LA STANZA BUIA di Daniele
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Angela camminava per la strada nervosa e in preda
ad una eccitazione incommensurabile. Di li a poco sarebbe arrivata
all'appuntamento,quell'appuntamento da tanto tempo atteso e per
tanto tempo sognato nelle sue fantasie.
Tutto era cominciato per caso giorni prima,quando un sabato pomeriggio
si era recata al cinema con suo marito,aveva scelto un bel vestito
ampio che le modellava i fianchi e le scendeva giùper le
cosce donandole un aspetto innocente e sensuale allo stesso tempo.
Aveva indossato le autoreggenti e il perizoma per suo marito,sapeva
che dopo si sarebbero lasciati andare alle loro effusioni amorose
una volta tornati a casa.
Angela e il marito entrarono nella sala,c'erano parecchi posti liberi
nelle ultime file,si sedettero in mezzo alla fila un pòappartati.
Un giovane di media etàdal volto sorridente si avvicinòa
loro e chiese se il posto accanto ad Angela era libero,il marito
rispose di si con un sorriso,Angela voltòappena gli occhi
verso lo sconosciuto,i loro occhi si incrociarono e Angela provòuna
strana sensazione,la sensazione che prova una donna quando si accorge
che un uomo la spoglia con lo sguardo. Quello sguardo le mise una
grossa inquietudine e un senso di smarrimento,forse provava piacere
in quello sguardo,forse provava eccitazione,forse disgusto,fatto
sta che un brivido la percorse per tutto il corpo
Le luci si spensero il film cominciò. Angela aveva gia scordato
i pensieri che poco prima le attanagliavano la mente,il marito le
stringeva la mano e lei era tranquilla sprofondata in poltrona a
guardare il film. Inconsapevolmente,la coda dell'occhio si giròper
controllare il suo vicino. Fu un breve attimo,quel tanto che basta
per accorgersi che lui stava gustandosi il film pacificamente. Passarono
alcuni minuti,durante una scena movimentata del film,di quelle in
cui il rumore viene amplificato in maniera assordante e realistica
dall'impianto sonoro del cinema,il vicino lasciòche il suo
ginocchio entrasse in contatto con quello di Angela. Lei non si
rese conto se lo aveva fatto apposta o meno,tuttavia scostòla
gamba quel tanto che bastava per allontanarsi da quel contatto.
Un nuovo brivido le percorse la schiena.
Adesso il vicino prese in mano la situazione,senza degnare neanche
di uno sguardo Angela,torno di nuovo a sfiorarle il ginocchio ma
questa volta con il dorso della mano,pochi movimenti ma inequivocabili.
Angela trasalì,sul momento rimase come inebetita ed in trance
in preda ad uno smarrimento totale,poi cercòcon lo sguardo
il marito,ma lui se ne stava beato e tranquillo e non si era accorto
di niente. Allora girògli occhi verso lo sconosciuto. Non
lo avesse mai fatto. I suoi occhi erano puntati verso di lei,uno
sguardo severo e dolce,un mezzo sorrisetto sulla bocca,e la mano
che intanto continuava a carezzarle la coscia da sopra la gonna.
Angela spostòcon decisione la gamba per sottrarsi a quelle
furtive carezze,voleva gridare,avvisare il marito,ma era come paralizzata,stranamente
si senti pervadere da un'eccitazione nuovo che la turbònon
poco.
Lo sconosciuto non aspettava altro che questo momento per mettere
in atto il piano. Aveva gia ottenuto la prima vittoria e cioèil
silenzio e la paralisi di Angela. Lui allora si fece piùardito,con
fermezza e decisione afferròla coscia che lei aveva spostata
e la tiròverso di se,lei di rimando cercòdi liberarsi
da quella stretta pizzicottandogli il dorso della mano,lei lottava
disperatamente,ma non poteva agitarsi troppo,il marito si sarebbe
accorto di tutto. E proprio qui stava il punto:lei non sapeva se
il marito dovesse accorgersene o meno....
Lo sconosciuto allora bloccòcon decisone la mano di Angela,per
farle capire che era inutile lottare,anzi le afferròla coscia
con forza e stringendola quasi fino a farle male,le allargòle
gambe a piacer suo. Adesso Angela sedeva con le gambe allargate
tenute ferme dallo sconosciuto che intanto aveva gia cominciato
ad avanzare sotto la gonna con la sua mano grande,potente e dolce
allo stesso tempo.
