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Finalmente

Tutto iniziò da teenager, i collant e le calze di mia madre erano li stese ad asciugare, così leggere quasi impalpabili, al solo contatto un brivido…
Di nascosto la prima prova, allora la taglia era la stessa, mi andavano a pennello, il nylon generava una carezza inebriante, il membro si inturgidiva immediatamente al contatto, le carezze generavano un contatto ambiguo come fossero le mani di un'altra persona ad accarezzarmi, la mano accarezzava la calza, al contatto fredda e liscia mentre la gamba o il membro ricevevano uno stimolo caldo e morbido.
La prima volta venni senza masturbarmi solo con le carezze esplosi dentro al collant che mi "spalmò" il dolce nettare sulla pancia.
Indossando quelle meraviglie di nylon mi venne quasi istintivo accarezzarmi fra i glutei fino a giungere alla rosellina dell'ano, il piacere che ne provavo mi spinse a provare l'unica via per sentirmi donna.
Iniziai con le dita insalivate poi con oggetti cilindrici ma il risultato non fu particolarmente gradevole, mancava qualcosa.
Ho provato con circospezione a sondare il parere delle donne con cui sono stato con esito viepiù negativo, sembrava che alle donne non piacesse un uomo in collant che le scopava.
Ciononostante la passione mi è sempre rimasta ed ogni volta che ne avevo l'occasione indossavo calze e collant, si perché la mia passione nel frattempo si era evoluta, adoravo indossare sotto un paio di collant 20denari color carne e sopra un bel paio di calze autoreggenti che a seconda del momento potevano essere velate, con la riga o a rete.
Finche un bel giorno non mi capitò il classico inconveniente che, se da un punto di vista rischiò di farmi sputtanare per sempre dall'altro mi permise di avere la mia prima esperienza con una donna amante dell'uomo in collant.
Ero al lavoro in ufficio, di solito la mia nylonpassione veniva soddisfatta le rare volte che ero in trasferta, quella sera non so cosa mi successe tanto fu che mi recai in bagno con il pacchettino acquistato durante la pausa pranzo comprendente l'accoppiata vincente collant tutto nudo color carne ed un paio di calze velate nere autoreggenti con bordo di pizzo alto, la mia passione quel giorno ricevette una piccola aggiunta, un perizoma di cotone nero.
Chiusa la porta del bagno mi tolsi pantaloni calze e boxer e mi infilai collant calze e perizoma, essendo ancora orario di lavoro mi rimisi i pantaloni, il fruscio della stoffa sulle gambe inguainate mi fece avere una potente erezione, assaporai per qualche attimo la piacevole sensazione, era la prima volta che indossavo le calze sotto ai pantaloni, di solito ero nella privacy della camera d'albergo senza pericoli.
Camminando in modo strano, i sensi erano ipersensibili a tutte le nuove sensazioni che arrivavano da quell'abbigliamento, probabilmente la paura di essere scoperto concorreva ad acuire le sensazioni che provavo.
Appena tornato nel mio ufficio venni convocato dal capo che doveva urgentemente parlarmi della solita urgenza da affrontare la sera stessa, quasi mi venne un colpo, così conciato non me la sentivo di andare nell'ufficio del capo ma evidentemente non potevo farne a meno, mi maledii nel non aver rimesso le calze di cotone, avrei cercato di non sedermi nella speranza che il nero del nylon non si fosse visto durante la camminata.
Giunto nell'ufficio del capo lo trovai in compagnia di una collega della sede centrale di Roma che avevo intravisto un paio di volte, mi fece accomodare di fianco a lei e ci spiegò di cosa si trattasse, mi sedetti in un modo quasi comico restando sul bordo della sedia nel tentativo di non far alzare i pantaloni a mostrare le calze, la postura alquanto rigida ed imbarazzata non passò inosservata alla collega che nel tentativo di rassicurarmi appoggiò la mano sulla gamba proprio all'altezza del bordo di pizzo delle calze, probabilmente diventai paonazzo dalla vergogna tanto che il capo si apprestò a chiedermi se tutto andasse bene.
Colsi l'occasione per chiedere di assentarmi un attimo per rinfrescarmi, dando la colpa ad un leggero mancamento.
Il capo mi congedò dicendo che avrebbe dato tutti i dettagli alla collega che mi avrebbe affiancato nel lavoro.
Raggiunsi i bagni quasi di corsa per cercare di rimediare all'abbigliamento pericoloso quando con un motto di disperazione mi accorsi che avevano cominciato le pulizie e non sarei potuto entrare per almeno mezzora, a malincuore raggiunsi il mio ufficio dove la collega romana mi stava aspettando con tutte le scartoffie da sistemare, mi sedetti alla scrivania dichiarandomi pronto al lavoro.
