|
il
tennis club
di Jacques
|
|
Sono
trascorsi ormai alcuni anni da quellestate magica che occupa
un posto speciale tra i miei ricordi.
Mi trovavo
nel sud della Francia, Mentone, ridente cittadina subito oltre il
confine. La vacanza volgeva ormai stancamente al termine senza alti
né bassi, una tranquilla vacanza con la famiglia al seguito.
Un giorno però, mentre mi trovavo al tennis Club, non ho
potuto non notare una splendida coppia che dava spettacolo e per
i loro colpi e per la loro bellezza che non passava inosservata.
Erano la tipica coppia nordica, alti, biondi, slanciati.
Molto affiatati, come avrei scoperto più tardi. Mi sono fermato
a guardarli giocare, attratto, come detto, da vari elementi.
Dopo
poco hanno finito di giocare ed abbiamo scambiato quattro parole
a bordo campo, erano norvegesi di Trondheim, anche loro alla fine
della vacanza. Mi incuriosiva questa coppia, non solo per alcune
occhiate che mi aveva rivolto la ragazza, Mari, ma anche per alcuni
ammiccamenti che cerano stati tra lei ed il suo ragazzo, Lasse,
mentre conversavamo.
Ero deciso a conoscerli meglio, ma anche loro parevano avere la
medesima intenzione. Mari mi scrutava sorridendo coi suoi occhi
azzurrissimi, sudata, coi capezzoli che premevano sul tessuto della
maglietta, era maledettamente sexy. Impossibile trattenere qualche
occhiata alle sue tette ed alle gambe sinuose, occhiate prontamente
notate, come mi suggerivano gli eloquenti sorrisetti maliziosi di
Mari.
Ma anche Lasse era ben conscio che lambiente si andava riscaldando
ed accennava ormai apertamente come a Mari fossero sempre piaciuti
gli uomini italiani e cose del genere. Io, dal canto mio, non mi
tiravo certo indietro e rispondevo allegramente, rincarando la dose,
a questo fuoco incrociato di commenti maliziosi. A dire il vero,
temevo di non riuscire più a celare la crescente eccitazione,
il gioco si stava facendo pesante e Mari era troppo bella per restare
insensibile al suo fascino.
|
|
|
| La
situazione si era però risolta nel migliore dei modi, con Lasse
che proponeva un giro nella loro barchetta, invito ovviamente da me
accettato di corsa.
Ci siamo ritrovati dopo
la loro doccia, mentre io avevo farfugliato al telefono una qualche
scusa alla consorte per restare fuori ancora un paio dore
senza dare nellocchio.
Dopo una breve navigazione
avevamo raggiunto una spiaggetta molto appartata, non cera
anima viva. Mari si sfila a qual punto il reggiseno mostrando due
tette da favola e si tuffa in acqua presto seguita da noi due. Giochiamo
per un po a cercare di metterci la testa sottacqua a
vicenda e ci ritroviamo molto vicini. Con mia grande sorpresa ed
ancora maggiore soddisfazione ad un certo punto mi ritrovo una mano
di Mari sul costume, in posizione strategica.
Non ci sono dubbi, ha
aperto le danze ed allora ricambio palpandole un seno; Lasse evidentemente
era assolutamente al corrente delle intenzioni di Mari e comincia
a baciarla sul collo e ad insinuare una mano sotto il costume della
ragazza. Passo poi a leccarle le tette, mentre lei afferra con più
decisione ciò che aveva accarezzato prima e che si era fatto
a quel punto decisamente più consistente. In un groviglio
di mani e lingue, ci trasciniamo come ubriachi fino a terra, dove
Mari mi offre la figa da leccare mentre giaccio sdraiato, lei intanto
bacia avidamente Lasse.
Ad un certo punto lasse
si alza, fa due passi fino alla barca tornando con qualcosa di piccolo
in mano che capisco poi essere un preservativo perché sento
Mari che me lo infila. Di lì a poco mi ritrovo con Mari sopra
di me che si agita rapidamente leccando il cazzo di Lasse.
Ad un certo punto Mari
si ferma, sorride al ragazzo che passandole dietro la invita a chinarsi
leggermente; dalla lieve smorfia sul viso di Mari capisco cosa sta
avvenendo e mi sembra quasi impossibile che tutto questo stia succedendo
a me che ero andato a farmi una tranquilla partita di tennis e che,
come maggiore fantasia proibita, mi ero fino ad allora concesso
di immaginarmi con due donne.
|
| |
| Ancora
qualche minuto ed il tutto volge purtroppo al termine con Mari che
si affaccenda su di noi stesi sulla spiaggia e stravolti dal piacere.
Bene, a parte la schiena
leggermente smerigliata dallo sfregamento sulla sabbia, questa è
stata lesperienza più eccitante che mi sia mai capitata
e purtroppo lunica, al momento, con una coppia.
Ma temo che resterà comunque irripetibile, se non altro per
il contesto e per il fatto che, almeno da parte mia, il tutto era
assolutamente non pianificato e pertanto ancora più intrigante.
Pochi giorni dopo ero di nuovo a Torino, al lavoro, e sovente mi
scoprivo a fantasticare
|
| |
|
Jacques
|
|
|
|