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Triangoli
di Ligeia

Daniele era il mio compagno, ogni tanto rispondevamo agli annunci delle coppie.
Quel sabato pomeriggio decidemmo di mettere un last minute su Laurax, il desiderio di inventarci una serata fatta di trasgressione era forte e volevamo avere contatti reali nel piu’ breve tempo possibile. Ci risposero diverse coppie, ne scegliemmo una, sembrava un’ottima candidatura... Iniziammo quindi a prepararci per l’incontro.
M’immersi nella vasca da bagno, il calore dell’acqua e la morbidezza della schiuma avvolgevano il mio corpo, sentivo il mio clitoride pulsante e vigoroso, godere del contatto del liquido, lo solleticava e stuzzicava, donando sensazioni piacevoli e incrementando lo stato di eccitazione in cui ero entrata. Non permisi alle mie dita di dilungarsi eccessivamente nelle carezze, volevo preservare l’eccitazione per la sera... lo sfiorai sino al punto di non poterne piu’, ansimavo e gemevo... un attimo prima della danza liberatoria mi fermai...
Uscii dalla vasca, mi asciugai e coprii con una vestaglia in seta giapponese. Deliziosi ghirigori rossi e vivaci su uno sfondo di pallido azzurro, adoravo quel neglige’... Cosi’ come adoravo i contrasti, le antitesi, il manicheismo, quando si svelano nella loro completezza, mettendo a nudo la loro piu’ totale diversita’... Eppure... in un istante, un’imprecisabile ed ineffabile momento, gli opposti sembrano coincidere, sino ad annullarsi... Io e Daniele eravamo gli opposti di uno stesso gioco... preda e predatore... impossibile giocare senza i due estremi... che giungevano a coincidere nel momento di massimo piacere, allora la nostra diversita’ si annientava...
Andai da Daniele, lo accarezzai dolcemente, presi il suo membro morbido tra le labbra, lo feci scomparire nella mia bocca, mi staccai da lui appena il suo cazzo divenne grosso e duro... lo lasciai li’ sul divano con un’erezione notevole, volevo che anche lui si sentisse eccitato sino a non riuscire a contenersi.... e mi piaceva guardarlo...
Indossai un abito dal taglio a sottoveste nera, le spalline sottili, un’ ampia scollatura, da cui scorgere il pizzo del reggiseno in tinta. La stoffa morbida cadeva sui miei fianchi esaltando l’insenatura del sedere, sotto un tanga, ai piedi sandali ecru con tacco di metallo, i capelli sciolti sulle spalle, rossetto brillante e matita nera sugli occhi. Semplice, quasi minimalista, eppure seducente, come amava definirmi Daniele.
Andammo all’appuntamento con la coppia prescelta, non ci volle molto per capire, che non avevamo avuto fortuna... gradevoli entrambi, ma pochissima attrazione fisica... discorsi noiosi affogati in un cocktail analcolico... Il portatile vibro’: un messaggio... “Il posto è’ a ....” seguivano le indicazioni per raggiungere il luogo della festa. Io e Daniele ci guardammo complici e senza titubanze ci congedammo dalla coppia.
Inforcammo l’autostrada, il nostro desiderio di situazioni orgiastiche era giunto alla massima espressione... l’acceleratore abbassato, la strada inghiottita, la lontananza si riduceva rapida... giungemmo al paese e ci fermammo al secondo semaforo, sulla destra, come ci aveva detto l’anfitrione.
Passarono pochi istanti ed arrivò un uomo sulla quarantina. Si presento’: Artù’. Da studioso ed appassionato del medioevo amava darsi quel nome quando organizzava feste orgiastiche.
Tutto intorno silenzio. Il paese era piccolo e già deserto a quell’ora della notte.
Artù ci condusse sino ad un portone, ampio, in legno secolare, lo aprì: il cigolio degli ingranaggi ruppe l’incantesimo della mancanza di suoni.
All’interno, muri massicci, lucernai in ferro fiochi, rischiaravano solo alcuni particolari dell’aia.
Salimmo su per una scala di pietra, ripida, infine giungemmo ad un’altra porta. Che strano, non trapelava alcun rumore...

