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E invece no by Maya

Sono preoccupata e allo stesso tempo elettrizzata: quando ho accettato che la nostra coppia (io e Gio) diventasse "aperta", ero convinta che si trattasse di un desiderio momentaneo, una compensazione delle pazzie che avevo combinato prima di conoscere lui.
E invece no, il nostro gioco erotico sta seguendo una sua strada … indipendentemente dai fatti che l'hanno innescato. Se veramente si trattava di un prezzo da pagare, adesso non avrei più "debiti" nei confronti di Gio. Dovrei sentirmi appagata dalla normalità quotidiana, ma i "cattivi pensieri" mi assalgono anche se faccio di tutto per tenerli lontani.

Ultimamente mi sono ritrovata a pensare ad altri maschi mentre facevo sesso con Gio, questo perché dentro di me qualcosa mi spingeva a cercare quelle scariche di adrenalina che sono irraggiungibili nell'intimità del proprio lettone.
Non è colpa di Gio, lo so benissimo, ed è proprio questo che risveglia i miei sensi di colpa, come se ne avessi bisogno, come se non potessi vivere senza di quelli, accidenti!!
Riesco a controllare le tentazioni di avventurarmi in relazioni clandestine: la storia con Lele da una parte mi ha fatto scoprire il piacere dell'intrigo e del sesso non protetto con un uomo esuberante e molto dotato … dall'altra mi ha fatto capire che "in pratica" la faccenda inevitabilmente si complica.
Mi tormenta invece il desiderio che Gio pretenda sempre di più da me … è un tarlo che mi rode. A volte mi rimprovero di "delegare" al mio uomo la realizzazione di desideri che sono miei, mi sento vigliacca nello scaricare su di lui tutte le responsabilità di questo gioco pericoloso … però è proprio questo che mi turba e che mi lega sempre più stretta a lui e alle sue "punizioni".

A proposito di "punizioni": più ci penso e più mi rendo conto che il mio "masochismo" si è concentrato nel sesso anale fin dai primi passi, quando ancora vergine mi sono fatta quella storia estiva sulla riviera romagnola. Col senno del poi adesso mi rendo conto di aver rischiato veramente tanto che quella diventasse la mia prima esperienza "multipla" … perché adesso so molto bene che il sesso anale non calma "i pruriti" (la voglia di cazzo … tanto per usare la terminologia maschile), anzi … se si trattasse solo di scopare (intendo "rapporti vaginali") le gang non avrebbero senso: una buona scopata mi mette già molto "tranquilla" e una seconda è già una cosa totalmente diversa a cui mi abbandono per il piacere di lasciarmi "sfinire".
A parte "la doppia" … che per una serie di motivi al 90% è sesso anale … , essere sodomizzata per me non è solo la sensazione forte del "passaggio" più stretto, non è solo l'esaltazione della virilità, non è solo la trasgressione allo stato puro, ma è anche "la mancanza" del sesso vaginale … come il supplizio di Tantalo: più me lo mettono nel sedere e più mi manca davanti … fino a perdere ogni dignità, fino a supplicare, fino a diventare "ubbidiente" e accettare umiliazioni di ogni genere pur di essere scopata "davanti".
Era stato già così con quei tre ragazzi in Sardegna: diverse notti in quel bungalow, con quelle temperature torride, mi ero già ritrovata alla frutta dopo la prima scopata, sazia e ricoperta di sudore. Sui rapporti multipli avevo poche idee e ben confuse … eppure il sesso anale riapriva i giochi: mi piaceva soprattutto quando uno mi sodomizzava incitandomi a rieccitare gli altri due con la bocca … e dal momento che sta cosa piaceva un sacco anche a loro (nel senso che venivano abbastanza in fretta …) a volte il mio desiderio di essere scopata di nuovo non veniva soddisfatto. Ovviamente la vergogna mi impediva di fare richieste esplicite … però c'era qualche altro ragazzo che lavorava in quel villaggio (e che di giorno mi "marcava" …) e non avrei detto di no se li avessero invitati alla festa … Pensate che in seguito ho perfino fantasticato su quello che sarebbe potuto succedere se una notte mi avessero portata su quella spiaggia dove si radunavano diversi ragazzi del luogo … secondo me molto affamati di sesso.

