|
Quanto state per leggere è una storia veramente accaduta
tra Natale e capodanno 2500/2600.
Siamo una coppia di 45 anni circa della prov. di Milano, sposata,
senza figli (lei non può averne).
Mia moglie che chiamerò Silvia è una gran bella mora
alta 1.68 x 60 kg una 4rta piena di seno e un culo da sballo, è
una di quelle donne che anche con uno straccio addosso attira sguardi
di invidia dalle donne e di libidine dagli uomini, se pensiamo poi
che le piace molto vestire bene e sopratutto indossare abiti vedo
non vedo con scollature vertiginose al limite del capezzolo e tacchi
a spillo per farsi ammirare dai passanti, bè io ogni volta
ho quasi voglia di sbatterla contro un muro e scoparmela lì
in mezzo alla strada.
Sono alto 1.78 x 78 kg longilineo, brizzolato e dicono di me che
sono unuomo piacente.
Scegliemmo per la ns. settimana bianca una località sulle
Dolomiti.
Un posto incantevole, così come lalbergo che ci ospitava.
Facemmo subito amicizia con una coppia anche loro della prov. di
Milano ns. stessa età 46 lui 42 lei. Sembravano la ns. fotocopia,
se non fosse per il colore di capelli; lei Laura bionda, lui Carlo
capelli corvini appena striati di bianco sulle tempie, lui medico
lei professoressa di liceo.
Dopo due giorni diventammo inseparabili, si sciava e si cenava insieme.
Tra le tante cose parlammo anche di sesso, delle ns. e delle loro
fantasie, scoprendo così di avere gli stessi desideri chiusi
nel cassetto dei tabù. (e chissà quante altre coppie
come noi).
La fantasia di noi maschietti è il solito desiderio di fare
lamore con la propria moglie insieme ad unaltra coppia,
farlo nello stesso letto, quardarsi e carezzarsi a vicenda, le donne
invece che si eccitavano con queste ns. fantasie mentre facevano
lamore, una volta finito non ne volevano più neanche
sentirne parlare.
Tutti e quattro capimmo che dopo esserci fatte queste confidenze
tanto intime, la ns. amicizia si arricchiva di una nuova complicità,
che risultò tra laltro essere molto piacevole, potevamo
considerarlo linizio di un nuovo cammino verso le porte socchiuse
della trasgressione.
La serata trascorsa in discoteca confermò ulteriormente le
mie impressioni, le cose tra noi erano cambiate (in meglio) si era
diventati più libertini, Carlo ballando con Silvia la carezzava
dappertutto soffermandosi piacevolmente sulle sue chiappe, così
come facevo io con Laura.
Entrambe le donne non davano segni di disagio, anzi pareva apprezzassero
le ns. attenzioni.
Dopo aver lungamente ballato e seccata una bottiglia di spumante
in disco, noi ometti proponemmo di salire in camera per brindare
alla nuova amicizia nata tra noi con una nuova bottiglia di spumante,
e così facemmo.
Brindammo a noi e cominciammo a simulare di ballare, la serata si
scaldava, le mani si allungavano palpandosi e gli abiti delle lei
si sollevavano sempre di più sulle cosce aiutati da noi maschietti
per poi passare alle spalline che lentamente scivolarono dalle spalle
e caddero ai loro piedi lasciandole entrambe con il solo perizoma
e i seni al vento.
Ci gettammo sul divano con gli animi accalorati e, aiutati forse
anche dallo spumante ci ritrovammo tutti e quattro a fare lamore
attaccati gli uni agli altri ognuno con il proprio partner.
Quando finimmo restammo nudi a contemplarci e a ridere per quanto
accaduto.
Sia io che mia moglie non potemmo non notare che Carlo aveva una
dotazione da cavallo, molto grosso in circonferenza e più
venti centimetri di lunghezza.
Silvia ridendo chiese a Laura ma come fai a prendere un coso così
grosso, non ti fa male?
Laura gli rispose che invece era bellissimo sentirsi completamente
riempita e che Carlo era bravissimo nei movimenti e le faceva sempre
raggiungere degli orgasmi fantastici, le dispiaceva solo che dato
le dimensioni non potessero praticare il coito anale che lei avrebbe
invece voluto provare.
A questo proposito chiese a mia moglie se noi lo facevamo (sono
normodotato) e con mia sorpresa Silvia gli rispose che quando ci
andava lo facevamo senza problemi (strano, neanche alla sua amica
del cuore lo aveva mai confessato, nonostante laltra gli avesse
detto che lei lo faceva e se ne sentiva gratificata)
La sera successiva a cena le donne espressero il desiderio di non
voler far tardi in discoteca e che avrebbero invece preferito salire
in camera come la sera prima a gustare dello spumante. Io e Carlo
ammiccammo compiaciuti.
