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La storia che Vi sto per raccontare, è in tutto vera e attinente
a fatti che ci sono realmente successi o che ci stanno succedendo,
anche se per ovi motivi, ho cambiato i nomi, di assoluta fantasia
ed luoghi degli avvenimenti, perché raccoglie la partecipazione
di più persone, le più coinvolte a loro insaputa negli
eventi che sono serviti come "chiave di volta" al consolidamento
della nostra vita, della nostra complicità e penso anche
del nostro stupendo futuro, con la donna che rappresenta il mio
ideale.
Questa è una storia che ha origini lontane, nelle fantasie
di Aleska, protagonisti: l'erotismo che ha i caratteri di un'ossessione,
di una condanna da scontare, e le mie fantasie, di un richiamo che
mi spinge a sperimentare, le più varie forme di trasgressione;
conseguenza paradossale di una prima parte di vita, tranquilla e
rilassata, ma intrisa della violenta e tenera esperienza avuta nelle
fantasie del matrimonio e nel rapporto che in due abbiamo coltivato
nella lontananza del lavoro o degli amanti, ma uniti nel desiderio
reciproco fino a ritrovarsi e percorrere la strada che porta ad
oggi, in un rapporto fondato sulla pratica del libertinaggio.
Nella prossima età rimane però, irresistibile, l'attrazione
per la sessualità più torbida e sfrenata, incarnata
nella intensa figura che è comparsa tra di noi, un Antiquario
Forse ignaro, forse attore, forse vittima, ma capace di realizzare
l'inconscio, essere oggetto delle attenzioni e soggetto delle azioni,
inconsce di Aleska.
Provo a spiegare ed a circoscrivere meglio
era ottobre, quando
andando in una boutique di quelle che vanno di moda oggi, in cui
trovi tutto, dalle scarpe alle mutandine, dalle minigonne ai soprabiti,
quelle "boutique" che propongono: "uno stile"
Aleska era entrata per comperare un completino di biancheria intima
visto in vetrina, quando ha provato una forte attrazione per il
proprietario del negozio, arrivando a coinvolgerlo ed a farsi toccare
in camerino
. e poi via, subito di corsa a casa a raccontarmi
tutto!
L'eccitazione che la pervadeva, fece sì che senza mezze
misure, sfilatasi le mutande, si girò offrendomi ciò
che Aleska ha da sempre più apprezzato, una violenta penetrazione
"a secco", nel suo buchino, racchiuso in mezzo al solco
di pesca dei suoi stupendi glutei, nei momenti di grande eccitazione
inumidito solo dagli umori interni, urlando a piena voce, quello
che le avevo sempre insegnato: le cose si chiamano con il loro vero
nome
:"Marco
inculami!".
L'unione di queste due cose: l'eccitazione di una mano sconosciuta
e furtiva fra le stupende labbra del sesso di Aleska, che la fruga
e le titilla il clitoride e la reazione violenta di "un voltarsi
ed offrire il culo" è il "fil rouge" che attraversa
tutto questo nostro racconto e forse anche tutta la nostra vita.
Alcuni mesi dopo, quasi si incominciavano a sentire i profumi delle
gemme di tiglio dei viali della nostra Parma, un mattino prima di
andare nel proprio studio da commercialista di cui è titolare,
Aleska, percorre viale Mentana, quando all'incrocio con una traversa,
fu attratta da una bottega artigiana di un restauratore antiquario.
Due vetrine fronte strada, un grosso portone subito dopo, che si
apre su di un cortile di ciottoli rotondi di fiume, sulla destra
appena entrati nell'androne, l'ampio ingresso al negozio, articolato
in due ampi locali con in fondo una scaletta che porta all'ammezzato.
Nel cortile in fondo, due finestre al pianterreno di fianco alla
serranda che chiude il laboratorio di restauro, sulla sinistra un
portoncino a doppio battente permette l'accesso alle scale che portano
al primo piano sopra il laboratorio.
In quella già tiepida mattina di marzo il sole illuminava
con forza quasi estiva, sbirciò dentro, attraverso il vetro
dell'ampia porta di ingresso al negozio, ma il suo sguardo fu subito
attratto da quello di un uomo, alto, con capelli scuri ed un po'
lunghi, ben pettinato, vestito normalmente con una giacca grigia
un po' consunta dall'attività di restauratore, ma complessivamente
ordinato, pulito ed attraente, specialmente quel suo sguardo profondo
ed intrigante.
