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James
di Ligea

Da diverso tempo mi trastullavo e solleticavo abbandonandomi a pensieri e fantasie sfrenate, completamente disinibita, in balia delle mie dita voraci e voluttuose… Lui, sempre e solo lui, quel delizioso, timido ragazzo inglese, da poco mio collega d'ufficio e referente in un progetto comune, che ci costringeva a trascorrerre molte ore insieme.... meravigliosi e tormentati momenti, in cui non potevo fare a meno di dirigere lo sguardo verso le sue protuberanze mascoline, appena celate dai pantaloni scuri e morbidi...
lui sempre cosi' compito, impeccabile nella forma fisica, meravigliose spalle robuste si intuivano sotto le camicie inamidate ed abbottonate, i capelli cortissimi e biondi, la pelle chiara compatta e luminosa e limpidi occhi verdi dalle ciglia ricurve mi guardavano con discrezione quasi ostentata, per poi abbassarsi non appena il mio sguardo incontrava il suo...
Un odore delicato ed intenso, di uomo e sesso, accentuato dalla mancanza di profumi , mi inebriavo per quell'odore, mi pervadeva tutta... Quante volte ero stata sul punto di avvicinarmi ed annusarlo profondamente...
Quante volte poi tornando a casa mi ero ritrovata sul mio divano con le dita completamente bagnate dal mio umore, dopo essermi accarezzata il clitoride gonfio, infilavo le dita nel mio buchetto pensando a James, immaginado il suo pene eretto e pronto per essere leccato, baciato, succhiato....
Quanto avrei voluto che mi vedesse, così desiderosa di lui, così bagnata, così' pronta a fare qualsiasi gioco avesse voluto... pensavo al suo cazzo e intanto le mie mani si muovevano sempre piu' rapide... le dita entravano ed uscivano dalla piccola fessura della mia vulva calda e pulsante.... e poi pensavo a lui, al suo sperma... avrei voluto riempirmi la bocca, sentirlo nell'istante in cui veniva mentre mi scopava in bocca.... e allora non riuscivo a trattenermi oltre e la danza del corpo, conseguente all'orgasmo iniziava....
Ma questo ora non poteva piu' bastarmi... da qualche giorno vagavo come un'assetata nel deserto e quegli orgasmi solitari, mi lasciavano con una voglia tutta da appagare... davvero non riuscivo a trovare pace, dovevo possedere James, anche se solo per una volta... lo desideravo enormemente e non credo di aver mai desiderato tanto qualcuno o qualcosa...........