Dopo una ventina di minuti ci fecero segno che era giunto il momento
di salire.
Arrivati in camera, mentre Carlo stappava la bottiglia noi tre ci
sedemmo sul divano e io cominciai per scherzo a palpare tutte e
due, così che Carlo lasciò perdere la bottiglia e
ci raggiunse.
Si mise alle spalle della moglie palpandole le tette e baciarla
sul collo poi le tirò fuori le tette dalla scollatura, prese
la mia mano e lappoggiò sulle tette della moglie, subito
dopo rivolse le sue attenzioni a Silvia e ripetendo quanto appena
fatto alla sua, le mise a nudo il seno, la palpò un po
e poi fece il giro del divano, gli si inginocchiò di fronte
e mentre le palpava le tette con le labbra le lambiva le cosce di
baci.
Poco dopo ci spostammo in camera, ci spogliammo e cominciammo a
giocare ognuno con il proprio partner.
Mentre Silvia mi leccava e ciucciava il cazzo, Laura prese la mano
di mia moglie e la guidò verso il cazzo di Carlo.
Mi sarei aspettato che Silvia la tirasse indietro invece lo prese,
e a fatica mentre mi sponpinava cominciò lentamente a muoverla
su e giù.
Avevo landrenalina a mille, da sempre sognavo di vedere mia
moglie alle prese con un altro, ora il sogno si stava avverando.
Speravo nel mio io che si lasciasse andare, che non si bloccasse
sul più bello, fosse stato per me lavrei subito fatta
scopare da Carlo, ho sempre sognato di vederla penetrata da un cazzo
asinino, così scelsi la posizione a 69 io sotto e lei sopra
di me alla pecorina, in modo di lasciarla col culo per aria senza
alcuna difesa (con la fantasia erano anni che lo facevamo e lei
si è sempre bagnata quando le chiedevo se si sarebbe fatta
scopare da uno sconosciuto in quel momento, lei sbrodolando e succhiando
avidamente rispondeva si.
Intanto Laura in ginocchio succhiava il cazzo al marito mentre con
la mano palpava il culo a Silvia arrivando a carezzarle la figa
e penetrandola dolcemente con le dita.
Mentre leccavo e succhiavo il nettare che produceva la figona bagnata
di mia moglie sentii che anche Laura si era unita a lei e contemporaneamente
mi spompinavano che era una delizia.
Carlo si posizionò in ginocchio dietro mia moglie carezzandola
e baciandole le chiappe, poi le scostò e iniziò a
leccarle lano, sembrava quasi che volesse penetrarla con la
lingua tanto che sembrava volesse mangiarglielo, scostai la testa
per fargli spazio e lasciarlo fare.
Dalla posizione in cui mi trovavo vedevo ogni minimo movimento,
Silvia era un colabrodo, Carlo non ce la faceva più, col
cazzo in mano mi guardò come a chiedermi il permesso di osare
di più; glielo diedi.
Cominciò a farlo scorrere su e giù tra il solco in
alto delle chiappe fino giù strusciandolo sulle labbra fradici
e massaggiandogli il grilletto con la grossa cappella.
Silvia a quel contatto iniziò a muoversi per assecondarne
i movimenti: (conoscendola capii che non pensava ad altro che concentrarsi
su quelle emozioni e il piacere che provava, se non fosse per i
tabù che si porta dietro da sempre si sarebbe già
fatta impalare da quella nerchia che già tanto piacere le
procurava.)
Era la ns. fantasia che prendeva vita, ora il super dotato cera,
stava a lei ora mettersi alla prova, decidere se restare nei limiti
che si era prefissata di non superare, oppure lasciarsi andare e
quello che accadeva,accadeva. (sapeva che comunque finisse, mi avrebbe
sempre trovato daccordo sul traguardo che avesse raggiunto)
Ora Carlo concentrò il suo massaggio esclusivamente sulla
figa di Silvia, le grandi labbra sentendo la grossa cappella strofinarle
cominciarono ad aprirsi e chiudesi, come se stessero cercando di
respirare affannate.
Ancora una volta Carlo mi guardò, non stava più nella
pelle, mi chiese con lo sguardo il permesso di osare di più,
con un cenno gli feci capire di provare, che se andava bene a lei,
andava bene anche per me.
Detto fatto, smise quanto stava facendo e preso in mano quel pop
o di carne (dalla mia posizione mi sembrava ancora più grosso)
lo guidò con fermezza tra le grandi labbra facendosi spazio
con la grossa cappella e dolcemente lo posizionò sullingresso
della figa.