Comunque non voglio annoiarvi con i miei ragionamenti: venerdì scorso ho partecipato ad un'altra gang.

Non mi aspettavo che fossero dei George Clooney. All'appuntamento si è presentato un uomo sulla cinquantina, in Mercedes. Dintorni di Modena, 10 minuti di macchina e siamo in un quartierino residenziale: palazzine affiancate, pochi piani, circondate da giardinetti curati.
La "location" mi meraviglia, non mi sembra per niente adatta a una gang, ma rimango letteralmente basita quando il tizio si ferma nell'atrio e apre una porta sul pianerottolo del piano rialzato.
E' un monolocale con ingresso sul soggiorno. Subito sulla destra della porta c'è un grande letto e al posto dell'angolo cottura c'è un mobile bar. C'è anche un tavolino da salotto con un paio di poltrone e un divano occupati dagli altri quattro componenti del gruppo. Sì, l'arredamento non è male, ci devono aver speso dei soldi ma … accipicchia, continua a preoccuparmi che sul pianerottolo ci siano altre due porte dietro alle quali probabilmente abitano due normalissime ignare famiglie!!!
Mi leggono in faccia la perplessità e mi assicurano che è stato fatto un buon isolamento acustico, ma non riesco a togliermi dalla testa che tra il letto e il pianerottolo ci sia solo poco più di un metro e una porta chiusa. Quel misero spazio tra il tetto e la porta è occupato da un comodino sul quale è appoggiato un vassoio inox con una serie bustine variopinte … preservativi di vari modelli pronti per esser consumati.
Interrogo Gio con lo sguardo sperando di strappargli un ok a girare i tacchi e rimandare quella fantasia a occasioni migliori, ma in risposta lui mi fulmina con un'espressione sadicamente divertita … si accomoda in un poltrona recitando esplicitamente la parte dell'accompagnatore non invadente.
Mi offrono da bere: mi elencano tutta una seria di vantaggi che potrei avere frequentando il loro giro … ovvero piscina, palestra, sconti vari … sembrano introdotti dappertutto. Lancio occhiate a Gio sperando in un rinvio a data da destinarsi …
Loro non sono stupidi, vedono la mia tensione e il mio imbarazzo, ma forse è proprio il mio smarrimento ad eccitarli tanto: si considerano quasi "clienti" e spingono perché sia io a prendere l'iniziativa. Balbetto chiedendo se devo spogliarmi … domanda stupida: uno di loro risponde battendo una mano sul tavolino:
"Sali qui e facci uno strip … hai detto che ti chiami Luna vero? … Brava, facci vedere la luna tra le gambe ha-ha-ha"
… ah-ah-ah che ridere, sono talmente tesa che là sotto dovrebbe essere tutto asciutto e secco proprio come il suolo lunare …
E invece no. Quando arriva il momento fatidico di accucciarmi davanti ai loro nasi e spalancare le ginocchia, istintivamente mi copro il sesso con una mano … e il dito medio mi scivola tra le labbra: sono fradicia, vergognosamente fradicia. Tutto quel bagnato non riesco a giustificarlo neppure a me stessa, figuratevi l'imbarazzo di mostrarlo a loro … e soprattutto al mio uomo. Mi sento colta sul fatto, nuda come non mi ero mai sentita, umiliata e sconfitta agli occhi di Gio … ma allo stesso tempo terribilmente eccitata nel sentirmi "ceduta" a quel gruppo di cinquantenni.

