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Da 2 a 4 I nostri iniziatori 2 (di Paolo e Elena)
Questo racconto rientra tra i racconti che, con mia moglie, ho scritto nel tempo sul nostro aver varcato la soglia del sesso a due per approdare al sesso con altre coppie. Insieme abbiamo deciso di pubblicarli cronologicamente. Si riferiscono a eventi reali… solo i nomi di persone e luoghi sono di fantasia. Sperando di far cosa gradita per aprire un dialogo tra noi su questo meraviglioso (ma molto coperto) mondo del piacere, o, magari, per portarvi a discuterne tra vuoi coniugi o tra voi e vostri amici ancora un po’ inibiti, ci piacerebbe ricevere commenti e critiche, sensazioni e esperienze diverse. Per farlo inviate a da2a4@hotmail.it. I racconti iniziano nel settembre 2004 ed arrivano sino ad oggi. Questo è il quarto, quello che finisce di raccontare ciò che i nostri iniziatori ci hanno raccontato di loro. I primi tre li trovate sotto i titoli: DA 2 a 4: LA FANTASIA. DA 2 A 4: LA REALTA’ e DA 2 A 4: I NOSTRI INIZIATORI 1. (questo, come il terzo, l’avevamo già pubblicato in modo disorganico, portando i nostri iniziatori in prima persona, questa volta, come per il terzo, l’abbiamo rimesso un po’ a posto linguisticamente e lo abbiamo inserito nel giusto contesto e nella giusta verità dei fatti).

Eravamo un corpo solo, le donne solo più vestite di monili e autoreggenti, noi uomini completamente adamitici. Era un contatto continuo a quattro, membra nude si strofinavano l’una con l’altra, le due donne avvinghiate tra loro si baciavano senza ritegno cercandosi le lingue ed i capezzoli, mentre le mani si muovevano frenetiche a cercarsi i bottoncini del piacere, noi dietro di loro a chiuderle tre le braccia come cornici del più erotico di un quadro, con il tappeto come sfondo. I nostri membri turgidi ed eccitati per i racconti di quella sera nel baretto sul fiume… eccitato quello di Gianni dalla narrazione fattaci e dal ricordo che in lui era diventato vivido nel raccontare, eccitato il mio per quanto sentito da lui e da Anna, per l’essere divenuto fantasiosamente partecipe di quella loro prima volta.

Il mio pene strusciava e pulsava contro il sodo e voluminoso culetto di Anna, quello di Gianni premeva contro le chiappe dure e tonde di Elena, mentre le nostre lingue leccavano il collo e le orecchie delle due donne, ormai prossime a quell’orgasmo trattenuto nella mente tutta la sera. Non ci volle molto e udimmo dalle loro bocche uscire i primi gemiti, sempre più intensi, sempre più urlati, sempre più veloci, mentre i loro corpi, tra le nostre braccia, fremevano e sussultavano. Baciandosi e masturbandosi erano giunte all’agognato orgasmo. Io e Gianni udimmo le loro voci all’unisoni urlare: “siii… siii.. vengo… godooo… cazzo impazzisco…. sto venendo… cagna quanto mi fai godere… sii… sii… vengo… godooo.” Noi, dietro ed avvinghiati a loro, quasi non riuscivamo a distinguere il gemito dell’una ed il gemito dell’altra.

