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PER QUALCHE GIORNO
di Yol

Si trova da noi per qualche giorno. Il tempo di un convegno che si svolge nella nostra città. Sono rare le occasioni per incontrarci perché oltre ad abitare molto lontano la nostra conoscenza è giovane, nata durante un viaggio all´estero in cui abbiamo condiviso esperienze che hanno messo in luce le affinità che conducono ad un rapporto di sincera amicizia. Ma il tempo trascorso in compagnia è ancora poco.

Suo marito è rimasto a casa per continuare il proprio lavoro.

Con mia moglie, Sandra, il feeling con Anna è stato praticamente immediato: "è una persona che mi mette a mio agio, che non pone costrizioni e vincoli di carattere emotivo o di mera cortesia".

Non sono certo uno che non guarda le donne. Anzi. Anna però passa quasi inosservata.

L´abbigliamento è sobrio ed elegante, la statura media, i capelli castano chiari non troppo lunghi ma nemmeno corti; la pelle è chiara e dall´aspetto delicato si stende su di un corpo proporzionato e snello. Tutto questo, però, è accompagnato da un portamento che non appena viene notato non ti consente di trascuralo. Quasi altera, si muove a proprio agio ovunque e a quel punto scopri i tratti del suo viso regolare anche se un po´ spigoloso, segnato da labbra sottili, e occhi vispi come quelli di un´adolescente.

Insomma alla fine si nota e si apprezza.

Spesso sono io ad accompagnarla ai lavori del convegno visto che i miei orari di lavoro me lo consentono e nelle brevi chiacchierate per portarla a pochi chilometri da casa nostra posso sempre più apprezzarne la schiettezza e la profonda intelligenza.

Sandra, d´altro canto, nel tempo trascorso con lei a conversare trae le medesime conclusioni a cui aggiungo con il mal celato fine di stuzzicare la sua gelosia: "è una donna che mi affascina... molto". Di rimando, lei, ne conviene senza dar corso alla mia provocazione.

Sandra è una donna piacevole. Incline al dialogo anche se piuttosto ostica nel consentire agli altri di penetrare i suoi più intimi pensieri ed emozioni. Una donna tranquilla che apprezza le piccole cose della quotidianità ed esalta il valore di ogni giorno.

Con lei sto bene.

Spesso mi sostiene, mi incoraggia, e conosce ogni sfumatura del mio caratteraccio.

Gli anni trascorsi insieme tra fidanzamento e matrimonio sono molti, a volte ho quasi il timore siano troppi. Ma c´è una cosa che mi piace ancora molto in lei: quando riesco a guardarla da lontano, o meglio quando la guardo fuori dal contesto della nostra quotidianità, muoversi tra la gente, sorridere, conversare e posso apprezzare il fatto che, nonostante l´inevitabile abitudine al suo corpo, è una bella donna.

Credo non siano affatto pochi gli uomini che guardandola non desiderino trascorrere del tempo con lei, possibilmente facendoci l´amore. Sicuramente rimarrebbero colpiti dal trasporto che riesce a far scaturire dai suoi occhi verdi, dal movimento sinuoso del suo corpo levigato e morbido, dalla pelle scura scaldata dalla passione.

Come per lei, anch´io credo di poter ormai conoscere ogni sfumatura del suo carattere al punto da poterne intuire i pensieri anche se continuo a chiedergli: "cosa stai pensando?"

Conferme. Mi piacciono le conferme.


E´ sera, vado a prendere Anna al termine dei suoi lavori; l´accompagno a casa e torno al mio lavoro.

Rincaso. E´ l´ora della cena che si accompagna ad una vivace conversazione, tipica della presenza di un´ospite gradito, di una persona che modifica lo scorrere ordinario del tempo.

Il volto di tutti, però, tradisce il peso di una giornata intensa e piano la conversazione scema lasciando la precedenza al film che trasmette la televisione che domina il salotto silenzioso.

Bel film, un classico.

La protagonista è una bella donna dell´alta borghesia berlinese, che indossa abiti eleganti e dal taglio rigoroso.

Adagiato sul divano con Sandra appoggiata a me, mi chino al suo orecchio e le dico sottovoce: "non ti ricorda Anna?". Annuisce.

