Back to racconti
Sulla terrazza


Voglio iniziare il nostro nuovo racconto con le nostre scuse per chi ci ha scritto e non ha avuto risposta oppure l'ha avuta con enorme ritardo ma non pensavamo di scatenare una montagna di e-mail solo il primo mese 700. Grazie a chi ha scritto.

Dopo il ritorno dalla Croazia dinanzi ai nostri occhi s'erano aperti nuovi orizzonti nell'ambito sessuale. Per la prima volta avevamo realizzato una delle fantasie tanta desiderate da me e Michela.
Il rapporto con Massimo, al ritorno dalla vacanza, rimase ottimo però non continuammo a vederci nella stanza da letto. Per chi non ha letto il nostro primo racconto,"Viaggio in tre in Croazia", ci ripresentiamo io sono Simone ho 32 anni sono alto quasi 1.90 e peso 92 chili, la mia ragazza si chiama Michela non è magra ma ha tutti i chili al punto giusto, 4^ di seno, culo a mandolino, occhi verdi e capelli rossi.
Questa volta vi voglio raccontare un'esperienza avuta nel gennaio 2001 quasi sei mesi dopo aver sperimentato un terzo uomo nel nostro letto.
Erano da poco finite le vacanze natalizie e in comune accordo con Michela decidemmo di prenderci qualche giorno di ferie e le andammo a trascorrere a Firenze.
Partimmo, se non ricordo male, il 3 di gennaio arrivammo all'hotel di sera verso le 21.30 subito in stanza a dormire.
Il giorno dopo sveglia alle 8.30 scendemmo per la colazione, nella sala non c'erano molte persone, credo perché i turisti che avevano trascorso il natale fuori casa erano andati via, mentre chi come noi andava in vacanza ora preferiva mete dove c'era la neve. Nella sala c'erano una coppia di mezz'età lui un po' grassoccio lei capelli corti neri, occhi azzurri fisico bestiale.
Qualche altra coppia un pochino più in là e una comitiva dei "soliti" giapponesi. Quando finimmo di mangiare mentre stavamo passando davanti il banco della reception ci fermò l'addetto dell'albergo.
"I signori .....?"
"Si siamo noi"
"Le volevo comunicare che nella vostra stanza c'è un menù, infatti i nostri ospiti delle suite hanno la possibilità di avere sia la colazione che il pranzo in camera senza costi aggiuntivi."
Bella notizia no?
Risposi: "Grazie credo che ne approfitteremo."
Girammo quasi tutta Firenze, non vi sto a raccontare sennò ci vorrebbero pagine intere, ritornammo in albergo verso le 23.00 dopo aver cenato in una pizzeria molto graziosa.

Anche quella sera non facemmo l'amore, non perché eravamo distrutti fisicamente dalla giornata in giro in città, ma perché io e Michela avevamo deciso di giocare un pochino l'indomani mattina. Ci svegliammo alle 9.00 mettemmo un po' in ordine la stanza, poi Michela andò in bagno a prepararsi ed io sistemai la mia fotocamera, in modalità video, sulla sedia della scrivania.