Artù giro’ il pomello e ci introdusse allo scenario orgiastico...
La stanza era arredata spartanamente: un armadio in noce, divani e poltrone confortevoli, in terra un sottile materasso in lattice coperto da preziose lenzuola i cui ricami a punto pieno sapevano d’antico, specchi alle pareti a replicare e moltiplicare gli attori, candele bianche ardevano, simboli silenti della passione e la bramosia che regnavano nella stanza.
Artù ci presento’ la sua Ginevra, completamente nuda ed adagiata sul divano, pelle abbronzata, capelli scuri e sguardo malizioso, accanto a lei il Lancillotto della situazione, le accarezzava braccia e fianchi, visibilmente desideroso di affondare e perdersi con la testa tra le sue cosce, che si aprivano, rivelandone il sesso depilato e liscio.
Tutt’intorno altri uomini e donne nudi, dalle fisionomie e corporature piu’ diverse, pelli chiare e scure, corpi tonici, asciutti o morbidi e rotondi, seni grandi, capelli rossi, corti, scuri, ricci, lisci, occhi suadenti, timidi, sguardi complici tra le coppie, che si misuravano a distanza acuendo il loro piacere nel vedersi e vedere il proprio compagno consumare il sesso con altri.
Braccia si intrecciavano ad altre braccia e gambe, corpi ricadevano supini sul comodo giaciglio ed attendevano carezze di altri uomini o donne... donne con donne, donne con uomini, uomini con donne, in una confusione completa delle coppie, a tutti era concesso di liberare la propria volutta’ di concedersi secondo il proprio desiderio, di darsi o di prendere....
Presi posto anch’io con Daniele, su quelle lenzuola, mi sdraiai appena su un fianco, desideravo guardare e lasciar salire l’eccitazione nel sentire i mugolii e i sospiri di coloro che si confondevano...
Li vedevo, li sentivo. Cazzi eretti erano trastullati da bocche sapienti, lingue calde ed avvolgenti apparivano su aste turgide e lucide, prone, alla pecorina, mettevano a disposizione le loro fighette ansiose e bagnate... Presto venivano leccate ed impalate... totale confusione di ruoli...
Daniele inizio’ a scoparmi, sentii il suo cazzo bramoso entrare nella mia vulva, scivolo’ nel buchetto e rapidamente inizio’ a muovere i fianchi.
La sua asta era di pietra, i movimenti ritmici e morbidi, resi ancora piu’ agevoli dalla grande quantita’ di fluido di cui mi ero inondata per l’eccitazione. Accanto a me Ginevra, supina, mentre uno dei tanti Lancillotto le leccava la vulva, la sua testa era accanto alla mia, le toccavo la pelle del viso, morbida, di seta. Le sfiorai i seni, sentii il suo corpo fremere... sfiorai ancora l’aureola bruna... fremette nuovamente... La accarezzai con tutta la mano, con dolcezza, lentamente. Un seno splendido quello di Ginevra, sodo, capezzoli piccoli e duri. Volli succhiarli e mi avvicinai sino a sentirli sulle mie labbra... li baciai e le toccai i fianchi...
- “lascia che ti possieda Ginevra, come uno di questi Lancillotto... “
Mi dedicai a lei, sotto lo sguardo ardente ed eccitato di Daniele e di
Artù...
 
Quante Ginevra! Quanti Lancillotto e Artù in quella stanza!
Rapporti monogamici aperti a triangoli, piu triangoli contemporaneamente.
Triangoli , angoli appuntiti e capaci di insinuarsi nelle fantasie, fanno da sprone, pungolano l’immaginazione sino a voler diventare realta’... e quella era realta’? o sogno, verita’ o rappresentazione ?realta’ nate dall’incontro di molte fantasie...
Triangoli... corpi che si mescolano, odori, sesso, urlettini di godimento... triangoli...triangolo... come quello della mia Ginevra... un triangolino di pelo riccio e scuro, dove io stavo mescolando la mia saliva con il sapore della sua fighettina avida di piacere...
Un triangolo ebbro... un clitoride gonfio, un piccolo pene eretto e fiero, bramoso della mia lingua....
- “Eccola la lingua Ginevra... che clitoride turgido, piccolo e delicato, labbra glabre dalla pelle sottile e liscia, aperte, le gambe divaricate a rendere piu agevole il tuo e mio piacere... meravigliosa Ginevra, regalami i tuoi sussulti e inondami del tuo piacere...”
Il suo clitoride sotto la mia lingua, pulsante e vigoroso, completamente arresa alle mie carezze... che godimento sentirla muovere i fianchi con dolcezza, mugolava e alzava il bacino perche’ la leccassi tutta, sino al buchetto. La mia lingua si muoveva ora rapida ora lenta, prima sul clitoride, poi piu giu a giocare con il buchetto....
- “Eccoli che arrivano i nostri
Artù, cara Ginevra... lo sento il tuo, mi sta toccando il sedere, ora mi strofina il cazzo sulle chiappe... si sta masturbando... e il mio.. il mio è gia nella tua bocca, lo vedo... gli piace come lo succhi... leccalo tutto, fammi vedere come lo prendi in bocca, mentre ti lecco la fighetta e il tuo Artu si sta mettendo un preservativo per scoparmi... lasciamo che tutti gli altri Lancillotto, Artu e Ginevra guardino... ci guardino mentre ci scambiamo, confondiamo, godiamo.... sentilo il tuo Artu come mi impala.... cazzo grosso... enorme....”
Artù mi aveva infilato il cazzo con un colpo secco, era entrato senza preliminari di sorta ed ora stava scopandomi molto lentamente, mentre con gli occhi avidi gustava la sua Ginevra posseduta da me e Daniele.... Daniele nella sua bocca... io sulla sua fighetta... leccavo... scopavo... guardavo... attorno a noi qualcuno si masturbava... mani si allungavano per toccarci seni e natiche... succhiare o baciare i centimetri di pelle liberi dalle carezze... tutti coperti di mani, al centro della scena... sudati, oltre il piano di cio’ che e’ reale a godere nel vedere Daniele col cazzo tra le labbra di una meravigliosa Ginevra... con un Artu che mi allarga la figa con colpi profondi.... ora che sono cosi’ larga ed eccitata desidero che il mio Artù, Daniele mi possieda...
Mi alzai e mi misi alla pecorina, mostrando la fighetta larga al mio
Artù... mi impalo’ e inizio’ a montarmi con foga.
Ginevra si mise sotto di me e mi lecco’ la fighetta, mentre il suo
Artù la montava.
Gli
Artù e le Ginevre scopavano, godevano... ansimavano... Daniele mi scopava, la lingua calda di Ginevra aumentava il mio godimento... bocca vellutata e calda la sua... una lingua esploratrice, indugiava nella mie insenature regalandomi brividi di piacere... il suo Artù sopra di lei... scopava e guardava... guardava la sua Ginevra leccarmi, guardava Daniele scoparmi... toccava il mio... il suo seno.... scopavamo... gemevamo... tutt’intorno sesso e ansimare... mani che si posavano e accarezzavano i corpi nudi, quante mani sulla mia schiena...
 
