Back to Racconti

 

 

Andrea
di Ligeia

“Arrivo con il treno delle diciassette. Niente banalità e parole. Voglio solo sesso.”
Questo il testo dello short message che mandai ad Andrea prima di arrivare da lui.
I nostri incontri non erano frequenti e prevedevano giochi con lui sottomesso e dedito ad assecondare il mio piacere e richieste. Adoravo la sua passività e capacità di darsi completamente godendo del gioco con estremo trasporto...
Mi preparai: le gambe nude e pronte a ricevere carezze, il seno libero da costrizioni sotto una maglietta azzurra, i capelli sciolti e selvaggi ad accentuare l’aggressivita del mio desiderio sessuale. Nella borsa un corpetto nero e zoccoli con fascetta in pizzo, tacco a spillo da vertigine... una corda....
Tutto era definito. Mi passai un velo di rossetto e mi guardai allo specchio...
- “Eccomi, anche questa sono io... dominatrice e pronta ad abusare di un uomo... “-
Arrivai puntuale. Le montagne facevano da cornice al lago. L’aria di provincia e la chiusura mentale di coloro che incontrai nella sala d’aspetto mi resero il clima opprimente..... Uscii e gli sguardi indagatori e carichi di sdegno di una donna di mezz’età, mi misero di malumore...
Durò un istante. Vidi Andrea, che avanzava verso di me e mi ricomposi, rientrando nel ruolo di Ligeia, giunta in quel luogo per il sesso...
Non serviva pensare ed infastidirsi... Il desiderio di abusare di quell’uomo, di prendere tutto ciò che poteva dare, di goderne e possederlo, erano le sole cose che dovevano occupare i miei pensieri...
-“Eccoti Andrea ... “ pensai – “ non parlare...non voglio sentire la tua voce... non sono qui per perdermi in banalità e ridurre tutto ad una scopata... voglio possederti, voglio vedere sino a che punto posso usarti, voglio godere nel danzare sul tuo corpo supino e sottomesso... non parlare. Taci andrea... basta uno sguardo.
Quante cose dicono i nostri occhi!
Guardali, Andrea ... Eccoli miei occhi.
Inizia da qui la sottomissione.
Lascia che si incuneino nei tuoi , li leghino con un filo sottile, trasparente, fatto solo di sensazioni, vibrazioni, pensiero, dinamiche mentali...
Eccoli i miei occhi.
Ora ti stanno piegando.
Li vedo i tuoi.
Le palpebre, il tuo sipario si sta per abbassare.
Chiuso. Eccoti... ora posso cominciare ad usarti... remissivo e disposto a tutto... il sipario è calato ed inizia il teatro.....




