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Faccio
la puttana
di Simona
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Faccio
la puttana perché mi piace. Non è problema di soldi.
Anche. ,Intendo è ipocrisia dire che preferirei la catena
di montaggio per uno stipendio da fame, ma una vita normale, piuttosto
delle migliaia si euro che piovono da pompini e prestazioni strane.
Stasera ti ho incontrato al Bar Liquid, uno dei più trendy
della città, il tuo bordello di lusso preferito, mi dici.
Appena entrato ti ho messo gli occhi addosso. Mi dici che vieni
qui perché le ragazze hanno due grosse qualità: sono
belle e non ti appartengono. Offri una bottiglia di champagne, un
giro di fumo, buono, e loro ti adorano: ti passano lievemente la
mano tra i capelli, ti infilano le unghie sotto
la camicia, ti sfiorano la patta che si gonfia e iniziano a sussurrarti
delicate oscenità nell'orecchio. Io sono con un'amica. Ci
piace lavorare e fare nuovi incontri insieme.
Ti dico: Sei troppo carino, posso farti un pompino Tu sorridi alla
mia proposta diretta. Sonia, guarda quant'è carino. Voglio
vedere che faccia fa mentre mi viene
in bocca. Prendigli una mano e infilala nelle mie mutandine, fagli
sentire quanto sono bagnata. Ho il clitoride che vibra, lo senti,
con il dito, come pulsa'' Tu non ti sei fatto ripetere due volte
la proposta. Un dito, il medio, si è piantato dritto nella
vagina, lubrificata come se ci fosse della crema scivolosa.
Mi piacciono le tue mani grandi e penso che se tanto mi da tanto
il tuocazzo sarà duro da mangiare come lungo da prendere
fino in fondo. Ti sento rigido e scaldo l'ambiente mordicchiando
le labbra di Sonia. Le lecco la saliva che ha il retrogusto della
vodka appena bevuta, le insinuo la lingua in bocca, lei affonda
la sua nella mia. Penetrazione orale. La mia lingua è un
cazzo: lecco le sue guance, il collo, i suoi occhi. Ne sento il
gemito, il respiro sopito. Il desiderio titillato. Allungo la mano
sotto la sua gonna. So che lo vuole. Me lo chiede. La punta delle
labbra tra le gambe trema. Dei giri circolari con l'indice le fanno
socchiudere gli occhi e stringere il labbro inferiore, umido, tra
i denti. Tu guardi piuttosto stupito tanta disinvoltura: allora
decidiamo di far crescere la tua eccitazione prima di dedicarci
completamente a te.
Sonia scosta le spalline del reggiseno. Il balconcino di pizzo lascia
intravedere due capezzoli dritti e piccoli, come quelli di una ragazzina
alla prima cotta. Io glieli stringo, a turno, tra le labbra. Le
lecco l'incavo del collo. So che prova i brividi quando affondo
tutta la lingua dentro l'orecchio. La pelle si fa fredda ma il sudore
le imperla
la fronte. Tu hai il pacco che scoppia, vedo. Ma devi soffrire un
poco, vogliamo che ti tiri fini al dolore. La mia bocca ora scende
sul suo ventre. Nell'ombelico disegno dei piccoli e sempre più
frenetici cerchi
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Scendo
decisa verso la sua topa completamente rasata. L'ho aiutata io nel
,pomeriggio a farlo. Abbiamo fatto insieme il bagno, le ho lavato
le parti più intime. Poi ho avuto un'irrefrenabile voglia
di prendere la passera tra le labbra. Le ho strappato di dosso la
gonna che già aveva infilato con tanta cura. Mi ha detto:'
Che intendi fare, sei sempre la solita ninfomane', ridendo, sapendo
quello che avevo in testa. Gli slip ancora addosso. Già madidi
di voglia. 'Tu però sei una zoccola di prima categoria. Ti
bagneresti anche se fosse il postino a farti delle avances''. Mi
ha spinto sul divano, supina, mi ha piazzato la figa in bocca, coperta
dagli slip. Avevo le braccia immobilizzate, sotto le sue ginocchia.
Dovevo farmi spazio con la sola lingua' Al terzo tentativo l'ho
penetrata con almeno tre centimetri di lingua. Pochi, dirai. Ma
il clitoride era in fiamme e sentivo i suoi gemiti sotto i colpi
del mio muscolo. Mi ha inondato il viso di umore, speravo non venisse
così in fretta, ma l'eccitazione era troppa. Approfittando
dei suoi ultimi spasmi l'ho girata alla pecorina. L'ho leccata da
dietro, ma era una bieca scusa per prepararla al peggio. Un cubetto
di ghiaccio le ha ostruito la vagina senza che avesse tempo di ribellarsi.
