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Il regalo
del Professore
Ma perché aveva scelto di passare proprio per quella strada? Suo padre aveva sempre sostenuto che le scorciatoie non erano mai un buon affare e forse ora doveva dargli ragione, già nella speranza che quella consapevolezza non fosse giunta troppo tardi…

Una donna in carriera , ben vestita e profumata ma soprattutto bella e con un tailleur con la gonna così dannatamente corta non avrebbe mai dovuto infilarsi in quel lurido budello così sporco e poco illuminato, in fin dei conti nella borsetta non portava nulla di valore ma un maleintezionato che ne poteva sapere? Un balordo si sarebbe fermato alle apparenze e le apparenze la rendevano una facile preda… e lei sapeva di esserlo. Sai che scherzo del destino sarebbe stato se fosse stata scippata per un centinaio di euro ed un orologio di medio valore… forse aveva esagerato a mettersi degli abiti così provocanti ma in fin dei conti stava andando all'appuntamento con il suo compagno per festeggiare niente poco di meno che il proprio compleanno e le aspettative erano focose.

Venti metri avanti a lei, sulla destra, c'erano due tipi molto poco raccomandabili, due omaccioni grandi e grossi, il terrore attanagliò il suo stomaco, che fare? Velocemente pensò di tornare in dietro, d'altro canto però l'auto di Giovanni era a non più di 5 minuti, mancavano due svolte e sarebbe stata fuori da quella maledetta stradina… e poi i due tipi sembravano talmente impegnati a discutere di qualche cosa che nemmeno l'avrebbero notata, probabilmente.
Affrettò il passo ed abbassò lo sguardo, si si si sembrava proprio che non l'avessero nemmeno vista… non aveva nemmeno finito di formulare quel pensiero che una mano fulminea l'afferra per un braccio accompagnata da una domanda: " Che ci fa una donna di classe come te da 'ste parti?"… le gambe rischiano di venirle meno, un terrore atavico le attanaglia lo stomaco e le inaridisce la bocca…

L'uomo la tiene saldamente per il braccio, continua a parlare ma non riesce a capire ciò che le vien detto… ha paura… ora sa che uno scippo sarebbe l'ultimo dei mali, ma ormai è tardi… i due uomini ridendo sguaiatamente si guardano attorno poi quello dai capelli lunghi e unti indica un mucchio di scatole in un angolo… la risata diventa ancor più forte… finalmente scossa dalla gravità di ciò che sta per avvenire si risveglia da quella specie di torpore e tenta di urlare, ma la sua espressione deve averla tradita perché una frazione prima che dai suoi polmoni possa partire il grido il bestione che sta davanti le tappa la bocca con un pezzo di nastro da pacchi, bastardi, maledetti bastardi, sono anche organizzati.

Lotta con tutte le sue forze ma non può sottrarsi a due bestie che peseranno 100 kg l'uno, la trascinano verso le scatole, dopodiché la sdraiano e mentre uno la tiene a forza per i polsi bloccandole le mani a terra l'altro le spalanca le cosce… " guarda sta troia… non porta le mutande… e ha la fica tutta bella depilata… ma allora non è una signora… e solo una lurida puttana che stava andando a lavorare… beh cara troietta… oggi fai straordinario" così dicendo abbassa i proprii indumenti.
Ciò che improvvisamente spunta fra le gambe del suo aggressore fa si che la voce le muoia in gola… mai visto un cazzo così enorme, saranno almeno trenta centimetri con una cappella che le riporta alla mente una palla da tennis…
non entrerà mai, la spaccherà, morirà dissanguata….
L'energumeno si china su di lei, sputa sulle grandi labbra e d'un sol colpo la penetra… è piena, non è mai stata così piena in tutta la sua vita, l'enorme membro mette a dura prova l'elasticità del suo sesso, colpi potenti con il glande che va a sbattere contro l'utero provocandoli fitte di dolore… ma anche di piacere, se le femministe potessero leggere i suoi pensieri in questo momento probabilmente la lapiderebbero ma non può fare a meno di bagnarsi, mugolare ed infine incitare il suo stupratore a darci dentro, a non mollare, a sfotterla a sangue… e l'uomo esegue alla lettera il suo pensiero, colpo su colpo , con una foga che solo un animale potrebbe mostrare, il tutto non dura più di un quarto d'ora ma per lei è come se fosse un'eternità, mai provate sensazioni così forti ed eccitanti… finalmente un grugnito più potente dei precedenti annuncia l'arrivo del piacere per lo stupratore…

Si sfila velocemente dalla sua femminilità sconquassata e brandendo l'enorme verga come fosse un bastone dirige un potente ed infinito getto sul volto… lo sperma caldo le ricopre gli occhi la bocca il naso colando sul collo… è sfinita, quasi non si accorge che la presa che fino a qualche istante prima attanagliava i suoi polsi si è prima allentata e poi è scomparsa… rimane riversa in uno stato di semi-svenimento sui cartoni.

Quando riapre gli occhi non sa quanto tempo sia rimasta li sdraiata… dei due uomini non vi è più traccia, si rialza a fatica, riassetta l'abito per quanto sia possibile, si toglie il pezzo di nastro dalla bocca e si avvia alla sua meta… poche decine di metri di budello e finalmente sbuca sulla via principale dove seduto al volante della sua mercedes il suo compagno sorridente la sta aspettando.

La guarda barcollare verso l'auto ma non si muove, attende che la donna apra la portiera e si sieda sul sedile dopodiché con il sorriso più luminoso che mai abbia illuminato il suo volto le rivolge la parola:" Allora?"
Lei a sua volta sorride ed esclama a fil di voce:" Grazie amore… il più bel regalo della mia vita!"

Mentre i fanalini dell'auto si perdono nel traffico della città due uomini seduti al bancone di un bar con due bicchieri di gin appoggiati sul bancone stanno contando una mazzetta di banconote uno dei due con un ghigno si rivolge all'altro e dice:" La prossima volta lo stupratore lo faccio io"

Il Professore

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