Il fascino della protagonista invade la stanza. L´abilità narrativa del regista fa il resto e la passione che coinvolge la bella donna del film per la figlia del diplomatico giapponese trascina i nostri sensi in quel vortice d´immagini curate e sensuali.

Il racconto si fa più serrato ed intenso.

La vestizione della dama teutonica con il chimono e le mani orientali che scivolano su quella seta porta l´eccitazione a livelli elevati al punto che il mio organismo reagisce vistosamente fino ad essere inequivocabile anche per Sandra che si appoggia ancor più a me.

Evidentemente la sua reazione è analoga. Sembra infatti che la temperatura sotto il leggero plaid che ci copre stia innalzandosi al punto che piano la sua mano abbandona il fianco sul quale era morbidamente adagiata per conoscere meglio la mia condizione.

Anna sembra catapultata nel film mentre, nella penombra creata dalle mutevoli luci proiettate dal televisore, le do un´occhiata furtiva per vedere se si è accorta della manovra in corso. No, apparentemente è assorta dal film.

La mano di Sandra intanto continua la sua esplorazione e il suo proseguire accresce in me il desiderio mentre la imito scivolando con la mano tra le cosce avvolte nella corta gonna.

A pochi centimetri dal suo sesso è già percepibile l´eccitazione che si tramuta in quel tepore avvolgente che sembra attirare ancor più le mie dita a confrontarsi con il tessuto inumidito degli slip.

La sue labbra sono appena schiuse ed il loro solco coperto dalla trama sottile invita a proseguire fino ad incontrare il lieve turgore alla loro sommità.

L´intensità delle carezze cresce fino a divenire bramosia, fino a desiderare di lacerare quella stoffa che separare la nostra pelle.

Ancora uno sguardo ad Anna, ma la verifica della sua attenzione ai nostri movimenti non è ormai che una scusa: mi piace la sua presenza. La possibilità di essere visti accresce ancor più la mia eccitazione.

Quando ho volto lo sguardo verso di lei la luce del tubo catodico non mi aveva consentito di vedere chiaramente i suoi occhi ma la testa era voltata verso il televisore.

Cerco di seguire il film ma ormai la trama non ha per me più molto significato. Le immagini seducenti prendono il sopravvento e servono solo a coltivare sempre più l´atmosfera sensuale che pervade la stanza.

Chiudo gli occhi alzando il capo, lasciandomi prendere dalle sensazioni che il mio corpo e quello di Sandra si stanno scambiando.

Ormai le barriere degli abiti sono superate e le mani si muovono con agevolezza.

Un attimo di lucidità mi fa riflettere sul fatto che Sandra non sembra affatto preoccupata della presenza di Anna. Anzi. Riapro gli occhi e mi rendo conto che la sta guardando. Adagiata sul divano accanto al nostro, sotto una leggera coperta, le sue mani sono raccolte sul pube e la luce è sufficiente a far percepire il leggero movimento che compiono.

Una vampata di calore mi pervade.

Non credevo di potermi eccitare ancor di più.

E non basta.

Appena mi accorgo che Anna volge il suo sguardo su di noi e scorgo la sua bocca appena socchiusa, gli occhi invasi di desiderio, ho un sussulto di piacere che mi costringe ad abbandonarmi contro lo schienale del divano.

Sandra continua a guardare Anna. E Anna, non sfugge allo sguardo.

Nessuna parola.

Anna chiude gli occhi allungando un po´ le gambe. Con un guizzo la sua mano scivola sotto i pantaloni già slacciati.

Sembra un segnale.

Sandra quasi contemporaneamente sfugge dalle mie dita.

Si solleva e scende dal divano per inginocchiarcisi di fronte.

Il suo gesto sposta la coperta che come un sipario che si alza esibisce la mia eccitazione.

Ho un sobbalzo. Sono tentato di coprirmi ma l´eccitazione è tale da impedirmi qualsiasi gesto.

Dopo pochi instanti invece la cosa mi rende quasi euforico d´eccitazione: ora non vedo l´ora che le labbra voluttuose di Sandra cingano il mio glande umido.

Così accade.

Sembra un sogno. Sembra un sogno che Sandra riesca ad agire così, d´impulso, condotta solo dal suo desiderio, dalla sua eccitazione.

