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Sulla soglia dei 40 anni……

Sulla soglia dei 40 anni……

Sulla soglia dei 40 anni, un bellissimo matrimonio con una donna che amo, con una famiglia e dei figli di cui felicemente orgoglioso, decisi che era giunto il momento che si desse una scossa alla vita sessuale all’interno della mia nostra coniugale, dando corpo a delle fantasie che da tempo mi giravano per la testa. In poche parole di allargare quel rapporto a due fra me e mia moglie, che fino ad allora mi aveva pienamente soddisfatto, ad un rapporto a quattro, con la complicità di un’altra coppia, per gustare ancora di più il feeling che mi legava alla mia lei. A proposito i nostri nomi(di fantasia) sono Marco e Egle io discreto quarantenne, lei splendida trentenne.

Naturalmente il primo passo fu parlarne con lei, che all’inizio ebbe grandi difficoltà ad accettare la sola idea di poter condividere il proprio talamo nuziale con un’altra coppia. Ma poi a poco a poco, fantasia su fantasia, tale idea cominciò ad esserle meno indigesta ed un’altra coppia, anche se al momento solo virtuale, si insinuò fra di noi e nel nostro letto quando facevamo l’amore. Di fatti mia moglie Egle, bella donna poco più che trentenne, dal fisico asciutto, splendidamente donna con il suo fondo schiena stupendo, con il suo seno da "coppa di champagne" e dai turgidi capezzoli, era una donna che di certo non passava inosservata ma che nella sua vita aveva avuto un solo uomo, cioè io, suo marito. Da parte mia vi era anche la voglia che lei potesse raffrontarmi con altro uomo, anche perché, sebbene i corteggiatori non le mancassero, Egle è una donna come si suol dire "difficile" e "tutta di un pezzo", che mai nella testa aveva considerato l’idea di un tradimento con un altro uomo.

Io desideravo farle questo "regalo" e lei desiderava regalarmi la realizzazione di questa idea a quattro.

Fu così che iniziammo a bazzicare nel sito di Laurax mettendo un annuncio a cui fummo contattati immediatamente da una coppia coetanea, anche a loro dire alle prime esperienze, di una città distante un centinaio di kilometri, condizione ideale per noi, con cui subito telefonicamente si stabilì un contatto. Era estate e dopo alcuni problemi legati alla sistemazione della prole di entrambe le coppie, una sera avvenne l’incontro conoscitivo preliminare e subito nacque un feeling fra i reciproci partner che indicherò ovviamente, per loro riservatezza, con le sole iniziali C. (la lei) e M. (il lui). Maggiormente devo dire quella sera fra Egle ed M., che rimasero fitto fitto a parlare tutta la serata, ma anche per me l’incontro con C. fu estremamente gradevole. Erano persone entrambe di bell’aspetto e piacevoli nella compagnia, con cui ciascuno di noi, io ed Egle, avevamo rispettivamente molto in comune. Rientrando in auto, dato che abitavamo in un’altra città, mia moglie mi confidò che passeggiando con lui si era eccitata e un pò bagnata fra le gambe ed allora, io e lei presi dell’emozioni della serata, anche se nulla era accaduto, entrambi eccitati, ci siamo fermati in una area di parcheggio autostradale. Nel buio ed in auto ci siamo entrambi masturbati a vicenda pensando all’altra coppia. In particolare mia moglie che mentre a gambe all’aria veniva sul cruscotto della mia autovettura, bagnata fradicia, desiderava fortemente la presenza di lui, oltre la mia. Ero felice perché per la prima volta mia moglie desiderava un uomo che esisteva realmente (e non uno sconosciuto di fantasia) desiderando che il suo pene la penetrasse.

