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Fantasie di un tatuatore libertino
il Professore

La ragazza era una gran bella puledrina, l'avevo conosciuta in un locale la sera che ero stato a festeggiare con gli amici il mio compleanno, l'avevano accompagnata al mio tavolo con un'altra ragazza immagine... quando riesci a consumare cinque bottiglie in una sola volta e paghi in contanti è interesse del locale far si che tu possa avere una compagnia bella da guardare mentre ti tiri nero come un cavallo.
normalmente, però, la storia finisce lì, due bacetti , quattro foto e tutti se ne vanno a casa contenti... ma stavolta era successo qualcosa di differente... Gise, questo è il suo nome, si era dimostrata simpatica e sinceramente interessata al mio lavoro di tatuatore, così le avevo lasciato il mio num di cellulare ed il mio idirizzo di posta elettronica... ciò che più mi aveva sorpreso è che lei li aveva usati entrambi... d'apprima semplici messaggi... vacanza,lavoro, tatuaggi ecc ecc poi gli argomento si erano fatti via via più... stimolanti
lettera dopo lettera avevamo intrapreso la via dell'eros... non un volgare: " ti scoperei" e via dicendo bensì dei molto più intriganti... "amo far l'amore con qualche cosa addosso, dipengerei il tuo corpo con un pennello intinto in acqua gelida per poi seguire la scia con la lingua calda..." ammetto che per uno come me la cosa era eccitante da una parte ma anche difficile da credere dall'altra, non sono uno di quei fustacchioni tutti abbronzatura e muscoli e seppur nella mia vita ero stato in grado di sedurre gran belle figliole il tutto era avvenuto con calma, nel tempo, avevo girato attorno alla persona con un lento ed implacabile corteggiamento fatto di doppi sensi, battute argute...
una spirale di sms e frasi che pian piano avevano fatto nascere la curiosità nei miei confronti fino a portare la donna di turno in condizione di voler appurare se le mie fantasie e le mie perversioni fossero una pura forma mentale o spaccati di vita vissuta... fino ad allora non avevo mai intrigato una persona in poche ore, ma l'ho detto, questa volta era stato diverso.
il nostro incontro avvenne sul finire di settembre, dopo un periodo che ci aveva visti poco in contatto, vuoi le ferie , vuoi il lavoro , tant'è che ormai avevo raggiunto la convinzione che il tutto fosse stato solo un eccitante gioco ... ma sbagliavo... ricordo come se fosse ieri la sua telefonata
- pronto mano libera....
- Giorgio? ciao sono Gise...
- ...Gise? .... GISE?!?... ma dai che piacere, a cosa devo sta sorpresa?
- l'estate è finita, non faccio più bagni e non prendo più il sole... quando mi fai il tattoo???
- beh ma non posso improvvisare così un lavoro... dovremmo vederci, parlarne, farti vedere dei disegni....
- che ne dici se domenica vengo a trovarti... ho un week end libero... potremmo parlarne e anche farlo e se si fa troppo tardi mi potrei fermare a far un po' di nanna da te... che ne dici?
far nanna da te... quelle parole erano corse dall'orecchio lungo la mia spina dorsale come una corrente elettrica, all'improvviso mi resi conto che tutte quelle fantasie, quei discorsi fatti nei mesi tramite e-mail potevono tramutarsi in realtà... forse... naturalmente dissi di sì

ora lei è qui seduta sul mio letto, il tattoo è fatto ed è ora di mettergli un po' di vasellina
- Gise, dovresti mettere un po di crema sul tattoo...
- perchè non lo fai tu...?
così dicendo si alza e viene a mettersi in piedi davanti a me, porto le mie mani alla patta dei suoi jeans, con delicatezza faccio scivolare fuori dalle asole un bottone alla volta, il dorso delle mie dita sfiora il suo ventre liscio riparato dal leggero tessuto delle mutandine in licra e ogni volta che questo avviene un impercettibile brivido la percorre
mi alzo e mi metto di fronte a lei, occhi negli occhi, pochi centimetri separano i nostri volti, sento il fresco aroma del suo alito ogni volta che espira, agguanto i pantaloni all'altezza dei fianchi e con un movimento deciso ma al contempo esageratamente lento ne abbasso l'estremità fino a scoprire parte della zona pubica e dei glutei... ora baciarla sarebbe facile, ma scontato... e poi noi non siamo due innamorati che tubano ma due libertini che hanno stuzzicato la fantasia dell'altro in maniera reciproca fino ad arrivare a questo momento... così, all'improvviso con un gesto che quasi la coglie alla sprovvista, la faccio girare su se stessa...

dopo aver intinto tre dita nella vasellina inizio a spalmare la crema con un movimento circolare e appoggio l'altra mano, a palmo aperto 2 dita sotto all'ombelico... così facendo inizio una danza di polpastrelli che metterebbe sotto pressione i nervi del piacere di qualsiasi persona... i cerchi sulla base della schiena si fanno sempra più ampii e presto inizio a carezzare il solco delle natiche, nel frattempo la mano sul ventre inizia una discesa lenta ma inesorabile allìinterno delle mutandine... un cerchio , un cm, un cerchio, un cm... sento il suo respiro accellerare e vedo le vibrazioni del cuore far sobbalzare leggermente il suo petto ad un ritmo sempre più veloce...
le dita sul monte di venere hanno raggiunto il limite massimo ed ora si trovano dove la pelle prende l'inequivocabile forma delle grandi labbra, il tutto è avvenuto senza incontrare il fastidioso ostacolo della peluria, esattamente come mi aveva detto quella lontana sera al locale il suo sesso è completamente depilato... mentre dietro continuo un massaggio stimolante nella zona del coccige davanti il polpastrello del medio si lancia in una inarrestabile corsa seguendo il solco come un treno impazzito , lento e senza freni imboccherebbe un binario che porta ad una calda, umida ed accogliente galleria...

