata e proprio per questo ne sono felice. Le mie esperienze
passate mi pesavano parecchio e tendevo ad aspettarmi da lui qualcosa
che riproducesse in copia quello che mi era capitato in Sardegna
con quei tre ragazzi.
Beh, me ne sono resa conto: se lo spingessi ad emulare quella mia
esperienza, probabilmente lo condannerei a doversi accontentare
di un deludente surrogato. Innanzitutto perché quella era
la mia prima volta, poi perché quei tre hanno avuto parecchi
altri vantaggi: erano già affiatati tra di loro, l'atmosfera
era quella trasgressiva di un villaggio vacanze, non ero la moglie
di nessuno dei tre
anzi, per loro ero solo una fighetta qualsiasi,
in piena "crisi" di identità sessuale.
Se fossi stata anche solo da qualche mese la ragazza di uno dei
tre, sicuramente non si sarebbero presi tutte le "libertà"
che si sono presi
e anch'io non avrei potuto dire di no senza
esser presa sul serio (intendo dire che, per l'uomo con cui ho un
rapporto di rispetto e fiducia, il no è veramente un no,
per dei maschi ingrifati che sentono di aver "incastrato"
la loro preda
i miei no facevano parte del gioco
entravano
da un'orecchia ed uscivano dall'altra, oppure li attizzavano ancora
di più).
Insomma, da questa primavera il nostro percorso non è più
soltanto una "navigazione a vista"
Gio ha cominciato
a stabilire delle regole ben precise e a pretendere la mia ubbidienza.
Questo gli evita di dover tornare sempre sugli stessi punti e soprattutto
"aggira" l'ostacolo del rispetto e della fiducia che c'è
tra di noi. "Ubbidirgli" è un gioco che non intacca
la nostra vita quotidiana. Lui mi dice quando devo farmi trovare
pronta, e quello è l'appuntamento con le regole.
Il mio abbigliamento "hard" per esempio, lo tiene nel
baule della sua auto: quando lui parcheggia, dovunque ci troviamo,
io devo scendere, spogliarmi completamente, indossare quello che
trovo nel baule e rientrare dopo aver riposto l'abbigliamento "normale".
Altra regola: mi è proibito fare la pipì in un qualsiasi
bagno. Quando sono eccitata mi scappa spessissimo
la devo
fare all'aperto e in un luogo non appartato (che sceglie lui).
Dei profilattici vi ho già detto nella puntata n. 3: li devo
portare nella borsetta. Non vi ho detto invece che ho dovuto andare
io in una farmacia (che imbarazzo!) a fare la "spesa":
tre confezioni "alla fragola", tre "ritardanti"
e tre "supersafe" (quelli che si usano per il sesso anale),
più l'idratante vaginale (lo sanno tutti: anche quello serve
per il sesso anale). Accipicchia, ma quanto costano i profilattici
ho speso una follia!
Le prime volte è stato molto eccitante rispettare tutte
quelle regole (soprattutto col "rischio" di dover usare
i profilattici)
anche se poi non è successo niente
a parte quelli che mi hanno beccata a fare la pipì
o mentre mi cambiavo.
Gio mi ha detto chiaramente che queste prove servivano per farmi
acquistare certi "automatismi"
ma credo che anche
a lui avesse bisogno di verifiche su di me e prove tecniche per
lui.
La prima vera avventura è stata parecchio cruda, perfino
squallida
e mai avrei pensato che mi sconvolgesse tanto (credo
che sia stata proprio questa cercata volgarità a mettermi
tanta adrenalina nel sangue).
Mi ha portato in uno di quei parcheggi dove "teoricamente"
si danno appuntamento le coppie scambiste. Beh, in realtà
l'unica coppia eravamo noi e, come ci siamo fermati con le luci
di posizione accese, così è cominciato un certo traffico
di auto guidate da uomini soli (anche perché il parcheggio
è adiacente ad una strada dove "lavorano" le straniere).
Brr
è sempre difficile per me distinguere tra eccitazione
e paura, perché non è che una scaccia l'altra
da me succede che si sommano, accidenti!
Non è stato Gio a scegliere, ha semplicemente detto di sì
al primo che si è fatto avanti
chiaramente il più
deciso tra tutti quelli che avevano gironzolato attorno alla nostra
auto, rallentando e sbirciando. E' sceso anche lui, li ho visti
parlottare per qualche secondo mentre il cuore mi andava a mille,
si sono avvicinati al mio sportello, Gio lo ha aperto, mi ha fatto
scendere di fronte al tizio, si è messo dietro di me, e sollevandomi
l'orlo del miniabito fino alla cintura, gli ha chiesto senza preamboli:
- ti piace? - (accidenti, glie l'ha chiesto a lui, non a me! vi
rendete conto?)
L'uomo ha farfugliato qualcosa che assomigliava a un "
azzo, certo che sì!
e lì, seduta astante, Gio mi ha fatto accucciare davanti
a quello, mi ha sfilato l'abitino e la borsetta da sopra la testa
e mi ha consegnato uno dei profilattici alla fragola!
vabbè, mi tremavano le mani: il primo l'ho sprecato
il secondo il tipo se l'è messo da solo, e ho cominciato
a fargli il lavoretto. Non l'ho neanche visto bene in faccia, so
che aveva i baffetti neri, era robusto con una discreta pancia.
Quando mi sono resa conto che nel frattempo si era fermata un'altra
macchina, ero così spaventata (eccitata?) che non mi sono
voltata neppure un attimo a controllare.
E' stato il tipo a fermarmi, perché col preservativo e tutta
quella confusione in testa, non mi ero resa conto che stava venendo.
Mi sono alzata barcollando sui miei tacchi a spillo, mi sono guardata
intorno per capire se l'altra macchina me l'ero sognata
e
invece no, era là a pochi metri, con un tizio affacciato
al finestrino che applaudiva me, tutta nuda che avevo appena fatto
un pubblico pompino in un parcheggio "malfamato"!
- quanto vuoi, bella? - mi ha chiesto.
- è una troia, non una puttana - gli ha risposto secco mio
marito
siamo risaliti in macchina e ce ne siamo andati.
poi abbiamo fatto i fuochi d'artificio io e lui, e vi assicuro
che non ne sono rimasta delusa.
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