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LA STREGA LUCREZIA…
di Lucrezia
Lucrezia entrò nella sua camera da letto, nella sua alcova…
Non c'era nessun altro: era rimasta sola in casa, come succedeva spesso, ed era sera…
Indossava una minigonna vertiginosa con una scollatura abissale e scarpe scollate con i tacchi a spillo.
Si diresse decisa verso lo stereo e lo accese. Le note di una musica morbida, ovattata si diffusero nella stanza.
Poi andò allo specchio. Si ammirò compiaciuta, lisciandosi i fianchi: le piaceva da impazzire mettere vestiti impossibili, vestiti che una signora di solito non mette più.

Lei non poteva rinunciare ad essere sexy!… Non poteva!…Era la sua vita, la sua stessa essenza!…
Adorava le minigonne che le scoprivano per intero le cosce… le sue bellissime cosce piene!…
Si spogliò, lentamente, facendo volare i suoi vestiti sulla poltroncina.
Rimase in perizoma e tacchi a spillo.


Lo sguardo le si annebbiò di desiderio e di compiacimento per sé stessa, per il suo corpo…
Con le mani a coppa raccolse le sue mammelle floride, stringendole con tenerezza…
Poi scese lungo i fianchi e sembrò misurarli con le palme.
Infine le sue dita inanellate si fermarono sulle cosce.
"Che cosce che hai, Lucrezia!…" disse alla sua immagine nello specchio.
"Come sono belle e piene!…desiderabili!…"
La sua bocca rossa fece una moina, una smorfia languida mentre si accarezzava le splendide cosce sode.
Ripensò a Francesco ed ai suoi racconti dedicati a lei, a quello che lei era per lui: "…La Regina!… La perfida Regina, matrigna di Biancaneve!…Questo sono!…Mmmmhh…Ssssi!…È vero!… È così che mi sento!… È questo quello che sono!…"
Premette forte una mano sul seno, quasi a tamponare il desiderio che la prendeva a partire da lì, ed un'altra sul suo sesso, dove quella sensazione di languore e di voluttà era più forte, pulsante!…
Poi, come in un rito, ripeté le parole che Francesco avrebbe voluto sentirle dire:
"Specchio, adorabile schiavo delle mie perverse brame!…Dimmi chi è la più bella e sensuale del reame?…"

E le sembrò di sentire la risposta, o la diede lei per il suo cristallo fatato:
"Sei tu, mia Regina… Tu, Lucrezia, femmina lussuriosa, corpo mozzafiato!… Tu sei la più bella e sensuale, ora e per sempre!…"
Quelle parole erano in lei, dentro di lei, come la sua femminilità prorompente, la sua carnalità…
Era sola…libera di dare sfogo alla sua natura calda e selvaggia!…
"…Mmmhhh!…" fu l'unico suono che le sfuggì dalle labbra, mentre, voltandosi, si recava, dimenando volutamente il sedere, verso il suo grande letto.


Si sdraiò come una gatta, lascivamente.



Le sue cosce nude strusciarono l'una contro l'altra, e la sensazione della sua pelle la eccitò ancora di più!…
Sfilò piano il perizoma e rimase nuda con le sole scarpe. Le tenne, perché era tutto incredibilmente più peccaminoso!



Le sue mani percorsero tutta la superficie delle sue cosce, delle sue gambe…
"La più bella!…" sussurrò rapita dalla sua concupiscenza "…Sono io la più bella!…Io, la Regina!…La perfida e bellissima Regina!…Mmmmhhh…"
Di scatto si mise a sedere: voleva guardare bene le sue cosce!…
Ad occhi spalancati per l'ammirazione le ammirò tutte!…
Le sue dita dalle unghie laccate di rosso sfiorarono la sua epidermide liscia, dapprima a poco a poco, poi sempre più insistentemente…


"…CHE GAMBE!…" disse con voce roca di desiderio "…CHE COSCE!…"
La sua testa si abbandonò sulle sue ginocchia. Le sue labbra avide di sé baciarono la carne compatta delle sue gambe, dai polpacci fino alle cosce.
Le leccò anche, per sentire il sapore di sé stessa….
Poi si lasciò cadere di nuovo fra le lenzuola, ridendo di voluttà, di perversità, la mano affondata sulla sua fica…


"…Come sono BELLA!….BELLA!… Nessuna ragazzina insulsa, neppure Biancaneve, è più bella di ME!…di Lucrezia, la Regina!…"
Sollevò una gamba nuda verso l'alto, inarcando il piede e la guardò con perfidia, con desiderio, mentre le sue mani la cingevano tutta, scendendo e salendo per tutta la sua lunghezza.
"…Le mie gambe!… " disse a voce altra " …Non posso smettere di guardarmele!… Le adoro troppo!…Mi piaccio da impazzire!…"
Le mosse su e giù, le roteò come per eccitare qualcuno, mentre l'unica ad eccitarsi era lei…
La mano affondò tutta nella sua passera umida e bagnata, facendole emettere un rauco sospiro di soddisfazione, gli occhi chiusi.


Si rigirò tutta nel letto, come una serpe, una salamandra dal corpo sensuoso e procace!…
Prese a titillarsi, penetrandosi più volte con le dita fin nelle cavità più recondite di sé stessa.
"…Sono la più bella!…Tutti gli uomini mi guardano… mi desiderano… impazziscono per me!…Si masturbano per me, guardandomi… guardando le mie tette… le mie magnifiche cosce… il mio culo… la mia fica!…"
Ansimava, ora, la splendida Strega… ansimava e si sditalinava, frenetica. "…Anche quello stupido di mio marito è solo il mio schiavo!…" rise biecamente gioendo di quelle parole "… È solo un cornuto che non sa quanto sia troia sua moglie!… Una vera troia che scopa con tutti gli uomini che vuole!…TUTTI!…Ah ah ah ah ah ah!…" Si lasciava vincere, prendere tutta dalla sua scelleratezza, dalla sua depravazione, ed al sol pensiero ripiegava verso di sé le cosce per carezzarle, gemendo come una micia in calore, mugolando come una invasata…
Le sue mani sprofondarono entrambe, letteralmente, nella sua fregna affamata, ingorda, ed intanto le sue cosce continuavano a rasentare la sua bocca, per consentirle di leccarle, di premervi tutte le labbra!…
"…Non c'è nessuna più bella e più puttana di me!…Nessuna!…" e queste frasi la accendevano sempre di più, facendole scolare la fessura fra le cosce, ormai un lago di umori e di liquido….
A quel punto i movimenti di lei erano divenuti una danza scalmanata, convulsa…
Lucrezia si sbatteva sul letto, si stava chiavando da sola, urlando come una forsennata la sua dissolutezza, la sua libidine!… "…Sono bellaaa!…Belllaaaa!…Mi piaccio!…Si, mi piaccio!…. Amo le mie cosce!…Le mie cosce!…Mmmmhhh…Voglio gli uomini!..GLI UOMINI SOLO PER MEEE!…Zoccola che sono!….zoccola!…."
L'orgasmo la spaccò letteralmente in due, facendola strillare come una belva: "…Aaaaaahhhhhh!…Sssssssiiiiiiiiii!!!…."



Lucrezia si abbandonò boccini sul letto disfatto, sfinita, respirando forte, le sue mani ancora premute sulla fica fremente e rorida di succo… Sorrideva…

Lucrezia

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