Io sono Anna, sposata con Francesco
da circa 10 anni. Vi racconto la storia bellissima che abbiamo realmente
vissuto questa estate
Come coppia abbiamo iniziato il nostro percorso di trasgressione, nella
primavera scorsa, incontrando due coppie, con una vi è stato solo
un caffè, con l'altra vi è stato un incontro a 4, senza scambio
di nessun genere. Ognuno è stato con la sua o il suo partner, sia
pure in presenza degli altri due, salvo qualche piccola toccatine, inevitabile
quando si sta insieme.
Tuttavia questo incontro ci aveva fatto conoscere questa coppia, Alba e
Filippo, che avevamo apprezzato per la loro affidabilità, discrezione
e riservatezza. Avevamo anche una passione comune: entrambe le coppie eravamo
e siamo camperiste appassionate.
Dopo quell'unico incontro, io e Francesco, fantasticammo a lungo, specie
mentre scopavamo, su quello che avremmo potuto fare con l'altra coppia,
tuttavia io confidai a Francesca che non sarei riuscita a trasgredire e
stare con un altro uomo alla sua presenza, anche se ammisi che la cosa mi
intrigava. Anche Francesco confidò che le sarebbe piaciuto stare
con Alba, anche se per lui non faceva differenza se io fossi presente, anzi.
Alla luce di queste esigenze e fantasie che ormai ci avevano completamente
presi giunsi all'idea di proporre, prima a Francesco che ne fu entusiasta
e poi all'altra coppia di fare un viaggio insieme con i nostri camper, ovviamente
senza figli. Fui io ad avere l'idea di utilizzare questa occasione per qualcosa
di diverso, convinta che Francesco sbavava per Alba e ne sarebbe stato contento.
Ci incontrammo per una pizza con l'altra coppia e proponemmo di partire
insieme con i rispettivi due camper, ma con le mogli scambiate. La risposta
fu entusiasta e già notai che Filippo cominciò a guardarmi
con maggiore voluttà, mentre Alba faceva, ricambiata, gli occhi dolci
a Francesco.
Io mi sono convinta che questi giochi sono praticabili se sono le donne
a condurre i le danze.
Venne il giorno della partenza e ci recammo con il nostro camper davanti
alla loro villetta. Io ed Alba ci salutammo con un bacio e salimmo ognuna
sul camper dell'altra. Decidemmo che avremmo avuto tre giorni e due notti
di libertà e che ci saremmo incontrati in un campeggio della riviera
adriatica per commentare l'esperienza e per decidere come proseguire la
vacanza.
Salii sul bellissimo camper guidato da Filippo e sistemai il mio bagaglio.
Notai che il lettone matrimoniale era già aperto e munito di lenzuola
colorate. Mentre partivamo e vedemmo mio marito ed Alba partire a loro
volta.
Prima di sedermi a fianco di Filippo, vestito di bermuda e di una polo
rossa, decisi di mettermi in libertà, per un viaggio che sarebbe
stato lungo e, mi auguravo, intenso di emozioni.
Mi appartai nella parte interna ed indossai un vestitino corto, giallo,
con una lunga fila di bottoni blu davanti, curando di lasciare sbottonato
i primi due in alto, per evidenziare il mio bel seno (indosso un quarta)
e gli ultimi 4 in basso per lasciare scoperte le mie cosce abbronzate.
Indossavo solo un perizoma nero, senza reggiseno.
Mi sedetti a fianco del guidatore, fingendo di interessarmi al percorso
che avremmo fatto e delle tappe possibili. Filippo mi guardò con
evidente interresse, soffermandosi in modo sfacciato sulla mia scollatura
e sulle mie gambe, quindi, poggiandomi una mano sulla coscia sinistra
mi disse: "allora sono autorizzato a fare tutto quello che faccio
abitualmente con Alba? O posso andare oltre?" Gli risposi guardandolo
in modo sfacciata e provocante. "siamo qui per andare oltre, altrimenti
non avremmo fatto questa scelta"
Autorizzato dalle mie parole risalì con la sua calda mano fino
alla sottilissima stoffa del perizoma e mi massaggio con dolcezza e decisione.
Lo fermai dicendo che avremmo fatto ogni cosa a sua tempo, ma adesso dovevamo
allontanarci dalla città e viaggiare in sicurezza. Con evidente
delusione tolse la mano dagli slip, la portò al viso per odorarla,
quindi rimise le mani sul volante e viaggiammo. Durante il percorso gli
chiesi di parlarmi del suo rapporto con Alba e di espormi le sue fantasie,
per mantenerlo in tensione ed in eccitazione.
Le nostre confidenze furono sempre più aperte e sfacciate. Mi raccontò
dell'abilità della sua mogliettina con la bocca e della sua predilezione
per il secondo canale, delle esperienze fatte con altre coppie. Gli confidai
che anche noi avevamo sperimentato nuove strade e che anch'io ero amante
del secondo canale e dei lunghi estenuanti rapporto orali, fatti e ricevuti.
L'eccitazione era alta e l'autostrada ci era praticamente indifferente.
Programmammo di fermarci in un'area di sosta per un panini e poi raggiungere
in serata una sicura postazione dove avremmo trascorso la notte.
Alle 13 Filippo mi chiese di fermarci per una breve sosta. Io andai dietro
per preparare i panini. Lui parcheggio all'ombra e chiuse il camper.