Angela era in preda ad una profonda angoscia,non sapeva piùcosa
dire o fare,voleva urlare,voleva prendere lo sconosciuto a schiaffi,si
sentiva umiliata ed offesa,ma non riuscìa fare niente. Forse
si stava rendendo conto anche lei che quella situazione le donava
un'eccitazione nuova,mai provata prima,un senso di assoluto che
la faceva desistere dall'intraprendere qualsiasi azione.
La mano avanzava sotto la gonna,in preda al piacere e alla rabbia
di provare piacere,Angela aveva abbassato le difese,del resto lo
sconosciuto non le aveva dato alternative. Quella mano pareva le
parlasse,pareva fosse li per mettere a nudo tutte le perversioni
che Angela aveva avuto nella sua vita. Visioni sfocate di desideri
mai realizzati e dei quali a volte si vergognava. Lo sconosciuto
poi non toglieva lo sguardo dallo schermo,dimostrava una sicurezza
e una tranquillitàincredibili. La mano arrivòa contatto
con la pelle lasciata nuda dalle autoreggenti,la pelle si coprìdi
brividi,lei inarcòla schiena per non emettere alcun gemito.
A quel punto il passo era breve,di li a poco la mano superòla
curvatura delle cosce e scese in mezzo ad esse per approdare al
lembo delle mutandine. Angela aveva ancora le gambe divaricate,lui
non gliele teneva piùferme e lei avrebbe potuto benissimo
richiuderle e finire questa rappresentazione della perversione.
Ma non lo fece,si accorse che non aveva fatto nullaAdesso Angela
aveva ben chiara tutta la situazione:era al cinema con suo marito,e
qualcuno mai visto prima stava violando la sua intimità,la
sua anima,il suo essere donna,in maniera spregiudicata e insolente
e lei non stava facendo niente per fermarlo.
Si accorse a quel punto che la sua eccitazione era salita a livelli
impressionanti. I suoi umori colavano lungo le mutandine,le dita
sconosciute la stavano facendo godere,a quel punto lo sconosciuto
si fermòritraendo la mano e ricomponendosi in poltrona.
Angela rimase di nuovo inebetita,la testa le martellava,era impaurita
e smarrita,volse lo sguardo verso il marito sempre intento alla
visione del film. Non si era accorto di niente,allora volse lo sguardo
verso lo sconosciuto che impassibile,continuava a guardare il film.
Provòla stessa impressione che si prova quando ci si sveglia,da
un incubo,(o da un sogno)e ritrovarsi nel proprio letto in mezzo
alla sicura e serena tranquillitàdomestica.
Adesso Angela stava seduta in mezzo ai due uomini:da un lato la
sicurezza bonaria e perbenista rappresentata dal marito,e dall'altro,il
suo lato oscuro,la trasgressione,i cattivi pensieri,rappresentati
dallo sconosciuto.
Se solo Angela avesse potuto immaginare quello che le sarebbe accaduto
quel pomeriggio...
D'improvviso una mano dietro di lei comincia a carezzarle i capelli,Angela
si volta di scatto verso il suo vicino e lo vede impassibile attento
al film con le mani a posto. Di chi sono queste mani allora?
Che sta accadendo?Cos'èun'altra prova da superare in questo
pomeriggio inatteso?
Adesso la mano scende sul collo,e intanto anche il vicino ricomincia
il lavoro da poco interrotto. Angela capisce che i due sono d'accordo,quelle
mani adesso la frugano,la esplorano,sente la carezza sui capezzoli
e sui seni,li sente indurire,il respiro si affretta adesso la vogliaètotale.
Tante volte aveva immaginato di essere accarezzata da due uomini,magari
sconosciuti,quante volte si era masturbata con quella visione nella
mente.
La sua rabbia era divisa in due:le facevano rabbia sia la sua eccitazione,sia
il comportamento del marito che non si era accorto di nulla. Quel
marito che imperterrito continuava a guardare il film. Lo vedi?Ma
non lo vedi che qui ci sono due sconosciuti che mi stanno palpando
facendo i loro porci comodi e tu non dici niente?
