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Sogno erotico

Sto facendo l'amore con la mia ragazza, in camera da letto, una notte d'estate. Siamo nudi e stiamo sudando. Mi piace molto quando ci bagniamo madidi di sudore facendo sesso, significa che quello che stiamo facendo ha un grande... riscontro.

Ad un certo punto, quando siamo già un bel po'... "avanti", lei mi chiede di spostarci sulla panca per gli addominali, nella stanzetta adiacente che separa la camera dal bagno, dove trova posto anche l'armadio, per intenderci.
Mi prende per mano e mi ci accompagna, poi mi chiede di prendere posto come se dovessi fare ginnastica. Lo faccio, sono curioso ed un po' scettico, in quella posizione non potremo fare molto, visto che le cosce mi partono dal bacino in verticale nascondendo (quasi) il mio pene... Di sicuro -penso- non ha intenzione di scoparmi.
<<Fermo lì, torno subito, >>
Quando riappare, dopo 30 secondi scarsi, ha in mano un paio di manette col pelo rosa sui polsini e sorride.
<<Da bravo, metti le mani sotto>>
Lo faccio (mi fido, non è sadica né scema) e lei mi lega alle gambe della panca. Io, che qualche minuto prima stavo per avere un orgasmo, sono eccitato da impazzire e il pene mi pulsa.
Lei si accuccia vicino a me, si bagna le dita prima passandole sulle labbra inondate della sua passera e poi facendomele leccare. Poi comincia a sfiorarmi il torace, la pancia, quasi senza toccarmi. Mi si alza la pelle al passaggio delle sue dita, quasi a cercare un contatto più forte e più intenso.
Scende sempre di più verso il basso, verso il piacere. Ma non lo tocca. Ci passa a fianco, scende ancora e raggiunge la sacca con... i gioielli di famiglia, li massaggia piano, fa un altro giro tutto attorno al pene senza nemmeno sfiorarlo.
<<Vuoi farmi andar fuori di testa? Sto esplodendo...>>

Suonano alla porta.
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Porc... -penso- chi cazzo è che rompe la domenica notte??!
<<Vado io…>>.
Passa davanti al lettone ed esce, appena fuori dalla porta c'è il videocitofono...
<<Ciao bello, finalmente...! Entra, sali le scale e raggiungi la stanza in fondo al ballatoio, l'ultima che trovi. Io sono lì che ti aspetto, non devi far altro che aprire la porta...>>.
Sono confuso, che cazzo succede?!
Rientra in stanza di corsa, si infila una vestaglia trasparente che non riesce a nascondere nulla, mi guarda rossa in viso, sorride e...:
<<Ti lascio in stand by per un po', goditi lo spettacolo>>.

Spegne la luce che fa piombare la stanzina nel buio più profondo ed esce tirando la tendina leggera, bianca. Si stende sul letto che è proprio lì, di fronte a me di là della tenda, a meno di tre metri. Con la luce (anche se soffusa) che c'è di là, la vedo distintamente.

Si apre la porta e una voce maschile, ancora fuori dalla mia visuale, la saluta ed inizia a vezzeggiarla, bloccato sulla soglia:
<<Immaginavo che tu fossi bella, ma non così tanto. E devo essere sincero, mi ero già tolto dalla testa che tu... che tu... sì insomma che noi...>>
<<Pensavi che non te l'avrei mai data...>>
<<Già.>> <<Ma lui dov'è?>>
<<E' lì che ci guarda>>
Io mi sento avvampare ma lei subito, ridendo:
<<Scherzo, è via per lavoro. Domattina dev'essere a Milano presto così ha deciso di partire stasera per evitare di alzarsi troppo presto. Prima che partisse volevo fare un po' di sesso ma lui con la scusa che poi si addormenta... Insomma, mi ha lasciata così… Avevo troppa voglia, così ho preso coraggio e ti ho messaggiato.>>
<<Hai fatto la cosa più bella del mondo.>>
<<E adesso... >>
<<Adesso?>>
<<Adesso voglio vedere se tutto quello che mi hai detto di te è vero, non sai quante volte mi hai eccitata da pazzi e sono tornata a casa di corsa per "violentarlo". Lui non lo sa ma dovrebbe ringraziarti... Avvicinati.>>

