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Paolo
di Ligea |
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Il
vento vigoroso e tiepido della primavera inoltrata entrava dalla finestra
lasciata aperta. Le tende della mia stanza svolazzavano sospinte dalla
brezza, subito si libravano in una danza svogliata, si gonfiavano, per
poi riappiatirsi placidamente contro il vetro, la quiete era di breve
durata, pochi istanti e l’aria tornava a proporre il suo gioco e
i drappi ricadevano in sua balia... Osservavo irrequieta questi movimenti,
seduta sul letto, mentre cercavo di formulare una risposta adeguata a
quanto il mio interlocutore stava dicendomi dall’altro capo del
telefono. Non ero affatto sorpresa, che Paolo mi avesse telefonato.Certo
era piu’ di un anno, che non avevo sue notizie, ma la sua voce e
la sua cadenza mi risultavano estremamente familiari... E poi le passioni
ardenti non consumate completamente lasciano sempre una sensazione di
insoddisfazione... Era forse per questo che stava chiamandomi? Ed era
certo il ricordo del sesso consumato insieme tempo addietro, con voracita’
e volutta’ che mi rendeva irrequieta e al tempo stesso estremamente
disponibile. |
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“Bene a venerdi’ allora.... “ Riagganciai e il ricordo del mio amico proruppe con violenza, mi tolsi le mutandine, mi sdraia sul letto, presi il mio giochino preferito, una farfallina in lattice vibrante e mi lasciai stimolare sino ad irrompere in un sazinate orgasmo, mentre con la mente rivivevo tutte le situazioni condivise con Paolo, il mio amico, fantastico scopatore dal cazzo lungo, scappellato ed ingordo, come piace a me. Il venerdi’ arrivo’ presto, ci trovammo all’uscita dell’autostrada, lasciai la mia auto in una piazzola di sosta e salii sulla sua. Indossavo un abito chiaro e leggero, che lasciava scoperte le spalle e il decollete’, ai piedi dei sandali rosa, le unghie smalate di un pink molto candy... I capelli sciolti e le labbra lucide, ero pronta a sedurre e a farmi sedurre.... Sorseggiammo un cuba libre all’aperto, tra noi era palpabile il desiderio animale di sesso e di voglia di possedersi. Non passo’ piu’ di un’ora ed eravamo nuovamente in macchina, ci fermammo nella piazzola in cui si trovava la mia vettura... -“Ligeia, lo vuoi vedere?”- mi disse - “si...”- risposi. |
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| Paolo
si sbottono’ i pantaloni e il suo membro gonfio mi si mostrò
in tutta la sua prorompenza... Mi abbassai e lo feci sparire completamente nella mia bocca... Continuai a leccarlo e succhiarlo, incurante del passaggio delle altre auto... - “Spostiamoci in un posto piu’ comodo... “ - propose Paolo... riaccese la macchina e inforco’ una strada laterale. Appena fermi ripresi a succhiarlo e leccarlo, mentre lui accarezzava la mia fighetta grondante... Scendemmo dalla maccina e mi appoggiai al cofano, porgendo le natiche al mio amico. - “Fammi sentire che sapore ha” -disse, mentre si abbassava per leccarmela... sentii la sua lingua morbida carezzarmi e bagnarmi il clitoride per poi entrare turgida nel buchetto... - “ Sapore di sesso e di porca... proprio come lo ricordavo..”- sentenzio’ ..... Mi lascio’ qualche istante col culetto nudo ad attendere altre attenzioni, poi Paolo srotolo’ un preservativo e dopo averlo indossato’ mi impalo’ con rudezza... Che cazzo duro e lungo, non riuscivo quasi a prenderlo tutto, si muoveva con esperienza e ad ogni colpo mi faceva ardere e spasimare nell’attesa di altri colpi e penetrazioni... Mi scopo’ cosi’, appoggiata alla sua auto in mezzo alla campagna ..... La sua resisteza e le sue erezioni strabilianti... era meraviglioso sentirsi presa, godevo nel sentirlo dentro di me, muovevo i fianchi e ansimavo in preda al desiderio di sesso, mai paga di piaceri e di orgasmi.... il suo cazzo era enorme, durissimo e incredibilmente lungo, nessuno riusciva a possedermi con tanta completezza come lui, il mio caro amico di sesso, Paolo... |
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| Il
ritmo aumentava di intensita’, mi voltai, mi inginocchiai, col cazzo
eretto davanti alla bocca, gli tolsi il preservativo e lo succhiai vorace,
lo carezzavo con la lingua dalla radice alla punta in una corsa interminabile,
il suo membro pulsava e si gonfiava sempre piu’, volevo la sua sborra
in bocca, ma prima volevo riprendermelo nella fighetta... Gli chiesi di
mettersi un altro priveservativo e di scoparmi ancora... Riprese ad impalarmi
ad un ritmo forsennato, mi trapanava e possedeva con forza e vigore, fremevo
e godevo tanto mi sentivo piena.. Finalmente sazia di cazzo ero pronta per sentire la sua eiaculazione in bocca.... Arrivo’ rapida e vigorosa, sentii il fiotto esplodermi in bocca e un sapore meraviglioso di uomo prorompere sulla mia lingua... - “Mi piace sentire il sapore della mia sborra” - disse dopo avermi baciata ed aver diffuso il suo umore sulla sua lingua..... Ritornammo alla mia macchina e salutai Paolo, il mio amico di sesso, con un candido bacio sulle labbra.... preludio, forse, di altri momenti di piacere e sesso da consumare con voracità ... |
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Ligea
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