Niente lui non si accorgeva di niente....Le uniche parole che riuscìa
dire ad un certo punto furono:cara devo andare un attimo al bagno,e
si alzò,lasciandola sola,indifesa,alla mercèdei due
uomini.
Sentìa quel punto afferrarsi la mano,un biglietto le fu infilato
nel palmo,la mano richiusa,e anche le mani che fino a quel punto
si erano prese cura di lei,si ritrassero. La calma regnòsovrana,il
film scorreva tranquillo,il marito tornò,le si sedette accanto,lei
gli prese la mano e gliela strinse,accoccolandosi a lui. Ma quel
biglietto in mano le faceva ribollire il sangue e il cervello,cosa
mai c'era scritto?.
Si alzò per andare in bagno a leggerlo,entròsi
fermònell'atrio del bagno,apri il biglietto nervosamente...i
numeri in successione non lasciarono spazio al dubbio,era il numero
di telefono dell sconosciuto.
D'improvviso senti carezzarsi i capelli,il cuore le andòin
gola battendo all'impazzata,in preda alla paura totale si voltò,lo
vide negli occhi,sorrideva dolcemente,le disse soltanto:Adesso sta
a te decidere..."e se ne andò,lasciandola lì,con
il biglietto in mano,il cuore che le batteva,e uno smarrimento totale
pervase la sua anima. Nei giorni successivi,cercòdi dimenticare
l'accaduto,ma era impossibile,sentiva sempre su di se quelle mani
avide sul suo corpo,e rammentava ancora di piùi brividi di
piacere che le procuravano. Rigirava quel biglietto in mano,nervosamente,quel
numero lo aveva imparato a memoria,fino a quando prese la decisione,prese
il telefono e chiamò.
La voce dall'alto capo del filo,la accolse con un caloroso e sensuale
saluto,si sentìavvolgere da quelle parole,di benvenuto,poi
la voce le comunicòuna data,un luogo e un ora,era l'appuntamento
a quale era attesa rimase li ad ascoltare con il cuore in gola che
batteva forte come un tamburo,e non riuscìa spiccicare parola,le
venne solo un debole e inavvertibile"Ho capito",come se
la sua voce fosse stata quella di un altra.
| | Il giorno prima le fu recapitato un sms,nel quale le si comunicava in che modo doveva presentarsi all'appuntamento:un tubino nero con apertura sul dietro,un perizoma,le autoreggenti,i tacchi alti,una collana di perle,un trucco non troppo vistoso,e i capelli tirati su. Sotto era gradita una guepiere,con i laccetti per tenere su le calze. Angela arrivòall'appuntamento in preda a una serie di sensazioni contrastanti che la facevano sobbalzare ad ogni passo. Quando arrivòalla porta del palazzo ebbe come un ripensamento,ma la parte nascosta di lei,riuscìa guidare la sua mano sul campanello e a suonare. Le fu aperto e lei prese l'ascensore non riuscendo a capire se quello sarebbe stato l'ascensore per l'inferno o il paradiso. Uscìdall'ascensore,vide la porta socchiusa,la spinse ed entrò. Dentro la stanza era completamente buia e una volta chiusa la porta si ritrovònell'oscuritàpiùassoluta. Fu presa dal panico e il primo istinto fu quello di fuggire via adesso che ne era ancora in tempo,ma non riuscìa far niente perchéproprio in quell'istante una voce risuonònel buio della stanza. "Ben arrivata Angela,ti stavo aspettando,lo so che hai paura adesso,ma ti prego di non averne,permettimi che mi avvicini a te". Rimase come paralizzata al suono di quelle parole,era in trance,sentìi passi che si avvicinavano e quasi in contemporanea una mano si poso sui suoi capelli carezzandoli. Lei ebbe un sussulto e gemette,lui le si avvicinòe la baciòsu una guancia. Lei cercòdi rispondere a quelle effusioni,ma lo fece in maniera goffa e impacciata e la sua mano andòa cercare il corpo dello sconosciuto. Lui capìil suo imbarazzo e la strinse a se carezzandole la schiena,dolci furono le sue parole. "Piccola mia,non avere paura ti prego,sei cosìbella e desiderabile,se vuoi andartene sei libera di farlo,io non ti tratterrò,sono