Gli sta parlando con una voce così sensuale che farebbe resuscitare un morto, mi sento morire: il mio pene si ammoscia ma la mia eccitazione supera ogni limite. Solo che è mischiata con una forte gelosia e ossessività: "quello lì" sta avvicinandosi alla mia donna nuda o quasi ed io fino a questo momento non ne conoscevo nemmeno l'esistenza.
Però sono eccitato cazzo, e curioso: fino a che punto si spingerà? Sono eccitato, e geloso, ma eccitato...
Intanto lui si è avvicinato al letto ed ora lo vedo. E' alto, un metro e ottanta circa, magro ma ben piazzato, fisico atletico insomma. Capelli neri, pelle scura, o abbronzata. Ha un paio di jeans sdruciti sulle ginocchia ed una canottiera da "tamarro", le spalle ben in mostra ed un grosso tatuaggio sulla spalla che io vedo, quella sinistra.
Sono consapevole che lui non può vedermi, la mia posizione al buio mi mette al riparo. Che maialina, l'ha studiata bene... Realizzo che in fondo me l'aveva anche detto, bastava solo che avessi fatto più attenzione alle sue parole. Da qualche tempo quando facevamo l'amore spesso le dicevo che avrei voluto che insieme a noi ci fosse un altro uomo, che avrei potuto e voluto farla godere di più con l'aiuto di un altro, che avrei voluto leccarla nel momento stesso che veniva penetrata. Ma lei rispondeva che…
<<Se proprio ti piace, un giorno ci andrò con un altro ma tu non ci sarai. Non ne sarei capace, non potrei concentrarmi e non mi piacerebbe. Al massimo…>>
<<Al massimo?>>
<<Appena torno a casa ti racconto tutto, per filo e per segno. Oppure quando sono con lui ti telefono senza farmi vedere e lascio il cellulare aperto sul comodino, così tu puoi sentire tutti i rumori, i gemiti… O chissà, qualcos'altro ancora che mi invento al momento. Ma tu non parteciperai!>>

Stava realizzando quello che mi aveva detto!
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<<Eccomi. Sono un po' imbarazzato, non ho avuto nemmeno il tempo di realizzare...>>
Mentre lui parla in piedi vicino al letto lei scivola sulle coperte verso di lui, si alza a sedere di fronte a lui (e di conseguenza a me), mi guarda un attimo senza vedermi ma immaginando la mia posizione, mi strizza l'occhio veloce e poi guarda lui negli occhi. Lui continua a dire qualcosa che non capisco, che non ascolto, perché in questo momento vedo la mia donna che allunga le mani verso di lui, verso la sua patta.
Gli slaccia la cintura (ora lui tace) sfilandogliela lentamente del tutto, la fa cadere a terra. Gli abbassa lentamente la lampo, senza mai togliergli gli occhi di dosso.
E' girato verso di lei, mi dà le spalle, così non riesco a vedere. Ma posso immaginare, appena sento la voce di lei…:
<<Crissto...>>
I suoi occhi sono spalancati come se stesse guardando un alien, mi viene da pensare alle sue poche esperienze sessuali e, a suo dire, tutte con uomini di dimensioni... normali, come me.
Immagino che quello che sta guardando così rapita, non sia proprio la stessa cosa. Muoio dalla voglia di vederlo anch'io.
Non vedo le sue mani, ma dai movimenti delle braccia è facile indovinare cosa sta facendo. Anche dai leggeri gemiti che lui ha cominciato ad emettere.
Qualche secondo così, poi lei porta entrambe le gambe da una parte per mettersi più comoda e si inchina in avanti col corpo abbassandosi con la testa al punto giusto.
La mano sinistra ora è puntata sul letto, per sorreggersi, l'altra resta nascosta, sul cazzo, e la testa si muove, in un modo che non lascia dubbi. Nessun dubbio nemmeno sui gemiti di lui, che si fanno più insistenti. E nemmeno sulle sue mani, che ora le carezzano i capelli e la testa.
<<Oddio... sei fantastica...>>
mani da dentro le manette.
Cazzo!

