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Vicente
di Ligeia

Avevo deciso di concedermi una vacanza. Che idea! Al mare, da sola.... Io da sola! Un tempo sarebbe stato impensabile... Ma da quando la mia storia con Alessandro si era conclusa, sentivo irrefrenabile il desiderio di allontanarmi dai luoghi e gli individui consueti. Per questo non avevo chiesto a nessuno di accompagnarmi... avevo voglia di starmene un po' da sola e di godermi le corse mattutine sulla spiaggia, accarezzata dalla brezza del mare, mentre il vento con frustate energiche mi sbatteva i capelli ora da una parte ora dall'altra... sdraiarmi al sole e lasciarmi penetrare dai suoi raggi sino a scaldarmi tutta... questo, solo questo desideravo... invece da quella vacanza avrei avuto molto di piu' di quanto sperato....
Alloggiavo in un alberghetto su un isola dell'arcipelago, un po' fuori dai consueti circuiti turistici, per questo gli scambi con la gente del luogo erano piu' facili e frequenti.
Ebbi modo di conoscere molte persone simpatiche, piacevolissime, completamente diverse da quelle a cui ero abituata... avevano un approccio alla quotidianità molto più leggero, erano decisamente meno fagocitati dal vivere frenetico della citta'... come era piacevole oziare e discorrere con loro o semplicemente guardare per interminabili istanti il rifrangersi delle onde selvagge sulla riva... quel luogo mi stava stregando e col passare dei giorni mi accorgevo che il mio modo di pormi stava diventando più rilassato....
Ogni giorno andavo al pontile su cui meravigliosi mulatti pescavano il pesce e ogni tanto si tuffavano per un bagno refrigerante... tra questi vi era Vicente, delizioso negretto, che vantava un avo cubano nei lineamenti marcati del volto e nello spirito della samba, che traspariva dai movimenti armoniosi del corpo... Due braccia perfettamente disegnate dal lavoro energico, capelli neri e tagliati cortissimi, denti bianchissimi e splendenti.... Occhi sorridenti intensi e scuri, in cui era davvero impossibile non perdersi...
Ero al pontile ogni giorno, guardavo lui e tutti gli altri uomini, quei corpi scolpiti e seminudi, l'odore truculento e primitivo della pesca, in un'aria di festa e rilassatezza, aveva il potere di alleggerire il mio animo e di risvegliare gli istinti del mio sesso... ancora troppo sopiti, dopo la recente delusione.

Tornata nella mia stanza mi sorpresi sotto la doccia tutta ansimante e senza difficolta' le dita mi regalarono un meraviglioso e liberatorio orgasmo... era l'inizio della fine, non sarei piu' tornata ad essere la noiosa e seria Ligea di un tempo....
Vicente , caro Vicente! Ancora oggi a pensarti.... mmmmm mi pervade un certo prurito, quanto mi hai svelato della mia sensualita', dei piaceri del sesso... Vicente, animalesco e meravigliosamente dolce nel tuo afferrarmi le natiche con rudezza e scoparmi con brutalità maialesca, mentre mi dicevi di adorare la mia pelle candida e i miei capelli scuri, sciolti lungo la schiena, inarcata e tesa nell'atto di compiacere, assecondare, godere dell'atto sessuale!.... Vicente, il tuo cazzo mi ha dato emozioni e piaceri indescrivibili... stupendo energico negretto venuto da cuba per il mio piacere!....
Quella sera Vicente aveva in serbo per me una sorpresa...
Eravamo a casa sua, cenavamo nudi come d'abitudine, a lui piaceva guardarmi, gli piaceva la mia passerina depilata, le labbra piccole e non molto carnose, come il mio corpo esile, ma proporzionato, quale contrasto con il suo: forte, vigoroso e scuro... A volte mi chiedeva di sdraiarmi sull'amaca e mi osservava mentre parlavamo, si trastullava con i miei capelli, li carezzava...
Poi mi prendeva con rudezza e mi faceva mugolare dal piacere...
Eravamo a casa sua e cenavamo... io aspettavo con pazienza e dedizione il momento in cui l'avrei sentito muoversi dentro di me... Vicente mi si mise alle spalle e con movimenti cauti e sensuali me celò' lo sguardo con una spessa benda nera. Mi abbandonai al suo gioco, in attesa che facesse di me cio' che piu' desiderava... Completamente nuda e bendata, mi fece sdraiare sulla chaise longue del soggiorno, mi lasciò' lì: immobile per qualche tempo, non so dire quanto, ma l'attesa mi sembro' lunghissima...