Il giorno successivo noi quattro ci siamo scambiati rispettivamente i cell. Un paio di giorni dopo Egle mi confidò che M. si trovava nella nostra zona e che l’aveva invitata per un caffè in un pomeriggio d’estate. Io le dissi che per me non c’erano problemi al fatto che si incontrassero da soli, ovviamente. La sua assenza per l’incontro fu breve. Io l’aspettai a casa e quando rientrò, bellissima, abbronzantissima, in un abito scuro avvolgente, le chiesi come era andata. Lei mi raccontò che avevavo preso un caffè insieme, in un bar, tra la gente, ed avevano chiacchierato un po’; si erano conosciuti meglio, ed alla fine al momento di salutarsi nella autovettura di mia moglie si erano scambiati una bacio sulle labbra per rompere il ghiaccio. Io rimasi un pò sorpreso. Non pensavo lo baciasse anche se avevo messo in preventivo che potesse accadere. Per la prima volta fui geloso in vita mia ma lei, per tranquillizzarmi, mi diede un bacio ripetendo lo stesso dato a lui e devo dire che era stato molto casto. Seguirono altri giorni di telefonate fra me e la lei e fra lui e mia lei, un’altro incontro nella nostra zona fra loro due (con un altro bacio meno casto), un incontro da soli fra me e C., in un’occasione di lavoro nella loro zona da parte mia, anche noi per un caffè (ma senza bacio) ma fatto di tanti e tanti discorsi telefonici davvero eccitanti ed un incontro fra noi quattro in una località estiva turistica a metà strada per un drink ed una serata insieme come tra vecchi amici.

Passarono alcuni giorni e un pò per la lontananza, e dopo altri giorni fatti di soli contatti telefonici, si arrivò alla fatidica serata. Ogni coppia sistemò i propri figli e fummo invitati a cena da loro. Una bella cenetta davvero a base di pesce e vino bianco. Sapevamo il perché dell’invito, anche se non eravamo decisi del tutto sul da farsi, ma con l’intesa che se, uno di noi due io e Egle, avessimo avuto una situazione di disagio bastava dire una parola d’ordine concordata in precedenza. A fine cena ci spostammo in salotto a chiacchierare, ma nessuno riusciva prendere nessuna iniziativa fino a quando la C. decise con lo stratagemma del gioco della bottiglia di far pagare pegno a chi usciva sorteggiato e naturalmente il pegno era la scomparsa di un indumento di volta in volta. In breve, essendo estate, restammo tutti in biancheria intima. La parola d’ordine da parte nostra non fu pronunciata. Avevamo deciso in precedenza fra gli uomini, su richiesta delle donne, che per la prima volta per rompere il ghiaccio la cosa doveva accadere in camere separate. Di fatti io e C. salimmo nella loro camera da letto e Egle e M. rimasero nel salotto. L’accordo era anche che ci saremmo limitati ad un rapporto soft, senza lo scambio completo, che sarebbe stato rimandato al rapporto a quattro, tutti assieme.