Le stringe i capelli e la tira lontano da sé:
<<Fermati baby, ora tocca un po' a me.>>
Lei si lascia scivolare stesa sul letto e lo guarda mentre lui si sfila definitivamente i jeans che gli erano nel frattempo scivolati fino alle ginocchia. Non ha le mutande, il maiale. Per toglierli si mette di profilo, piegato giù a sfilarli da sotto i piedi. Quando si rialza per lanciarli via è ancora di profilo e quello che vedo va molto oltre a ciò che mi ero immaginato.
Ma… è un uomo o un cavallo?!
Saranno 25 cm di carne, facilmente di più. Ma la lunghezza non è la cosa che spaventa di più!!! E' grossissimo, enorme, almeno il doppio del mio. Sull'asta risaltano delle grosse vene che riesco persino a vedere io da qui, e in cima una cappella appena più grossa.
Un monumento!
Spaventoso è la parola giusta, non lo prenderà mai dentro di sé.
Ne sono certo… o lo spero solo?
<<Accomodati... maschione!>>

Si butta sul letto con lei, seduto. La solleva come un fuscello e le strappa letteralmente la vestaglina di dosso. La butta supina lontana da sé e si lancia come un falco con la testa tra le sua gambe.
E' scatenato, imbufalito! Con le mani le spinge in fuori le gambe tenendola per le ginocchia; comincia a leccarla.
Immagino la sua lingua come una serpe infilarsi tra le pieghe della sua vagina, scivolare sul clitoride e poi dentro a scavarla, poi ancora fuori sul clitoride… Le piace da matti! Lo lascerà fare fino all'orgasmo poi troverà una scusa e lo caccerà.
Lei ansima e ansima. Vedo le sue manine aggrappate a quella testa di capelli corti, i suoi occhi semichiusi. Non mi ha più degnato di uno sguardo dal momento in cui ha visto quell'"arma impropria", è completamente partita. Forse non si ricorda nemmeno che io sono lì che vedo e sento.
<<Sei fradicia…>>
<<Ti voglio… Lo voglio… Mettimelo dentro…>>

Dentro??!! Cazzo lo vuole dentro?! Quel coso?!
Non avevo capito niente, vuole farsi scopare. Ma quelle parole sono come una fucilata, un'altra frustata di eccitazione mista a gelosia. Ancora più forte.
E il fatto che tutto questo stia succedendo sul NOSTRO letto, non fa altro che aumentare questa assurda sensazione!

<<Certo, eccomi.>>
Mentre dice queste parole si tira su in ginocchio, e lo vedo ancora. Mi viene in mente lo stesso aggettivo: spaventoso!
<<Non sai quanto ho sognato questo momento…>>
<<Ti prego fai piano…>>
<<Tranquilla non ti faccio male piccola, vedrai.>>
La prende per i fianchi e la trascina verso di sé come fosse di gomma piuma.

Intanto io ho a che fare col mio corpo che, in preda ad una eccitazione mai provata prima, ha degli spasmi che mi spaventerebbero se fossi in me. Ma non lo sono. Il mio uccello sembra dover esplodere da un momento all'altro!

La posiziona sotto di lui, lo faranno "alla missionaria", proprio sotto i miei occhi!
Le allarga ancora di più le gambe, con una mano puntata al letto si tiene su il busto e con l'altra si prende l'arnese. Nonostante una mano da gigante ne esce fuori ancora una buona metà. Ecco, il mio è grossomodo così, come il pezzo che gli esce dalla mano, in lunghezza, ma molto più piccolo in diametro.
Posiziona la cappella giusto davanti alla fessura, muovendola su e giù con la mano, strusciandola contro quella carne fradicia e bollente, pronta per essere penetrata.

