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Ciao a tutti, sono Simona, poco
più che quarantenne milanese, felicemente sposata, madre di due
meravigliosi ragazzi, che conduce la più normale delle esistenze.
Lavoro, famiglia, casa, qualche rarissima pizza con amici, ed anche dal
lato sessuale, sebbene appagata, non mi discosto dalla norma di coloro
che una volta sposati, ed avuto figli, tendono sempre più a rarefare
le proprie performances. Con Fausto, mio marito, lintesa è
ottima, ma, come dicevo, gli impegni familiari e lavorativi fanno sì
che alla sera si abbia più voglia di dormire che di scopare.
Da un po di tempo abbiamo deciso di realizzare
il sogno dellacquisto di una villetta, perciò è stato
necessario mettere in vendita il nostro attuale appartamento e, quella
mattina, Fausto aveva preso appuntamento a casa con un agente immobiliare
che avrebbe dovuto visionare limmobile ed eventualmente proporlo
ad un suo cliente. Purtroppo, allultimo momento, gli capitò
un impegno di lavoro molto importante, così mi chiese se potevo
presenziare io allappuntamento almeno fino a quando non avrebbe
potuto liberarsi per raggiungerci. Ovviamente non è stato un problema,
mi sono presa una giornata di ferie così da essere presente allarrivo
dellospite.
Lappuntamento era per le 9.00 e, preciso come
un orologio svizzero, a quellora suonò il campanello, andai
ad aprire e mi trovai di fronte un bel giovanotto, Claudio, sulla trentina,
alto, capelli chiari, occhi azzurri, vestito con un abito di lino chiaro,
col caldo che faceva, e con lui cera un signore altrettanto alto
e ben vestito ma di colore.
Claudio me lo presentò come Martin, suo cliente che, in procinto
di trasferirsi da Los Angeles a Milano, cercava un posto dove abitare
vicino al lavoro. Fin quì tutto ok, li ho fatti accomodare in salotto
e, vista lora, ho pensato di offrire loro un caffè immediatamente
accettato da entrambi.
Dopo pochi minuti mi sono ripresentata con un vassoio
dove avevo preparato 3 tazzine e la moka con la bevanda calda, ho servito
per primo luomo di colore, che mi ha ringraziato con un magnifico
sorriso, e poi nel ripetere loperazione con Claudio, senza accorgermi,
ho fatto cadere alcune gocce finite malauguratamente proprio sui pantaloni
del giovanotto.
Nonostante lui cercasse di minimizzare laccaduto mi sono sentita
terribilmente colpevole e mi parso doveroso tentare di riparare il danno
invitandolo in bagno per provare a smacchiargli i pantaloni.
Ho preso un asciugamano asciutto ed un panno appena umido, poi, con estrema
naturalezza, come se fosse capitato a mio marito a mio figlio, ho sbottonato
i pantaloni ed abbassato la cerniera infilando lasciugamano allinterno
e sfergando il panno sulla macchia, non curandomi minimamente della reazione
di Claudio.
Infatti, in ginocchio, intenta nel mio lavoro, non mi sono resa conto
nei boxer del ragazzo andava creandosi uno strano e crescente rigonfiamento,
finchè, fu tale che non più trattenuto dallindumento
non potè che liberarsi verso lesterno.
Mio marito è messo bene ma quello che mi torvai improvvisamente
davanti al viso era straordinario, almeno 20 centimetri di carne e neanche
del tutto in tiro! Bhe! Non ho mai tradito Fausto e neanche ci ho mai
pensato ma in quellistante, forse un po disorientata e un
po sorpresa, listinto mi ha portato ad afferrare quel meraviglioso
cazzone e cominciare a menarlo, facendo scorrere su e giù la pelle
a far uscire una turgida e lucida cappella.
Ho alzato un attimo lo sguardo scambiando con Claudio un sorriso di intesa
per poi iniziare a leccare quellasta, ormai non meno di 25 centimetri,
scorrendo dai coglioni alla cappella, afferrandolo tra le labbra, cercando
di inghiottirlo il più possibile spingendomelo fino in gola.
Tutta intenta a spompinare il giovane non mi ero resa conto che Martin
ora era lì di fianco a pantaloni abbassati mostrandomi il suo enorme
manganello nero della lunghezza di quello bianco ma dal diametro più
grosso.
Ormai lanciatissima ho afferrato anche lui passando la lingua e succhiando
prima una cappella poi laltra.
Dal bagno siamo passati in camera da letto, dove io, ormai nuda, ho ripreso
a succhiare il cazzo di Martin mentre Claudio messami alla pecorina mi
leccava una figa grondante di piacere in attesa solo di essere riempita
dal suo enorme bastone, cosa che non tardò a verificarsi, prima
strusciandomelo tra le cosce e subito dopo spingendomelo dentro tutto
fino ai coglioni. Succhiavo avidamente la cappella nera di Martin mentre
lui si strusciava le mie tettone (quinta abbondante) sulle palle e laltro
che mi montava come una vacca provocandomi una serie di interminabili
orgasmi, lasciandomi sbattere lungamente dal biondo ma con lincredibile
desiderio di cavalcare, per la prima volta in vita mia, un gigantesco
uccello nero.
Quindi mi alzai e mi ci sedetti sopra cominciando a muovermi su e giù
aritmicamente. Era così grosso che, oltre a riempirmi e dilatarmi
completamente la figa, mi strisciava anche sul clitoride producendomi
un orgasmo praticamente ininterrotto.
Continuando a cavalcare Martin ripresi in bocca il cazzo
di Claudio grondante dei miei umori, succhiando e leccando il sapore della
mia figa.
Godevo e urlavo come non mi era mai capitato pensando
di essere ormai al culmine, quando, il ragazzo biondo chinandosi dietro
di me,che continuavo a montare il nero, prese a leccarmi il buco del culo.
Questa cosa mi faceva impazzire di piacere ma non immaginavo certo che
poco dopo ci avrebbe puntato la sua asta inculandomi senza ritegno.
Ero completamente in balìa dei due stalloni, sentivo i loro cazzi
dentro fino in pancia, impalata davanti e dietro tanto da non accorgermi
neanche dellarrivo di Fausto che, invece di incazzarsi, stava godendosi
lo spettacolo menandosi luccello.
Urlavo di piacere e lui mi chiuse la bocca infilandoci il cazzo, io non
mi feci pregare a succhiarlo ingoiandolo fino alle palle.
Mi scoparono e mi incularono a turno tutti e tre per
ore facendomi godere come una vera troia e poi messami supina mi innaffiarono
sulle tette ed in faccia coi loro idranti facendomi bere una quantità
esagerata di sperma. Infine ripresi in bocca uno per uno i loro cazzi
svuotandoli completamente del saporitissimo liquido caldo.
Una volta ringraziati e salutati gli ospiti, io e Fausto,
ci ributtammo sfiniti sul letto, e lì mi rivelò di aver
reclutato lui, sugli annunci di Laurax, i due stalloni perché moriva
dalla voglia di vedermi alle prese con più cazzi contemporaneamente
ma era sicuro, ed aveva ragione, che chiedendomelo non avrei mai accettato.
Ora, di tanto in tanto, sono io a proporlo perché,
come in molte altre cose, purtroppo si è portati a rifiutare stupidamente
(per paura o pregiudizio) a priori situazioni che poi, una volta vissute,
diventano irrinunciabili.
Simona
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