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Mi chiamo Daniela e la storia che sto per raccontare è assolutamente
vera. È una sorpresa per mio marito Ilario che fra poco compirà
40 anni. È da tanto che Ilario desiderava che io scrivessi
questa storia su Laurax ma, non so perché, non mi sono mai
saputa decidere di farlo. Adesso lo sto facendo, forse anche con
la speranza di essere utile a qualche altra donna che, come facevo
io, combatte con dubbi e paure.
Voglio premettere che qualche maschietto rimarrà forse deluso
perché nel mio racconto non userò termini hard.
Il motivo è che ai miei occhi quellesperienza non fu
hard ma dolcissima e voglio comunicarla così come lho
vissuta.
Ilario ed io siamo in fondo abbastanza diversi nei gusti, nelle
passioni e anche nel modo di vedere la vita in alcuni casi. Malgrado
ciò siamo una coppia molto unita e ci amiamo tanto. Seppur
con gli alti e bassi che penso ci siano in ogni coppia, ci reputiamo
una coppia affiatata.
Ilario è un bel uomo, molto intelligente e raffinato. Più
o meno quattro anni fa iniziò a coinvolgermi in certe sue
fantasie che ci vedevano in giochi erotici insieme a Franco e Giada,
una coppia di carissimi amici.
Queste fantasie allinizio mi diedero molto fastidio: immaginare
di fare sesso insieme ai nostri migliori amici era per me inconcepibile
e non mi eccitava per niente. A dire il vero ero un po bigotta
e non ero mai stata con altri uomini. Avevo avuto uneducazione
piuttosto severa da parte dei miei genitori; uneducazione
tradizionale di quelle che insegnavano che si può fare lamore
solo dopo essere sposati e soprattutto solo con il proprio marito.
La fantasia erotica che più riusciva a coinvolgermi era quella
di essere lamante segreta di mio marito e di incontrarci di
nascosto per fare sesso. Altri pensieri non riuscivano ad avere
lo stesso effetto.
Ma, a furia di viverle, le fantasie di Ilario diventarono pian piano
anche le mie. E così iniziò a piacermi immaginare
Ilario che viziava Giada sotto gli occhi miei e di Franco che intanto
ci masturbavamo. Ma erano solo fantasie, perché di farlo
sul serio non volevo neppure sentirne parlare.
Se lo facevamo al buio riuscivo ad immaginare di tutto e non mi
ponevo limiti; ma la realtà mi faceva semplicemente paura.
Avevo paura del dopo: come sarebbe stato il dopo? Avrei potuto tenere
sotto controllo la vergogna? Avrei potuto guardare negli occhi I
miei figli ed essere per loro la mamma di sempre? E Ilario, che
era tanto trasgressivo nelle fantasie, cosa avrebbe pensato poi
di me?
Forse molti di voi rideranno leggendo le domande che mi ponevo e
penseranno Che donna noiosa. Ma era più forte
di me e questi dubbi mi assillavano sempre di più ogni volta
che Ilario mi proponesse di provare la realtà. Rifiutavo
tutto ciò che uscisse dal recinto della fantasia.
A causa di questi limiti che inconsciamente ponevo alla nostra vita
sessuale, il rapporto fra me e Ilario iniziò a vacillare.
Sentivo che non era più felice accanto a me e non lo era
perché doveva reprimere i propri desideri e vivere solo ciò
che io volevo che si vivesse. Inoltre ero molto gelosa e mi sentivo
ferita da ogni commento, anche scherzoso, che Ilario facesse su
qualche donna. A causa di questa situazione, anche la mia vita non
era felice: a volte mi sentivo disperata e mi chiedevo come lui
avesse potuto cambiare così nei miei confronti. Non trovavo
la risposta e davo la colpa al destino
Un giorno Ilario e Franco, grazie soprattutto a Laurax, scoprirono
di avere fantasie erotiche molto simili e iniziarono a parlarne.
I loro discorsi, che allinizio erano generalizzati, ben presto
diventarono confessioni di intimità coniugali fino ad allora
rimaste segrete nel cuore di ognuno di loro. Giada ed io eravamo
molto amiche ma i nostri discorsi non toccavano mai la nostra intimità
perché ne eravamo gelose. Sapevamo entrambe che i nostri
mariti si sbizzarrivano in fantasie, ma il nostro forte senso del
pudore teneva lontano da noi certi discorsi. Fisicamente Giada ed
io siamo diverse: Giada è un po più alta di
me e più magra; io sono più formosa e di reggiseno
porto una quinta, mentre Giada ha una seconda.
Qualche volta, durante le nostre fantasie, Ilario mi raccontava
di come io piacessi a Franco e della voglia che aveva di trovarsi
le mie tette nelle sue mani. A me piaceva soprattutto ascoltare
Ilario quando mi raccontava come avrebbe viziato Giada mentre io
avrei cavalcato Franco sbattendogli il mio seno in faccia.
