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Back to Silvia ( In treno )
di Jack

Vorrei raccontarvi in ultimo, lo prometto non vi stanchero’ piu’, un episodio che mi capito’ con Silvia, dopo l’esperienza con mia moglie.
In effetti ero’ tutto preso dall’evoluzione dei miei rapporti con una "nuova" e tutta da scoprire, compagna che giorno dopo giorno si prestava a nuovi giochi, avevo in effetti tralasciato il rapporto clandestino con Silvia.

Lei sicuramente se ne era accorta, i nostri incontri si facevano sempre piu’ radi e frettolosi, alle sue telefonate spesso rispondevo negandogli la mia disponibilita’, un po’ perche’ in effetti di tempo non ne avevo molto, un po’ perche’ oramai nella mia testa inconsciamente, ma non tanto, l’avevo sostituita con mia moglie.

Certo che lei non se lo meritava, e piu’ mi vedeva assente sia di presenza che di pensiero, e piu’ cercava di stimolarmi proponendomi situazioni che erano nel nostro immaginario quello piu’ spinto.

E proprio di una di queste, uno delle poche realizzate, che voglio raccontare, anche perche’ la consiglio a chi piace giocare e spingersi oltre.

Un giorno Silvia mi chiamo’ in ufficio e dopo aver parlato un po’ mi disse se potevamo fissare un appuntamento nel suo appartamentino, io come al solito ultimamente, tentennavo .

Credo che lei ne fosse consapevole, e mi propose una nostra fantasia erotica di cui spesso parlavamo.

Di solito succedeva che mentre facevamo l’amore lei proponesse dei luoghi o dei modi diversi per fare sesso ed io elaboravo la sceneggiatura sempre mentre stavamo scopando e la cosa era molto arrapante.

La cosa rimaneva nel nostro immaginario, non perche’ non volessimo realizzarle, ma per una questione di tempo e mentale.

Ma lei al telefono fu molto decisa, e convincente mi propose quella del treno, sapeva che mi eccitava da morire, tanto fu che trovai il tempo, un pomeriggio da "spendere" per il nostro programma.

Stabilito il giorno, l’orario ed il tragitto, la mia mente comincio a lavorare su cose gia’ pensate cento volte, mentre Silvia ogni tanto mi telefonava ricordandomi con frasi impronunciabili, che non vedeva l’ora di attuare il mio disegno.

Quel pomeriggio, quello stabilito, verso le 19.30 di sera , era estate , inizio estate, io ero alla piccola stazione di un paese vicino al nostro.

Aspettavo il treno quello che lei avrebbe preso due fermate prima.

Mi guardavo intorno, c’erano poche persone ad aspettare, ma certamente non mi sembravano le persone giuste per quello che avevo in mente, soprattutto c’era un abisso tra la mia eccitazione mentale e l’espressione della gente , quasi tutta annoiata e stanca , penso da una giornata di lavoro.

Pensai a Silvia e al fatto che forse tutto sarebbe finito in una bolla di sapone, mi dispiaceva anche "rovinare" una nostra fantasia, una delle migliori, comunque aspettavo il treno sapendo che avrei in tutti i casi passato un pomeriggio diverso.

Dopo venti minuti il treno si fermo’ sul primo binario, un treno di quelli vecchi, con i scompartimenti da 6/8 posti , salii, e mi misi subito in cerca di Silvia.

Il treno riparti’ ma ancora non la vedevo, continuai a perlustrare i scompartimenti. Finche’ la vidi seduta vicino al finestrino del suo scompartimento, Silvia era proprio speciale, era vestita di rosso con un abitino elasticizzato scarpe bianche con tacco basso il tutto le mettava in risalto la sue gambe gia’ abbronzatissime, il trucco come al solito molto pesante, era decisamente sexy da scopare sul posto, una bottata di vita in quel treno pieno di gente stanca.

Nel suo scompartimento c’erano due ragazzi che non le toglievano lo sguardo di dosso e lei civettuola non faceva altro che accavallare e scavallare le gambe con ampi gesti , quando si accorse di me, mi fece un cenno di assenso, e continuo’ la sua messinscena.

La vedevo recitare ad arte la parte della signora ingenua e provocante, dopo poco si alzo’ e venne verso di me che ero fuori sul corridoio.

Il gioco era che dovevamo far finta di non conoscerci, cosi’ lei apri il finestrino e sottovoce mi disse se la cosa mi piaceva.