Al contatto, sentii un fremito percorrere Silvia, Carlo da gran
maestro iniziò a muoversi dolcemente, non ce la faceva più,
la prese per i fianchi per fare capire a Silvia quale era la sua
intenzione, e Silvia a quel punto allungando il braccio mise la
mano sul basso ventre di Carlo per fargli capire di non andare oltre,
io carezzandole la schiena le scostai la mano dicendogli di non
fermarsi ora, di lasciarsi andare e di assaporare ogni istante di
quanto stava accadendo.
Ebbi laiuto anche di Laura che la incoraggiò sussurrandogli
qualcosa allorecchio che non riuscii a capire, ma che fece
effetto, tanto che Carlo riprese con dolcezza da dove aveva interrotto.
Sempre sdraiato sotto di lei, con le mani dallesterno delle
cosce le tenevo aperte le chiappe e le grandi labbra, sia per non
perdermi nulla di quanto stava per accadere sia per aiutare Carlo
alla penetrazione (non che ne avesse bisogno).
Fu bellissimo vedere quella grossa cappella farsi strada nella fessura
che fino ad allora aveva accolto solo me, temevo (i dubbi dellultimo
momento) potesse farle male, era troppo più grosso del mio,
comunque mi dissi che al primo segnale di sofferenza di Silvia sarei
intervenuto fermandolo, invece con incredulità vedevo che
a ogni piccola spinta entrava di qualche centimetro senza alcuna
fatica, lo vidi lentamente scivolare dentro fin che il basso ventre
di Carlo non si fermò contro il culo di Silvia.
Le restò dentro senza muoversi, voleva sondare la capacità
di Silvia senza farle male, cominciò poi a muoversi, lo vedevo
uscire ed entrare centimetro dopo centimetro, Silvia tremava come
una foglia e io con lei, non lavevo mai vista così,
mugolava in continuazione, con me lo faceva solo quando stava venendo,
per un momento li confusi per lamenti dovuti al dolore, ma mi sbagliavo,
muoveva il culo avanti e indietro per gustarsi ogni centimetro di
quel magnifico cazzo che la riempiva tutta facendola sentire una
femmina in calore.
Carlo sbuffava, sembrava un toro da monta, abbandonò il ritmo
lento e cominciò a darci dentro con colpi che mi sembravano
dovessero sfondarla e invece la facevano godere ancora di più.
Silvia ebbe due o tre orgasmi intensi uno dopo laltro, e i
versi che di solito faceva in queste occasioni si trasformarono
quasi in grida.
Carlo non ce la faceva più, i suoi colpi divennero sempre
più decisi, stava per godere, non so a chi ma ci chiese con
voce rauca se poteva venirgli dentro, lasciai che a rispondere fosse
lei, e come in trance gli rispose: siiiiiiii, siiiiiiii sborrami
dentro
Era come se volesse premiare e gratificare quel magnifico cazzo
che laveva fatta godere come mai aveva provato.
Sentendole pronunciare quelle parole e consapevole che tra unattimo
un altro cazzo per la prima volta era in procinto di sborrargli
i figa, ebbi anchio unorgasmo liberatorio.
Fu una sborrata stupenda, sussultavo mentre la bocca di Laura mi
succhiava la cappella, sembrava quasi una pompa che aspirava tutto
quanto usciva, e mentre faceva questo, sditalinandosi raggiunse
anche lei lorgasmo con nostro grande piacere.
Eravamo esausti, mia moglie rossa in viso andò in bagno tenendosi
la mano sulla figa per non fare uscire lo sperma che laveva
appena riempita, laltra la seguì.
Io e Carlo restammo senza parole, non ci sembrava vero che quanto
accaduto fosse davvero successo, mi ringraziò per averlo
aiutato a disinibire sua moglie, gli risposi che la cosa era reciproca
e che non avrei mai pensato che finalmente Silvia fosse riuscita
a lasciarsi alle spalle i tabù inculcatogli nelleducazione
che si riceve fin da piccoli, e però gli feci notare che
io ero in credito con lui perché lui si era goduta totalmente
Silvia e ora toccava a me farmi Laura.
Tranquillo disse, anchio voglio togliermi voglio realizzare
il mio sogno, vedere mia moglie che viene inculata e di soddisfare
così anche un suo vecchio desiderio.
Finimmo di passare gli ultimi giorni che restavano quasi sempre
in camera farne a più non posso, Laura impazziva dal piacere
a prenderlo nel culo, tanto che il marito si preoccupò facendogli
notare che finita la settimana bianca si sarebbe dovuto tornare
ala normalità, le donne risposero allunisono che niente
ci avrebbe impedito di rivederci visto che abitavamo a pochissimi
km di distanza.
Da allora ci frequentiamo regolarmente non solo per il sesso ma
per la profonda amicizia che è nata tra noi.
Per commenti: sposimi@katamail.com
|