Automaticamente spinse la porta, entrò guardando un po' qui
e là: comò, credenze, tavolini, maggiolini, severi
armadi di fine 'ottocento, ma di continuo il suo sguardo veniva
attratto dall'uomo, fin quando, venne risvegliata dalla voce dell'uomo
stesso che con voce profonda la salutava, "Buongiorno signora,
desidera?" Un piccolo sussulto, poi riavendosi "Guardavo,
oggetti interessanti
. Avrebbe un tavolino secretaire?"
Una lunga pausa in cui Aleska si sentiva spogliare con gli occhi,
seppure fosse vestita in modo assolutamente "professionale"
con impermeabile beige su tailleur blu e maglietta girocollo bianco.
Ben lontano dalle "mise" sexy e provocanti di quando andiamo
in giro le sera. " Di sopra" rispose con lo stesso tono
caldo di prima, per nulla emozionato, nonostante, adesso fosse Lei
a guardalo fisso negli occhi. "Bene, vediamo" disse lei
quasi a sfida.
"Prego" disse lui, "Le faccio strada" e si avviò
sicuro salendo la scaletta, fino all'ultimo scalino, arrivato in
cima, si fermò ed aspetto che lei fosse giunta. Lei proseguì
facendo alcuni passi, nell'unica direzione possibile, l'ammezzato
era colmo di ogni sorta di mobile, ma al centro presentava una specie
di passaggio obbligato che conduceva verso delle finestre che si
riproponevano sulla strada. "Ho questi due" disse lui
attraendone l'attenzione e facendola voltare e tornare in dietro
quasi di scatto, ma voltandosi le si aprì il soprabito e
lei stessa andò contro la mano tesa dell'Antiquario che indicava
i mobili da vedere, ma a quel punto si appoggiò contro il
suo seno, ci fu un attimo di gelo, lei non si ritrasse, lui con
calma abbasso la mano togliendola da sotto l'impermeabile ed indicando
due tavolini appoggiati, schiena-schiena, lui incominciò
a spiegarne le peculiarità, ma Aleska per un tempo iddefinito
non seguì, fin quando tagliò corto: "Oggetto
interessante, passerò a rivederlo, Grazie." Si girò
ulteriormente e guadagnò l'inizio della scaletta, con passo
leggermente incerto, sfiorando l'antiquario con il fianco ed il
braccio, all'altezza della patta dei pantaloni che segnava un evidente
rigonfiamento dovuto all'eccitazione che si era creata.
Uscì salutando quasi di corsa, voltandosi indietro solo quando
era già sull'ampia porta di ingresso, la luce del sole mattutino
la riprese e la avvolse completamente, sollevandola ed isolandola
dalla realtà che l'aveva completamente conquistata.
La mattinata passò in fretta, torno a casa come sempre per
pranzo con i ragazzi e tutto fu come prima per due o tre giorni,
lei non si rese conto che quello sfiorare quel uomo l'aveva profondamente
colpita, lei a 48 anni, come una ragazzina
Il sabato sera
dopo le adeguate scuse verso i ragazzi, uscimmo con gli amici, andammo
fino a Milano all'Arena, ma Aleska ballò soltanto
fino
alle 2, quando mi disse: "Andiamo ho voglia di fare un amore
GRANDE
" arrivammo a casa i ragazzi dormivano già,
piano, piano, ci spogliammo e velocemente fummo a letto, io incominciai
ad accarezzarla, dolcemente, poi sussurrandole nell'orecchio quanto
di più dolce riuscissi in quel momento di forte eccitazione,
mi avvicinai con una forte erezione per penetrala, ma in quel momento,
mi disse: "Sono tre giorni che non riesco a togliermi la voglia
di fare l'amore
" un attimo di silenzio e poi continuò:
"Da quando ho toccato l'Antiquario."
Io credo di essere già abbastanza grande, credo anche di
avere una certa capacità di riconoscere e distinguere i riflessi
dell'animo umano, ma ho avuto un lungo attimo di perplessità
e di smarrimento. Il mondo è veramente bizzarro ed io non
lo conosco che solo in minima parte. Vi confido questo perché
penso di essere stato superficiale ed anche ingenuo, non sono stato
capace, fino al quel momento, di capire il vero temperamento sessuale
di mia moglie.
Poi con voce emozionata e quasi chiusa in gola: "Raccontami
cos'è successo?", lei dolcemente, con un filo di voce,
ha incominciato a descrivermi le atmosfere, le sensazioni, che aveva
provato, e man mano che andava avanti nel racconto si eccitava sempre
di più, sempre con maggior coinvolgimento, io ero sdraiato
supino, lei mi salì sopra si penetrò, con il mio membro
in massima erezione e mi confesso che avrebbe voluto avere anche
quello dell'Antiquario dentro di sé, assieme, o prima l'uno,
poi l'altro, non avrebbe importato tanto, anzi, pur di sentire ben
dentro di se tutta la virilità di cui aveva avuto o immaginato
la forza.