Le accarezzo i capelli, la nuca, le spalle sotto la camicetta.

Anna continua a guardarci ma non riesce a rimanere ferma sul divano.

Sempre sotto la coperta, tenta di liberarsi dei pantaloni che ricadono a terra e il rumore della fibbia della cintura richiama l´attenzione di Sandra che però continua la sua opera.

I pensieri si affastellano sulle emozioni costruendo nella mia testa immagini impossibili, sensazioni mai provate; eccitazione, desiderio, pudore, timori e profumi di pelli calde che incendiano l´aria.

Sento il mio membro esplodere di desiderio e nuovamente guardo Anna, poi Sandra che mi fissa con i suoi occhi verdi tra i capelli che le ricadono sulla fronte e sul mio ventre.

Per indicarle la presenza di Anna le faccio un cenno con lo sguardo.

Forse fraintende. O, forse, no.

Ma, quasi istantaneamente si solleva facilitandomi il compito di sbottonarle la camicia.

Il reggiseno candido e fasciante sembra ora faticare a trattenere il seno o almeno così a me pare forse plagiato dalla sensazione che permea il mio basso ventre.

Ma i capezzoli turgidi si scorgono chiaramente.

La camicia cade dalle sue spalle.

Scivolo giù dal divano e m´inginocchio accanto a lei.

La faccio voltare.

Ora è faccia a faccia con Anna che osserva quasi compiaciuta dal nostro e dal suo piacere che intimamente continua a coltivare.

Le slaccio il reggiseno. Lei trattiene con le mani le due coppe girando la testa verso di me che sono rimasto alle sue spalle. Poi, però, torna a guardare di fronte a se.

La sua schiena esalta tutta la scena mentre con grazia le sue braccia scendono liberando il suo seno allo sguardo dell´amica.

Anna si ferma per un istante.

Si raddrizza sul divano mettendosi seduta e mostrando le sue gambe nude.

Anche lei scivola sul tappeto.

Ora siamo tutti e tre a terra. Seminudi, poggiati sulle ginocchia.

La scena che si sta per compiere replica quella di poc´anzi sullo schermo: le labbra di Sandra e quelle di Anna si toccano quasi in preda ad un improvviso reciproco magnetismo.


Sono sconvolto.

Non capisco se dallo stupore o dal piacere.

Sandra conosceva questa mia fantasia, per niente insolita od infrequente ma non avrei mai pensato, e neppure lei, che potesse accadere.

Invece quest´alchimia tra splendide donne che al fascino dei loro corpi hanno combinato quello delle loro menti si è improvvisamente compiuta sotto i miei occhi.

Le mani di Anna si muovo lievi su Sandra che mantiene la sua posata sul fianco dell´amica. I polpastrelli sfiorano la pelle delle spalle, del collo, scendendo sul seno.

Quell´esplorazione prelude all´arrivo sui capezzoli delle labbra di Anna che hanno lasciato la bocca di Sandra.

Intanto Sandra lascia cadere la testa all´indietro donando completamente il suo petto alle vellutate attenzioni dell´incantevole compagna.

Nel fare questo però afferra i lati della maglietta di Anna trascinandola verso l´alto contemporaneamente al suo abbandono.

Anna lascia scorrere il tessuto scoprendo la pelle ambrata dalla recente abbronzatura.

In un istante si svincola dal colletto.

Sono incantato dall´armonia dei gesti delle due donne.

I loro busti nudi fanno trasparire la loro essenza di ninfe d´un paradiso dimenticato.

Le carezze si susseguono, mescolate agli sguardi, ai baci, alla percezione dell´odore dei loro corpi sempre più prossimi.

Il loro reciproco indagarsi non fa che esaltare istante per istante il piacere che si scambiano.

Sbottono la mia camicia. Mi appoggio con il torso alla schiena di Sandra che si trova così compresa tra il mio corpo e quello di Anna.

Comincio a baciarle il collo scostando i capelli. Risalgo con le mie labbra fino all´orecchio mentre Anna, china sul ventre, fa scivolare in alto la gonna.

Anna si alza: è completamente nuda. Non me ne ero ancora reso conto.

Con se solleva anche Sandra e il mio sesso che sporgeva dai jeans slacciati si ritrova senza il piacevole appoggio del suo fondoschiena.