Un giorno, stanca di piangere e di chiedermi perché la mia
vita fosse così infelice, decisi di dire basta: era lunica
vita che avevo e non potevo continuare a viverla in quel modo. Così
decisi che la prossima volta che Ilario mi avesse proposto una serata
erotica in compagnia di Giada e Franco avrei accettato. Quando dopo
qualche settimana lo fece, gli posi ununica condizione: se
ad un certo punto avessi detto stop lui avrebbe rispettato
la mia decisione.
Ilario e Franco si misero daccordo per uscire a cena tutti
e quattro insieme un sabato sera. Così, dopo aver accompagnato
i bambini dai rispettivi nonni, andammo in un ristorantino di campagna
con una cucina eccezionale. Quella sera parlammo di tutto: di bambini,
di lavoro, della vita in generale e, sebbene con un po di
vergogna da parte di noi donne, anche un po delle nostre fantasie.
Fu allora che ebbi la conferma che Franco e Giada molte volte facevano
sesso immaginando noi due insieme a loro.
Dopo cena decidemmo di prendere il caffé a casa dei nostri
amici. Ad un certo punto Franco lanciò lidea: Che
ne dite di una partita a carte? Sì, ma che ci
giochiamo ? chiese Giada alla quale non piace giocare a soldi.
E Ilario: Beh, ci giochiamo i vestiti; chi perde una mano
si toglie un indumento. Si chiama strip pocker. Giada ed io
ci guardammo per qualche lunghissimo secondo, poi io ruppi gli indigi
e dissi: Ma sì, tanto al massimo sarà come vederci
in costume da bagno al mare.
Ma il gioco si svolse troppo in fretta... I maschietti erano naturalmente
più abili a poker e forse baravano pure
Così
ad un certo punto Giada ed io eravamo quasi nude: sotto la gonna
lunga al ginocchio Giada indossava delle calze nere con la giarrettiera
ed un perizoma vertiginosamente piccolo. Io invece mi ero messa
delle calze color pelle, la giarrettiera rossa e un perizoma anchesso
rosso. Franco e Ilario avevano ancora pantaloni e camicia.
Giada ed io volevamo smettere: non volevamo correre il rischio di
tover togliere qualcosaltro. Franco e Ilario però insistettero
per continuare permettendoci, in caso di sconfitta, di toglierci
collane, anelli, orecchini e braccialetti. Chissà perché
Franco e Ilario iniziarono a perdere: sfortuna o abilità
(loro naturalmente)? Così rimasero con gli slips.
E adesso che facciamo ci chiesimo tutti. Ilario propose
che gli uomini facesssero dei massaggi alle donne ma con partner
invertiti. Giada ed io ci guardammo brevemente e, con un ma
sì, che cè di male
acconsentimmo
al nuovo gioco.
Franco prese un olio da massaggi che aveva comprato da poco e ne
versò alcune gocce sulla mia schiena dopo avermi slacciato
il reggiseno. Aveva la pellle delle mani molto soffici e sapeva
massaggiare come un vero professionista. Così, distesa e
con gli occhi chiusi, rilassai anima e corpo e cercai di abbandonarmi
senza pensare a nulla. Ad un certo punto le sue mani andarono più
in giù e iniziarono a massaggiare le mie natiche. Mi slacciò
la giarrettiera e mi tolse delicatamente le calze facendo attenzione
a non romperle. La cosa non mi dava fastidio, anzi era una sensazione
piacevole sentirsi spogliare...
Franco si dilungò molto nei massaggi alle gambe e ai piedi
dicendo che è da lì partono tutte le ramificazioni
nervose e che massaggiare i piedi è molto sano. Poi risalì
sulle cosce e sulle natiche massaggiandomi con due mani una e laltra
alternativamente.
Ad un certo punto sentii le sue dita scivolare sotto il perizoma
e distinto serrai le gambe. Mi vergognavo terribilmente e
avrei quasi avuto voglia di dire il famoso stop. Ma
non lo dissi
Aprii gli occhi per un momento e vidi Ilario
che faceva più o meno le stesse cose a Giada, anchessa
con gli occhi chiusi.
Ilario si accorse del mio imbarazzo, venne accanto a me e mi sussurrò
allorecchio di lasciarmi andare immaginando solo ciò
che mi piacesse di più. Mi disse anche che Giada lo aveva
lasciato fare quando lui aveva insinuato le dita sotto il perizoma
e che aveva sentito i peli della sua vagina.
