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Qualche giorno fà eravamo nella nostra casa di campagna, situata
a circa 700 metri dall'altezza, la giornata, come le ultime in questo
periodo, era fantastica, ciò portò me e Cristina a decidere
di inoltrarci nei boschi a fare un giro e prendere una bella boccata d'aria.
Così dopo pranzo, prendemmo un paio di stuoie, uno zainetto e ci
incominciammo a camminare verso i sentieri silenziosi della montagna.
Piano piano vedevamo scomparire ogni segno di vita e gli unici rumori
erano quelli della natura, il caldo delle 14 e 30 era quasi insopportabile
ma, i grossi alberi ed il fresco del bosco ci faceva tirare un respiro
di sollievo, ad un certo punto, nella totale solitudine, trovammo un ruscello
ed uno spiazzo dove poterci sdraiare per prendere il sole e riposarci
un pò.
Non essendo persone pudiche, ci togliemmo i pochi vestiti addosso e con
le stuoie a terra cominciammo a prendere il sole.
Il caldo di esso e la pace che regnava intorno, ci fece venire una strana
voglia e piano piano con delle carezze molto eccitanti, i nostri ormoni
sentirono crescere dentro più di una voglia.
Sembrerà strano, ma noi fuori da quattro mura non avevamo mai fatto
niente, non per pudore, ma perchè non era mai capitata l'occasione.
Così accarezzando il suo pube e anche più giù, sentivo
crescere in Cristina un enorme voglia di essere presa, lo stesso suo sguardo
ne era la prova, ed io avevo oramai il pene che scoppiava, fu proprio
lei senza pensarci due volte a prendermelo in bocca e lavorarlo come non
mai,la situazione la intrigava da morire, riusci a trattenermi dallo sborragli
in bocca per poco e dunque la sdraiai e presi a far mulinare la mia lingua
sulla sua fighetta tutta fradicia e sgocciolante, anche lei resistette
poco e mi chiese di prenderla.
Mi misi supino e lei sopra di me, infilandosi il cazzo duro e voglioso
tra le sue cosce, cominciando a cavalcare spingendo il suo corpo sempre
di più con foga ed eccitazione, gli strizzavo i capezzoli turgidi
e con colpi decisi gli facevo sentire tutto dentro di se, ma qui capitò
l'incredibile, ad una ventina di metri tra i cespugli, mi parve di vedere
una persona, che faceva degli strani movimenti, mi distrai da quello che
stavo facendo e anzi, avverti Cristina, dicendogli che probabilmente c'era
qualcuno, poi guardando meglio, mi accorsi che era un uomo, con giù
i pantaloni e che stava menadosi l'uccello che già da una certa
distanza non sembrava di piccole proporzioni.
Lui sapeva che probabilmente c'eravamo accorti della sua presenza, ma
immagino che preso dalla situazione ed eccitazione, non si sarebbe di
certo rivestito.
Io e Cri ci guardammo negli occhi, e vidi nel suo sguardo una luce sorprendente
e nell'orecchio mi sussurrò di andare avanti, anzi, di fare di
più.
La cosa mi fece infoiare ancora di più, e mentre la prendevo alla
pecorina, intercambiando la sua figa e la sua bocca, puntai decisamente
verso il culo, aprendoglielo con due dita e infilandoci poi il mio poderoso
cazzo.
Cristina era completamente in estasi e sembrava continuare a guardare
e offrirsi al segaiolo nascosto, che oramai aveva capito facevamo questo
spettacolo anche per lui, così mentre riempivo di colpi la mia
amata, gli fantasticavo nelle orecchie di un eventuale arrivo del nostro
guardone, e più gli raccontavo le possibili soluzioni, più
godeva.
Così, senza pensarci due volte, con un cenno della mano, dissi
al nostro ospite di venire da noi, lui quasi incredulo usci dal cespuglio
e in un primo momento Cristina mi guardò sorpresa, io gli feci
un sorriso ironico e lei con altrettanto sorriso, mi disse che ero un
porco, ma che non vedeva l'ora.
Così una volta davanti a lui, Cri prese il suo grosso cazzo tra
le sue labbra, mentre con il mio continuavo a sfondarle prima il culo
e poi la figa.
Oramai era un oceano e non capiva più nulla, mi sdraiai nuovamente
e feci mettere la mia lei sopra di me, dando il favoloso culo aperto e
accogliente al nostro guardone, che senza farsi pregare, allargò
ancora di più il suo buco, spingendo fino alle palle tutto il suo
cazzo. Cominciò a gemere ed urlare come non mai, diceva cose che
poche volte le avevo sentito dire, i nostri due cazzi le riempivano ogni
buco e li sentivamo tra le pareti che separavano la figa dal culo, sentivo
scendere dalla figa tutta la sua eccitazione, cominciò a venire
e non smise per almeno 5 minuti, e nemmeno io riusci a contenermi, spruzzando
tutta la sborra dentro di lei, il nostro amico, riusci a uscire e mentre
stava per sbrodolagli addosso il suo seme, Cristina si girò verso
di lui e si fece innondare la bocca dal suo sperma....andammo avanti per
quasi due ore così, senza più controllo....Alla fine chiedemmo
informazioni su il nostro guardone che da quel giorno e diventato un ottimo
amico sia di giochi che nella vita di tutti i giorni......
Un bacio a tutti e spero troviate anche voi un bosco magico........
Andrea
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