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Una sera decisi di fare la prima apparizione vestita da
donna in pubblico.
Indossavo autoreggenti, perizoma e reggiseno nero,minigonna di pelle nera,
top bianco e stivaletti col tacco alto neri;1 cerchietto teneva i miei
capelli biondi, ed il trucco sull'azzurro era molto pesante.
Ero davvero bella, sembravo assolutamente una vera donna.
Posteggiai la macchina e decisi di andare in un cinema erotico. Entrata
decisi di sedermi in ultima fila in n angolo. C'erano una decina di uomini.
Dopo pochi minuti, un uomo sulla cinquantina, accortosi della mia presenza
venne a sedersi vicino a me ed iniziò a toccarmi con circospezione
le coscie. Io facevo finta di niente e continuavo a vedere il film,ma
quelle toccate mi stavano davvero eccitando,cosicchè ad un certo
punto gli sbottonai la cerniera dei pantaloni ed infilai la mano nelle
sue mutande.
Il suo cazzo era davvero bollente,volevo prenderlo in bocca! Mentre gli
sussurravo di tirarsi giù le mutande, sentii che qualcun altro
mi stava palpando il culo.Vidi con la coDopo aver ingoiato tutta la sborra
ed aver leccato per bene quel cazzo che stava diventando mollo,
mi tirai su e decisi di soddisfare quel guardone pelato offrendogli il
mio culo.
Si era già tirato giù i pantaloni e le mutande, quindi mi
alzai in piedi mi tolsi il perizoma e misi il mio culo davanti alla sua
faccia. Lui mi prese le chiappe, le allargò ed iniziò a
leccarmi il mio buco del culo.
Dopo poco mi trovai seduta su di lui,con il suo cazzo dentro ed iniziai
a muover il mio culo,prima lentamente, poi sempre più velocemente;
quando venne aumentai ancora la velocità con cui si muoveva il
mio culo, ora inondato di sborra, fino a che non mi disse di alzarmi.
In piedi mi accorsi che il mio cazzo era duro ed iniziai a farmi una sega.
I due uomini quando venni avevano il cazzo nuovamente duro e si eccitai
nuovamente quando mi inginocchiai e leccai i miei schizzi di sborra.
Mi rimisi il perizoma, mi feci dare il loro numero di cellulare e me ne
andai. Un altra splendida serata da troia era finita.
Da Moana Trav.
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