Ok, lo spettacolo ha avuto successo: loro si spogliano … o meglio, tirano fuori gli arnesi senza preoccuparsi minimamente di rendere la cosa un minimo attraente per me, così, senza pantaloni, in calzini e t-shirt. A giudicare dall'erezione, il mio strip l'hanno gradito forse proprio per i miei movimenti impacciati e per le mie guance rosse di vergogna. Due di loro sono già "pronti", cerco di cominciare da loro …
E invece no: altra sorpresa che mi mette in difficoltà. Sono gli altri tre che pretendono le cure del caso. Non mi era mai capitato, mi sento umiliata nel dover portare all'erezione completa degli uomini a cui evidentemente non basta che io sia carina, giovane e terribilmente imbarazzata.
Mi do da fare inginocchiata sulla moquette, rendendomi subito conto che quelli si stanno sforzando di tenere gli arnesi in uno stato di semirigidità: trovano molto divertente mettermi in difficoltà. Chissà che spasso invitarmi ad aprire la bocca e farmi aspettare così fintanto che non mi decido a guardarli dritto negli occhi … ! Quando dimostro di aver imparato la lezione, a uno dei tre sale il sangue alla testa e me lo fa prepotentemente succhiare premendomi la nuca per il gusto di spingermelo in gola. Fa il giochetto di "gonfiarmelo" nella bocca per il gusto di vedere i miei occhi che si riempiono di lacrime (non di pianto … diciamo "effetti da rigetto").
Nessun preambolo, neanche un accenno di preliminari: mi trasferiscono di peso sul grande letto. Mi aspetto numeri da contorsionista e geometrie da film porno.
E invece no: vogliono semplicemente che io stia distesa sulla schiena e tenga le gambe ben aperte. Mi è sempre più chiaro: per loro la cosa più eccitante è guardarmi in faccia, leggere la mia vergogna e il mio imbarazzo. Il primo di turno armeggia col preservativo, senza tener minimamente conto dei tempi miei, ostentando di fare il comodo suo … e poi il comodo suo lo fa pesandomi addosso e soffiandomi sul collo. Guardo il soffitto, non voglio incrociare lo sguardo di Gio nè fargli sentire i gemiti e i sospiri che quell'odioso cazzo mi sta prepotentemente pompano nelle vene e nei polmoni. Non ho un orgasmo come lo conosco io ... sento solo la vagina molto più aperta di quanto dovrebbe esserlo per merito di quell'arnese (di dimensioni non entusiasmanti).
Il tipo non è venuto … si è tirato indietro senza consumare la cartuccia… e l'intervallo che segue, se possibile, mi sembra perfino più imbarazzante.
Cerco di essere più professionale: resto distesa sulla schiena e faccio cenno a due di loro di sistemarsi uno di qua e uno di là, di fianco alla mia testa. Lo so, l'ho già fatto diverse volte: a tutti i maschi piace "veder bene" i pompini che faccio … evidentemente i miei lineamenti dolci sono sempre stati qualcosa di irresistibile per tutti, nessuno escluso.
Quando mi sistemano in modo che Gio veda sia tra le mie gambe sia quello che sto facendo con la bocca, ho la certezza che tutto fa parte del gioco, un gioco di ruolo in cui io sono la puttana e loro i clienti stronzi. Stando così le cose, mi alzo a sedere e mi allungo a prendere una manciata di preservativi dal vassoio … li butto sul letto, sono pronta, si dia inizio alla recita.
Un muro umano si mette tra me e gli sguardi di Gio … sono eccitati, mi sento in balia del gruppo … per giustificare il piacere che sto provando non ho più i suoi occhi puntati su di me. Le mie mani cercano i loro sessi eccitati, li guidano dove la mia voglia li reclama. Il mio viso si offre spontaneamente perché qualcuno se ne serva, qualcuno non-importa-chi. Sì, un po' mi scopano, ma solo quel tanto che basta per trasformare il mio desiderio in una irrefrenabile voglia di farmi sbattere. Uno schizzo di sperma mi arriva come una sferzata, viso, collo, capelli … una sferzata non-vedo-da-chi, non mi interessa … rifiuto anche la salvietta che qualcuno mi ha lanciato in soccorso … se mi vogliono mi tengono "sporca".
Adesso che vi scrivo, a mente (quasi) fredda comincio a capire cosa cercano gli uomini da una prostituta. Secondo me la soddisfazione sta nel liberarsi dall'obbligo di farla godere … e, come succede in altri campi, gli esseri umani tendono a passare da un estremo all'altro, cioè dal desiderio di far godere una donna fino a sfinirla, al piacere contrario di metterla in imbarazzo fino a umiliarla.
GRRR, non voglio indagare come mai Gio già sapeva queste cose … GRRRRR !!

