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Il bagno turco

Lei ha 28 anni ed è splendida, caschetto biondo corto e un culo da sballo, una terza piena "nature". Stiamo insieme da qualche mese e ad entrambi piace il sesso e la trasgressione.
Eravamo in un enorme bagno turco, in un centro estetico naturista in Francia. Lei, io e una decina di altri clienti, tutti maschi mai visti prima.
Tutti completamente nudi.
Senza idee strane, eravamo lì per goderci il vapore caldo, con una luce rossa soffusa che colorava la nebbia in un modo molto caldo, eccitante.
Ad un certo punto sulla stessa panca poco distante da Lei, si siede un ragazzo di colore, molto bello e palestrato, alto e fisicamente notevole.
Mentre si siede la guarda e le sorride, conoscendola immagino che abbia risposto al sorriso, anche solo per cortesia.
La mia fantasia ora vola, mi eccito e mi viene automatico carezzarle la coscia vicina a me e darle un bacio sul collo. Forse è per questo che il nero si alza e si avvicina un poco a Lei, noto che il suo "birillo" è un po' più… sollevato di quando è arrivato, segno che anche la sua fantasia non scherza. Mi eccito ancora di più.
Non eravamo preparati e non avevamo mai fatto né pensato qualcosa di simile quindi non avevo nessuna idea di cosa passasse nel cervello a Lei… voleva andare avanti o…? Questo dubbio, il non sapere, aumentava la mia eccitazione.
Nel frattempo altri maschi giravano incuriositi davanti a noi, Lei era l'unica donna presente… e che donna!
Continuo a carezzarla e Lei mi lascia fare, allora il black prende coraggio e si avvicina ancora, ora la sua gamba sinistra è a stretto contatto della destra di Lei ed è sempre più visibilmente eccitato.
Spingo la mia mano sulla vagina ora, è bagnatissima e non solo per il vapore, lo conosco bene quel liquido scivoloso…
Il nero allunga la mano e afferra quella di Lei, la guida dolcemente verso il suo membro che nel frattempo era diventato mooolto grosso.
Lei si lascia guidare come in trance, glielo afferra e comincia a masturbarlo piano, guardando me negli occhi con un'espressione incredula, quasi angelica.
In quel momento realizzo che tutti gli altri ragazzi che fino a un attimo fa passeggiavano curiosando fingendo indifferenza ora sono fermi davanti a noi e ci guardano allupati. Sempre più vicini.
Una scarica di adrenalina mi attraversa tutto il corpo, la bacio in bocca violentemente e Lei con la mano libera inizia a toccare anche me. La mia erezione è a livelli planetari:.
Uno dei ragazzi che guardano prende coraggio e si inginocchia davanti a lei allora io con due dita le apro la vulva mostrandogliela. Lui si tuffa, io sfilo la mano.
Va avanti così alcuni minuti ma poi Lei non gradisce e lo spinge via.
Decido di sostituirlo io, mi piace da pazzi leccarla e a Lei piace un sacco come lo faccio, scivolo giù, sommerso ormai da tutti quei maschi col pene eretto in mano che si stanno masturbando.
Al posto che ho lasciato libero si siede subito un bel ragazzo bianco, spalle larghe e pettorali perfetti, fisico da nuotatore, 25 anni più o meno. Probabilmente anche lui come il nero abituèe del luogo vista la disinvoltura con la quale si muove. Il suo arnese non è enorme come l'altro ma comunque importante e glielo mette in mano subito con la stessa mossa che aveva fatto prima il suo… compagno di merende.
Lei ha gli occhi socchiusi, si sta gustando la mia lingua con due grossi cazzi in mano che continua a menare piano.
Da dietro, alcuni allungano le mani e le palpano le tette, mentre i due più fortunati si sono appropriati dei suoi piedi sollevandoli da terra tenendogli le gambe ben aperte e le succhiano le dita o se li strusciano sul cazzo.
Io la leccavo piano, mi ero reso conto che era in estasi e volevo farle godere quel momento più a lungo possibile.
Poi iniziarono gli orgasmi. A turno qualcuno veniva magari sui suoi piedi o nelle mani, si spostava liberando un posto che immediatamente veniva occupato da un altro maschio. Solo il nero non si è mai spostato. Nemmeno dopo averle spruzzato copiosamente su tette, pancia e mano il suo pene si è messo a riposo, è invece restato duro come un palo di legno ed ha continuato a lasciarsi masturbare.
Ogni tanto sentivo qualche schizzo bollente cadermi sulla schiena, segnale di qualche altro orgasmo, dandomi una scarica di adrenalina improvvisa.
Dopo circa mezz'ora Lei ha iniziato ad alzare la voce dei suoi gemiti, segnalando così l'avvicinarsi del suo piacere. Nello stesso momento anche il vigore delle seghe che stava facendo era aumentato ma forse Lei non se ne rendeva nemmeno conto. Era in estasi!
Un orgasmo molto lungo e sofferto, ho cercato di far sì che durasse più possibile e così l'ho fatta… soffrire un po'. Come ho già detto, volevo che si godesse quello che in quel momento Lei riteneva un paradiso, più che poteva.
Mentre ululava il suo godimento almeno altri tre ragazzi sono venuti con Lei.
E' rimasta qualche minuto stremata, accasciata sulla panca ad occhi chiusi ed altri due hanno aggiunto su di Lei altro seme. Forse non se n'è nemmeno accorta, era inondata e felice.
Poi ci siamo alzati e docciati a vicenda, entrambi stupiti, allibiti, senza dire una parola.
Non c'era nient'altro da dire.

 

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