Mi alzo anch´io.

Anna provvede a far scendere gli slip di Sandra ormai resi trasparenti dall´impressionante quantità di liquido che li bagna.

Mi libero della camicia.

Sandra si gira verso di me, afferra il mio membro con vigore, stringendolo, quasi in preda ad un raptus mentre Anna si prende cura della sua schiena, dei suoi seni, giù sul ventre fino a soffermarsi sul sesso solo in parte coperto dalla peluria.

Si china, allargandole le natiche, scopre il solco umido della vagina e, con naturalezza allunga la sua lingua a raccogliere le gocce di quell´eccitazione.

Sono stordito da tanta bellezza, dalla carica emotiva che ci ha incredibilmente invaso.

Decido però che la mia passività deve smettere.

Mi sfilo completamente i pantaloni.

Mi stendo sul tappeto e allungo la mano in cenno d´invito verso Sandra, anche se, in verità la curiosità per il corpo della nostra amica mi assale sempre più.

Il mio cazzo svetta come un cero votivo la cui fiamma è il glande viola e teso in un incontenibile desiderio.

Invito Sandra a voltarsi e a sedersi su di me.

Esegue.

Il suo movimento è seguito da Anna che s´inginocchia accanto a noi e accompagna il mio membro nel sesso dilatato di Sandra.

La sua mano afferra la base del pene avvolgendo in parte i testicoli.

Il tocco di un´estranea su parti del mio corpo che in pochi hanno visto, mi fa trasalire dando un guizzo ulteriore all´asta che sento ormai per esplodere.

Immagino il mio volto: devo essere stravolto dall´emozione, dal piacere, dall´incredibile scoperta che mi accingo a fare.

Quando la mia spada è nel suo fodero fino all´elsa, la mano di Anna accarezza i due sessi uniti.

Non resisto e afferrandola per la mano la trascino verso di me mentre Sandra comincia a far danzare il suo ventre sulla mia verga fremente di desiderio.

Anna accetta l´invito ed improvvisamente mi trovo il suo sesso a pochi centimetri dal mio volto.

Il suo odore mi invade. E´ diverso. Mi piace.

Affondo la mia lingua tra le labbra grondanti che bagnano il mio mento.

Mi sento impazzire muovendo freneticamente e convulsamente la mia lingua in quell´abbondanza, sentendo il turgore del clitoride su cui mi accanisco stringendolo tra le labbra mentre le mie mani cominciano a esplorare il suo corpo, salendo dai fianchi fino al seno incredibilmente sodo, anzi, duro, segnato dai capezzoli la cui piena consistenza ricordano quella di dolcissime ciliege.

Posso solo immaginare ciò che si cela al mio sguardo, ma non ci vuol molto a capire ciò che accade sopra il mio corpo.

Le mie mani s´incrociano con quelle di Sandra sul corpo di Anna, s´incrociano con le sue labbra che stuzzicano i capezzoli di quella che è divenuta ora la nostra amante che muove con crescente passione il suo sedere sul mio viso.

Non riesco più a procastinare l´infinito piacere che mi assale. Sento che sto per venire e reagisco muovendo il mio bacino, facendo sobbalzare Sandra che si contrae ed espande su di me mentre i suoi liquidi cominciano a scendere sui miei testicoli.

Il ritmo delle nostre convulse azioni cresce. Cresce esponenzialmente. Ad ogni colpo trovo nuova e più vigorosa accelerazione quasi a scalare un pendio di cui s´intravede finalmente la sommità.

L´orgasmo è travolgente, lungo, totalmente coinvolgente, in una magnifica coincidenza con quello della femmina che ha splendidamente danzato sulla mia asta.

Straordinario compimento: Anna percepisce il nostro godimento e si abbandona al suo.

Le dighe del piacere sono infrante e l´inondazione bagna il mio corpo dalla testa alle gambe.

Sono esausto ma ancora tremendamente eccitato.

La danza dei nostri corpi fusi assieme si spegne lentamente accompagnata da carezze che sostengono gli ultimi scampoli di un piacere nuovo, fin´ora sconosciuto per intensità ed emozione.

Brividi. Improvvisi sussulti e poi il silenzio dei nostri corpi abbandonati.