Fu Gianni il primo a divincolarsi e a stendersi sotto di loro, passandola lingua dall’una all’altra… dall’altra all’una. L’orgasmo delle due donne proseguì sotto quei colpi veloci di lingua che il mio compagno di gioco stava elargendo loro, mentre io insinuai la mia testa tra le loro mammelle, leccandone le gustose e durissime fragoline, alternando alla lingua brevi morsi. Gianni sembrava impazzito tra quelle due vagine… vedevo il suo cazzo durissimo elevarsi verso l’aree, in attesa di trovare casa in una delle due nostre consorti. Presi Anna e la girai verso di me, piegandole la testa a farle capire che c’eravamo anche noi… non si fece pregare e, infoiata di sesso, si chino avviluppandomi tra le sue carnose labbra il membro, per quel pompino delizioso che da ore sognavo. Con la coda dell’occhio, mentre mi gustavo la scena del mio membro che entrava ed usciva dalla sua voluttuosa bocca, vidi Elena piegarsi tra le gambe di Gianni e, tra carezze sui testicoli e strizzatine ai capezzoli, prendere nella sua meravigliosa bocca da sesso il glande del marito di Anna. Io ero steso sul tappeto con Anna accovacciata su di me, impegnata a darmi piacere con brevi colpi di lingua sulla parte interna del glande, intervallati da lunghe leccate che, partendo dalla zona preanale, finivano al buchino sommatale dell’asta, di tanto in tanto sostituite dalla morsa delle labbra e dall’ingoio di quella mia carne turgida che pulsava per il piacere ricevuto. Gianni era in ginocchio, con Elena stesa su un fianco intenta a succhiare, con bocca a ventosa, quel membro duro che palpitava nella sua gola, mentre con una mano accarezzava il culo e con l’altra strizzava un capezzolo del proprietario di quell’asta. Allungai un braccio cercandone la vulva, la trovai bagnata all’inverosimile… quella porca di mia moglie era eccitatissima per quel cazzo in bocca, così come io, quel porco di suo marito, ero eccitato dal sentire il mio strofinare sul palato di Anna, con un’eccitazione dilatata all’inverosimile dal guardarci mentre ciò avveniva. Con movimenti lenti mi girai verso di lei, venendomi a trovar con il viso tra le sue cosce… le aprì a dismisura per rovistare ogni anfratto della sua fighetta con la lingua… la sentìì colare su di me… mente Gianni le urlava “dai porca succhiami bene il cazzo… mentre tuo marito ti lecca la figa… e tu, Anna, fattelo tutto in bocca… tienilo tutto in bocca, così poi limoni con Elena e vi scambiate le nostre …” Nessuno di noi poteva rispondere a quell’invito se non con un’affermazione univoca degli occhi… la mie labbra erano posate su quelle vaginali di mia moglie, mentre le due donne avevano i nostri uccelli che le riempivano la cavità orale. Vidi il viso di Gianni contrarsi nello spasmo preorgasmico, mentre, praticamente in contemporanea, sentii il fremere del mio pene annunciare l’ormai imminente fuoriuscita del seme… le due donne gemevano in un orgasmo provocato dal sentire in loro, nelle loro maialesche bocche i nostri cazzi, in uno con la mia lingua sul suo grilletto per Elena ed in uno con la masturbazione che, da quando aveva iniziato a succhiarmi, Anna si era regalata. Mentre loro gemevano senza rilasciare le nostre aste, di quel secondo orgasmo serale… con un fiotto tanto potente quanto represso per ore quella sera.
Godemmo entrambi in loro, lui in mia moglie, io in sua moglie. Fu Anna e divincolarsi per prima e, con le labbra serrate, ad andare da Elena cercandone la bocca. Le due si baciarono e dalle loro labbra, le une contro le altre… Io e Gianni, nel frattempo, le masturbavamo, e le masturbammo per parecchio tempo… tanto era lento il loro leccarsi, leccando, nel contempo, quanto noi avevano posato in loro. Alternandoci, le invitammo ad essere sempre più maiale…. Ora io, ora lui, le dicemmo “dai cagna lecca tutto per bene… porca hai lasciato una goccia sotto la tetta, valla a leccare… vi piace leccarvi con il gusto in bocca… siete due porche… vi piace bere … forza cagne in calore, leccatevi tutte, pulitevi con le lingue… bevete tutto, non deve andarne perso niente…” Le due, in quel lungo e lento leccarsi e con le nostre mani che le masturbavano, iniziarono a fremere nuovamente. Io e Gianni subito capimmo che stava cercando e volendo il terzo orgasmo, mentre erano inginocchiate l’una rivolta verso l’altra. Ci posizionammo sui contrapposti fianchi di quelle due donne da sesso e, in un’atmosfera di erotismo massimo, iniziammo entrambi a masturbare entrambe. Io sentivo il dito di Gianni nel culetto di mia moglie strofinare, diviso da quella sottile membrana che divide le due cavità femminili del piacere, contro il mio, che girava a cercarne il punto G in vagina, mentre con l’indice dell’altra mano violentavo velocemente e violentamente l’ano di sua moglie, sentendo la sua mano intenta a farle un ditalino. Le due ci vennero sulle mani, vennero con un orgasmo più violento dei primi due e, solo dopo parecchi secondi, ripresero coscienza del reale. Ora, quell’eccitazione che chiedeva a gran voce sin dal localino in riva al fiume di essere appagata, era stata appagata. Tutti e quattro avevamo potuto dar sfogo alla nostra libidine impetuosa, tacitando con un immenso piacere fisico e cerebrale quell’insostenibile voglia di sesso che ci aveva attanagliato.

