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La sbandata - by Maya

Carissimi, se non mi sono fatta viva da tanto è perché ho passato un periodo intenso e … turbolento.

Mi rendo conto che i miei racconti sono difficili da seguire, visto che non si tratta di episodi a sé stanti. Io cerco di comunicarvi quello che sto vivendo come se fosse un percorso …

… pare che questo viaggio non abbia intenzione di fermarsi tanto presto (come credevo …).



La storia della “gang” ha spostato molti “paletti” che mi avevano sempre fatto da riferimento. Da una parte ha azzerato quasi tutti i miei sensi di colpa dandomi tanta sicurezza, dall’altra parte proprio quella “forse troppa” sicurezza mi ha resa molto più vulnerabile sia a quelle tentazioni che io credevo di saper controllare, sia a tentazioni del tutto nuove e in contrasto con i miei principi “morali”.

E accidenti, sono anche uscita dai paletti nonostante li avessi spostati!

Fortunatamente una delle tentazioni si è ridimensionata in poche settimane: la storia con Lele (uno dei due singoli “certificati” della gang).



Vi ricordate? L’avevo incontrato diverse volte da sola, prima della serata di gruppo, e avevamo fatto sesso in macchina. Sesso “clandestino” dopo l’orario di lavoro.

Il mio sbaglio è stato quello di credere che i rapporti non protetti fossero un rischio solo “sanitario”, e che risolto quello non ci fossero complicazioni di altro tipo. Invece … sarà perché avviene uno “scambio” ormonale o chimico o chèssoio, ma quando lo sperma di un uomo ti entra dentro e ti piace tenerlo dentro, lui ti entra nel sangue … te lo ritrovi nel cervello, lo desideri, lo scambi per sentimento.

Ho provato rabbia verso me stessa, e, quello che più mi dispiace, anche verso Gio … “colpevole” di avermi spinta tra le braccia di Lele.

Ebbene sì, lui ha continuato a cercarmi, non a casa, ma sul lavoro … e gli appuntamenti si sono ripetuti anche due-tre volte alla settimana. Solito posto tra il fiume e la strada, un sesso veloce, impaziente, carico del desiderio accumulato durante la giornata.

Con Lele sessualmente mi sono sentita molto “me stessa” perché le dimensioni del suo pene mi permettevano di sentirlo molto virile anche se non diventava violento. Non avevo bisogno di sollevare le gambe per favorire la profondità della penetrazione, non mi serviva incitarlo … semplicemente e naturalmente mi abbandonavo a lui e lui comunque mi sfiancava, mi riempiva, mi annebbiava la vista. Tenevo gelosamente il suo sperma dentro di me e lasciavo che Gio lo trovasse, ne sentisse l’odore forte … e mi scopasse cosciente ed eccitato di trovarmi poco reattiva, già soddisfatta, con la mente al mio amante e al suo splendido arnese.

E poi, un lunedì ho capito, ho visto il vero volto di Lele: evidentemente nel fine settimana lui aveva “progettato” tutto, perché mi ha portato in un posto diverso da quello “nostro”.

Per arrivarci così deciso, vuol dire che ci era già stato là: era uno spiazzo molto più appartato rispetto alla strada ma allo stesso tempo molto più esposto ad eventuali occhi indiscreti. Già, perché lungo la strada è vero che gli automobilisti “capivano” quello che stavamo facendo … ma non potevano fermarsi a guardare e soprattutto non potevano farlo di nascosto … quindi era eccitante ma sicuro.

Lì appartati invece, era l’insicurezza che mi metteva l’adrenalina in corpo. Anche il suo comportamento è stato subito molto diverso: mi ha spogliata completamente e ha voluto che fossi io a cavalcarlo … si eccitava nel fare in modo che io fossi ben visibile attraverso i cristalli della macchina, mi voleva porca, mi respingeva per farmelo succhiare … cercava di farmi stare col sedere alto e mi allargava le natiche … accidenti, accidenti, accidenti, l’adrenalina mi è salita a 1000, l’ho assecondato, lui ha aperto lo sportello, lo abbiamo fatto un po’ fuori e un po’ dentro, e in piedi e schiacciata contro il cofano e sempre e comunque in modo spettacolare, cercando e godendo l’oscenità più sfrenata come se ci fosse tutto il mondo a guardare allupato (chissà se c’era qualcuno davvero).