Poi lo sentii avvicinarsi alla mia fighetta con la lingua.
Sentivo solo il rumore dei suoi movimenti, tutto intorno era silenzio... L'odore della canapa indiana, che bruciava mi entrava nelle narici e aveva il potere di stordirmi.
Vicente mi portò la sigaretta alle labbra e io aspirai avidamente, sentendo immediatamente che il mio corpo si rilassava e le mie sensazioni aumentavano di intensita'... fumai ancora, abbastanza da perdere il controllo e da disinibirmi completamente... Vicente iniziò a toccarmi la fighetta bagnata con le sue mani rudi di pescatore, mani forti e robuste, il contatto di quella pelle spessa con il mio clitoride mi regalava sensazioni meravigliose... adoravo sentirmi presa da quel grosso negro...
Vicente... cosa serbavi per me?! Muovevo il bacino e mi leccavo le labbra nella speranza che mi avrebbe infilato quell'enorme coso, che aveva tra le cosce, nella bocca... voleva farmi impazzire... mi teneva al buio... ogni tanto mi leccava e toccava... ma poi per interminabili pause non sentivo piu' niente e mi lasciava in attesa a dimenarmi... poi sentii le sue labbra sulle mie e mani sconosciute frugare tra le mie gambe, mentre lui mi stringeva i capezzoli......... non dissi di no, bendata e al buio lasciai che Vicente e il suo amico mi possedessero come volevano... volevo abbandonarmi al piacere, volevo solo godere e sentirmi piena di cazzo... scopare...
- "Scopami Vicente o scopami tu, non so neppure che faccia hai, ma scopami, mettimi il cazzo in bocca, nella figa, dove vuoi, ma fa che quest'attesa finisca... voglio... devo... devo.... desidero... scopare!!!!!!!!!!" - Sentii i cazzi entrarmi in bocca: che meraviglia fare un pompino a due cazzi così. Erano uno piu' grosso dell'altro, a stento riuscivo a prenderne uno, ma li volevo tutti e due, insieme nella mia bocca e l'allargavo quanto più mi era possibile, come li leccavo e quanto mi piaceva trastullarli e sentirli pulsare sotto i colpi della mia linguettina avida...
"Che meraviglia di pompino!" - pensavo... e mentre Vicente o il suo amico mi scopava in bocca, l'altro mi scopava da dietro, alla pecorina... come un selvaggio... ah! Me la rompeva la figa... che colpi, profondi, ritmici... un animale... un uomo nato per montare le donne, annoiate del sesso asfittico con i bianchi, come me...
Per questo sei qui Vicente... e quanto mi fai godere, fantastico stallone... adesso voglio l'altro, dai fammi provare anche il cazzo del tuo amico... si voglio sentirlo, ha un gran cazzo anche lui. Come scopa? .... meravigliosamente credo... ecco e' arrivato il tuo turno.... resto alla pecorina .L'amico di Vicente mi infila il cazzo nella figa e mi scopa piano... piano... piano... sento tutto il suo cazzo enorme, che scivola nella figa, esce e rientra lentamente... mi sta facendo impazzire... desidero essere cavalcata... montata...

"Aumenta il ritmo ti prego o impazzirò!!!!" .... poi si danno il cambio e anche Vicente mi scopa lentamente... io cerco di muovermi per aumentare il ritmo, ma le sue grosse mani mi trattengono, impedendomi di muovermi... poi torna l'amico...
ah!!! Come sono bagnata... sono pronta a tutto... sento che Vicente si sdraia sotto di me e mi infila il cazzo nella figa.... l'amico gioca con il mio buchetto, lo bagna e lo prepara.... poi mi impala....oh! Oh! Oh! Ho solo un po' di male, ma passa immediatamente... quel grosso cazzo nel culo si muove con tanta maestria da farmi perdere la testa e Vicente nella figa... Oh! OH! Che meraviglia! Due cazzi enormi che mi scopano a ritmo forsennato...
si cosi! Cosi! Cosi! E ancora, ancora, ancora.... io inizio a ruotare tutto il bacino per sentire ancora piu' cazzo, mi muovo senza controllo e lascio che loro mi godano tutta, quando esplodo in un orgasmo convulso e fremente....
Vicente e il suo amico tirano fuori il cazzo, cercano la mia bocca ed esplodono in una sborrata che mi bagna le labbra, il viso e il seno.... Infine Vicente mi toglie la benda, ma il suo amico e' gia' andato via...
Ligeia
Ligeiaracconti@tiscali.it

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