Nudi e senza neppur andare in bagno per la consueta sistematina del “dopo”, ci sedemmo sui divani. Io con Elena su uno e Gianni con Anna sull’altro. Nonostante i tre mojto cadauno già bevuti, le nostre gole era arse… vi provvide il padrone di casa con un ottimo champagnino fresco di frigo. Con i calici i mano riprendemmo il discorso interrotto. Fu Elena a esordire: “allora adesso ci volete spiegare come fece Anna a organizzare quella prima volta che ci avete raccontato?”

Anna non la lasciò quasi finire la domanda… subito iniziò la narrazione del come avvenne.

“Paola è la titolare, con suo marito Luca, di una bella aziendina di componentistica, di cui seguo la contabilità da alcuni anni, tanto che siamo diventate anche abbastanza amiche e, ogni tanto, andiamo a far compere o a pranzare insieme. Una volta, in ufficio, parlando di pubblicità anche con riferimento ai suoi costi aziendali in tale settore, le dissi, senza alcun secondo fine, che avevo notato come la pubblicità tendesse sempre più a mostrare scene lesbiche, vedi vari profumi, Campari ecc., dicendole che, comunque, per i loro prodotti era certamente impossibile quel tipo di pubblicità… era difficile abbinare una scena lesbica a cavi elettrici. Lei, a quel mio dire, ribattè che era un peccato… con le scene lesbiche avrebbe potuto risparmiare sulla modella, visto che, mi comunicò apertamente, lei aveva già avuto esperienze lesbiche, trovandole, peraltro, piacevoli ed appaganti. Capìì, a quel punto, quanto successe circa un anno prima nel camerino di un negozio; mentre io provavo un abito, lei mi palpò in modo un po’ troppo forte e duraturo il culetto e le tette, facendo scorrere al mano anche sulla vagina, con la scusa di sistemarmi la stoffa… sicuramente era un preciso segnale a cui, però, io non risposi… tra l’altro, pur rimanendo un po’ dubbiosa su quelle palpate, non pensai, sul momento, volessero essere un invito lesbico. In allora non le dissi nulla sulle mie perplessità e lei non disse nulla a me… Anche in occasione del suo successivo dichiarasi apertamente bisessuale, in quella conversazione in ufficio, feci orecchie da mercante e cambiai argomento. Ricordo che mi limitai a dirle: magari in un’altra vita, in questa mi bastano gli uomini.

Dopo la serata con i bamboli, presi però il coraggio a due mani, decidendo di sondarla per aprire la nostra coppia ad altri; era l’unica a cui, visto quanto mi aveva detto su di lei, potevo esternare quella voglia. Quanto meno speravo di avere, se non un uomo ed una donna, almeno una donna da mettere tra me a Gianni, Paola poteva essere quella giusta.

Il mattino dopo, con la scusa di una firma su un documento e visto che l’azienda e a meno di due chilometri da me, la invitai a venire in ufficio e, andando con lei a prendere un caffè, le dissi apertamente che ero rimasta scossa da quanto mi aveva detto sui rapporti lesbici e che, quella frase, mi aveva fatto finalmente capire quanto, la palpata nel camerino, non fosse stata involontaria… aggiunsi anche, inventandomelo per creare i presupposti per andare avanti con i discorso, che non ero più riuscita a pensare ad altro e, quel pensiero, mi aveva accompagnata in tante masturbazioni. Finìì, con lei che mi guardava stupita mentre eravamo sul marciapiede, dicendole che, se oggi avessi ricevuto nuovamente quelle palpatine non mi sarei tirata indietro e, quasi d’un fiato tanto era il mio imbarazzo nel dire ciò, che, con quella frase sul suo bisessualismo, era sorta in me una forte voglia di sesso con una donna e lei, se provava ancora l'attrazione di un anno addietro, sarebbe stata quella con cui avrei maggiormente desiderato farlo. Quel giorno mi era messa la più sexy della biancheria intima.” Io ed Elena, sentendo tale antefatto e vedendo il sorridente viso di Gianni, che approfittò della pausa di sua moglie per comunicarci che lui era assolutamente all’oscuro di tanto ardire di Anna, iniziammo ad immaginare il proseguio. Anna, bevuto un po’ di champagne, riprese il racconto ove l’aveva interrotto.