Vorrei essere lì con loro ora, vorrei non perdermi un attimo di quella penetrazione quasi animale, disumana. Vorrei vederlo coi miei occhi, quel palo, sparire piano piano, fino in fondo, dentro la mia donna.
Invece non posso, sono legato lì e non voglio farmi sentire, mi vergognerei troppo dover fare la figura del cornuto contento.

No non posso vederla quella penetrazione, ma il gemito di lei prima sommesso poi in crescendo, mi fa capire che non me ne perderò nemmeno un istante.
Mi sembra che non finisca più quel gemito, non capisco se è di dolore o di piacere, ma poi intravedo le sue mani aggrappate ai glutei di quel maschio, mi sembra che lo stia tirando piano verso di sé.
Mi sembra.
Lentissimamente lui avanza col bacino verso di lei, sempre di più, sempre di più, con una mano le massaggia il piccolo seno. La guarda negli occhi.
Mi compiaccio che sia così bravo e attento, sono sicuro che basterebbe una smorfia sul viso di lei per farlo fermare.
Ma lei non fa smorfie, continua a gemere e a tenere gli occhi chiusi (almeno così mi sembra), e a tirarlo piano verso di sé con le mani.
E lui continua a spingere, piano, quel grosso membro dentro di lei, ancora e ancora.
Quando i due inguini si toccano (cosa che avrei giurato impossibile) il gemito di lei è già da un po' diventato un rantolo. Ora cessa.
<<Ti ho fatto male?>>
Mentre dice queste parole torna un po' indietro col bacino, estrae piano un po' l'uccello e poi subito lo ri-spinge dentro, con un movimento leggerissimo e dolce.
Lei sembra in trance, non risponde e tiene gli occhi chiusi, le mani ancora sulle natiche di lui, che continua a guardarla:
<<Eri bagnatissima, è scivolato dentro facile, visto…?>>
E intuisco appena ciò che lei sussurra:
<<Scopami…>>
La sua voce è poco più che un rantolo, sembra che esca da una caverna, bassa ma convinta.
Non sente dolore, di certo!
Lui sorride.
Ripete l'operazione di prima lentamente come prima, delicato. Estrae appena un poco e poi dentro ancora, fino in fondo…
<<mmh>>
E poi ancora, appena più forte…
<<mmmhh>>
E ancora…, e ancora, sempre delicato, sempre dolcemente.
<<sssììììì… scopamiii… cosìììììììì… ti sen-to… tutt-tooo… sei enormeee…>>
Altre 4, 5 volte nello stesso modo poi lo estrae quasi completamente. Il suo bacino è lontanissimo da lei ora, intravedo la cornice della grossa cappella ancora appoggiata alle grandi labbra.
Lei stringe con le mani le coperte, lo guarda negli occhi mentre lui col bacino fa giocherellare la cappella appena dentro di lei, giusto per solleticarle un po' il clitoride e l'ingresso della vulva.
<<Dammelo… dammelo ti prego…>>
Rispondendo con lo sguardo inizia a spingerlo dentro ancora, lentamamente, sempre roteando il bacino in modo da farlo sentire ancora di più.
Lentissimo fino circa a metà, poi si ferma un attimo, la guarda e affonda!
<<Aaaggghhh>>
Non è un grido di dolore, questo si è capito bene, il colpo secco e deciso di lui, fino in fondo, le è piaciuto da matti!
Poi piano ancora in fuori fino a metà e giù, un altro colpo violento fino in fondo.
<<MMMMhhhhh>>
<<Ti piace..?>>
<<Ssììììììììììììì…>>

Sono passati almeno 20 minuti da quando lui ha cominciato a pompare come un ossesso, sbuffando come un treno a vapore. E' bestiale, un mandrillo come ne avevo visto solo nei film porno.
Pensavo fossero prestazioni finte, montate. Capisco che mi sbagliavo.

