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Il
vestito tradiva quanto promesso: 8^ di seno. Glutei imponenti. Ventre
rotondo
Era proprio Lei: Giulia. Rossa dagli occhi di ghiaccio.
175 di eleganza e portamento. Voce suadente. Ed un maledetto senso
dell'erotismo che rapiva attenzioni mal celate dalla mia ostentata
oratoria/pacatezza.
Incuriosito
da quella pelle lentigginosa: insolitamente scura dati i capelli.
Dalle sue mani lunghe ed affusolate. Dalle labbra umide e sufficientemente
carnose per affettare qualsiasi pseudo-indifferenza.
Giuly. Quella della chat. La Fetish-Woman misteriosa ed intrigante,
compagna di nottate grondanti di sesso virtuale. Desiderata, attesa,
insperata. VERA.
Il tempo di
un drink. Per me un'eternità. Per lei una doccia e qualche
minuto di respiro dal viaggio. Il bagno la partorisce splendida.
Maliziosamente avvolta da un accappatoio nero. Con lo sguardo filtrato
dalla frangia ramata ed una scollatura voluta.
Le mie mani
sui suoi fianchi: morbidi. Vellutati e pastosi. Sui glutei sporgenti.
Burrosi e sensibilissimi al tatto. Tra i seni rotondi ed elettrici.
Non una parola: un gioco di labbra. Di mani avide. Ad esplorare
con crescente desiderio cio' che mille volte ci eravamo immaginati.
Un gioco di
sensi rotto dal tavolo. Dalle promesse che li' sopra dovevano decidere
tra sfrenata passione, avidita' carnale o lento, sublime e lungo
consumarsi di un viaggio condiviso. Nel gioco delle fantasie sovrapposte.
Per un biglietto aperto. Ed un calendario incerto.
Le sue natiche. Le mie dita. Un percorso di desiderio: fasciato
dai glutei che ovattano i movimenti. L'ano umido e la vagina infuocata.
Stropicciati dalle mani impazzite.
Devo Rallentare.
Frenare. Riprendere il controllo.
In piedi. Dietro
Lei. Appiccicati schiena petto. Col pene di marmo che scompare fra
le sinuosità del lombo sacrale.
Gli occhi chiusi: devo trattenere il respiro. Non posso lasciarmi
andare.
Giulia stringe le cosce ..Mi imprigiona il pube ed inizia a dondolare.
Avanti, indietro, di lato. Col culo che mi accarezza il ventre.
Non soffro di piaceri precoci. Tutt'altro.. Ma c'e' mancato poco.
A fatica mi
sottraggo da quella goduria (solo per rimandarla)
. L'afferro
con forza per i fianchi. Le mani affondano nelle carni e Lei ha
un sussulto alla prima sculacciata. Ripeto con impeto crescente.
Due, tre, quattro volte. Giulia mugola scomposta. Farfuglia improbabili
lamenti
..
Mi pongo di lato. E continuo nell'infusione.. Scivolando con le
dita sulle grandi labbra.
Numerosi colpi alle natiche. A palmo aperto. E la contemporanea
penetrazione vaginale con indice e medio. E' una danza di rumori,
sensi, odori. Lei una nuvola armoniosa che trasuda erotismo. E così
il suo culo rotondo, sporgente, a tratti immenso
. d'eleganza.
Giulia chiude le braccia sotto i seni. Devo solo aprire le labbra.
Lingua e denti accarezzano, strofinano. sfiorano i capezzoli turgidi.
Si riempiono delle carni abbondanti e lisce. Succhio, la spremo.
Apprezzo quel calore morbido che accarezza il palato. I suoi gemiti.
La vagina fradicia che cola fra le cosce. Il buchino dilatato ed
invitante.
La sospingo
sul tavolo. Stesa a pancia su. Cuscino sotto il bacino e talloni
comodamente appoggiati a 2 sedie. Le cosce meravigliosamente divaricate
schiudono ano, fica ed un fiume in piena. Ho una sete desertica.
E quella broda è come acqua sull'arsura. La lingua penetra
in profondità: mi gronda sul volto. Fino al collo. Contorcendosi
dall'orgasmo.
Succhio il clito. Come fosse un piccolo pene. Stretto fra le labbra,
accarezzato dai denti, avvolto dalla saliva e dal desiderio. Due
dita a penetrare. A premere verso l'alto, in corrispondenza della
regione vescicale. Sempre più forte. La sento inarcare. Intravedo
le sue mani strizzare i seni. Non ho altro tempo: Giulia urla il
piacere sbattendo i pugni sul tavolo. Scomponendosi come un animale
braccato. Regalandomi ancora il suo sapore.
E' il momento:
la bendo con 1 foulard. Passo 2, 3, 4 giri di legaccio per ciascun
polso. Tendo le braccia in alto, verso gli angoli opposti del tavolo
- per annodare -.
Stessa sorte per caviglie e cosce: divaricate e fissate fra sedie
e sostegni. Lei non protesta. Forse gode di quanto sta per accadere.
Posso osservare il suo respiro teso. I capezzoli turgidi.. La vagina
umida.
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