un gentiluomo anche se un pòperverso..." "Vuoi andartene?Vuoi che ti lasci libera?Decidi tu...risponidimi Angela...vuoi andartene?" Angela abbassògli occhi e nel buio della stanza riuscìa sussurrare soltanto un debole"No..." Allora lo sconosciuto cominciòa carezzarle il volto,le sue dita seguirono il suo profilo e si soffermarono sulle labbra. Angela le dischiuse permettono a quelle dita di penetrare dentro la sua bocca e la sua lingua cominciòa leccarle vorticosamente inumidendole e succhiandole. L'uomo le alzòla gonna per carezzarla sulle cosce,lei ebbe un nuovo sussulto che divenne un gemito di piacere quando le mani cominciarono ad esplorarla dentro le mutandine. Era bagnatissima,cosi bagnata non lo era mai stata in vita sua,sentìi suoi umori allagare le dita dello sconosciuto e colarle sulle mutandine e giùlungo le cosce. L'uomo adesso le baciava il collo e scendeva verso i capezzoli e il seno,che diventarono subito duri ed eretti. Adesso l'uomo si scostòda lei,lei lo udìfare qualche passo nella stanza,lui afferròqualcosa e ritornòvicino a lei. "Adesso voglio che tu indossi questa,indosserai questa per me Angela?" Lei non sapeva ancora cosa doveva indossare ma rispose subito si,ormai la sua mente e il suo corpo erano prigionieri di quell'uomo,della sua voce,delle sue mani,della sua bocca e del suo corpo. Lui allora prese la benda che aveva tra le mani e la cinse intorno ai suoi occhi,la legòstretta dietro la nuca e si scostòdi nuovo da lei,in quella oscuritàche adesso era diventata inchiostro nero,Angela senti il rumore di un fiammifero che si accende,infatti l'uomo illuminòla stanza con una piccola candela. "Sei bellissima Angela,sei ancora piùbella della prima volta che ti vidi al cinema,adesso piccolo fiore mio ti prenderòper mano e ti porteròdi la,ricordati che se vuoi puoi sempre andartene via,io non ti tratterrò" Quelle parole la tranquillizzarono,si sentiva piùsicura adesso anche se la situazione,se analizzata con mente fredda e distaccata,doveva imporle prudenza. Ma ormai per Angela la prudenza e la circospezione erano concetti puramente astratti,adesso aveva varcato il punto di non ritorno e assalita dalla paura e dall'eccitazione decise di rimanere.
L'uomo allora la cinse alla vita per sorreggerla mentre l'accompagnava in un'altra stanza,una volta giunti,lui la fece girare su se stessa e l'aiutòa sdraiarsi sopra un tavolo di legno posto in mezzo al locale. Angela sentìil freddo del legno sulla schiena e fu percorsa da un brivido,allora l'uomo prese un lungo bastone che aveva all'estremitàdue cavigliere di cuoio,lo mise in mezzo alle caviglie di Angela e le fissòal bastone richiudendo i bracciali,in modo tale che le gambe rimanessero aperte. Poi con una lunga corda fissòil bastone alle gambe del tavolo in modo da immobilizzare le gambe di Angela. Successivamente prese un'altro bastone simile al primo e si dedicòalle braccia di Angela,in breve lei era come spalmata sul tavolo completamente immobile e con le gambe aperte. Avvertìun senso di umiliazione e di smarrimento,aveva anche paura,ma dentro di se provava un eccitazione nuova mai provata prima,realizzòin quel momento che voleva essere posseduta in quel modo dallo sconosciuto,che gli avrebbe donato il suo corpo e la sua anima,perchéfinalmente si sentiva sottomessa come non mai. E la sua sottomissione le piaceva,era cosciente di quello che le stava accadendo e nonostante la sua incredulitàera eccitata e felice di essere succube di quell'uomo. Sentìdei passi nella stanza e le sembròche ci fossero altre presenze intorno a lei,nella sua mente cominciòa vacillare la piacevole sicurezza nella quale si era abbandonata,improvvisamente percepìnettamente il tocco di due lingue che si posarono sui suoi capezzoli contemporaneamente.