Io sempre senza farmene accorgere, gli disse che era uno schianto, ma che le eventuali "vittime" del nostro gioco come stabilito le dovevo scegliere io, e che due giovanotti arrapati non mi sembravano la preda giusta, troppo facile.

Poi mi appoggia al suo culo, facendogli sentire quanto la cosa mi arrapava, lei si giro’ subito e mi struscio’ l’uccello, con movimenti disinvolti delle mani, sempre senza dare nell’occhio. Le misi la mano sotto il vestitino dalla parte del sedere, aveva un perizoma inesistente e la troia era gia’ bagnata, ancora prima di cominciare.

Le dissi di ritornare nello scompartimento , e che le avrei fatto sapere , io

Quando cominciare a cercarmi.

Cosi’ mi allontanai a scovare tra la gente del treno la nostra/e vittime.

Data l’ora il treno era pieno di pendolari e per il 90% erano extracomunitari,

la cosa mi stuzzico’ molto, pero’ la faccia di questa gente era molto triste , parecchi dormivano, non fu facile trovare uno scompartimento giusto, privo di donne e con gli uomini giusti.

Entrai in uno con tre ragazzi di colore che parlavano fra di loro, mi sembrava il posto giusto, mi sedetti , ma capii che l’odore di sudore, che chiaramente emanavano loro malgrado, dovuto a una lunga giornata, penso di duro lavoro, poteva essere di qualche imbarazzo per Silvia e malvolentieri li salutai e uscii.

Non riuscivo a trovare le persone giuste, sembrava tutto facile nelle mie fantasie ma nella realta’ un po’ meno.

Finiti i vagoni della seconda classe, passai a quelli di prima, che erano quasi completamente vuoti, in uno di questi era seduto un ragazzo di colore sulla trentina, vestito molto elegantemente, presi la palla al balzo ed entrai nello scompartimento.

 

 

Mi presentai e dopo poco scambiammo qualche parola, lavorava in una ditta di confezioni ,abbigliamento , lui faceva il commesso nello spaccio per i clienti , il suo stipendio era uguale a quelli che lavoravano dentro come operai, i bei vestiti glieli passava la ditta, lavorava a contatto con il pubblico perche’ aveva un aspetto molto presentabile.

Gli chiesi perche’ viaggiasse in prima classe, lui mi disse semplicemente che

Si vergognava a farsi vedere vestito di tutto punto dai suoi connazionali ed anche perche’ nel suo tratto di treno non aveva mai incontrato un controllore.

Decisamente un bravo ragazzo, nella mia mente speravo non troppo bravo.

Con la scusa di fumare (tra l’altro io non fumo) uscii un attimo dallo scompartimento e con il cellulare feci uno squillo a Silvia dicendogli dove mi poteva trovare.

Rientrai nello scompartimento, mi misi vicino al finestrino un po’ lontano da lui e ripersi la conversazione.

Dopo poco arrivo’ lei, chiese permesso ed entro’, con tutta la sua carica sexy, si misi a sedere davanti a lui, anche lei si presento’ e si introdusse nella conversazione.

Il gioco prevedeva che io facessi da spalla, nel senso che l’aiutassi a spingere i discorsi in una certa direzione, lo feci per i primi 5 minuti poi Silvia come un vulcano non ebbe piu’ bisogno di aiuto.

Il discorso scivolo’ subito sulle capacita’ amatorie dei ragazzi di colore, e della richiesta che c’era in giro per giochi erotici vari, Silvia gli chiese se aveva avuto esperienze.

Il ragazzo stava al gioco , anche lui si divertiva molto, anche troppo,

forse pensava che fosse tutto un parlare per passare il tempo, ma Silvia ogni tanto si muoveva in modo provocante, soprattutto quando accavallava le gambe , penso che il ragazzo alla sicura vista del perizoma, abbia capito che forse non era tutto un parlare per parlare.

Quando Lei affronto’ l’argomento "grandezza del pisello degli uomini di colore", capii che era giunto il momento, anche perche’ poi scoprimmo che lui sarebbe arrivato a destinazione in una mezzora.

Mi alzai e li salutai con la scusa che dovevo scendere alla prossima fermata, uscii dallo scompartimento e mi nascosi nello spazio dove appunto ci sono le uscite.

Dopo 10 minuti esce Silvia e per mano il ragazzo , si dirigono verso la toilette del treno, rapida occhiata e ci si infilano dentro.

Tutto come nella nostra fantasia, anzi meglio, non avevamo considerato il ragazzo di colore. A questo punto pero’ avrei dovuto avvicinarmi alla toilette e magari sentire ed immaginare cosa sarebbe successo.