Cominciammo a lavorare ognuno alla sua scrivania , il lavoro era discretamente impegnativo e mi dimenticai del tutto l'incidente, dopo un paio d'ore, oramai si erano fatte le 21, decidemmo di dare un'ultima controllata al lavoro svolto per essere sicuri di non aver commesso errori, lei si alzò dalla scrivania per raggiungermi, solo allora mi accorsi che Mara era proprio una gran bella donna, alzandosi notai la gonna appena sopra il ginocchio con un malizioso spacco posteriore che si apriva solo in determinate posizioni, una maglia di cachemire a dolcevita che lasciava le spalle completamente scoperte, la morbidezza del tessuto fasciava un seno ben disegnato dove si notavano i rigonfiamenti dei capezzoli, i capelli nerissimi lisci arrivavano alle spalle, gli occhi turchesi completavano un quadretto davvero eccellente.
Mi raggiunse posizionando la sedia a fianco della mia e cominciammo a verificare il lavoro a monitor.
Finita la verifica con un sospiro di sollievo mi abbandonai sullo schienale stirandomi con le braccia alzate al cielo, così esposto fu facile per Mara, con malcelata indifferenza, appoggiarmi nuovamente la mano sulla coscia esattamente nella posizione in cui l'aveva appoggiata nell'ufficio del capo.
Trasalii ricordandomi cosa indossassi, ed abbassando lo sguardo incrociai il suo, nello stesso istante la mano strinse la coscia così da non darmi più dubbi sul fatto che avesse capito cosa si celava la sotto.
Uno strano stato di serenità mi pervase sarà stato il suo sguardo o la consapevolezza che avendo aspettato la fine dei lavori per manifestarsi evidentemente voleva dire che non era suo interesse sputtanarmi.
Interessante disse, mentre con la mano si spostava verso il mio sesso che trovò in piena erezione, proprio interessante, sono indiscreta se ti chiedo cosa vuol dire… pronunciò con voce bassa e calda guardandomi negli occhi stringendo ritmicamente la mano attorno al mio sesso, sospirando mi rilassai e raccontai la mia passione.
Sorridendo mi invitò a mostrargli come fossi vestito, vista l'ora tarda oramai eravamo i soli presenti nell'edificio ma mi premurai lo stesso di chiudere la porta a chiave, mi girai appoggiandomi ad essa e slacciati i pantaloni li lasciai cadere a terra come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Mara mi osservava con estremo interesse, vidi che si stava accarezzando i seni, mi invitò a raggiungerla, lasciando i pantaloni e le scarpe a terra mi avvicinai, Mara cominciò ad accarezzarmi le gambe fino a raggiungere il membro perfettamente eretto, quella carezza fatta oltretutto da una donna mi stava facendo toccare vette di piacere indescrivibili, Mara non staccava gli occhi dall'erezione, conferma del fatto che non ero insensibile al suo fascino ed alla situazione che si era venuta a creare.
Mi tolse il perizoma continuando ad accarezzare il membro sotto il sottile strato di nylon.
Le chiesi di spogliarsi volevo vederla in abbigliamento intimo, lei sorridendo si alzò e si liberò con un movimento elegante dal maglioncino liberando alla mia vista uno splendido seno sorretto da un reggiseno a coppa che sosteneva solo la parte inferiore lasciando libero completamente il capezzolo, i capezzoli meravigliosamente eretti erano particolarmente lunghi, le chiesi di non togliersi il reggiseno.
Continuò a spogliarsi lasciando scivolare a terra la gonna che scoprì uno spettacolare paio di gambe inguainate in un paio di calze rosa chiaro con un bordo di pizzo rosa e nero decisamente eccitante, i lacci di un reggicalze stilizzato raggiungevano il filo di un perizoma anch'esso rosa leggerissimo con ricami neri che riprendevano il motivo delle calze e del reggiseno.
Il tutto era sorretto da un paio di scarpe nere con il tacco a spillo allacciate alla caviglia con un cinturino di un paio di centimetri.
L'insieme era decisamente esplosivo, mi raggiunse e mi levò la camicia dicendo ora si che possiamo divertirci.