La cosa mi eccitò non poco; eppoi non volevo essere da meno
di Giada. Così aprii di più le gambe e sentii le dita
di Franco accarezzare dapprima il perizoma e poi insinuarsi sotto
di esso e accarezzare la mia vagina. Per la prima volta un altro
uomo mi stava toccando ed io ero bagnatissima. Pensai che sicuramente
Ilario stesse facendo la stessa cosa con Giada e mi eccitai ancora
di più. Ogni tanto sentivo il membro di Franco che da sotto
gli slips spingeva contro le mie gambe: era durissimo
Non so come riuscii a vincere il pudore: mi girai sulla schiena
e chiesi a Franco di massaggiarmi anche davanti. Franco aveva percepito
la mia voglia e mi tolse del tutto il reggiseno. Ilario faceva lo
stesso con Giada. Finalmente Franco aveva il mio seno davanti agli
occhi; fece colare alcune gocce di olio da massaggi e iniziò
ad accarezzarmi con una delicatezza indescrivibile. I miei capezzoli
si fecero subito duri e lui si soffermò molto a giocarci
con le dita. Ad un certo punto cominciò ad accarezzarmeli
con la lingua mentre con le mani massaggiava con passione le mie
tette; poi tuffò il suo viso fra quelle due colline prosperose
e disse solo Finalmente
Guardai Ilario che mi
fece un cenno dintesa mandandomi un bacio mentre accarezzava
con dolcezza i piccoli seni di Giada.
Ad un certo punto, come allunisono, Ilario e Franco si diedero
unocchiata complice e si tolsero gli slips: i loro membri
erano durissimi. Franco avvicinò il suo al mio seno ed io,
come se fosse una cosa abituale, glielo imprigionai in mezzo alle
tette massaggiandolo con esse. Ma dove avrò preso tutto quel
coraggio? Come avevo fatto a sconfiggere il mio esasperato senso
del pudore? Sentii il suo calore e avvertivo una voglia pazza di
prenderglielo in bocca. Mi trattenni a stento ma lui, come ad aver
intuito la mia voglia avvicinò il suo membro alle mie labbra,
non me la sentii di farlo
Ilario disse Ma qui non è giusto: noi uomini con luccello
di fuori e voi con il perizoma? E così iniziò
a sfilare il perizoma di Giada. Era lultima occasione per
pronunciare il famoso stop ma vedendo Giada sollevare
il bacino per lasciarsi togliere il perizoma da Ilario non lo pronunciai
neppure allora. Franco con la sua solita delicatezza mi sorrise
e mi tolse il perizoma. Chiusi le gambe per la vergogna e guardai
Ilario che mi fece un altro cenno dintesa. Sentii la mano
di Franco accarezzarmi la vagina
Chiusi gli occhi e lo lasciai
fare aprendo le gambe quel tanto che il mio pudore mi permetteva
di fare. Ad un tratto sentii le sue labbra e la sua lingua nella
mia vagina
Era bellisiimo ed io ero in estasi. Aprii gli occhi
e vidi Ilario con la testa fra le gambe di Giada e mi eccitai ancora
di più (se di più si poteva
).
Franco si alzò e io vidi il suo membro vicinissimo alle mie
labbra
Distinto lo presi con la mano e iniziai a menarglielo
leccandolo di tanto in tanto. Poi non resistetti e lo presi tutto
in bocca leccandolo con avidità fino alle palle, mentre Giada
faceva la stessa cosa con Ilario.
La voglia di sesso aveva rapito tutti e quattro e tutti e quattro
volevamo la stessa cosa. E così Ilario e Franco si sedettero
sul divano, uno poco distante dallaltro. Io mi misi sopra
Ilario e iniziai a muovere il bacino come sapevo che a lui piaceva.
Intanto Giada cavalcava suo marito
Eravamo tutti e quattro
là, amici per la pelle a dividere anche il sesso
Questo
pensiero mi dava una gioia ed una tranquillità danimo
incredibile e mi permise di vivere lorgasmo più bello
della mia vita fino ad allora.
Nessuno di noi quattro quella sera volle uno scambio completo, non
ci sentivamo pronti
La serata finì con il proposito
che ci sarebbero state ancora delle serate insieme così perché,
malgrado tutti e quattro fossimo sazi e appagati, la voglia era
ancora forte. Ormai è da quasi un anno che ci incontriamo
di tanto in tanto per vivere momenti erotici in vera amicizia. Non
abbiamo ancora avuto uno scambio completo, non ne abbiamo mai sentito
la necessità
Chissà, magari un giorno
Da quella prima sera la nostra amicizia con Franco e Giada è
diventata molto più bella e più solida. Un bene profondo
e un rispetto reciproco ci legano fortemente. Giada ed io ci confidiamo
problemi e preoccupazioni di qualsiasi tipo, senza vergogna e nemmeno
orgoglio. Il sesso non è certamente diventato largomento
principale delle nostre discussioni e ne parliamo solo quando capita,
come parliamo di lavoro e quotidianità. A volte penso che
noi quattro siamo anime gemelle...
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