Ma dovevo fare tutto il corridoio e poi c’era un frastuono mortale.

Tentennai, poi quando decisi di andare, erano passati altri 10 minuti , vidi aprire la porta della toilette e uscire Silvia.

Solo lei, le feci cenno di dove ero, lei mi raggiunse ed andammo insieme nello scompartimento di seconda.

Nel corridoio lei mi racconto che chiusa la porta dopo un breve bacio, lei gli sbottono’ i calzoni, gli si inginocchio’ davanti, glielo prese in bocca, mi disse che era eccitatissima , non era la prima volta che scopava con uno di colore, ma quella situazione le piaceva, solo che dopo poco lui gli venne in bocca senza che lei se ne accorgesse.

La cosa le era piaciuta, ma era rimasta con una voglia addosso, che mi fece sentire, prendendomi la mano e mettendomela nella sua fessurina, molla fradicia.

Mi prego’ di seguirla e di ritornare presto allo scompartimento dove c’erano i due giovanotti. Facemmo quasi tutto il treno, arrivati a destinazione scoprimmo che ne’ era rimasto solo uno, ma non volli entrare anzi gli dissi che sarei rimasto fuori a fare da guardia.

Lei entro’ dentro richiuse la porta scorrevole, dopo 5 minuti, tiro’ le tendine

Che lasciavano intravedere solo una striscia orizzontale in basso, non mi era facile sbirciare perche’ mi dovevo abbassare un po’ e nel corridoio anche se poche, ma passavano i passeggeri diretti verso le uscite.

La curiosita’ era tanta e in un modo e nell’altro mi abbassai e vidi lei in ginocchio con il cazzo del ragazzo in bocca, era proprio arrapata, la conoscevo bene, peccato che il pompino duro’ pochissimo, cioe’ quello che riuscii a vedere io, poi prese un preservativo,(portarli sempre dietro) e lo infilo’ sul cazzo del giovane, era la solo cosa che vedevo di lui.

Gli sali’ sopra’, scosto’ quello che rimaneva del suo perizoma e se lo mise dentro. Vedevo il suo culo, imprigionato a fatica dal vestitino rosso attillato, muoversi su e giu’, in alternanza a movimenti circolari da me ben conosciuti.

Alzai lo sguardo, per vedere se arrivava gente, ma la situazione era tranquilla, il treno si stava per fermare.

Tornai a sbirciare, non si vedeva un gran che’, sempre il suo culo muoversi, ma proprio mentre il treno rallentava sentii le sue grida, anche se soffocate, sussurri che mi facevano capire che lei stava godendo, anche se a denti stretti, ero li a due passi senza vedere un gran che’ ma ero ugualmente eccitato come non mai.

Appena il treno si fermo’, poco dopo lei usci’, viso un po’ stravolta, mi fece motto che dovevamo scendere anche noi, poi prima di andare rientro’ nello scompartimento e bacio’ il giovanotto visibilmente soddisfatto e stravolto.

Scendemmo dal treno e mentre prendevamo un caffe’ aspettando il treno che ci riportasse alle nostre rispettive destinazioni, lei con una viso soddisfatto mi disse quello che aveva provato, un eccitazione che le aveva preso la testa

Una voglia di possedere ed essere posseduta, mi spiego’ che fosse stato per lei si sarebbe fermata ad ogni scompartimento per fare sesso, ogni tanto intercalava con la frase " non so se riesco a fartelo capire", ma il suo viso esprimeva meglio di qualunque cosa quello che aveva provato.

" guarda- mi disse- per esempio il ragazzo di colore, non aveva un gran cazzo, anzi, addirittura e’ venuto quasi subito, ma un pompino cosi’ me lo ricordero’ tutta la vita, e lo rifarei da Reggio Calabria a Milano" bhe’ questo era il senso delle sue parole.

Anche sul treno per ritornare ci scambiammo le nostre impressioni, ma non gli chiesi ne mi chiese niente di eventuali nostre performance, cosi’ chi dovette "rimetterci" fu mia moglie che quella sera, ero decisamente eccitato, mentre la fottevo, gli raccontavo della mia fantasia quella del treno, e questa volta sempre scopando, con dovizia di particolari, penso da come lei si eccito’ che la cosa le piacque molto.

Spero che vi abbia fatto venire la voglia di provare e magari riprovare, perche’, questo e’ un mio consiglio , le fantasie non riescono sempre come le abbiamo pensato, qualche volta bene qualche volta meno bene, quello che e’ importante e’ la situazione ed il desiderio di realizzarle.

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