Io salii con lei in camera e subito le diedi un caldo bacio (che da tempo lei aspettava ed anche io!) e la feci sdraiare sul letto. Data la mia bravura nei massaggi, cominciai a farle un massaggio sulla schiena dopo averla unta con apposito olio, standole straiato sopra con lei in soli slip che mi dava le spalle. Dopo circa 10 minuti di massaggio, C. si girò lentamente chiedendomi di massaggiarla anche sul davanti ed io cosi fecì. Iniziai anche a baciarla sulle labbra, sul collo, a scendere per i seni, a leccarli e a mordicchiarli come lei mi aveva chiesto. Poi continuai sulla sua pancia e sfilatele le mutandine cominciati a toccarla fra le gambe. Lei era gia umida. Ed allora infilai la mia testa fra le sue gambe, iniziandola a leccarle la figa, prima dolcemente poi con maggiore insistenza, leccandole il clitoride e facendola letteralmente infracidire. Al che lei, assetata di sesso, cominciò a leccarmi e baciarmi tutto, a baciarmi in ogni dove, e a prendere il mio pene ormai durissimo in bocca, sfornando un pompino davvero indimenticabile. Al che ci avvinghiammo in un caldo 69 che durò a lungo mentre lei mi leccava pene e testicoli ed io figa e buchino del culo. Anche se lo spettacolo era bellissimo, anche se lei mi offriva ogni suo buco, ricordando entrambi il patto, non ci fu penetrazione ma lei venne tramite un mio sfregarle la figa con le mani e con un "attrezzo" che comparve all’improvviso e in ultimo con la penetrazione delle mie tre dita nella sua figa. Io venni invece tramite un serie di grandi pompini che mi tirò in modo davvero sensuale ma allo stesso tempo, direi, selvaggio. Fu qualcosa di davvero grande anche col pensiero che la mia Egle al piano di sotto facesse altrettanto. Di fatti poi rivestitici scendemmo giù ed ricordo la mia Egle già rivestita che mangiava una coppa gelato- dessert e lui che la guardava ammirato. Mia moglie mi accolse con un bacio, e data ormai l’ora tarda e scambiata qualche frase, fumata una sigaretta, ci salutammo e ci rimettemmo in auto per rientrare a casa. Mia moglie mi chiese come fosse andata e le raccontai sommariamente quello che era accaduto. Anche lei mi disse che era andata allo stesso identico modo. Mi rieccitai tanto che volevo far l’amore con lei in auto ma data l’ora tarda della notte e la strada da percorrere decidemmo di rimandare.

Qualche giorno dopo una confessione.

Mia moglie mi confidò che lei e M. avevano avuto un rapporto completo. E fui mia moglie a confessarmelo. Mi raccontò passo passo come era andata. Sul divano del salotto M. l’aveva inizialmente baciata tutta, avidamente, in ogni sua parte del corpo, leccandola a più non posso. Aveva iniziato dal collo, sul viso, per poi continuarle sulle labbra, la bocca, i seni e poi anche fra le gambe, cosa che lei non amava particolarmente. Mi raccontò che la sua lingua, sottile e dura, era finita nella sua figa e la cosa era stata gradita anche se per breve tempo in quanto poi non l’aveva trovata più piacevole. Poi lei lo aveva baciato tutto prendendo il suo pene in bocca, leccandogli e slinguettando dolcemente (come solo lei sa fare bene la cappella) tanto da tirargli un gran pompino da mandarlo in estasi, senza farlo venire. M. allora aveva tentato di aprire le sue gambe ma Egle per una volta aveva cercato di resistergli per poi cedere ad un nuovo tentativo. Lei supina sul divano e lui sopra che la pompava, alla missionario. Poi avevano cambiato posizione con lui seduto e lei a cavalcioni su di lui che saliva e scendeva su quel pene, che a suo dire, comunque era più piccolo e stretto del mio ma comunque sempre bello duro. Alla fine, dopo poche botte, con lei sempre sopra di lui che era in estasi con la testa china all’indietro sulla spalliera del divano. M. era venuto su se stesso, sulla pancia, facendola uscire per tempo. Mia moglie l’aveva baciato sulla bocca avidamente per tutto il tempo della sua sborrata.

Lei comunque non era venuta e non aveva goduto a pieno anche se la cosa era stata molto piacevole.

M. l’aveva anche invitata a fare una doccia insieme ma lei non se l’era sentita per timore che io e C. scendessimo. E quindi si sono rivestiti

E cosi poi li avevamo trovati e visti.

Non ci siamo più rivisti data quella confessione e quel venir meno ai patti stabiliti che hanno dato luogo a gelosia e diffidenza, destabilizzando un po il tutto. Nessun rancore comunque da parte nostra.

A volte, ripendansoci, trovo eccitante quello che ha fatto anche se a volte mi da fastidio perché è accaduto senza di me. Poteva essere davvero bello se fossimo scesi io e C. solo qualche attimo prima e ci saremmo uniti a loro. Sarebbe nato davvero un rapporto a quattro che poteva trasformarsi in una amicizia davvero "particolare" duratura nel tempo…..Peccato sarà per la prossima volta. Ma con un’altra coppia. O anche con C & M.....Chissà …..

 

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