bingo... finalmente sotto la mia pelle sento ciò che stavo aspettando, il clitoride, piccolo e gonfio di piacere, è alla mia mercè... a questo punto il movimento rotatorio passa dalla schiena al ventre, con delicatezza e buona ritmica il medio stimola il centro del suo eros mentre la mano appoggiata sulla schiena inizia a sua volta a scendere... dalla sua gola esce un suono roco , gutturale... il respiro perde la ritmica , la sue mani si aggrappano a me, butta la testa all'indietro e degli occhi vedo più solo il bianco... nell'esatto momento in cui il suo corpo si contrae facendola tendere come un arco e dalle sue labbra esce come una cantilena sussurrata la parola:" vengo, vengo, vengo"... l'indice della mano destra, che si è spinta in profondità nel solco fra i glutei , affonda in un sol colpo superando con facilità la contrazione dell'anello anale... ed è l'estasi
servono diversi minuti prima che il suo corpo si plachi e smetta di contrarsi, così attendo fino a che non può reggersi in piedi senza appoggio, la mia eccitazione è spaventosa, ho un'erezione degna di un obelisco in pietra ma è ancora troppo presto per pensare a me, ho fra le braccia una dea ed il mio appagamento è l'ultima delle mie mete, voglio dedicarmi a lei ancora ed ancora ed ancora....


ancora leggermente frastornata la faccio sdraiare sul letto, sfilo i sandali baciando le dita una ad una, poi è la volta dei pantaloni... a questo punto lei stessa infila i pollici nell'elastico degli slip per eliminare anche quell'indumento ma io le blocco le mani... so che ama il sesso condito con qualche capo indosso, quindi non voglio che questa barriera, seppur inutile venga distrutta... afferro le sue ginocchia e divarico le gambe, mi inginocchio fra di esse e porto la bocca all'altezza dell'inguine poi la mia lingua scivola fuori dalle labbra e come se non vi fosse nulla fra me ed il suo sesso inizio a leccare
non c'è contatto fra le nostre epidermidi e questo rende forse ancor più forti le nostre sensazioni, il tessuto può interferire con il senso del tatto ma non sull'olfatto... le mie narici si riempono del forte odore della sua eccitazione, è un profumo simile ma ogni volta diverso... ed io amo cullarmi in tali afrori... il sesso non è cosa che riguardi un solo senso.. tutto, io voglio tutto, ogni mio orgasmo deve essere come un paletto che mi trafigge il cervello passando attraverso i testicoli ed una tale sensazione non può arivare se solo il tatto si prende l'incombenza di esserne veicolo.. lecco, mordicchio, con la punta del naso massaggio il clitoride.. man mano mi faccio più audace... la punta della lingua lambisce il bordo, poi scavalca l'elastico e la sua pelle finalmente appaga il mio gusto... ammetto che a questo punto la mia eccitazione mi spinge a tralasciare un po' la delicatezza quindi con l'indice ad uncino arpiono il sottile strato di stoffa e metto a nudo il suo fiore... è il turno della vista, un'orchidea, ecco cosa suggerisce la mia mente a tale visione ed io come un ape mi poso su di essa a bocca aperta, il suo sapore riempie la mia cavità orale... ambrosia, nettare degli dei... passando la braccia sotto alle coscie e le mani sopra i fianchi, con le dita apro completamente le sue grandi labbra scoprendo per intero il suo clitoride che si mostra sfacciato, gonfio di piacere, in attesa che io finisca l'opera che ho iniziato
il dado è tratto, lei mi si apre, mi si offre ed io faccio ciò che lei ormai pretende... muovo la lingua lentamente, solo la punta, indirizzo il contatto solo ed esclusivamente dove si concentra il culmine del suo piacere... potrei andare avanti per ore appagandomi del suo sapore, ma voglio vederla godere nuovamente, mi piace sentire il suo corpo contrarsi sotto il mio tocco e così faccio scivolare la mano sotto ai glutei ed introduco la prima falange del dito indice nella sua fessura, solo il polpastrello, potrei spingere a fondo ma so che serve a poco e soprattutto se non hai la minima idea di dove sia il fantomatico punto G potresti solo infastidirla... l'azione combinata della lingua, del piercing e del dito mi regalano ben presto ciò che stavo aspettando... Gise per la seconda volta nell'arco di pochi minuti raggiunge il secondo orgasmo... questa volta dalle sue labbra non esce una sola parola sussurrata ma un vero gemito, forte, ad alta voce... mentre le sue mani si aggrappano alle lenzuola fin quasi a strapparle...
la guardo da poco sopra il suo sesso, ha gli occhi appagati e mi sorride... ma ho solo iniziato...

Il Professore

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