Stavo armeggiando nel cucinino quando mi sentii abbracciare da dietro
da Filippo che mi baciò sul collo ed introdusse facilmente una
mano nella scollatura e prese un seno in mano, percorrendo il mio collo
con la lingua umida, facendomi venire i brividi Senza girarmi gli dissi
"ma non vuoi aspettare stasera?" mi rispose che stasera ci sarebbe
stati il resto ma che adesso non voleva più aspettare. Mi accarezzava
il culo da dietro tormentando la corda del perizoma, quindi comincio,
sempre senza girarmi, a sbottonare i pochi bottoni chiusi, fin all'ultimo
Ero praticamente con il vestito tutto aperto e lui. Abbracciandomi da
dietroi, riprese a massaggiarmi i seni ed a titillare i capezzoli, ormai
in piena erezione, mentre mi baciava e leccava il collo.
Sentivo la forza delle sue braccia e sentivo il suo petto dietro la schiena,
oltre al turgore del suo sesso nel mio solco. Avevo apprezzato il suo
arnese quando eravamo stati nella stessa stanza ed avevo invidiato Alba
per la dotazione del marito. Adesso era a mia disposizione.
Lui si era sfilata la polo ed era a dorso nudo. Mi girai e lo baciai a
lungo anche sul petto, schiacciando i miei seni sul suo petto peloso.
Le sua mano si faceva strada facilmente nel vestito aperto, accarezzo
lentamente la schiena ed il culo, quindi, dopo aver spostato il piccolo
triangolino di stoffa accarezzo la rada peluria e le grandi labbra penetrando
nella mia vagina, prima con uno, poi con due, poi con tre delle sue grosse
dita. Mi disse:"sei bagnata come una gran troia. Anche tu non volevi
aspettare" Gli dissi, completamente abbandonata e fuori controllo,
che lo desideravo da quando lo avevo visto. Gli sbottonai i bermuda e
li feci cadere ai suoi piedi. Lui voleva sfilarmi il vestito, ormai completamente
aperto, ma lo fermai. Mi abbassai all'altezza dell'inguine e apprezzai
il gonfiore degli slip blu che ormai mal contenevano il suo sesso. Annusai
la stoffa umida e lo leccai attraverso la stoffa sottile. La cappella
cominciava a far capolino dall'elastico dello slip, per quanto era in
erezione. Di colpo abbassai gli slip e mi trovai quel cazzo meraviglioso
a portata della mia bocca, Un colpo di lingua per riassaporare la goccetta
di secrezione che usciva dalla punta e poi lo ingoiai avida. Non potevo
resistere oltre a quell'arnese duro e lungo. La mia lingua e le mie labbra
erano irrefrenabili e si spostavano dalle palle alla punta. Lui aveva
la mano sulla mia testa e mi disse: "sei una grande troia, lo avevo
capito dal primo incontro, da come cambiava il tuo viso mentre tuo marito
ti scopava; in questo viaggio di voglio scopare in tutti i modi, voglio
tutti i tuoi buchi, fino a farti gridare. Così dicendo venne copiosamente
inondandomi la bocca di sborra. Con la mano mi impedì di allontanarmi
e dovetti ingoiare, cosa che avrei fatto spontaneamente, però quella
sua pressione mi costrinse ad aprire la bocca tanto da far colare sul
mio mento la bianca e saporita sborra.
Lui mi sollevò all'altezza de suo viso, mi abbracciò e mi
baciò infilandomi la sua lingua in bocca, ancora piena del suo
sperma. Mi disse che adorava sentire le labbra con l'odore del suo cazzo.
Mi sfilò finalmente il vestito, mi distese sul lettone e mi strappò
quasi il perizoma, poi mi allargò le cosce si immerse con la lingua
nella mia fregna gonfia, cominciando dal rado ciuffetto di peli che la
sormonta quindi mi penetrò con la lingua, mentre con le due mani
stringeva i miei seni fino a farmi male.
Era bravissimo, gli gridai che era un vero porco, ma lo supplicai di non
fermarsi, poi l'implorai di scoparmi, di mettermelo dentro, fino in fondo.
Non si fece pregare. Mi tirò al bordo del letto e mi avvicinò
la cappella del suo grosso cazzo alle grandi labbra. Entrava appena tra
le grandi labbra per poi retrarsi in un gioco quasi sadico che si ripetè
più volte, fino a quando mi disse "non te lo etto dentro se
non me lo hiedi e se non gridi che sei una troia. Non ebbi un attimo di
esitazione lo implorai di scoparmi di chiavarmi di sfondarmi urlandogli
che era un porco ed io la sua troia. Fece un affondo che mi strappò
un urlo, poi cominciò a standuffarmi con ritmo, ma lentamente e
sempre fino in fondo. Ero in paradiso. Venni che quasi mi sentii svenire,
mentre lui continuava col suo ritmo lento e regolare, poi lo sentii accelerare,
fino ad avvertire il suo fiotto.
Ci distendemmo esausti sul letto e ci abbracciammo teneramente. Ormai
tutto era cominciato nel migliore dei modi. Pensai a Francesco, era la
prima volta da quando ci eravamo sposati che ero abbracciata ad un altro.
Mi confortò pensare che adesso, forse, anche lui era in piena azione
con Alba.
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