Osservo le guance infuocate, le labbra rosse, il mutato colore degli occhi delle mie amanti mentre non riesco a trattenermi dal continuare a baciarle, ovunque.

Continua il silenzio.

Ora le voci e la musica del film che sembravano prima zittite ci accompagnano sommessamente.

Sandra libera il mio pene che si presenta ancora eretto.

Anna, dopo un istante di esitazione si china su di esso facendolo scomparire nelle sua bocca.

E´ quello che desideravo, ma che temevo.

Temo la reazione di Sandra che, però, non si muove ma guarda.

Sembra invece che la cosa l´incuriosisca ed ecciti.

Anna si muove sapientemente. Alterna lo scivolare della sua lingua dai testicoli al glande a tuffi profondi del mio pene nella sua bocca per poi ritrarsi scorrendo morbidamente sulle labbra mentre la lingua continua il suo massaggio.

Le pulsazioni del mio membro nella sua carne mi fanno impazzire.

Lo sguardo di Sandra perlustra il corpo ricurvo su di me. Improvvisamente, con gesto delicato cinge il fianco di Anna, e trascina il suo bacino lontano dal mio petto dove continuavo fino a quel momento a rimirare la breccia carnosa custodita dalle sue cosce.

Ed è Sandra, ora, a salire sul mio viso mentre le sue mani non si staccano da quelle dell´amica; continua invece ad accarezzarla abbassandosi a rimirare quello che fino poc´anzi era stato il mio panorama.

Il magnifico culo di Anna sembra attrarla moltissimo.

E´ piccolo, sodo, sollevato in cerca di un ospite.

Sandra si rialza lentamente.

Noto che si allontana ma l´intensità del piacere nel quale sono coinvolto mi blocca.

Entra silenziosamente nella stanza accanto.

Sono interdetto e preoccupato: tutto quanto è accaduto e sta accadendo, così, senza nessuna parola, è incredibile e il timore di una reazione di gelosia di Sandra è quanto mai da non sottovalutare.

La preoccupazione comincia dopo pochi secondi a non considerare quasi più il piacere che l´incredibile amante mi stava regalando: lei, intanto, continua con incontenibile passione.

Sto per ritrarmi quand´ecco comparire nuovamente Sandra.

Incede silenziosamente. Eretta e sicura.

Si china nuovamente su di noi.

L´attiro a me baciandone le labbra che hanno ancora il sapore che anch´io ho da poco conosciuto.

Con un movimento del suo polso comprendo immediatamente la ragione della sua escursione.

Il "regalino" che le avevo fatto qualche tempo prima dimostra nuovamente la sua utilità.

Ruota piano il dischetto rosso alla sua base e subito la vibrazione sommessa percorre l´affusolato oggetto bianco; poggia la punta tra le cosce della compagna facendolo scorrere lungo le sue labbra dilatate, inumidendolo.

Scivoloso e caldo finisce la sua corsa sul clitoride gonfio.

I movimenti di Anna si fanno più serrati, intensi, e si sposano con quelli di Sandra che sembra ora dettare anche il ritmo del pompino che mi tormenta di piacere.

Sandra è sempre più assorta nel proprio compito e le convulsioni e i gemiti di piacere che assalgono Anna sembrano coinvolgerla nell´intento di darle sempre più piacere godendone lei stessa di riflesso.

Il mio sesso ha ritrovato tutto il suo vigore.

Quel magnifico culo stuzzica incredibilmente il mio desiderio.

Anna si rialza e volge la sua attenzione a Sandra, la quale, estrae il vibratore che fino a quel momento aveva sapientemente dosato nel corpo dell´amica per portare su di se il piacere che generava.

Ora è Anna, incuriosita da quell´oggetto, a gestirlo.

Lo afferra. Ne studia la forma ed immediatamente ne intuisce il funzionamento e restituisce il "favore" all´amica.

Sandra si abbandona sul tappeto, con le gambe divaricate mentre Anna le dedica tutte le sue attenzioni, combinando le sue mani con le labbra che assaporano insistentemente i capezzoli.

Il quadro è di una bellezza magnificente: il piacere che si regalano con sapiente gestione dei gesti, delle carezze, dei sospiri, rende tutto quasi surreale.