A quell'affermazione non seppi resistere ed eiaculai, scaricando
tutto il mio seme dentro di lei, vibrando quattro o cinque colpi
di reni e facendola urlare di piacere, cosa che in casa non ci capita
mai, per riguardo verso i ragazzi nelle altre stanze.
Passarono alcuni secondi, appena ci riavemmo l'abbracciai forte,
forte, la strinsi ed incominciai a parlarle, per capire meglio,
giuro che all'inizio qualche perplessità o dubbio l'ebbi,
ma poi parlando, mi fu chiaro, anzi chiarissimo: era puro sesso!!!
Mi raccontò tutto per filo e per segno, tutto quanto ho appena
raccontato a voi, la notte passò velocissima ed io non riuscii
a trattenermi dal fare l'amore, ancora, ancora ed ancora, fino all'alba,
poi ci addormentammo.
Passarono alcuni giorni e tutto sembrava "normale", almeno
per me! Fin quando una notte bisbigliando Aleska mi ha raccontato
il seguito
Al mattino era passata a vedere il secretaire dall'Antiquario,
ma questa volta, aveva ben chiaro il disegno, che si può
riassumere in: Scarpe tacco a spillo nere, autoreggenti chiare,
tailleur nero con gonna strach ed ampio spacco davanti e dietro,
giacca a due bottoni su camicetta di seta semitrasparente
Questa volta, conosceva bene la strada per andare a vedere i mobili,
nell'ammezzato.
Entra, saluta, si guarda un po' attorno, e poi: "Sono venuta
a rivedere il secretaire
" di rimando l'Antiquario: "Si
accomodi Signora" Lei con piglio sicuro, si avvicina alla scaletta,
aspetta che l'Antiquario sia alla giusta distanza e poi incomincia
a salire, con passo lento ma deciso, sale uno, due, tre, quattro
scalini, sente lo sguardo fisso sul culo, sugli spacchi della gonna,
sulle sue gambe, ma sale ancora e lui sempre fermo
la guarda
da sotto, lei rimane sull'ultimo scalino un piede già sul
pianerottolo ed uno ancora sulla scala, si volta in dietro e lo
fissa sicura. Lui sale piano, guarda con attenzione, poi alza lo
sguardo e lo incrocia con il suo. E' un momento di grande patos..
Fin quando arriva alla sua altezza e con ampio gesto della mano
fa segno di procedere, sfiorandola sulla schiena, come per accompagnarla.
Si avvicinano ai due mobili, questa volta Lui è vistosamente
emozionato, lei rompe il ghiaccio, chiedendo particolari dell'intarsio,
ma lui è quasi ammutolito. Si chinano per vedere da vicino
il buon stato dei mobili, lui sfiora con la mano il seno di Aleska
la quale, non dice niente, ma lo guarda con sfida, l'Antiquario
abbassa la mano ma ovviamente non chiede scusa, non fa finta di
essersi sbagliato, sa benissimo cosa vuole! Lui è vistosamente
eccitato, ma lei svia il discorso e con una scusa qualsiasi riprende
la strada dell'uscita salutando cortesemente.
A questo punto, ecco la "chiave di volta" e dico di getto,
quasi tutto di un fiato: "Fallo impazzire, sbattigliela in
faccia, scopate selvaggiamente, ma a due condizioni: la prima, che
rimangano sempre e soltanto sveltine fra i mobili; la seconda, che
tu gli dia soltanto il culo." Lei mi guarda perplessa, rimane
attonita ed incapace di articolare le mille domande che le sorgono
dentro, così proseguo io: "Si deve essere il nostro
gioco, Tu mi hai confessato che quando gli hai visto la patta gonfia,
l'avresti voluto avere, ma non ti sei resa conto che me lo ai detto
mentre noi facevamo l'amore
che l'avresti voluto assieme a
me, o prima lui poi io o viceversa, ricordi?" dissi tutto eccitato,
e poi aggiunsi: "Bene, è come se giocassimo in tre,
sempre in tre ma solo in due per volta
Mi vorrai chiedere
perchè solo il culo? Bene è semplice questo è
il pegno che Ti chiedo io perchè Tu possa andare da Lui sola!
Il giorno che saranno infrante queste due piccole regole, saprai
che da quel momento sarai con Lui da sola! A Te la scelta."