E’ venuto fuori, o meglio, ha cominciato dentro e poi ha infierito “mirando” gli schizzi proprio lì, tra le mie gambe … e me l’ha detto:

- porca - mi ha detto

–domani chiamo quell’altro (si riferiva all’altro partecipante “certificato” alla famosa serata-gang) e ti ripassiamo i buchi come ti meriti !-

C’era molta rabbia nelle sue parole. Nel suo sguardo ho visto anche un lampo di odio … forse gelosia … era molto agitato, ha cercato di umiliarmi spingendomi nuda lontano dalla macchina, come se minacciasse di lasciarmi lì sola e svestita e senza nemmeno un fazzolettino per pulirmi … Poi ha cercato di capire fino a che punto ero disposta ad umiliarmi per scongiurare quel pericolo.

Hem … ho fatto quello che voleva lui, col cuore impazzito, tremando non solo per il freddo.

Non ce l’aveva proprio in erezione: era evidente che cercava di fare la pipì e voleva la mia bocca.

Fortunatamente io lo so che i maschi non ce la possono fare se sono in erezione … così ho provveduto a metterlo in sicurezza: io cercavo di farlo venire di nuovo, lui cercava di aprire il rubinetto … e naturalmente ho vinto io nonostante la sua smorfia di rabbia quando mi è venuto in faccia.

Con tutte quelle emozioni e quel freddo, la pipì alla fine l’ho dovuta fare io, davanti a lui, alla faccia di tutte le regole, con un’esaltante sensazione liberatoria … dentro di me pensavo: vuoi che mi vedano? Vuoi potermi disprezzare? Vuoi che sia io quella volgare e non tu il porco?

OK, accontentato, sporca in faccia, sporca tra le gambe me ne sono tornata in macchina senza rancore.

Con Lele ho chiuso: sono stata irremovibile .. e lui ha capito anche che non avevo niente contro di lui, a parte il fatto di aver capito cosa voleva da me.

Già … perché da me lui voleva quella complicità che io avevo con Gio e grazie a Gio, complicità che era cresciuta con Gio e che esisteva solo perché dietro a quella c’era il nostro amore e il nostro reciproco impegno a condividerne le gioie e i dolori.

Se Lele avesse accettato il suo ruolo, se avesse capito che il nostro gioco si faceva in tre e che lui era appunto “il terzo”, quasi sicuramente quella storia poteva ancora riservarci dei momenti molto intriganti. Perché no, me lo avesse proposto in un altro modo non mi sarebbe dispiaciuto un incontro “clandestino” con lui e l’altro tizio. Anche quello è molto ben dotato … per niente sensibile, poco gentile, più egoista … insomma, perfetto per le mie tendenze masochiste. Alla serata a cui aveva partecipato, era stato quello là il più aggressivo, quello che si era vantato di avermi lascia dilatata dopo un rapporto anale … e a Lele la cosa aveva dato fastidio, lui che mi aveva presa cercando di non mettermi troppo in difficoltà …



L’altra tentazione?

Cipicchia, non è facile da spiegare!!

Sapete cos’è l’ebbrezza da protagonismo?

Beh, se una donna carina è disponibile per delle “gang”, diventa una specie di star … tutti la vogliono, tutti la cercano, tutti la incoraggiano, tutti hanno proposte allettanti … wow … non pensavo!!

Fino all’anno scorso un mondo come quello delle feste erotiche e delle gang lo avrei considerato immorale, da starci alla larga. Adesso sinceramente non mi scandalizzo anche se non credo che ci entrerò mai “a tempo pieno”.

… però la fantasia di avere un sito internet, schiere di fans, organizzare feste, fare video, incontrare tanti uomini … consumare tanti profilattici … ripeto, come FANTASIA mi diverte, mi intriga.

Non so proprio spiegarmi come possa eccitarmi l’idea del sesso da “semiprofessionista” … “teoricamente” non dovrebbe essere per niente divertente, eppure la fantasia ci gira attorno e il sangue si scalda …

Forse … dico forse potrebbe diventare un gioco da fare ogni tanto .. vedremo.



Baci Maya





 

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