Dopo una decina di minuti Michela uscì dal bagno come sempre era favolosa, indossava un mini abito nero molto sexy, sotto niente reggiseno ed un minuscolo tanga, anche se il mini abito non era trasparente si capiva che veniva indossato senza reggiseno. Per farvi avere l'idea ben chiara dell'abitino vi dico che bastava solo camminare per farlo alzare e far scoprire il tanga. Erano le 9.35 circa tra 5 minuti dovevano portarci la colazione in camera e tutta quella preparazione era finalizzata a far eccitare il cameriere fortunato che ci avrebbe portato la colazione.
Dopo un po' bussarono alla porta io accesi la fotocamera e mi rintanai nel bagno, mi spogliai e iniziai a farmi la doccia, già eccitato per il dopo cameriere cioè Michela doveva andare ad aprire far entrare il cameriere e con la scusa della mancia far vedere il più possibile al giovane, poi io con tutta calma sarei uscito dal bagno, avrei collegato alla tv il cavo della fotocamera e mentre facevamo l'amore mi sarei goduto tutta la scena.
Però non andò in questo modo, infatti ancora non avevo finito di farmi la doccia che Michela aprì la porta del bagno e mi chiese di affrettarmi. Non sapendo cosa era accaduto, soprattutto ero un po' preoccupato, finii in fretta e mi catapultai nella stanza. Trovai Michela da sola sul letto che si masturbava ma con un sorrisino stampato sul volto.
"Allora cosa è successo."
"Niente, al posto di un cameriere c'era una donna cioè una cameriera."
Fatica sprecata ma già prima ero eccitato immaginate ora che vedevo lei a gambe aperte che si toccava, le dissi:
"Però lo stesso siamo entrambi eccitati"
"vieni qui in mezzo alle mie gambe"
Non me lo feci ripetere due volte mi distesi tra le sue gambe e mentre mi accingevo a leccarla lei mi fermò.
"Aspetta Simone mi è venuta un'idea"
Mentre parlava si alzò dal letto e si diresse verso il balcone.
"Ok ho capito lo vuoi fare con la finestra aperta."
"No caro mio questa volta lo voglio fare fuori sul terrazzino."
Aprì la finestra ed uscì sul terrazzo solo con indosso il mini abito.
Le volevo dire che era mattina, che era un po' troppo azzardato ma mentre mi alzavo lei si inginocchiò con il culo verso di me ed io non capii più nulla.
Uscii fuori anche io ci trovavamo al settimo piano e nelle vicinanze non c'erano edifici così alti ma lo stesso da lontano ci potevano vedere. Il terrazzino non era molto grande, c'era un tavolino con due sedie nell'angolo di destra vicino la finestra due muri che dividevano la nostra terrazza da quelle delle altre stanze, però in prossimità della ringhiera il muro finiva per far posto a tre sbarre di ferro che arrivavano da terra fino al soffitto. Praticamente stavamo abbastanza coperti se non ci allontanavamo dalla finestra. E così fu. Mi misi seduto su una sedia e Michela si sedette sul mio cazzo.
Dopo un sali scendi di una decina di minuti era pronta per venire e come da qualche mese accadeva Michela sfilò il mio cazzo dalla sua fica e se lo infilò in culo. Con una variante però lo fece entrare tutto fino alle palle poi alzò le gambe e le mise sui braccioli della sedia. Così arrivammo insieme, lei con qualche gridolino, io schizzai tutto nel suo culo.
Il tempo di ripulirci ci vestimmo ed uscimmo dall'albergo. Solita giornata in giro ma questa volta ritornammo molto tardi verso le 2.00 circa. Mentre ci spogliavamo vidi Michela con indosso un perizoma minuscolo ed mi eccitai le andai vicino e le chiesi se voleva ripetere l'esperienza della mattinata, accettò senza remore.
In confronto di quella mattina però l'aria era molto fredda quindi decidemmo di far molto presto. Stavolta lei seduta sulla stessa sedia di quella mattina ed io inginocchiato tra le sue gambe a leccarla. Dopo un po' scambiammo le posizioni io seduto e lei a prendere in bocca il mio cazzo, lo leccava per tutta la sua lunghezza arrivava alla punta e ritornava a scendere e mi prendeva prima una e poi l'altra palla in bocca e risaliva praticamente mi stava facendo impazzire. Un po' prima di arrivare la feci smettere mi alzai e le feci alzare un piede sulla sedia ed io da dietro iniziai a penetrarla. Dopo qualche minuto decisi di farle cambiare posizione.
"mettiti con le mani sulla ringhiera a 90 gradi"
Non glielo avrei chiesto se non erano le 2.00 di notte, nella più completa oscurità, ed a quella ora chi vuoi che ci poteva vedere?
Così io di nuovo indietro di lei ma questa volta non puntai alla sua fica ma al buco del culo. Ci trovavamo sul fianco destro del terrazzino quasi attaccati al muro. Ogni volta che la penetravo lei emetteva quei soliti gridolini quasi a bocca chiusa per non far rumore. Entravo tutto nel suo culo e poi uscivo con il cazzo di fuori e poi di nuovo tutto dentro sapevo che a lei piaceva da morire, io mi trovavo in estasi con gli occhi rivolti al soffitto e così continuammo per diversi minuti. Fino a quanto lei mi disse:
"Simone chiudi per un attimo gli occhi"