Sotto i suoi ripetuti colpi il letto addirittura si è spostato verso il centro della stanza ed io vedo ancora meglio.
Sta affondando i suoi colpi come un fabbro picchia sul ferro caldo, violento ma allo stesso tempo attento ad ogni reazione di lei. Uno spettacolo di amante, sono geloso e invidioso, ma allo stesso tempo felice per lei che si sta godendo una scopata galattica.
E' già venuta una volta, questa è la seconda:
<<Vengo ancora, dai ancoraaa, sììì, eccomi… eccomi… aaarrggghhhhhhhhhhhhhhhhhh………… Fermati, fermati ti prego… un attimo solo…>>
<<Certo dolcezza, riposati un po', non è mica finita…>>
Scivola di fianco a lei, il grosso membro in massima erezione sfida la gravità e si spinge in alto mentre girato verso di lei le succhia un seno. Lei è stesa con gli occhi chiusi, se non gli stesse accarezzando la testa direi che sta dormendo.
<<Anche se… non mi resta molto, tu prendi la pillola?>>
<<No>>
<<Metto… un preservativo?>>
<<…No!>>

Apre gli occhi e si mette seduta, lo guarda e lo spinge a stendersi.
Gli prende il pene con la mano, che sembra ancora più piccola su quel coso. Comincia a muoverla su e giù sulla lunga asta e lo guarda, ancora estasiata ed incredula da tanta… virilità.
Poi piano ci si avvicina con la bocca ed inizia a leccarglielo. E a succhiarglielo.

E' la cosa che ama di più: fare i pompini.
Le piace un sacco tenerlo in bocca, a lungo. Poi sentirlo gonfiare di colpo quando sta per venire, e le fiotte calde e violente che le riempiono la bocca, e le gocce che le scendono dalle labbra, sul mento, sul collo…
Non riesco a vedere perché lei ora con la testa mi copre la visuale, ma ancora una volta non mi perdo un istante, seguendo il crescendo dei gemiti di lui, fino all'urlo finale che avrebbe svegliato i vicini, se non fosse che viviamo in campagna e sono a più di 50 metri di distanza.

Io sono in uno stato pietoso!!!

Dopo alcuni minuti di assoluto silenzio, stesi uno di fianco all'altra con la mano nella mano:
<<Vai giù a lavarti, in fondo alle scale trovi un corridoio, l'ultima porta a destra. Io mi do una sistemata e poi ti raggiungo>>.
Le dà un bacio sulla guancia, raccoglie i suoi jeans, le scarpe e sparisce dalla mia visuale.
Lei si alza e viene verso di me, scosta la tenda ed entra, mi guarda e sorride:
<<Piaciuto il film?>> mi chiede con voce bassa per non farsi sentire.
Ha le labbra, una guancia ed il mento sporco di sperma. Sà quanto mi piace vederla così, ma di solito era… roba mia!
<<Sono sconvolto, slegami…>>
<<Non ancora.>>
Inizia a leccarmi, adesso tocca a me.
E' bravissima! Con una mano mi massaggia piano le palle, prende fra le labbra la cappella e scivola giù piano, fino a farlo sparire tutto in bocca. Sento il contatto con la sua lingua, col palato, mi sembra di sentire anche l'ugola. Poi risale piano, sembra avere una ventosa in bocca… Oddio…
Altre tre volte su e giù in quel modo e non resisto più, il mio stato era davvero pietoso e tutta l'eccitazione frustrata che avevo subìto fino a quel momento si scatena. Meno di trenta secondi e la inondo anch'io, un orgasmo violentissimo e doloroso, che a fatica riesco a tenere… muto.
Dopo il primo spruzzo si toglie un poco e lo afferra dalla base con la mano, restando vicina con la bocca socchiusa per ingoiarne ancora un po' e, nello stesso tempo, farsi sporcare le labbra e il viso anche da me.
La guardo e la vedo bellissima. Sono pazzamente innamorato di lei, in questo momento ancora di più. E sono felice che stia con me!

<<Vado a salutarlo e torno subito>>
Dieci minuti ed è lì, mi libera, e sorridendo mette la "ciliegina sulla torta":
<<Mi ha abbracciata e limonata, l'ho lasciato fare.>>
L'abbraccio e la limono anch'io.

 


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