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LA
STREGA LUCREZIA
di Lucrezia
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Lucrezia entrò nella
sua camera da letto, nella sua alcova
Non c'era nessun altro: era rimasta sola in casa, come succedeva spesso,
ed era sera
Indossava una minigonna vertiginosa con una scollatura abissale e
scarpe scollate con i tacchi a spillo.
Si diresse decisa verso lo stereo e lo accese. Le note di una musica
morbida, ovattata si diffusero nella stanza.
Poi andò allo specchio. Si ammirò compiaciuta, lisciandosi
i fianchi: le piaceva da impazzire mettere vestiti impossibili, vestiti
che una signora di solito non mette più.
Lei non poteva rinunciare ad essere sexy!
Non poteva!
Era
la sua vita, la sua stessa essenza!
Adorava le minigonne che le scoprivano per intero le cosce
le
sue bellissime cosce piene!
Si spogliò, lentamente, facendo volare i suoi vestiti sulla
poltroncina.
Rimase in perizoma e tacchi a spillo.
Lo sguardo le si annebbiò di desiderio e di compiacimento per
sé stessa, per il suo corpo
Con le mani a coppa raccolse le sue mammelle floride, stringendole
con tenerezza
Poi scese lungo i fianchi e sembrò misurarli con le palme.
Infine le sue dita inanellate si fermarono sulle cosce.
"Che cosce che hai, Lucrezia!
" disse alla sua immagine
nello specchio.
"Come sono belle e piene!
desiderabili!
"
La sua bocca rossa fece una moina, una smorfia languida mentre si
accarezzava le splendide cosce sode.
Ripensò a Francesco ed ai suoi racconti dedicati a lei, a quello
che lei era per lui: "
La Regina!
La perfida Regina,
matrigna di Biancaneve!
Questo sono!
Mmmmhh
Ssssi!
È
vero!
È così che mi sento!
È questo
quello che sono!
"
Premette forte una mano sul seno, quasi a tamponare il desiderio che
la prendeva a partire da lì, ed un'altra sul suo sesso, dove
quella sensazione di languore e di voluttà era più forte,
pulsante!
Poi, come in un rito, ripeté le parole che Francesco avrebbe
voluto sentirle dire:
"Specchio, adorabile schiavo delle mie perverse brame!
Dimmi
chi è la più bella e sensuale del reame?
"
E le sembrò di sentire la risposta, o la diede lei per il suo
cristallo fatato:
"Sei tu, mia Regina
Tu, Lucrezia, femmina lussuriosa, corpo
mozzafiato!
Tu sei la più bella e sensuale, ora e per
sempre!
"
Quelle parole erano in lei, dentro di lei, come la sua femminilità
prorompente, la sua carnalità
Era sola
libera di dare sfogo alla sua natura calda e selvaggia!
"
Mmmhhh!
" fu l'unico suono che le sfuggì
dalle labbra, mentre, voltandosi, si recava, dimenando volutamente
il sedere, verso il suo grande letto.
Si sdraiò come una gatta, lascivamente.
Le sue cosce nude strusciarono l'una contro l'altra, e la sensazione
della sua pelle la eccitò ancora di più!
Sfilò piano il perizoma e rimase nuda con le sole scarpe. Le
tenne, perché era tutto incredibilmente più peccaminoso!
Le sue mani percorsero tutta la superficie delle sue cosce, delle
sue gambe
"La più bella!
" sussurrò rapita dalla
sua concupiscenza "
Sono io la più bella!
Io,
la Regina!
La perfida e bellissima Regina!
Mmmmhhh
"
Di scatto si mise a sedere: voleva guardare bene le sue cosce!
Ad occhi spalancati per l'ammirazione le ammirò tutte!
Le sue dita dalle unghie laccate di rosso sfiorarono la sua epidermide
liscia, dapprima a poco a poco, poi sempre più insistentemente
"
CHE GAMBE!
" disse con voce roca di desiderio
"
CHE COSCE!
"
La sua testa si abbandonò sulle sue ginocchia. Le sue labbra
avide di sé baciarono la carne compatta delle sue gambe, dai
polpacci fino alle cosce.
Le leccò anche, per sentire il sapore di sé stessa
.
Poi si lasciò cadere di nuovo fra le lenzuola, ridendo di voluttà,
di perversità, la mano affondata sulla sua fica
"
Come sono BELLA!
.BELLA!
Nessuna ragazzina
insulsa, neppure Biancaneve, è più bella di ME!
di
Lucrezia, la Regina!
"
Sollevò una gamba nuda verso l'alto, inarcando il piede e la
guardò con perfidia, con desiderio, mentre le sue mani la cingevano
tutta, scendendo e salendo per tutta la sua lunghezza.
"
Le mie gambe!
" disse a voce altra "
Non
posso smettere di guardarmele!
Le adoro troppo!
Mi piaccio
da impazzire!
"
Le mosse su e giù, le roteò come per eccitare qualcuno,
mentre l'unica ad eccitarsi era lei
La mano affondò tutta nella sua passera umida e bagnata, facendole
emettere un rauco sospiro di soddisfazione, gli occhi chiusi.
Si rigirò tutta nel letto, come una serpe, una salamandra dal
corpo sensuoso e procace!
Prese a titillarsi, penetrandosi più volte con le dita fin
nelle cavità più recondite di sé stessa.
"
Sono la più bella!
Tutti gli uomini mi guardano
mi desiderano
impazziscono per me!
Si masturbano per me,
guardandomi
guardando le mie tette
le mie magnifiche cosce
il mio culo
la mia fica!
"
Ansimava, ora, la splendida Strega
ansimava e si sditalinava,
frenetica. "
Anche quello stupido di mio marito è
solo il mio schiavo!
" rise biecamente gioendo di quelle
parole "
È solo un cornuto che non sa quanto sia
troia sua moglie!
Una vera troia che scopa con tutti gli uomini
che vuole!
TUTTI!
Ah ah ah ah ah ah!
" Si lasciava
vincere, prendere tutta dalla sua scelleratezza, dalla sua depravazione,
ed al sol pensiero ripiegava verso di sé le cosce per carezzarle,
gemendo come una micia in calore, mugolando come una invasata
Le sue mani sprofondarono entrambe, letteralmente, nella sua fregna
affamata, ingorda, ed intanto le sue cosce continuavano a rasentare
la sua bocca, per consentirle di leccarle, di premervi tutte le labbra!
"
Non c'è nessuna più bella e più puttana
di me!
Nessuna!
" e queste frasi la accendevano sempre
di più, facendole scolare la fessura fra le cosce, ormai un
lago di umori e di liquido
.
A quel punto i movimenti di lei erano divenuti una danza scalmanata,
convulsa
Lucrezia si sbatteva sul letto, si stava chiavando da sola, urlando
come una forsennata la sua dissolutezza, la sua libidine!
"
Sono
bellaaa!
Belllaaaa!
Mi piaccio!
Si, mi piaccio!
.
Amo le mie cosce!
Le mie cosce!
Mmmmhhh
Voglio gli
uomini!..GLI UOMINI SOLO PER MEEE!
Zoccola che sono!
.zoccola!
."
L'orgasmo la spaccò letteralmente in due, facendola strillare
come una belva: "
Aaaaaahhhhhh!
Sssssssiiiiiiiiii!!!
."

Lucrezia si abbandonò boccini sul letto disfatto, sfinita,
respirando forte, le sue mani ancora premute sulla fica fremente e
rorida di succo
Sorrideva
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Lucrezia
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