Io frastornato dal ritmo della chiavata già li avevo chiusi da un bel po', lei si sfilò il mio cazzo ed ancora con gli occhi chiusi mi portò al centro della terrazzina però vicino la ringhiera ed al posto del suo culo sentii che mi avvolgeva il cazzo con le sue labbra.
"Apri gli occhi amore mio."
Ecco la sorpresa, già prima ho descritto il terrazzino con i muri ai lati e alle estremità i pali, vi ricordate?
Questa era la sorpresa che i miei occhi fissavano, un altro uomo sull'altro terrazzino stava pompando la mia ragazza con il cazzo tra le sbarre ed il culo di Michela che ad ogni "entrata/uscita"
toccava quelle sbarre. Nell'oscurità però riuscii a capire chi era il fortunato era il grassone con la moglie bona che il primo giorno avevamo trovato giù nella sala pranzo. Mi domandavo però da quanto tempo si trovava lì e io quanto tempo avevo trascorso con la testa rivolta al soffitto?
Ma chi se ne frega e continuai a fottere Michela nella sua bocca. Alla faccia della sveltina che dovevamo fare erano passati già una ventina di minuti e sia io sia lui non accennavamo a venire. Penso soprattutto per il troppo freddo ma ci stavamo divertendo un mondo soprattutto Michela che ad occhio e croce mi sembrava che era arrivata già due volte.
Vedevo la faccia di Michela estasiata e le dissi:
"Sei un gran puttanone lo sai non è vero? Tu che ne pensi?"
Rivolsi la domanda a quel uomo completamente sconosciuto.
"Penso che hai ragione"
"Allora abbiamo ragione?"
"Avete ragione ma non fino a quanto pensi tu, sono puttana"
"Cioè che vuoi dire"
"Lo vedrai"
Incurante della sua risposta, anzi convinto che l'aveva data solo per farmi eccitare ancora di più continuai, l'unica cosa che mi dispiaceva e non poter fottere Michela in culo mentre lui glielo metteva in fica, ma se avessi invitato lui ad entrare in stanza con noi avevo paura di rompere quella perfetta sintonia.
Passarono altri dieci minuti credo, di continui insulti a lei e di penetrazioni. E sentii lui dire vedete sto quasi per arrivare dove devo spruzzare?
Anche io ero al limite e come sempre fu Michela a decidere.
"Lo voglio in faccia, però un secondo solo Simone vai ad accendere la luce per favore."
Ritornai dentro ed accesi la luce fuori il terrazzino e feci dietrofront.
Trovai lei inginocchiata con il culo vicino la ringhiera e la faccia girata sulla sua sinistra a prendere il cazzo di lui in bocca. Da dentro non mi accorsi di nulla ma quanto uscii fuori mi resi conto, non era un cazzo ma una mazza da baseball talmente era grosso all'incirca 23cm ma la cosa impressionante era la larghezza non so che paragone fare penso che ho scritto bene prima impressionante. Un pugno chiuso questo sembrava forse. Lei mi guardava e lo prendeva in bocca, cioè solo la capocchia, e tra una succhiata e l'altra mi sorrideva.
Mi misi sulla sua destra e lei dette le sue attenzioni pure a me.
Chi non ha mai visto la propria donna con un altro cazzo in bocca non può capire, nemmeno la penetrazione ti fa eccitare tanto quanto vedere la persona che ami succhiare un cazzo che non è tuo.
"Sto arrivando ti spruzzo dappertutto preparati."
Furono le ultime parole dell'uomo prima di venirle sulla faccia e davvero la spruzzò dappertutto penso che per una ventina di secondi i suoi getti non accennavano a finire.
Con la faccia stracolma di sperma Michela mi guardò e mi disse:
"Ora tocca a te ma prima volevo dirti che quanto prima ti ho detto che non potevi immaginare quanto sono puttana è perché non sapevi che ho preso il suo cazzone in culo e non in fica e ringrazia questi pali sennò me lo avrebbe messo tutto dentro."
A quelle parole non ho resistito più ed anche io contribuii ad inondarle il viso, certo non come lui ma non mi potevo lamentare. Solo dopo mentre lei leccava un po' il mio cazzo ed un po' il suo che mi resi conto realmente delle sue parole, in culo ma come aveva fatto?
Quanto finimmo per davvero lui entrò un attimo nella sua stanza e ci portò un biglietto da visita con il suo nome il cognome ed il numero di telefono. Lo prendemmo ed entrammo dentro. Michela pure se era abituata a prendere il cazzo in culo, aveva preso il cazzo di Massimo che a circonferenza non era niente male, ma questa volta camminava con le gambe larghe. Il giorno dopo andammo via senza salutare il nostro vicino con Michela che in macchina non riusciva a star seduta e non lo dico per scherzo. In bagno la sera prima mentre lei si sciacquava il viso le passai vicino il culo e per avere una conferma alle sue parole le aprii un po' le chiappe e vidi sui bordi del suo ex buchino, ora tunnel è la parola più appropriata, gocce di sangue. In macchina lei si addormentò all'istante mentre io, oltre che a guidare, mi passavano mille pensieri per la testa. Pensavo va bene con Massimo in Croazia che era un amico di vecchia data ma con uno sconosciuto è un'altra cosa, ero turbato perché aveva rotto il culo a Michela? Dove arriveremo? Mi tormentavo ma.........

Continua.............

Come sempre commenti graditi zelotasim@libero.it



 

Lascia qui un commento a caldo