Approfittando anche dell'arrivo della primavera, che ci stava regalando temperature estremamente miti, indossai una camicetta leggera e abbastanza aderente da lasciar scorgere il seno eretto e libero da indumenti intimi, una gonna rosa, morbida, sotto la quale era facile intravvedere i movimenti delle natiche e la ruvidezza del poco pelo della mia vulva depilata... Non indossavo ne' calze ne' mutandine... Calzai delle scarpe con il tacco alto e mi avviai verso il lavoro... Guidando sentivo gia' il mio sesso bagnarsi al solo pensiero di sfiorare James con il mio corpo, chiudevo e riaprivo le gambe per trattenere il richiamo del mio clitoride....
James era già alla scrivania ed aveva messo da parte alcune carte, che voleva farmi vedere... Mi guardava con l'aria di sempre.... Mi avvicinavi sorridendogli e mostrandomi tranquilla, mentre ero pervasa dal più acuto dei desideri e sapermi disponibile e completamente nuda sotto la gonna mi inondava il sesso.
Ero accanto a lui, mi parlava di commesse e di report... Quanto era zelante! forse anche noioso!.... avrei voluto che tacesse e lasciasse scivolare una mano sulla mia coscia....
- "Dài James!"- pensavo... ma non accadeva nulla, nemmeno avvicinarmi tanto a lui sino a sfiorargli le labbra col seno sembrava servisse a sbloccarlo... solo un leggero rossore aveva colorito le sue guance.
Era quasi ora di pranzo, proposi a James di andare a mangiare al ristorante indiano di corso Venezia. Io adoravo quel locale, aveva un atmosfera molto rilassata e rilassante... Chissà che non avrebbe finalmente reso un po' meno impeccabile anche lui....
Arrivammo velocemente al locale, per tutto il tragitto non aveva parlato d'altro che di lavoro... Ma qualcosa accadeva... avevo visto i suoi occhi insinuarsi con malcelata discrezione, nella mia scollatura... e iniziavo a sentire una certa tensione tra di noi... ero sul punto di rantolare per gli spasimi del desiderio, sapevo che l'attesa sarebbe finita quel giorno e questo mi dava la forza di resistere....
A tavola eravamo uno di fronte all'altro, mentre assaporavamo kopra kana ( riso speziato al cocco) ,allungai una gamba verso le sue e iniziai a massaggiargliela con il mio piede...
Che meraviglioso approccio!... Che gambe solide e muscolose! Intanto lo gurdavo negli occhi.... Ora non parlava più e il suo volto era contratto in un'espressione di sorpresa, piacere ed abbandono... lasciava che lo toccassi tutto...
Finalmente arrivai al cazzo....oh! era durissimo, granito, marmo, ferro, molto... molto.... molto piu' duro... ero bagnata e sentivo il richiamo della fighetta che reclamava un po' d'attenzione... -"Piccolina, devi pazientare ancora un po', poi avrai la tua parte, tanto da non poterne piu', o almeno spero" - le dicevo........
Tornammo in ufficio, per tutto il resto della giornata continuammo a toccarci sotto la scrivania, lui infilava le sue lunghe dita sotto la mia gonna, le bagnava completamente e poi se le portava alla bocca per assaporane l'umore...
Io gli accarezzavo il cazzo con le mani e mi strofinavo contro di lui col seno... Quella sera venne a casa con me... nessun preliminare o preambolo di sorta... appena chiusa la porta eravamo sul mio divano, che ci spogliavamo selvaggiamente, in preda ad un forte intenso desiderio di possederci...
Finalmente avevo il suo cazzo tra le labbra! Era ancora piu' grosso ed eretto di quanto avessi immaginato durante i miei trastullamenti... Completamente depilato, svelava due testicoli perfettamente sferici e pieni di nettare inebriante... lo succhiavo con misurata lentezza, sino alla radice per poi soffermarmi sulla cappella...
Mentre lui mi leccava la fighetta, aperta e caldissima, mi penetrava con la lingua dura... oh! Come godevo, mentre mi dimenavo sulla sua faccia e lo bagnavo con il mio succo... Desideravo che acquietasse i miei desideri...
Presi un preservativo dalla borsa e glielo misi, poi mi misi alla pecorina con le gambe larghe e il sedere in fuori, pronta per essere impalata...
James infilo' il suo enorme cazzo duro in un solo colpo... oh! Mi sciolsi in un gemito di immenso piacere e cominciai a muovermi per assecondare i suoi movimenti e la mia bramosia...mi fotteva proprio, lui James, sempre cosi' tutto d'un pezzo era un vero animale, fotteva come un perverso dei piu' consumati e che ansimi e gemiti di piacere provenivano dalla sua bocca....
- " Fottimi piu' forte James, spaccami la figa... ne ho tanto desiderio... spaccami tutta, ti voglio sentire fino in fondo... voglio non poterne piu' del tuo cazzo.... il tuo cazzo... oh!James che cazzo che hai... che meraviglioso cazzo... come scopi... come mi fotti... ancora James!!! Scopami cosi' James... cosi'.... cosi'... cosi'.... oh! James....James! James........Oh! Oh! Oh! Cosa mi stai facendo………. Oh! James......... vengo...... ! " -
Mentre fremevo sotto la spinta di un meraviglioso orgasmo, James estrasse il suo cazzo dalla mia figa, si tolse il preservativo e gli schizzi della sua sborra giunsero sulla mia schiena e sul mio culetto ancora all'aria…………………………………..

Ligea
Ligeiaracconti@tiscali.it

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