Cominciarono a lecCarla e a baciarla,salendo e scendendo lungo il collo per tornare di nuvo sui seni e sull'aureola capezzolare,voleva dire qualcosa,voleva come protestare,ma di nuovo fu pervasa dalla beata tranquillitàdi poco prima e Adesso Angela aveva ben chiara la situazione:due uomini,la stavano baciando sul corpo,sulla pelle,su quel corpo nudo del quale loro avevano il totale controllo che lei non poteva avere. Le lingue la facevano letteralmente impazzire dal desiderio,adesso Angela non aveva piùremore nel controllarsi,cominciòa muoversi furiosamente per ricevere meglio quelle attenzioni,ma l'immobilitàalla quale era stata costretta non le lasciavano molto spazio nell'azione. Le piaceva quella situazione deresponsabilizzante,le piaceva stare lìsenza fare niente e sentire due maschi che facevano di tutto per accendere il suo corpo. Le lingue adesso scendevano ritmandosi e alternandosi su ogni centimetro della sua pelle,dal collo alle caviglie,intorno alle ginocchia,sui seni,sulla pancia. Per poi ricominciare e indugiare in mezzo alle cosce,e ogni volta Angela gemeva e si contorceva,languida e lasciva,preda dei suoi due amanti. Non riusciva a dire parole,ma non serviva parlare,doveva soltanto stare li buona buona Angela continuava a gemere e a languire nel piacere,sentiva che l'orgasmo era prossimo,ma proprio mentre stava per esploderle il ventre,l'uomo si fermòe ricomincio a baciarla tut'intorno,la sua bocca ridiscese lungo l'interno delle cosce,mentre l'altro roteava la lingua nella bocca di Angela,per poi scendere di nuovo verso i capezzoli e il seno. Angela cominciòad urlare e a contorcersi alla ricerca dell'orgasmo,cercando con il corpo un contatto con gli amanti che gli permettesse di godere. Ma loro non le davano tregua,continuavano il loro supplizio,avvicinando e allontanando da lei le onde del piacere che stava cercando. Uno dei due ad un certo punto si mise in piedi dietro la testa reclinata di Angela,avvicinòil suo sesso eretto alla bocca della donna e cominciòa strusciarglielo intorno,Angela aprìla bocca e cominciòa leccarlo,fino dove poteva arrivare. L'uomo allora affondòla verga nella bocca di Angela che lo accolse con piacere,sperando di riceverne altrettanto in cambio. L'altro amante intanto si era sdraiato sopra Angela e cominciòa penetrarla con colpi decisi che la aprivano tutta e quel sesso maschile a lungo cercato,entrava dentro di lei donandole ondate di piacere immenso,mentre con la bocca lavorava sul sesso dell'altro. In un attimo le sue fantasie erano diventate realtà,non capiva bene il perchédi tutto quello che le stava accadendo,ma la cosa piùimportante era che stava accadendo. I due uomini si accorsero che Angela non avrebbe resistito a lungo durante quell'amplesso multiplo e che l'orgasmo non avrebbe tardato ad arrivare,allora di comune accordo decisero di smettere. Smiseròcosi,all'improvviso. Angela avverti i due membri allontanarsi dal suo corpo e lanciòun grido di rabbia:ancora una volta avevano interrotto il suo godimento. Angela fu lasciata da sola sul tavolo a contorcersi imbevuta di voluttàe di desiderio di sentirsi sfondare e possedere,di sentirsi usata,maltrattata.