“Paola, ben felice di quanto sentitomi dire, lo si vedeva dagli occhi carichi di libidine che mi spogliavano, mi propose di andare a casa sua nel pomeriggio, dicendomi che aveva solo bisogno di due o tre ore per sbrigare un paio di incombenze in azienda e poi sarebbe stata libera e tutta per me… tra l’altro, aggiunse, con la casa libera; suo marito era a Milano da un cliente e sarebbe tornato non prima delle otto di sera. Al mio immediato sì, mi disse di attenderla in ufficio che, appena libera, sarebbe passata a prendermi. Quelle due ore, da quando la lasciai sino a quando suonò il telefonino annunciandomi il suo arrivo, furono devastanti. In me si alternavano paura per quello che sarei andata a fare, paura irrazionale di bloccarmi sul più bello rendendomi ridicola davanti a Paola e paura razionale di essere andata ben oltre quanto magari Gianni si aspettasse, a enorme eccitazione per quel nuovo gioco erotico. Nonostante le paura, mi sentivo bagnatissima e incapace di resistere oltre. Dopo circa un’ora, andai in bagno e mi masturbai velocemente appoggiata al lavabo, con in mente la vagina di Paola e la sua bocca sulla mia. Venni in pochissimo tempo, sforzandomi di non gemere… Gianni era nella sua camera a pochi metri e nulla doveva sapere sino alla sorpresa finale. Non ero ancora tornata alla scrivania e sentii nuovamente l’umido tra le cosce. Quell’eccitazione aumento ancor più nel tragitto, di circa un quarto d’ora, dal mio ufficio a casa di Paola. Sarà stato l’imbarazzo per la situazione, sarà stata l’eccitazione per quanto stavamo andando a fare… tra noi non ci fu una parola.

Entrammo in casa e, chiuso l’uscio, Paola iniziò, da dietro, ad accarezzarmi il corpo attraverso la stoffa del vestito, passando dal collo alle tette per poi scendere alla zona inguinale. Ero immobile sotto quelle carezze allorché mi girò prendendomi per le spalle ed appoggiò le sue labbra sulle mie. Istintivamente le socchiusi e subito sentìì la sua lingua contro la mia: Fu un bacio per me nuovo, per la prima volta incrociavo la mia lingua con quella di una donna. La sensazione comunque fu bellissima ed eccitante e, quell’umido tra le cosce che da ore mi perseguitava, divenne una cascata… mi sentivo bagnata all’inverosibile, neppure con Gianni mi ero mai bagnata tanto prima ancora di svestirmi.

Iniziò a togliermi il vestito, alternando carezze a baci su tutto il mio corpo, mentre si prodigava in complimenti sulla mia bellezza, su quanto fosse bello il mio culo, su quanto la eccitassero le mie tette… Io ero piuttosto rigida, mi limitavo ad accarezzarle il collo e le spalle, mentre lei si curvava su di me. Quando sentìì la sua mano sulle mie grandi labbra, iniziai a fremere, gemendo per un orgasmo che ormai era imminente. Sentii il suo dito entrare in me, mentre un altro dito strofinava lievemente il clito… ero ormai all’orgasmo, un orgasmo che divampò allorche sentìì la sua bocca legarsi alla mia figa, con un bacio appassionato ed una penetrazione linguale mai provata prima. Urlai di continuare, di leccarmi ancora, le urlai che stavo godendo, che mi stava facendo impazzire. Mentre ancora fremevo per l’orgasmo, mi prese per mano e mi accompagno nella doccia, svestendosi a sua volta velocemente.