Ora il sedere di Anna è di fronte a me. Posso ancora apprezzarne la bellezza. Mi chino e comincio piano a leccare quel solco bagnato.

Con la lingua trascino un po´ di quell´umore scivoloso e caldo in prossimità del suo forellino che si apre a me come un fiore sbocciato.

Lo accarezzo piano e immediatamente il mio istinto mi fa sollevare.

Appoggio il mio glande su quella deliziosa apertura che oppone una resistenza minima al mio ingresso.

Un sussulto scuote Anna.

Sono dentro di lei. Valuto la sua reazione.

Ad un suo iniziale ritrarsi sostituisce una lenta insostenibile pressione contro il mio sesso.

Dosa l´ingresso del mio pene nel suo corpo con parsimonia ed attenzione facendomi vibrare ad ogni millimetro del progredire entro la sua carne.

Solleva la testa con un gemito seguito da un sommesso e quanto mai gratificante "si!".

Sandra ha il volto in fiamme. Gode come una pazza fino ad inzuppare il tappeto su cui siamo adagiati.

Lentamente comincio a muovermi percependo le leggere contrazioni dello sfintere che esaltano ancor più la mia eccitazione fino a sentire il pene gonfiarsi pulsando dentro quell´inesplorato antro.

Il mio movimento alternato aumenta progressivamente fino a prendere un´insospettata vorticosa cadenza. Sono io a dare, ora, il tempo di questa danza.

Anna continua mordersi le labbra e dal suo viso, dai suoi movimenti isterici che lo agitano, si percepisce che il trattamento è tutt´altro che sgradito invitandomi con il suo corpo a continuare.

Stiamo tornando ad un nuovo crescendo di passione e godimento.

Il rumore del mio bacino contro le natiche dell´amica tamburella un ritmo sempre più calzante, insistente.

Continuiamo così, sembra per un tempo infinito, muovendoci, con un´armonia insospettata, con reciproco insistente piacere.

Mi piego leggermente e faccio passare una mano dal fianco che afferravo con fermezza al clitoride appassionato che si contrappone a quella nuova sorgente di piacere.

Lo accarezzo, combinando le dita con il movimento del bacino; facendolo scivolare tra l´indice ed il medio. Sussulta ed una altro "si!" mi spinge a continuare con sempre maggior intensità.

L´ansimare di Sandra si combina con quello di Anna e con il mio respiro in una composizione che sembra divenire una musica quasi assordante.

Ancora una volta percepisco la sommità di quella piacevolissima salita del piacere. E´ li, a pochi passi. Tutti l´avvertiamo, l´intuiamo quasi che i nostri corpi si conoscessero da sempre.

Una sensazione calda parte dai miei testicoli in un fruire sempre più intenso e forte lungo tutto il mio pene fino a sfociare in un´eruzione di piacere che inonda quella magnifica e sorprendente cavità.

Anna sente il mio sperma caldo che l´investe dall´interno, che allaga il suo ventre e rimane quasi sospesa all´ascolto di quella sensazione.

Non so se per lei, come per me, sia la prima volta. Quello che so è che tutto si è compiuto con una naturalezza insospettata.

Ancora una volta mi accorgo che il nostro orgasmo ha coinciso con precisione cronometrica.

Non so se la penetrazione anale possa far scaturire un orgasmo vero e proprio; quello che so è che il volto della mia amante era deliziosamente sconvolto così come quello di Sandra che stesa sul tappeto sembra prossima all´estasi.

Mi ritraggo, abbandonandomi esausto sul tappeto. Piano mi sposto verso Sandra e nel mio movimento attiro a me anche Anna.

Tutti e tre rimaniamo stesi uno accanto all´altro mentre pigramente le nostre mani regalano le ultime carezze.

Afferro la coperta che penzolava dal divano e la stendo sui nostri corpi nudi, cercando di conservare qualche scampolo di quell´inestimabile calore che abbiamo saputo generare.

Immagino che la mia mente dovrebbe essere invasa da mille pensieri che si sovrappongono a preoccupazioni, imbarazzi, ipotesi per quello che sarà.

Invece nessuno di questi pensieri mi preoccupa. L´assoluta naturalezza, l´incredibile semplicità con la quale tutto si è svolto mi rassicura e culla in un torpore che piano mi pervade.



Yol

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