Rimase per un buon minuto in silenzio, poi mi baciò appassionatamente
e scopammo come "ricci".
Io non chiesi più niente, ma quasi due settimane dopo, una
sera eravamo andati a fare due passi ed a prendere un caffè,
come ci capita spesso, quando Aleska mi sussurra: "Questa mattina
sono passata dall'Antiquario
" e non aggiunge altro; "Vuoi
sapere com'è andata?" Io la guardo divertito ed emozionato.
"Certo!" "Bene" dice lei "Te lo racconto
dopo, quando scopiamo, così, è come se fossimo in
tre! Amore mio!"
E stato un attimo, abbiamo preso il caffè, siamo tornati
a casa, ai ragazzi abbiamo raccontato che: "Papà ha
bel mal di testa!" e mamma: "E' molto stanca, così
approfitta per riposare" Quindi, rapida doccia e poi a letto
A letto nella penombra della stanza, della nostra stanza, è
stato come un fiume in piena, il racconto di Aleska dettagliato
e passionale mi ha portato fino alle stelle, fino a quando, parole
sue: "Come mi hai chiesto tu, ho organizzato bene tutto il
gioco, ho valutato ogni passo da fare, siamo stati a parlare a lungo
sotto, poi ho richiesto dei due secretaire e lui mi ha detto che
ne aveva venduto uno, ma il più brutto
Quindi piano,
piano, sono salita per le scale prima che lui me lo dicesse. Poi
l'ho aspettatato sopra, quando Lui è arrivato, non ha resistito,
ha allungato la mano, si è infilata nello spacco della gonna,
fra le mie cosce e salendo, lentamente, gli ultimi tre gradini delle
scale, ho ovviamente lasciato fare, Lui è arrivato con la
mano a lambirmi la passera ed il culo
io questa mattina avevo
messo quel perizoma piccolo, piccolo, ricordi? Il contatto è
stato immediato! Mi sono voltata dandole le spalle, appoggiandomi
ad un bellissimo tavolo di noce
lui mi ha alzato la gonna
da dietro, poi mi ha abbassato il perizoma, stava per entrare nel
mio "fiorellino", ma io, ubbidiente! Ho abbassato la schiena
e piano gli ho detto "Nel culo per favore!" Lui non ha
più detto parola, ha appoggiato la sua grossa cappella, mi
ha dolcemente bagnata di saliva, con un dito e poi è entrato
in un colpo solo
."
In quel momento ho sentito un bollire tumultuoso, sono andati avanti
a farmi ripetere la scena alcune volte, mentre io, piano, piano,
ho incominciato a leccarLe la fica, il clitoride si inturgidiva,
ma continuavo a dirLe: "Racconta, racconta, non Ti fermare!"
poi quando Lei incominciò ad avere la lingua impastata e
balbettando leggermente, capii che si era compiuto il gioco
La penetrai dolcemente prendendola a "cucchiaio", era
caldissima, mi tolsi lentamente e con molta dolcezza la penetrai
nel culo, morbidissimo, come un guanto di velluto, quasi per magia,
mi sembrava di sentire il calore e l'umido dello sperma dell'Antiquario,
proseguimmo in quest'amplesso infinito, senza fermarci
. Fino
ad addormentarci dopo un orgasmo simultaneo e lunghissimo.
La vita scorreva dolce e piacevole, nonostante, il lavoro, le preoccupazioni
del quotidiano; la nostra intesa sessuale, aveva preso un tono da
"giovani innamorati." Io un po' volutamente ed un po'
per il piacevole benessere interiore, non facevo niente per rompere
l'incantesimo, anzi
Ho lasciato a Lei la totale iniziativa
del gioco. Passarono più di due settimane, quando una sera,
in un momento di tranquillità ed intimità, Aleska
esordisce: "Domani ho deciso di passare dall'Antiquario, hai
qualche idea?" Sinceramente colto di sorpresa, non seppi dire
altro che: "No, no, noo!" come un bambino, colto con le
mani nella marmellata. Lei prosegue: "Sono passata altre due
volte da quando Ti raccontai
" Subito emozionantissimo,
riuscii a far uscire un fievole: "A si?" proprio non sapevo
che cosa dire, la curiosità mi aveva bloccato completamente
e si vedeva bene, Lei mi guarda affettuosa ed aggiunge: "Si
sono passata due volte, la prima da sola un pomeriggio tardi, il
negozio era pieno
Ho guardato un po' qui, un po' la, poi ho
salutato e sono uscita. La seconda sono passata con Franca, per
farLe vedere una lampada da comperare per lo studio."