Nella doccia venne anche lei, mentre l’acqua scrosciava sui nostri corpi, e mi venne tra le mani. Da quando eravamo entrate in doccia mi ero sbloccata, la masturbai prima delicatamente poi violentemente, mentre con la lingua ed i denti le leccavo e morsicavo i capezzoli. Mi ero accorta che se io era super eccitata lei non lo era da meno. Lei prese il telefono della doccia e, svitatolo e lasciato solo il tubo che gettava acqua, mi penetro appena appena con quell’aggeggio, facendo scrosciare all’interno della mia vagina un’enorme quantità d’acqua, mentre la sua bocca non si staccava dai miei capezzoli. Quei denti che mordevano le fragoline, unità a quell’acqua che mi inondava la vagina, mi fecero venire nuovamente… allorché sentii il secondo orgasmo cogliermi, sussultando le presi la testa tra le mani e, portandola a me, la baciai con grande intensità, sbavando nella sua bocca quel magnifico orgasmo e tutto quel piacere che mi stava regalando.”

A questo punto, Elena, che durante tutto il racconto, prima piano, poi sempre più velocemente, si era masturbata, venne, quasi volesse venire contemporaneamente al ricordo dell’orgasmo di Anna. Anna si interruppe e si chinò a leccarla, assaporando tutto il nettare che colava da Elena. Io e Gianni, un po’ per il racconto appena sentito, un po’ per quello spettacolo, prima di masturbazione poi di leccata lesbica, avevamo i nostri attrezzi ormai nuovamente durissimi e pronti ad una nuova battaglia per il piacere. Ci avvicinammo alle due, ricevendo, però ed a sorpresa, un chiaro invito a tornarcene a sedere ove eravamo prima. Anna, senza mezzi termini, ci disse: “no, cari maschietti, adesso vi tenete i vostri cosi belli duri e continuate a guardarci, perché io voglio godere per le sole mani e la sola bocca di Elena.” A quella frase ci sedemmo entrambi, mentre Elena, ormai rilassata dall’orgasmo appena avuto, iniziò a dedicarsi con mani e bocca ad Anna. Si inginocchio tra le sue gambe e, come usava fare con me, portò la testa tra le sue cosce e, con entrambe le mani, iniziò a strizzarle i capezzoli. Non ci volle molto per vedere anche l’orgasmo di Anna, un orgasmo urlato e rovesciato interamente nella bocca di Elena che, nonostante l’amica fosse ormai venuta, sembrava non voler smettere di leccare quella bella e depilata vulva. Noi due, eccitatissimi, continuavamo, come da ordine ricevuto, a stare seduti sul divano, uno a fianco all’altro, con il nostro bell’uccello ritto come poche altre volte ed implorante il loro intervento, un intervento che non ci fù.

Anna, dopo i reciprochi orgasmi, come nulla fosse, seduta a fianco di Elena, e tutte e due ignare delle nostre violacee protuberanze, proseguì nel racconto.

“Uscite dalla doccia ed entrambe gocciolanti fui portata da Paola nella camera degli ospiti. Qui Paola si mise tra le mia gambe ed iniziò a leccarmi, passando da penetrazioni linguali e velocissime toccate di lingua del grilletto, mentre con un dito mi solleticava, entrando ed uscendo, il buchino posteriore. Mi leccò per almeno venti minuti di seguito, Venni tre volte e, anche dopo che ero appena venuta, lei non smise mai di leccarmi… solo dopo il mio terzo orgasmo, sollevò il suo viso dalle mie cosce, baciandomi sulla bocca, dicendo ecco… adesso gusta dalla mia bocca il sapore della tua figa. Quel sapore, che molte volte avevo sentito sulle labbra di Gianni, dopo essere stata leccata, aveva, su quelle labbra di donna, un sapore diverso e ancor più eccitante. Mi inebriò a tal punto che non potei resistere all’andare a leccarla. Non so per quanto la leccai, so solo che la sentii più volte sbrodare il suo piacere sul mio viso. Dopo un numero imprecisato di orgasmi, ero talmente fuori di me che non riuscii a contarli, ci trovammo nude nel letto, l’una accanto all’altra ad accarezzarci delicatamente i corpi esausti; approfittai della situazione per andare a fondo in quello che era stato il motivo vero per cui mi trovavo ora lì con lei… portarla tra me e Gianni, anche se, dopo quanto di piacevole provato, mi rendevo conto che, quand’anche mi avesse detto di no, il sesso lesbico era comunque stata una bellissima esperienza che avrei certamente voluto rivivere. Nel silenzio del dopo che regnava nella camera, quasi fosse il frutto di un mio ragionamento del momento, dissi a Paola che mi sarebbe piaciuto fare sesso con lei e mio marito insieme, perché la sua lingua mi aveva fatto impazzire, ma, ancor più bello sarebbe stato il sentirla su di me mentre un uomo mi possedeva. La risposta di Paola andò oltre le mie più rosee attese e speranze. Mi rispose un si entusiastico, aggiungendo, però, che l’avrebbe fatto solo se era possibile coinvolgere anche suo marito. Aggiunse che era qualche anno che facevano sesso con altre coppie e lei lo tradiva solo con altre donne, di cui poi però gli raccontava per filo e per segno tutto, ma mai era stata con un uomo senza lui presente. Non volevo credere alle mie orecchie, era esattamente ciò che cercavo… tutti e quattro insieme, poi, devo dire, Luca è pure un bell’uomo, con dieci anni meno di me… così come ancor più giovane e Paola… stavo preparando veramente un bel regalino sia a me che a Gianni.”