L'ho portata al tavolo della cucina e, visto che si vanta di esser
un'ottima cuoca, le ho proposto un dessert di frutta per la nostra
intima merenda' 'Deve sapere di te'.sei pronta'' ' Tu sei pazza,
che''.' 'Chiedi troppo, e godi poco'che ne dici di una macedonia''
La banana, senza buccia, si infilò in quel mucchio di carne
rossa e gonfia. Entrava e usciva con la naturalezza di una guaina
viscida. ' Non crederai di cavartela così, e proietta' Su,
rispondi, cos'altro metteresti n questa macedonia ''Uva, mele, pere,fragole,quello
che'.. 'Ti è andata male, c'è proprio tutto nel frigorifero''
La mela ha sortito l'effetto solletico. Ruvida e fredda l'ha fatta
gridare prima piano, poi più forte. Ma la vera stranezza
sono stati gli acini d'uva che le infilavo piano e lei espelleva
con dovizia come piccoli proiettili' Sai che devi mangiarla, ora'è
nei patti! ' Le ho versato della panna liquida dolce sulle piccole
labbra devastate. Ed ho iniziato a lecCarla in modo convulso, fino
a farla venire una seconda volta. Ora un urlo sordo le ha squarciato
la gola. Deve esserle piaciuto parecchio se, senza storie, ha poi
mangiato la frutta fatta a pezzi sulla mia passera, con tanto di
panna, che non aspettava altro che essere leccata a colpi furiosi
di lingua a pennello. Ma tu, qui da tempo ormai, stai grondando
piacere. 'Ti abbiamo trascurato ' ti dico' ma spero che i nostri
racconti ti abbiamo incuriosito''.
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Credo che siate due lesbicone
non male'' commenti fiero. Infili un dito a Sonia tra le gambe,
poi lo passi sulla sua lingua: ' Che brava bambina' le dici mentre
succhia il tuo indice viscido- Il tuo pene ora è al culmine.
' Ho i crampi. Aiuto..' Io, sotto il tavolo, mi faccio largo tra
le tue gambe con la bocca e il naso. Aspiro il tuo odore acre, di
sesso. E' un'attimo: Apro le fauci e comincio a leccare e sorbire
il tuo umore. Lecco piano il prepuzio. Turgido, comincia a colare.
'Credo di venire' dici secco.
'No, questa è una cerimonia di possesso, stai ai tempi, o
smetto''. La minaccia della mia bocca che si allontanava ti ha fatto
gelare il sangue. Sonia ha iniziato a succhiarti il collo, le ascelle,
i capezzoli. Mi ha raggiunto sotto il tavolo. Prima mi ha baciata,
poi, silenziosa, ha preso il mio posto con il tuo cazzo in bocca.
Lei è proprio brava. Una vera pompinara da 1000 euro l'ora.
Fotte, lecca, ingoia e gode. Io non mi sono ancora abituata al sapore
acre del liquido. Ma bevo. La prima sborra è stata sua. Ma
tu, da sopra il tavolo, non saprai mai quale delle nostre bocche
ti ha fatto venire. Dopo, nel nostro appartamento, hai voluto che
io ti salissi a smorzacandela mentre la passera di Sonia si trastullava
sulla tua lingua. Due fighe pulsanti all'unisono' Quando poi le
hai imposto di tenermi stretta le mani, in alto, stesa sul avolo,
con te che spingevi separandomi le gambe e sfondandomi a colpi regolari,
mi hai costretta ha vedere gli stantuffi del tuo cazzo crescente
fuori e dentro di me. Questa visione ha accelerato l'esigenza del
mio sesso' Fuori controllo ho iniziato a bagnarmi. Questo ha fatto
aumentare anche la tua eccitazione. Mi hai sborrato sullo stomaco.
Dopo, mi hai spalmato il tuo liquido sui seni. Io ero stravolta.
Eri il terzo cliente della sera, l'unico che io Sonia avessimo invitato
a casa. La tua lingua si è insinuata , a turno, ancora per
un'ora nelle nostre fighe piuttosto livide. Hai voluto vederci fare
l'amore per l'ultima volta prima di auguraci la buona notte e giurare
che la volta successiva una delle due non avrebbe avuto con tanta
facilità un solo buco libero.
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Simona
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