Le mani vagavano senza meta sui corpi bollenti di piacere, mentre Mara mi stringeva il cazzo con una mano raggiunsi la sua figa coperta dal tessuto leggerissimo e completamente fradicio del perizoma, lo scostai e mi dedicai con piacere della vulva, la feci sdraiare sulla scrivania per poter assaporare la dolcezza del miele che sgorgava dalla figa ormai dilatata dal piacere, esplorai con dovizia tutti gli anfratti della vulva fino a raggiungere la clitoride che si ergeva pronunciata come ad aspettare proprio la mia lingua, la leccai e succhiai con estremo piacere per alcuni minuti, mi aiutai anche con le mani accarezzando i glutei ed entrando fra le natiche fino a raggiungere l'ano che dopo aver umettato forzai con la lingua, cedette con inattesa facilità, segno di un'abitudine all'uso, la mia lingua entrò per tutta la lunghezza, i sospiri di Mara si fecero più intensi.
Tolsi la lingua dal buchino e tornai a dedicarmi alla figa ed alla clitoride dedicandomi all'orifizio anale con le dita che trovando la strada lubrificata dalla saliva entrarono con facilità, al primo feci seguire atre dita ed al terzo dito le sue mani artigliarono i miei capelli spingendomi con forza verso la figa ed un fremito percorse Mara poco prima di inondarmi la bocca con una quantità di liquido decisamente copiosa.
Rimasi allibito da quanto mi stava accadendo ma non mi ritrassi e bevvi tutto il possibile, aveva un sapore dolcissimo, afrodisiaco, Mara soffocò un urlo liberatore nella paura di essere sentita da qualcuno, mi alzai e la guardai negli occhi, il suo sguardo era trasfigurato dell'orgasmo appena provato, con le mani sempre fra i miei capelli mi attirò a se quasi con violenza, le nostre bocche si incollarono in un bacio selvaggio, dopo un lungo momento ci staccammo ed ansanti riprendemmo fiato.
Mara era come trasformata, si alzò dalla scrivania e mi spinse sopra facendomi sdraiare, con forza strappò il collant in corrispondenza del cazzo liberandolo in modo da poterlo accarezzare in piena libertà.
Mi lasciai andare appoggiato alla scrivania, con la mano libera Mara mi accarezzava le gambe donandomi un piacere incredibile, non ci potevo credere avevo finalmente incontrato una donna che gradiva la mia passione, venni distolto dai pensieri quando percepii chiaramente la lingua di Mara sul glande, dopo pochi secondi le sue labbra cominciarono a baciare l'asta, scese fino allo scroto ed imboccò un testicolo alla volta facendo poi scorrere la lingua risalendo fino al glande, imboccò completamente la cappella facendosi entrate tutto il cazzo in bocca, essendo discretamente dotato mi stupii che riuscisse ad ingoiarlo tutto, mi alzai a guardare ed incrociai il suo sguardo carico di libidine, si tolse il cazzo dalla bocca lentamente lasciando filamenti di saliva fra le sue labbra e la cappella, con voce roca trasformata dalla libidine disse, adesso carino sei nelle mie mani, ti farò tutto quello che hai sempre sognato e che probabilmente ancora non sai di volere.
Si rimise in bocca tutto il cazzo e con entrambe le mani lacerò ulteriormente il collant liberando il solco fra le natiche, estrasse il cazzo dalla bocca e leccando l'asta per tutta la lunghezza oltrepassò lo scroto continuando a scendere lungo il perineo fino a raggiungere al buchetto posteriore.
Il piacere che provai fu quasi imbarazzante, mai nessuna era arrivata a tanto, avevo ancora le parole che mi frullavano in testa alla ricerca di un significato, ad un certo punto sentii distintamente la lingua forzare l'orifizio anale, ad una iniziale reazione di irrigidimento seguì un sonoro ceffone che mi gelò il sangue, Mara si alzò in piedi e guardandomi con durezza mi disse, ora sei nelle mie mani e farai tutto quello che io vorrò, ed anche se dopo ti renderai conto che non potrai più farne a meno ora non ti puoi tirare in dietro, ricordati che sei nelle mie mani.
Durante la minaccia non aveva smesso di masturbarmi pertanto il cazzo non accennò minimamente ad ammosciarsi, anche se attraversato da una leggera vena di paura non accennai nessuna reazione, il rischio che raccontasse in giro della mia passione mi impediva ogni reazione.
Si rimise il cazzo in bocca e succhiando con particolare abilità riportò lo stato di eccitazione alle stelle, inginocchiatasi nuovamente fra le gambe riprese a leccare lo sfintere, al nuovo tentativo dei penetrare con la lingua mi trovò più disponibile e riuscì a farla entrare, ad ogni tentativo ne entrava un po' di più fino a farmi sentire del tutto a mio agio con qualcosa che violava il mio ano.
