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Il bosco delle magie erotiche di Andrea


Qualche giorno fà eravamo nella nostra casa di campagna, situata a circa 700 metri dall'altezza, la giornata, come le ultime in questo periodo, era fantastica, ciò portò me e Cristina a decidere di inoltrarci nei boschi a fare un giro e prendere una bella boccata d'aria.

Così dopo pranzo, prendemmo un paio di stuoie, uno zainetto e ci incominciammo a camminare verso i sentieri silenziosi della montagna.
Piano piano vedevamo scomparire ogni segno di vita e gli unici rumori erano quelli della natura, il caldo delle 14 e 30 era quasi insopportabile ma, i grossi alberi ed il fresco del bosco ci faceva tirare un respiro di sollievo, ad un certo punto, nella totale solitudine, trovammo un ruscello ed uno spiazzo dove poterci sdraiare per prendere il sole e riposarci un pò.

Non essendo persone pudiche, ci togliemmo i pochi vestiti addosso e con le stuoie a terra cominciammo a prendere il sole.
Il caldo di esso e la pace che regnava intorno, ci fece venire una strana voglia e piano piano con delle carezze molto eccitanti, i nostri ormoni sentirono crescere dentro più di una voglia.
Sembrerà strano, ma noi fuori da quattro mura non avevamo mai fatto niente, non per pudore, ma perchè non era mai capitata l'occasione.
Così accarezzando il suo pube e anche più giù, sentivo crescere in Cristina un enorme voglia di essere presa, lo stesso suo sguardo ne era la prova, ed io avevo oramai il pene che scoppiava, fu proprio lei senza pensarci due volte a prendermelo in bocca e lavorarlo come non mai,la situazione la intrigava da morire, riusci a trattenermi dallo sborragli in bocca per poco e dunque la sdraiai e presi a far mulinare la mia lingua sulla sua fighetta tutta fradicia e sgocciolante, anche lei resistette poco e mi chiese di prenderla.

Mi misi supino e lei sopra di me, infilandosi il cazzo duro e voglioso tra le sue cosce, cominciando a cavalcare spingendo il suo corpo sempre di più con foga ed eccitazione, gli strizzavo i capezzoli turgidi e con colpi decisi gli facevo sentire tutto dentro di se, ma qui capitò l'incredibile, ad una ventina di metri tra i cespugli, mi parve di vedere una persona, che faceva degli strani movimenti, mi distrai da quello che stavo facendo e anzi, avverti Cristina, dicendogli che probabilmente c'era qualcuno, poi guardando meglio, mi accorsi che era un uomo, con giù i pantaloni e che stava menadosi l'uccello che già da una certa distanza non sembrava di piccole proporzioni.
Lui sapeva che probabilmente c'eravamo accorti della sua presenza, ma immagino che preso dalla situazione ed eccitazione, non si sarebbe di certo rivestito.
Io e Cri ci guardammo negli occhi, e vidi nel suo sguardo una luce sorprendente e nell'orecchio mi sussurrò di andare avanti, anzi, di fare di più.
La cosa mi fece infoiare ancora di più, e mentre la prendevo alla pecorina, intercambiando la sua figa e la sua bocca, puntai decisamente verso il culo, aprendoglielo con due dita e infilandoci poi il mio poderoso cazzo.
Cristina era completamente in estasi e sembrava continuare a guardare e offrirsi al segaiolo nascosto, che oramai aveva capito facevamo questo spettacolo anche per lui, così mentre riempivo di colpi la mia amata, gli fantasticavo nelle orecchie di un eventuale arrivo del nostro guardone, e più gli raccontavo le possibili soluzioni, più godeva.
Così, senza pensarci due volte, con un cenno della mano, dissi al nostro ospite di venire da noi, lui quasi incredulo usci dal cespuglio e in un primo momento Cristina mi guardò sorpresa, io gli feci un sorriso ironico e lei con altrettanto sorriso, mi disse che ero un porco, ma che non vedeva l'ora.
Così una volta davanti a lui, Cri prese il suo grosso cazzo tra le sue labbra, mentre con il mio continuavo a sfondarle prima il culo e poi la figa.
Oramai era un oceano e non capiva più nulla, mi sdraiai nuovamente e feci mettere la mia lei sopra di me, dando il favoloso culo aperto e accogliente al nostro guardone, che senza farsi pregare, allargò ancora di più il suo buco, spingendo fino alle palle tutto il suo cazzo. Cominciò a gemere ed urlare come non mai, diceva cose che poche volte le avevo sentito dire, i nostri due cazzi le riempivano ogni buco e li sentivamo tra le pareti che separavano la figa dal culo, sentivo scendere dalla figa tutta la sua eccitazione, cominciò a venire e non smise per almeno 5 minuti, e nemmeno io riusci a contenermi, spruzzando tutta la sborra dentro di lei, il nostro amico, riusci a uscire e mentre stava per sbrodolagli addosso il suo seme, Cristina si girò verso di lui e si fece innondare la bocca dal suo sperma....andammo avanti per quasi due ore così, senza più controllo....Alla fine chiedemmo informazioni su il nostro guardone che da quel giorno e diventato un ottimo amico sia di giochi che nella vita di tutti i giorni......
Un bacio a tutti e spero troviate anche voi un bosco magico........
Andrea

 

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