Salimmo in auto.
Andrea alla guida ed io sul sedile del passeggero, solo il rumore del
motore a riempire il vuoto di parole, nell’abitacolo l’attesa
che precede l’inizio dello spettacolo è pregnante, dilatatasi
sino a giungere al limite.
Mi piegai sulle ginocchia e mi sporsi verso di lui...
“ Rompiamo l’quilibrio, rialziamo il sipario... adesso...”
- pensai.... una mano, la mia, si allungò verso di lui...
Toccai la sua mascolinità.
Indossava dei jeans, il membro si sentiva distintamente, già
turgido ed eccitato... Sbottonati i pantaloni m’insinuai nell’apertura...
massaggiai e lo toccai, non indossava l’ intimo. Era disponibile
e arrendevole... continuava a guidare mentre frugavo tra le sue cosce...
Mi chinai un po’ di più e mi abbassai sul suo pube....
presi il suo cazzo nella bocca, tutto, completamente, sino alla radice,
lo racchiusi nella morbidezza calda della lingua, che si esbiva i movimenti
circolari sulla sua cappella... sentii i testicoli depilati, sferici
e pulsanti, li accarezzai e strinsi...
Fermammo l’ auto. Eravamo giunti nel luogo predisposto per consumare
il rituale della seduzione.
Gli scuri socchiusi a relegare in penombra la stanza.
Andammo nella camera, le lenzuola nere e rosse, colori della passione.
Lo lasciai che si spogliava. Mi diressi nel vano accanto. Mi tolsi la
gonna e la maglietta. Indossai il corpetto nero e le scarpe.
Tornai da lui. Stava aspettandomi... sdraiato... supino.....
Nuovamente ci guardammo e nessua parola si sentì librare...
Sul comodino un fallo di gomma nero... Una forma bizzarra , sagomato
ad arte con scanalature intriganti e capaci di acuire la passione...
- “ Eccomi Andrea ... “ -
Il suo membro svettava, grosso e duro, una striscia verticale di peli
castani alla radice, le palle glabre e il petto ansimante con una peluria
rada e riccioluta...
Il corpo tonico e nudo attendeva che le mie mani, la mia bocca e il
mio corpo si chinassero e prendessero cura di lui.
Portai il mio viso tra le sue cosce e ricomnciai a leccare e succhiare
la sua asta. I miei movimenti erano calibrati e lenti... lenti e profondi...
avvolgenti....
I suoi occhi erano chiusi, sottomesso e pronto a tutto per assecondare
il mio, il suo piacere...
- “Così ....con gli occhi serrati .... nell’ oscurità
dei tuoi pensieri... a sentire solo il tocco delle mie mani... la seta
suadente della mia pelle... il calore della bocca.... il piacere del
mio corpo ...assapora il mio umore adesso.... “
Gli misi la fighetta sul viso, la muovevo piano e rude nel contempo,
la sua lingua avida ora morbida ora turgida la percorreva tutta, la
sua saliva e i miei umori si confusero.
Volli sentirlo
dentro di me, mi sedetti su di lui e cominciai a muovermi.
Mi piaceva sentirlo nella sua interezza.... sedermi per poi rialzarmi
.... Farlo uscire quasi del tutto .... cercarlo e ricondurlo nel mio
buchetto con movimenti ondulatori e sinuosi del bacino ... scopavo e
godevo di quell’uomo generoso e in mia balia...
Il fallo di gomma attendeva che lo si usasse...
Mugolava piano, Andrea, quasi soffocato dallo stordimento per il piacere
di cui godeva...
Lo sentivo e il mio godimento si faceva più forte.
Andrea con gli occhi chiusi ... Ligeia con gli occhi aperti... lo guardavo
e dominavo... dominavo e possedevo.... possedevo.... possedevo.... il
mio corpo si muoveva sul suo...
Il mio corpo sottile, esile, quasi da fanciulla e il suo robusto, da
uomo... muscolatura sviluppata e pelle spessa quella di Andrea ... barba
castana.... rivelatrice dell’accentuata maturità ....
Quale contrasto tra i nostri corpi.... e quale sublime piacere nell’
averlo sotto di me...sottomesso e piegato ai miei desideri....
Non mi bastava cavalcarlo, desideravo una sottomissone più completa,
volevo sentire di averlo... di piegarlo... volevo espugnare ogni suo
pudore... esercitare il mio possesso.
Presi a leccare il buchetto del suo sedere liscio e senza peli, inizialmente
lo sentii chiuso, serrato, poi col proseguire delle mie attenzioni,
si fece più rilassato ed aperto, disponibile desideroso... quando
lo sentii pronto presi la corda e gli legai le mani....
Presi il cazzo di gomma, lo leccai .... mi avvicinai al suo buchetto
e lo bagnai con la saliva che feci cadere dalla mia bocca su di lui...
lo leccai e massaggiai per qualche istante... iniziai a stuzzicare il
suo buchino con il fallo di gomma mentre gli leccavo la cappella....
Andrea non si oppose, aprì le gambe e mi lasciò fare ....Remissivo
... schiavo del piacere ... godeva in silenzio... il volto contratto...
gli occhi serrati...
- " Lascia che
ti scopi nel culo, Andrea... lascia che ti allarghi questo delizioso
buchetto.... senti come entra... ti stai allargando... forse riesci
a prenderlo tutto... ti bagno ancora un po’... ecco... così....
bravo Andrea... adesso è tutto nel tuo sedere questo fallo di
gomma... ti piace sentirlo.... sì, ti piace, hai il cazzo duro...
quasi esplode.... " -
Il suo culo era diventato accogliente ... Infilai di nuovo il fallo
di gomma e lo estrassi, poi ancora dentro e fuori, fuori e dentro, dentro
e fuori ..... ancora e ancora il gioco si ripetè ... lui assecondava
i miei movimenti... si muoveva piano ....
lo stavo scopando nel culo... gl piaceva, aveva il membro di marmo,
turgido, lucido, la pelle tirata...
Glielo presi in bocca mentre continuavo a scoparlo... lo inculavo e
spompinavo...spminavo e inculavo... inculavo... lo incuavo più
forte con quel giocattolo nero...
che cazzo quello di Andrea, stava per esplodere...
- " Esplodimi in bocca, mentre ti faccio il culo, voglio sentire
la tua sborra schizzare rapida e violenta dentro di me.... adesso, sborra
adesso che hai tutto il fallo di gomma nel culo... cosi Andrea con le
mani legate, gli occhi chiusi, oggetto di piacere, pronto a regalarmi
la massima espressione del tuo godimento... voglio sentirti nella bocca,
voglio riempirmi della tua sborra... così...
Muovevo rtmicamente il fallo e le labbra... eccolo.. era al limite...
Andrea non si trattenne oltre e un fiotto di sborra corposa partì
inondandomi la bocca ...lo sentii caldo e penetrante...
Quella sublime crema mi aveva riempito e deliziato... ripulii con la
lingua il cazzo, gli misi un preservativo e me lo scopai con forza...
mi muovevo selvaggia e in preda all ' eccitazione primitiva del sesso...
rapida e ritmica sino a farlo contorcere in uno spasimo di piacere nell’
eiacularmi nella fighetta...
Venni anch’ io danzando sul suo cazzo esausto....
Tolsi il fallo di gomma dal suo buchetto....
Mi rivestii....
- "Ciao Andrea.... ci rivedremo, forse, tra le montagne e il lago"
- .