| | Non ne poteva più,d'improvviso ruppe il suo silenzio..."Vi prego....non fermatevi....vi prego..."quasi con le lacrime agli occhi stava implorando i due uomini di scoparla. Sentìdi nuovo del movimento intorno a lei,le sembròche nella stanza adesso fossero presenti altre persone,ma la sua sensazione non trovòriscontro nel buio in cui la costringeva la tenda,senti chiaramente comunque che altre mani la stavano carezzando che altre bocche la stavano baciando e leccando su tutto il corpo. D'un tratto si rese conto che tre uomini erano indaffarati con il suo corpo,ma nessuno dei tre era intenzionato(o almeno sembrava tale la situazione)a farle raggiungere la vetta del piacere estremo. Se solo le avessero liberato le mani per permetterle di toccarsi,lo avrebbe fatto anche li davanti a loro senza vergogna o pudore,lei che a volte aveva pudore anche a mostrarsi nuda davanti al marito. Uno dei tre uomini estrasse qualcosa da un cassetto,era un vibratore,lo avvicino alle gambe di Angela e cominciòa carezzarla con quello,contemporaneamente senti una bocca baciarle di nuovo il seno e il sesso dell'altro uomo sprofondarle in bocca. L'uomo che muoveva il vibratore lo mise sul clitoride di Angela muovendolo ritmicamente all'unisono con i suoi movimenti del bacino. Adesso Angela stava per esplodere sul serio,sentiva gia le prime ondate salire dal suo ventre lungo la schiena,e fu proprio in quel mentre che i tre smisero simultaneamente di operare sul corpo di Angela. "....Nooo.....Basta.....Vi prego....". Adesso Angela era in preda alla disperazione,si contorceva sul tavolo tirando furiosamente i lacci che la tenevano stretta,se possiamo descrivere con un eufemismo il suo attuale stato d'animo,allora possiamo tranquillamente affermare che,in quel momento Angela,era incazzata come una bestia....! Uno dei tre uomini allora le si avvicinò,cominciòa carezzarla dolcemente sul volto,poi si chinòsu di lei baciandola sulle guance,sul collo,sulla fronte. Lei ebbe un nuovo sussulto ma stavolta,a differenza delle altre,non era di eccitazione ma di stupore e di incredulità. In quei baci e in quelle carezze le pareva di aver riconosciuto,la bocca e il tocco della mano di suo marito... Prima che la sua bocca potesse emettere qualsiasi parola o sussurro,Angela si ritrovòcon la bocca tappata da un fazzoletto che uno dei tre le aveva conficcato fra le labbra,e fissato con un nodo dietro la nuca. "Angela amore mio,finalmente sono riuscito ad aprire la tua stanza buia...."era il marito che le parlava,era dunque il marito quel terzo uomo che era giunto alla fine per completare l'opera cosi magistralmente architettata. Era lui dunque che aveva organizzato tutto,fin dalla prima sera al cinema,era lui che faceva finta di niente immerso nella visione del film arrivando fino al punto di alzarsi per lasciare Angela sola con i due sconosciuti. Ed era lui che adesso,vedeva sua moglie finalmente a nudo,non solo un nudo corporeo,ma un nudo mentale,Angela finalmente spogliata di tutte le inibizioni,che accettava un incontro con sconosciuti,e lui che finalmente poteva vedere fino a che punto lei si sarebbe spinta,fino a che punto si sarebbe data,e fino a che punto avrebbe tirato fuori dalla sua anima tutta la donna nascosta in lei.
Angela dentro di se era percorsa dalla rabbia e dalla collera,si sentiva umiliata e offesa nel piùprofondo del suo animo,stava odiando suo marito con tutte le sue forze...ma di contrappunto sentiva crescere in lei il forte desiderio che i tre uomini la accarezzassero e la possedessero. Si vergognava del piacere che provava,ma non poteva fare niente per non ammetterlo. Il marito la guardòancora,nuda sul tavolo,legata e desiderosa,le alzòla benda sugli occhi,i due sguardi si incrociarono. Adesso Angela aveva il cuore in gola,ansimava come quando si fa una lunga corsa,in quell'incrocio di sguardi c'era tutta la loro vita. Il marito cominciòa parlarle. quando si fa una lunga corsa,in quell'incrocio di sguardi c'era tutta la loro vita. Il marito cominciòa parlarle. "Era dunque questo il tuo sogno proibito,sapessi come mi piace guardarti cosi,indifesa ed eccitata,sapessi quante volte ho desiderato di regalarti momenti come questo,sapevo che eri una puttana,ma non avrei mai immaginato fino a che punto ti saresti spinta. Adesso amore mio lo so e ne sono felice,adesso amore mio godrai del mio amore e io godròdel tuo." Il marito si alzòcominciòa scioglierle i bracciali e le corde che la tenevano fissata al tavolo,aiutòAngela ad alzarsi,lei aveva le lacrime agli occhi,lui le parlòdi nuovo. "Dillo Angela che era questo che volevi,dillo che sei eccitata da morire e che non vedi l'ora di avere tutti e noi tre nel tuo corpo...dillo Angela...lo so a cosa stai pensando....dillo amore mio...dillo quanto sei puttana..." "Si amore...si lo voglio",rispose Angela ansimando ancora piùdi prima. "Confessa quanto tièpiaciuto farti toccare al cinema,e quanto ti piace sentirti accarezzare e baciare da tante bocche e tante mani...avanti Angela,confessa tutto il piacere che provi nel sentirti usata ed umiliata cosi..."
