| “Ciao
Ligeia cara….”
Era iniziata cosi’ la telefonata di Roldano. Dopo il party non ci
eravamo piu’ sentiti, ma tra noi restava impalpabile e forte un
certo legame, strano a definirsi, fatto di sottomissione, trasgressione
e sesso consumato avidamente e in tutte le sue varianti meno consuete
e canoniche.
Ebbi un sussulto nel solo sentire la sua voce, non volli ricompormi e
con un filo di voce risposi:
- “Ciao, Roldano... .......cosa hai in serbo per me questa volta........?”
Ero attratta dal gioco che stava per propormi ...... qualunque esso fosse...
Il caldo, l’estate, mi spingevano ad essere ancora più assetata
di situazioni peccaminose. Da tempo avevo riposto la biancheria intima
nel cassetto e giravo con abiti leggeri e ridotti ai minimi termini, sentendo
la nudita’ dei glutei e della vulva strofinarsi contro la stoffa....
E’ un piacere indescrivibile sapersi priva dell’intimo e lasciare
che gli operai, che riparano la scala mobile della metropolitana, ti guardino
salire dalla parte opposta, spiando ansiosi sotto la gonna, in preda a
desideri animaleschi.
Ne immagino il desiderio.... i pensieri porcelli, che scaturiscono nello
scoprirmi completamente nuda.
Lascio che si eccitino nello scorgere le natiche e il taglio della vulva...
- “Ligeia, sai quali sono le regole... nessuna domanda, per cui
non ti diro’ nulla... sono da te tra un’ora... “
- “Ti aspetto...” - risposi - , subito dopo riattaccai...
Ero irrequieta ma terribilmente eccitata...
Nell’attesa di Roldano non feci nulla, rimasi nuda ad aspettarlo.
Roldano arrivo’. Puntuale e silenzioso, come sempre.
Mi guardo’ e fece cenno di andare in bagno.
Prese un rasoio, mi insapono’ il piccolo ciuffetto di peli che avevo
sul pube e lo tagliò: fu delicato, atteggiamento insolito..i. Il
mio ventre sembrava quello di una fanciulla : candido e privo di peluria...
Roldano aveva iniziato il mio sacrificio, immolato in nome del piacere
sublime del sesso.
Nella mia stanza, Roldano mi fece sdraiare sul letto e volle assaporare
il mio succo, mi lecco’: colpi sapienti, assestati con consumata
esperienza, al il clitoride gia’ gonfio, smanioso di espoldere sotto
il soave massaggo.
La lingua turgida roteava ritmicamente attorno al mio sesso, cominciai
a muovere i fianchi, lui li afferro’ bloccandomi
– “Ferma,
Ligeia... ricorda i patti, devi aspettare e non fare nulla... il piacere
arrivera’ quando io vorro’...”
Mi fermai: ruvida la presa delle sue mani, mi abbligava all'immobilità.
Cambiò e i movimenti della lingua presero ad avere maggiore vigore.
Non mi trattenni oltre ed ebbi un orgasmo convulso e sofferto, in me rimase
forte il desiderio di averne altri... presto...
Ecco Roldano di certo mi voleva cosi’, desiderosa di sesso e di
cazzo, chissa’ dove voleva portarmi in quello stato. Rialzandomi
dal giaciglio potei sentire il turgore del suo agognato membro, chiusi
gli occhi e l’immagine della sua asta, che mi possedeva mi fece
perdere ogni remora...
- “Pronta...” - dissi
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Uscimmo.
Arrivammo velocemente nella zona di Porta Venezia, ci dirigemmo verso
uno stabile austero e bianco, con delle colonne pesanti e un portone
in legno massiccio... prendemmo l’ascensore e giungemmo all’attico.
Prima di varcare la soglia Roldano estrasse dalla tasca un collare in
cuio nero con una lunga catena di metallo, me lo mise al collo, lo chiuse
e m’intimo’ di spogliarmi nuda e mettermi a carponi.
Suono’ alla porta e venne ad aprire un uomo sulla trentina, mi
guardo’ con soddisfazione, entrammo: io strisciando, Roldano tirandomi
al guinzaglio.
Mi fecero mettere col culetto all’aria sul tappeto del soggiorno
e per un po’ stettero a guardarmi mentre parlavano tra di loro.La
catena era sempre tesa, ogni tanto Roldano mi dava degli strattoni per
ricordarmi che in quel gioco ero in sua completa balia.
Arrivarono altri due uomini, si sedettero anche loro e mi guardarono.
Roldano porse il guinzaglio a uno di loro e lascio’ che iniziasse
a giocarci.
Mi obbligava a muovere il corpo contorcendomi sotto la spinta degli
strattoni, dimenavo il sedere ... Finalmente uno di loro vi appoggio’
la mano, prese ad accarezzarlo con vigore, la mia sottomissione era
completa... ero lì per soddisfare il loro piacere... desideravo
solo essere posseduta e sentire i membri di quegli sconosciuti intrattenersi
con il mio sesso... usarmi... possedermi....
Uno di loro aprì le danze, senza neppure spogliarsi, semplicemente
sbottonandosi i pantaloni e liberando il cazzo... mi impalò da
dietro... il mio piacere fu immenso quando lo sentii entrare, ma soffocai
i mugolii, non volevo che Roldano sentendomi godere mi avrebbe punita,
privandomi di quel fantastico giocattolo, che stava aprendomi la figa.
Mentre lui mi scopava gli altri due si masturbavano, potevo vederli
distintamente, il loro cazzo era all'altezza della mia faccia.... vedevo
le loro mani salire e scendere, in un movimento lento, con il palmo
chiuso e la cappella che diventava sempre più rossa e gonfia
ad ogni passaggio...
Roldano come sempre si limitava a guardare e non traspariva alcuna emozione
dal suo comportamento, riprese il guinzaglio e mi strattono’ sino
a farmi staccare dal cazzo dello sconosciuto.... la punizione era arrivata...
stavo godendo troppo e questo non rientrava nei patti...
Roldano mi legò le mani e mi lasciò per diversi minuti
ad aspettare che un cazzo si prendesse cura di me....
I tre uomini mi si avvicinarono, tutti, contemporaneamente e mi presero
in tutti i buchi: li sentivo muoversi: nella bocca, nel culetto e nella
vulva... tre enormi cazzi, che mi penetravano con forza, entravano ed
uscivano, si scambiavano tra di loro... godevo ed emettevo urlettini
soffocati... loro ansimavano... sudavano... scopavano.. scopavano...
scopavano... iniziarono a muoversi molto velocemente, sempre insieme,
sembravano sincronizzati. Era strano sentirli muovere in quel modo,
sembrava un uomo solo con tre cazzi... godevo.. godevano ... . A turno
i tre uomini estrassero il cazzo e uno dopo l’altro mi sborrarono
sul volto e il seno... ero piena di sborra come piaceva a Roldano.
Tiro’ fuori il suo meraviglioso membro e mi scopo’ con violenza
e godimento, colpi profondi e intensi , tanto da farmi contorcere e
dimenare dal piacere... ero grondante e non chiedevo che mi prendesse
e mi spaccasse tutta..
"così forte... rude... profondo... col tuo cazzo enorme...
lunghissimo.... così Roldano... così mi fai impazzire...
così.... Oh! Roldano... il tuo cazzo....Oh! Roldano... mi fai
morire...Oh!.. mmm ....Oh!....mmmm oh! oh!....."
Arrivò, un orgasmo lungo ed elettrico... subito dopo Roldano
annaffiò il mio sederino col fiotto del suo sperma.
“ A presto Ligeia .......” – disse Roldano nel congedarsi
da me.....
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