Tirai un sospiro, devo confessare che il gioco incomincia a farsi
interessante ed anche un po' emozionante. Ma Lei incalzò:
"Domani lo faccio morire
ma non voglio decidere niente
prima, dipenderà tutto dall'improvvisazione del momento,
però mi vestirò proprio bene
Sai sono ritornata
in quel negozio
Quella boutique dove ho comperato quel completino
con le "culottes"
C'era di nuovo il marito della
Signora
Ricordi?" e come facevo a non ricordare quell'inculata
strepitosa
"Certo, ricordo benissimo!" "Mi
sono fatta misurare, questa gonna di seta, ti piace?" "Molto,
provala? Così Ti guardo" dissi io tagliando corto, "MI
ha aiutato a sceglierla ed a misurarla il marito
" Pausa
di sospensione, poi aggiunge: "Mi ha accarezzata, ma come posso
dire
Mi ha accarezzata come una donna, mi ha toccato dolcemente
come toccano le donne
Sono ancora tutta eccitata ma a Lui
non è venuto duro
" intanto si era infilata la
gonna nuova, molto bella, molto conturbante il tutto, sia il racconto,
sia la gonna.
"Domani mattina" aggiunge "metto: il completino che
avevo comperato, reggiseno a balconcino nero con le culottes, le
autoreggenti in tinta, questa gonna di seta, con la giacca di raso,
senza niente altro
sotto. Che te ne sembra?" Stavo letteralmente
sbavando, cosa potevo dire? Ero attizzato come una forgia da carpentiere
.
"Non mi dici niente?" Insistette Aleska, io balbettai:
"Si bello, bello, molto bello, arrapate
" Non sapevo
dire altro, così Lei aggiunge: "Allora usciamo a prendere
il caffè?" "Si certo!" Risposi e la cosa per
quella sera finì così, uscimmo, poi passammo a trovare
amici e rientrammo giusto in tempo per andare a letto.
Il pomeriggio successivo, in ufficio, non riuscivo a concentrarmi
Ogni dieci minuti, il pensiero correva da solo in quel negozio di
Viale Mentana, poi feci una riunione di verifica, sulla procedura
nuova
. Che dramma, mi avessero martellato l'alluce sarebbe
stato la stessa cosa!
Arrivo a casa, con i ragazzi preparo tavola, come tutte le sere,
ma Lei non arrivava, non arrivava mai
Poi verso le 20 arriva,
vestita normale da lavoro
Dicendo: "Scusate, mi sono
dovuta fermare con Franca per chiudere il mese!" Poi iniziamo
cena, mangiamo, parliamo con i ragazzi, anzi Lei parla con i ragazzi,
io
Fremevo!
Insisto per uscire dopo cena ed appena in garage, chiedo: "Allora
Allora, come è andata con l'Antiquario?" Lei con molta
calma e tranquillità, dice: "Bene, mi sono fatta desiderare,
ero veramente uno schianto
ma poi te lo racconto, dai andiamo
a prendere il caffè!" In quel preciso momento ho capito
che questo è e sarà il nostro gioco dell'estate, ho
capito che Aleska, ne aveva recepito la vera essenza!
Ma veniamo ad oggi ed alla situazione che ci avvolge, allo stimolo
che mi ha fatto prendere: carta e calamaio, per scribacchiare queste
quattro righe, al motore che ci fa macinare, amplessi esaltanti
e situazioni di grande complicità.
Aleska è andata complessivamente sei volte dall'amico Antiquario,
ha avuto due rapporti completi ed eccitanti, due volte è
andata solo a farsi desiderare
Non conosce il nome dell'Antiquario
e non lo vuole conoscere
Ha rubato un rapporto diciamo: "lesbico"
con un uomo
Il tutto senza chiedere di più o cercare
avventure, ma solo vivendo molto consapevolmente e completamente
il quotidiano!
Perché sto scrivendo? Perché mi piace, mi sto divertendo
e stupendamente eccitando contemporaneamente, poi voglio ringraziare:
l'Antiquario per la sentita partecipazione, il marito della proprietaria
della boutique che è il vero punto di partenza per questa
storia, il momento in cui Aleska ha avuto la gioia di essere se
stessa sopra tutto e con tutti
Ed in fine il nostro amico
Silvano
Che in una piacevole serata, nella loro casa in Francia,
in cui ci siamo eccitati tutti raccontandoci, mi ha dato lo spunto
e l'idea per mettere in pratica la stesura del racconto e la relativa
pubblicazione.
Cinque baci a tutti, come dice il mio amico A.
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