Finalmente rivedo il mio uomo (non riesco a descrivere la sua faccia): è ancora vestito, apparentemente imperturbabile … inutile chiedergli se devo continuare. Del resto anche per me andare avanti è una sfida che il cervello mi agita tra una tempesta di pensieri confusi … e "la svergognata" (la figa) reclama tra le gambe come se urlasse a squarciagola … scopare, vuole scopare, lei accetterebbe anche una rozza chiavata da un energumeno qualunque.
Non sono sicura di saper rendere lo scontro tra la volgarità di certi miei pensieri (… anche comportamenti) e il carattere riservato del mio vivere quotidiano. Che ci crediate o no, sono una persona sensibile, dolce e altruista, "dura" solo quando non è proprio possibile farne a meno.

Il gruppo non si smentisce: non cerca il mio piacere, non ascolta le mie voglie animali … ha inizio il sesso anale … "professionale", cioè non nel bel mezzo di una battaglia nè all'apice della eccitazione. I preparativi loro li fanno con una calma esasperante, sadica, usando unguento & vibratore, "testando" la dilatazione con le dita, ognuno smaneggiandsi l'arnese in attesa del proprio turno.
Mi sodomizzano tutti e cinque, senza altra ragione che umiliarmi. Qualche affondo fino alle palle sperando di vedermi trasalire, e tappa-stappa tappa-stappa per sottolineare di essere quel genere di maschi che disprezzano "la puttana" che loro stessi hanno pagato. Mi prende un attimo di panico: non posso essere io quella che ha voglia di essere energicamente scopata da questi uomini straffottenti … insomma, chiedo l'intervento dell'arbitro.
Gio si alza, ha la faccia tesa, i muscoli della mascella contratti.
"c'è qualche problema?" mi chiede con voce inaspettatamente calma e suadente
Quale problema posso esporgli se i suoi occhi non vedono le mie mani tremanti e il mio viso scottato dalla vergogna? … non so cosa rispondergli.
" mettiti giù da brava … così" le sue mani mi schiacciano giù a carponi, con la testa contro il materasso e le ginocchia divaricate … le sue dita mi frugano e trovano la cruda verità, la prova schiacciante che la Maya-troia ha letteralmente annullato la Maya-seria … la vagina fradicia, i muscoli anali rilassati … non ho diritto di replica. Lui torna alla sua poltrona e io torno in balia di quei cinque cinquantenni strafottenti.
Segue una maratona: quattro rapporti anali completi e abbinati a sesso orale … in stile porno di fascia economica. Più mi sento umiliata e più disperatamente ho voglia di essere scopata nella vagina. Più lei,"lei-la-figa", ha voglia di cazzo e di sperma, più io, io-la-Maya-seria, ho disperatamente bisogno di essere punita (sodomizzata con disprezzo).
Non so quanti di voi riusciranno ad abbinare le mie parole con una qualsiasi idea di piacere.
Ci ho provato, ma non sono una scrittrice … non sono nemmeno una cultrice della letteratura sadomaso.
Se masochismo ha a che fare con il dolore fisico, il mio non è masochismo. Sospetto perfino che il mio desiderio di umiliazione nasconda una verità molto meno deviata. Cioè? … cioè che mi piace fare sesso anale con ragazzi molto dotati, che desidero moltissimo ricevere il loro sperma dentro di me … come del resto è naturale. Non dimentico che questo è stato il mio primo approccio col sesso …
Non ditemi che è contro natura: con la penetrazione il sedere diventa più accogliente della vagina (almeno in profondità …) ed è più difficile avere un rapporto solo che averne "diversi" uno dopo l'altro.
Non so che direzione prendere: assecondare le mie tendenze più naturali oppure i miei "deviati" sensi di colpa?
Dopotutto le due strade non portano a risultati pratici molto diversi … e se scegliessi le mie naturali tentazioni non sarei neanche l'unica donna sposata in cerca di gang con ragazzi dottissimi, di colore ecc ecc …solo che a me piacerebbe senza profilattici.
Lo so, non è possibile.
Forse è un'utopia anche far capire che non c'è niente di spregevole nel mio desiderio di ricevere "dentro" lo sperma di più maschi, molto dotati … molto esuberanti. Secondo me gli sperma-party, tanto richiesti di questi tempi, sono il surrogato di un "mito" molto più naturale … cioè ricevere lo sperma "dentro".
Sono davvero "sbagliata" io ?

"E invece no" … mi piacerebbe sentirvi rispondere così.

Baci

Maya

 

 

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