Salimmo in auto.
Andrea alla guida ed io sul sedile del passeggero, solo il rumore del motore a riempire il vuoto di parole, nell’abitacolo l’attesa che precede l’inizio dello spettacolo è pregnante, dilatatasi sino a giungere al limite.
Mi piegai sulle ginocchia e mi sporsi verso di lui...
“ Rompiamo l’quilibrio, rialziamo il sipario... adesso...” - pensai.... una mano, la mia, si allungò verso di lui...
Toccai la sua mascolinità.
Indossava dei jeans, il membro si sentiva distintamente, già turgido ed eccitato... Sbottonati i pantaloni m’insinuai nell’apertura... massaggiai e lo toccai, non indossava l’ intimo. Era disponibile e arrendevole... continuava a guidare mentre frugavo tra le sue cosce...
Mi chinai un po’ di più e mi abbassai sul suo pube.... presi il suo cazzo nella bocca, tutto, completamente, sino alla radice, lo racchiusi nella morbidezza calda della lingua, che si esbiva i movimenti circolari sulla sua cappella... sentii i testicoli depilati, sferici e pulsanti, li accarezzai e strinsi...
Fermammo l’ auto. Eravamo giunti nel luogo predisposto per consumare il rituale della seduzione.
Gli scuri socchiusi a relegare in penombra la stanza.
Andammo nella camera, le lenzuola nere e rosse, colori della passione.
Lo lasciai che si spogliava. Mi diressi nel vano accanto. Mi tolsi la gonna e la maglietta. Indossai il corpetto nero e le scarpe.
Tornai da lui. Stava aspettandomi... sdraiato... supino.....
Nuovamente ci guardammo e nessua parola si sentì librare...
Sul comodino un fallo di gomma nero... Una forma bizzarra , sagomato ad arte con scanalature intriganti e capaci di acuire la passione...
- “ Eccomi Andrea ... “ -
Il suo membro svettava, grosso e duro, una striscia verticale di peli castani alla radice, le palle glabre e il petto ansimante con una peluria rada e riccioluta...
Il corpo tonico e nudo attendeva che le mie mani, la mia bocca e il mio corpo si chinassero e prendessero cura di lui.
Portai il mio viso tra le sue cosce e ricomnciai a leccare e succhiare la sua asta. I miei movimenti erano calibrati e lenti... lenti e profondi... avvolgenti....
I suoi occhi erano chiusi, sottomesso e pronto a tutto per assecondare il mio, il suo piacere...
- “Così ....con gli occhi serrati .... nell’ oscurità dei tuoi pensieri... a sentire solo il tocco delle mie mani... la seta suadente della mia pelle... il calore della bocca.... il piacere del mio corpo ...assapora il mio umore adesso.... “
Gli misi la fighetta sul viso, la muovevo piano e rude nel contempo, la sua lingua avida ora morbida ora turgida la percorreva tutta, la sua saliva e i miei umori si confusero.
Volli sentirlo dentro di me, mi sedetti su di lui e cominciai a muovermi.
Mi piaceva sentirlo nella sua interezza.... sedermi per poi rialzarmi .... Farlo uscire quasi del tutto .... cercarlo e ricondurlo nel mio buchetto con movimenti ondulatori e sinuosi del bacino ... scopavo e godevo di quell’uomo generoso e in mia balia...
Il fallo di gomma attendeva che lo si usasse...
Mugolava piano, Andrea, quasi soffocato dallo stordimento per il piacere di cui godeva...
Lo sentivo e il mio godimento si faceva più forte.
Andrea con gli occhi chiusi ... Ligeia con gli occhi aperti... lo guardavo e dominavo... dominavo e possedevo.... possedevo.... possedevo.... il mio corpo si muoveva sul suo...
Il mio corpo sottile, esile, quasi da fanciulla e il suo robusto, da uomo... muscolatura sviluppata e pelle spessa quella di Andrea ... barba castana.... rivelatrice dell’accentuata maturità ....
Quale contrasto tra i nostri corpi.... e quale sublime piacere nell’ averlo sotto di me...sottomesso e piegato ai miei desideri....
Non mi bastava cavalcarlo, desideravo una sottomissone più completa, volevo sentire di averlo... di piegarlo... volevo espugnare ogni suo pudore... esercitare il mio possesso.
Presi a leccare il buchetto del suo sedere liscio e senza peli, inizialmente lo sentii chiuso, serrato, poi col proseguire delle mie attenzioni, si fece più rilassato ed aperto, disponibile desideroso... quando lo sentii pronto presi la corda e gli legai le mani....
Presi il cazzo di gomma, lo leccai .... mi avvicinai al suo buchetto e lo bagnai con la saliva che feci cadere dalla mia bocca su di lui...
lo leccai e massaggiai per qualche istante... iniziai a stuzzicare il suo buchino con il fallo di gomma mentre gli leccavo la cappella....
Andrea non si oppose, aprì le gambe e mi lasciò fare ....Remissivo ... schiavo del piacere ... godeva in silenzio... il volto contratto... gli occhi serrati...

- " Lascia che ti scopi nel culo, Andrea... lascia che ti allarghi questo delizioso buchetto.... senti come entra... ti stai allargando... forse riesci a prenderlo tutto... ti bagno ancora un po’... ecco... così.... bravo Andrea... adesso è tutto nel tuo sedere questo fallo di gomma... ti piace sentirlo.... sì, ti piace, hai il cazzo duro... quasi esplode.... " -
Il suo culo era diventato accogliente ... Infilai di nuovo il fallo di gomma e lo estrassi, poi ancora dentro e fuori, fuori e dentro, dentro e fuori ..... ancora e ancora il gioco si ripetè ... lui assecondava i miei movimenti... si muoveva piano ....
lo stavo scopando nel culo... gl piaceva, aveva il membro di marmo, turgido, lucido, la pelle tirata...
Glielo presi in bocca mentre continuavo a scoparlo... lo inculavo e spompinavo...spminavo e inculavo... inculavo... lo incuavo più forte con quel giocattolo nero...
che cazzo quello di Andrea, stava per esplodere...
- " Esplodimi in bocca, mentre ti faccio il culo, voglio sentire la tua sborra schizzare rapida e violenta dentro di me.... adesso, sborra adesso che hai tutto il fallo di gomma nel culo... cosi Andrea con le mani legate, gli occhi chiusi, oggetto di piacere, pronto a regalarmi la massima espressione del tuo godimento... voglio sentirti nella bocca, voglio riempirmi della tua sborra... così...
Muovevo rtmicamente il fallo e le labbra... eccolo.. era al limite...
Andrea non si trattenne oltre e un fiotto di sborra corposa partì inondandomi la bocca ...lo sentii caldo e penetrante...
Quella sublime crema mi aveva riempito e deliziato... ripulii con la lingua il cazzo, gli misi un preservativo e me lo scopai con forza... mi muovevo selvaggia e in preda all ' eccitazione primitiva del sesso... rapida e ritmica sino a farlo contorcere in uno spasimo di piacere nell’ eiacularmi nella fighetta...
Venni anch’ io danzando sul suo cazzo esausto....
Tolsi il fallo di gomma dal suo buchetto....
Mi rivestii....
- "Ciao Andrea.... ci rivedremo, forse, tra le montagne e il lago" - .

Ligea
Ligeiaracconti@tiscali.it

Lascia qui un commento a caldo