"Ohhhh...si ti prego adesso prendetemi...sono vostra...non ne posso più...amore sei un bastardo ma ti amo..." "Bene Angela adesso abbiamo l'ultimo tabùda abbattere..." Dicendo cosi,il marito,cinse Angela alla vita e sorreggendola la accompagnòin un'altra stanza,dove un letto attendeva tutti i presenti. Il primo uomo si adagiòsul letto,Angela lo seguìimmediatamente,il marito spinse Angela a prendere possesso con la bocca del membro dell'uomo,mentre lui e l'altro si erano adagiati sul corpo della donna leccandole il solco in mezzo alle gambe e i seni. Adesso tutto poteva svolgersi secondo le consuetudini. Angela si sentiva libera di disporre del suo corpo per il piacere altrui e di disporre degli altri corpi per il proprio piacere. Fu Angela infatti che si mise a cavalcare lo sconosciuto,dall'asta poderosa,non aveva mai ricevuto nel suo ventre un pene cosìgrosso,l'altro uomo si adagio vicino per offrirle il proprio membro alla bocca. Il marito che si gustava la scena si sistemòdietro Angela cominciando a carezzarle il sedere,le sussurròfrasi nell'orecchio:"Sei bellissima amore mio,adesso finalmente ti vedo come sei veramente,mi fai impazzire nel vederti possedere cosi da due uomini..." Il marito prese allora un barattolino dal comodino e ne estrasse generose ditate di crema lubrificante,che andòa spalmare sul buco posteriore di Angela e mentre lo spalmava cominciòa dilatarle il buchetto molto stretto. Angela in preda ad un eccitazione furibonda assecondava tutti i movimenti e non voleva perdersi nulla di tutta quell'abbondanza di muscoli e membri che il marito le aveva regalato. .."Seèquesto che vuole...se vuole vedermi fare la puttana,alloraèquesto che farò...pensava dentro se stessa.
Al marito spettòl'ultima mossa,nel vedere Angela come si dibatteva,si avvicinòcon il suo membro al culo della moglie e cominciòa spingere nel buco mai violato,nell'ultimo muro che non era mai riuscito ad abbattere in tanti anni della loro conoscenza.. Lei tentòuna reazione,tentòdi divincolarsi ma lui la teneva stretta e il suo pene cominciòad affondare nel buco posteriore di Angela che emise un grido di dolore,ma nella perdizione del momento,non sapeva neanche lei se era davvero intenzionata a non cedere. Quando il marito le fu tutto dentro i due uomini cominciarono a muoversi all'unisono e ben presto il dolore lasciòil posto al piacere che quella doppia penetrazione le provocava. Fu allora che arrivòfinalmente il suo orgasmo,fu un lungo urlo liberatorio,una inaudita ondata che la scuoteva tutta dalla testa ai piedi,un orgasmo lunghissimo,devastante,che si mescolava con le parole oscene che i tre le gridavano. Sentirsi riempita in quel modo le permise di raggiungere un'intensitàmai provata prima,adesso era veramente un'altra donna,adesso realizzava tutto il suo essere piùsegreto e recondito.
L'orgasmo raggiunse anche i tre uomini che cominciarono a schizzarle addosso,ribaltandola sul letto e lei,ancora non placata,raccoglieva i loro semi con la bocca,con il seno,con le mani,impastandoli al sudore della sua pelle e godendone il sapore fino in fondo. Angela si dimenava nel letto con i tre uomini intorno,che appagati anche loro nelle loro voglie scaricavano su di lei tutte le emozioni e l'intensitàdel momento. Il marito,che finalmente aveva ritrovato sua moglie,aveva catturato l'ambita preda del posteriore,e adesso guardava Angela con occhi nuovi pieni d'amore e di venerazione per la sua donna. I loro occhi si incrociarono di nuovo,lei lo tiròa se,lo baciòe gli disse:"Ti amo amore mio...ti amo..." "Ti amo anche io tesoro...sei stata stupenda...meravigliosa...se vuoi stasera,andiamo al cinema..."
| Daniele | | |
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