A quel punto Gianni si alzò ed andò a baciare appassionatamente sua moglie, per poi dirci: “l’ho sempre amata… da quel momento ancora di più; questo è il vero segreto e regola di questi giochi erotici, devono essere fatti solo da coppie che si amano su serio, ove i due coniugi sono complici, amici e legati alla massima potenza tra loro. In caso contrario, questi giochi servirebbero solo ad acuire i problemi, a smussare sempre più un amore ormai allentato, a ridurre ulteriormente una complicità ristretta. Nel poco che ci siamo visti ho capito che voi siete come noi, due che si amano alla grande e che, forti di quella certezza, sanno cercare, in massima complicità, il piacere, il massimo del piacere che il sesso può dare.”

A quelle parole, istintivamente andai ad abbracciare e baciare mia moglie. Fu un bacio passionale e d’amore, ricambiato con egual enfasi. Mentre ci baciavamo, le nostre mani andarono inconsciamente ad accarezzare i nostri corpi, quasi ignari dei due amici sul divano di fronte. Li vedemmo, con la coda dell’occhio, a loro volta avvinghiati mentre si baciavano e accarezzavano. Ci trovammo stesi sul tappeto centrale, a coppie divise, ognuna formata dai legittimi coniugi. Tra noi forse un metro o poco più, ma la distanza, in quel momento era enorme. Due coppie di cinquantenni che amoreggiavano, con grande passione, su un tappeto in un’unica stanza, usando non più la terminologia del sesso frenato, ma le parole dolci dell’amore. Due coppie divise solo da un tavolino da salotto, l’una da una parte, l’altra dall’altra parte. Non fu fare sesso, fu fare l’amore e lo fu per tutti e quattro. Noi non sentivamo loro, in quel momento ci sentivamo soli e, certamente, loro non sentivano noi. Penetrai mia moglie delicatamente, alla missionaria, stendendomi su di lei, vidi che anche Gianni mi imitò con la sua. Fu un lungo e dolce entrare ed uscire da Elena, fu un continuo sussurrarci parole dolci ed affettuose. L’orgasmo venne in contemporanea, mentre io le sussurravo “ti amo” e lei sussurrava altrettanto a me. Subito dopo sentimmo l’orgasmo dei due amici, un orgasmo ben diverso da quello che ci avevano mostrato prima, anche per loro fu un orgasmo dolce, accompagnato da parole di amore. Restammo così, entrambi abbracciati al proprio coniuge… solo dopo qualche minuti, mi sentii di dire: “Gianni, quanto hai detto prima è proprio vero… erano anni che non facevo più l’amore con mia moglie con tanta dolcezza e tanto sentimento…” Gianni, Anna ed Elena annuirono, concordando con me. Quella sera ci eravamo divertiti moltissimo con i corpi ed avevamo, nel contempo, imparato veramente tanto. Ci rivestimmo e ci lasciammo… certi che ci sarebbe stata una prossima volta, anche perché questa era solo la seconda e, come disse Anna a Elena il giovedì galeotto del ristorantino, loro avevano abitudine di farlo tre volte con ogni coppia o singolo… Era passata solo una settimana da quel giorno… mi sembrava un’eternità, tanto era cambiata, in quel piccolo frangente temporale, la mia vita con Elena.

 

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