Poi un Lancillotto, eccolo una stupenda asta lucida, nella mia bocca... succhiò voluttuosa la cappella... Il mio Artù dentro di me a scoparmi. Ginevra sotto di me a leccarmi... Lancillotto nella mia bocca... come lo spompino il caro Lancillotto, mi piace il suo cazzo e mi piace avere la bocca piena mentre mi montano... eccoci...scopiamo, spompiniamo, lecchiamo... godiamo... ansimiamo... gemiamo... Artù aumenta il ritmo, scopa piu forte... un ritmo incalzante... e’ una reazione a catena, anche la sua Ginevra mi lecca con piu foga, la sua lingua rotea velocemente, mi muovo piu intensamente e Daniele dietro di me mi scopa a ritmo sostenuto... me la sta proprio spaccando la fighetta...
Lancillotto mi scopa nella bocca, com’e’ veloce... entra ed esce, affonda tutto il membro nella bocca quasi fosse una fighetta... piu forte.... un ritmo intenso... tutti a compiere movimenti frenetici in preda allo stordimento della passione...
- “Cosi Daniele scopami forte mentre succhio il mio Lancillotto.... come ce l’hai duro adesso, Lancillotto, marmo... ferro... ti sento che stai per esplodere... goditi la mia bocca ancora per qualche istante...un momento solo Lancillotto, lasciati succhiare ancora un poco... trattieni la sborra... trattieniti Lancillotto... fino a non poterne piu’.. la voglio qui sul seno, voglio vederla colare giu per il petto, mentre sono ancora alla pecorina e il mio
Artù mi scopa... ne voglio tanta, voglio sentire il tuo seme che schizza isterico su di me.... Ah! Non ne puoi piu’ Lancillotto... ti sento... adesso... adesso e’ il momento...sono pronta...fammi sentire....”
 
Il fiotto di Lancillotto mi colo’ sui capezzoli, Ginevra mi tocco’ bagnadosi le mani di sborra, me la spalmo’ ... il suo Artu la guardava, i movimenti divennero piu veloci, potevo vedere distintamente il cazzo entrare ed uscire rapidamente... Infine strizzo’ gli occhi, inarcò la schiena e diede qualche colpo piu profondo, la bocca si aprì e un lungo sospiro accompagnò’ il suo orgasmo... anche Ginevra sborro con la fighetta che colava per lo sperma del suo uomo...il mio artu continuo a montarmi per qualche momento, poi mi cinse ai fianchi, mi inondo’ la schiena con uno schizzo corposo, che sentii colare mentre venivo con mugolii densi di piacere sul viso di Ginevra che mi leccava... il mio orgasmo fu violento e accompagnato da ripetute scosse del ventre...
Poco dopo uscimmo nell’aia dalla luce fioca, riaprimmo il pesante portone in legno, il cigolio degli ingranaggi ci riportò’ a ciò’ che è realtà, non più sogno o rappresentazione, incontro delle fantasie che si realizzano... la luce forte dei lampioni illuminava la strada, poco era lasciato all’immaginazione... la realtà’ ci avvolse... il contrasto con la situazione precedente fu forte... tuttavia una nuova eccitazione si faceva strada nelle nostre menti.
Cosa saremmo stati la prossima volta?... quale piacere avremmo ricorso... ?
Tornammo a casa, il ricordo vivido del sesso appena fatto ancora si confuse con nuove fantasie, che affiorarono quando Daniele fu nuovamente dentro di me.....
Quale piacere rincorreremo? .... Quale nuovo gioco... giochiamo ora...così Daniele e lo scopriremo di certo.... montami ed alleneremo la fantasia... raccontami .... raccontami....raccontami...
 
Ligea

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