Alternativamente abbandonava il mio culo per succhiarmi le palle e l'uccello facendo crescere l'eccitazione in continuo, era maledettamente abile a tenermi sulla corda, quando mi sentiva prossimo all'orgasmo smorzava l'eccitazione con una sapiente stretta ai testicoli, non dolorosa ma sufficiente a frenare l'orgasmo.
Abbandonò per pochi secondi la posizione raggiungendo la sua borsa dalla quale estrasse qualcosa che non riuscii a vedere, riprese il trattamento appena interrotto, ad un certo punto sentii le sue dita cercare di forzare il mio ano, da prima con un dito che scivolò facilmente oltre lo sfintere, dopo un paio di spinte uscì e rientrò con due dita, l'introduzione fu più difficile ma anche loro passarono lo sfintere, il fastidio iniziale lasciava dopo poco il posto ad un piacere nuovo nel sentirmi violato e riempito in quella parte del corpo ancora per poco vergine.
Il terzo tentativo avvenne con tre dita, fu doloroso anche perché per vincere la resistenza Mara spinse con decisione fino a forzare l'anello elastico dello sfintere che cedette imprigionando le tre dita, con un lento movimento introduceva ed estraeva le dita facendomi abituare a quell'intrusione, questa volta il fastidio non accennava a diminuire, dovette prodigarsi con il pompino per farmi dimenticare il dolore che stavo provando.
Era un continuo contrasto di sensazioni, piacere, dolore, paura e gioia, mi stavano spossando, pian piano le mie difese scemarono svuotandomi di energia, quando Mara di accorse che non ponevo più resistenza si alzò e con una carezza mi disse che era giunto il momento dell'apoteosi mi avrebbe fatto godere come mai mi era capitato in vita mia, oramai esausto non capii cosa stesse facendo sta di fatto che un dolore lancinante allo sfintere mi risvegliò completamente, come una lama rovente sentivo qualcosa tendere le carni dello sfintere dandomi l'impressione di lacerarmi.
Mara con un ghigno quasi feroce spingeva qualcosa dentro il mio povero culo, mi accorsi solo in quel momento che con una mano continuava a masturbare il cazzo che non aveva mai accennato ad ammosciarsi, ad un certo punto terminò di spingere e mi accorsi di sentirmi l'intestino pieno di qualcosa di duro ed estremamente doloroso, dopo alcuni attimi cominciai ad abituai pian piano all'intruso e Mara cominciò ad estrarlo, mi impossessò una straziante sensazione di vuoto unitamente all'urgenza di colmarlo nuovamente, guardai implorante Mara che non accennava a fermarsi nella sua estrazione, con voce suadente mi chiese se lo volessi ancora dentro di me, senza parlare feci cenno di si con il capo, lei sempre con dolcezza mi ripeté la domanda intimandomi di rispondere altrimenti non avrebbe fatto una sola mossa.
Allo stremo delle forze le chiesi di rimettere dentro al mio culo l'oggetto, Mara, diventando severa, mi rimproverò di essere maleducato ed estraendo per intero l'oggetto dal culo me lo fece vedere e mi disse, se lo vuoi di nuovo devi chiedere educatamente di riprendere ad incularti, stava brandendo di fronte al mi viso un cazzo artificiale con il quale aveva profanato il mio povero culo, la sensazione di vuoto e la voglia di sentire nuovamente l'intestino pieno di quel meraviglioso oggetto fece sì che implorai chiedendo per favore di essere nuovamente inculato con quello splendido scettro.
Soddisfatta dalla mia richiesta Mara prima me lo infilò in bocca suggerendomi di insalivarlo per bene e poi lo reintrodusse con decisione nel culo.
Pian piano cominciò a muoverlo procurandomi un piacere inatteso, quando capì che ero partito richiamò la mia attenzione e parlandomi dolcemente disse, ora ti farò provare il primo orgasmo senza che il tuo cazzo venga minimamente sollecitato e così dicendo lasciò il mio cazzo ed utilizzando entrambe le mani continuò ad incularmi fino a portarmi all'orgasmo, nel frattempo il cazzo si era ammosciato ma la libidine non era scemata anzi lo stimolo di quel cazzo finto nel culo aveva aumentato il mio godimento fino a portarmi all'orgasmo, rimasi allibito nel sentire quelle sensazioni così forti contrastare col la totale mancanza di erezione, al culmine dell'orgasmo lo sperma cominciò ad uscire la mio cazzo completamente molle adagiato sulla pancia, il piacere che provai fu di una intensità effettivamente mai provata; Mara aveva ragione era riuscita a farmi godere come non mi era mai capitato.
Continua ./..

fred801@infinito.it

 

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