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Diavoletta
del Professore
Sono un pazzo, più i chilometri che mi separano dalla mia città più mi rendo conto di essere veramente squinternato, eppure non mi riesce di girare l’auto e tornare indietro.
L’ho conosciuta in chat, so solo che si fa chiamare diavoletta, è rossa, minuta e molto molto disinibita… almeno a parole, per di più ama farsi fotografare nuda in pose decisamente spinte, per questo oggi ho con me la mia macchina fotografica… ma non so se tutto questo corrisponde a verità, qualche chiacchiera in chat, due telefonate e ora son in autostrada per raggiungerla, mi rendo conto che mi sto comportando come un adolescente con gli ormoni al posto delle cellule cerebrali ma l’idea è così trasgressiva ed eccitante che non sono riuscito a sottrarmi a questo appuntamento al buio… ecco l’uscita… speriamo di non essere caduto in un simpatico pacco formato famiglia.
La chiamo… risponde, almeno un punto a suo favore, seguo le sue istruzioni e raggiungo una palazzina nell’interland del milanese, scendo dall’auto e mi avvicino al cancelletto, il clack della serratura da il via ad una strana danza di farfalle nel mio stomaco, il dado è tratto, sarà veramente come si è dipinta ?
Lei appare sulla porta, una cascata di riccioli rosso naturale le incornicia un faccino da vero furetto, occhi chiari, figura esile vestita casual … azz, è come si è descritta, ma allora anche il resto sarà vero….. Mi fa accomodare in cucina,mette su il caffè e si inizia a chiacchierare, tento di nascondere la mia apprensione, d’altronde è la prima volta che faccio una cosa del genere ma lei è un’ospite eccezionale, si parla di gatti, dipinti, tempo, chat…. La conversazione scorre via che è una meraviglia, pian piano mi sento a mio agio, sorseggio il caffè e le parole mi escono tranquille come se fossi in compagnia di una vecchia amica… evidentemente si è accorta del mio rilassamento perché di punto in bianco senza preamboli mi domanda:” Hai portato la macchina fotografica?”
Si l’ho portata e sono ben pronto ad usarla, si alza ed io la seguo nella sua camera da letto, controllo esposizione e diaframma e lei inizia la danza, i miei occhi avidi non perdono uno solo dei suoi morbidi movimenti … i capi le scivolano via di dosso ed il suo corpo appare alla mia avida vista… una terza di seno, due mammelle tonde turgide perfette con i capezzoli turgidi che impertinentemente svettano verso di me, la rotondità dei glutei sembra essere uscita dalle mani di Giotto, la farfallina poi è un monumento alla femminilità, perfettamente rasata con le piccole labbra che sporgono, forse già gonfie per l’eccitazione… io scatto e lei si muove, si contorce, si inarca, espone tutta se stessa, si apre oscenamente davanti ad un perfetto sconosciuto…
La mia eccitazione è incommensurabile, sento la cappella spingere violentemente contro la patta dei jeans come a farla esplodere, i miei occhi si saziano del suo corpo, le narici si riempiono dell’odore della donna in calore che ormai pregna tutta la stanza, continuo a scattare ammaliato dalla sensualità che la ragazza trasuda da ogni poro….
La diavoletta si sdraia a gambe spalancate sul letto ed inizia a masturbarsi, la mano sinistra passa da sopra il ventre ed il medio massaggia delicatamente il clitoride, la destra passa sotto il corpo ed un altro dito masturba l’anello anale… la gola è secca, i brividi corrono lungo la schiena, il desiderio mi fa impazzire… lei mi guarda appena sopra alle sue tettine e con un sorrisone malizioso esclama:” Perché non fai altrettanto?”
Poggio la macchina fotografica, apro la patta dei pantaloni e tiro fuori il mio arnese, con gli occhi fissi al suo sesso inizio a menarmelo, a questo punto lei inizia a mugolare… mi rendo conto che la vista della mia masturbazione l’ha infiammata ancor di più, è un crescendo di eccitazione, più lei mugola più io mi masturbo con vigore, maggiore l’intensità dei miei movimenti più rapido il suo medio … l’orgasmo ci coglie nello stesso istante, lei inarca la schiena, quasi urla e dalle piccole labbra vedo colare i suoi umori, contemporaneamente mi irrigidisco, rallento il movimento della mano, ascolto con attenzione il piacere che sta arrivando, la sensazione che il cervello si vada liquefanno e poi scenda ai testicoli, da qui sento che milioni di spermatozoi partono, corrono lungo i canali e finalmente sprizzano nell’aria…la sensazione è devastante, perdo l’equilibrio e mi lascio cadere senza forza sulla poltroncina.. la vista mi si annebbia ed il fiato è corto…
Mi ci vogliono alcuni minuti per tornare alla normalità… guardo diavoletta, per me ormai questo è e resterà il suo nome, la quale come un gatto viene verso di me a quattro zampe, mi porta la sua mano sinistra al volto ed io apro la bocca e lecco le dita su cui lei ha goduto, contemporaneamente lei afferra il polso della mia mano destra, se la porta alla bocca e a piccoli colpi di lingua mi ripulisce il dorso dallo sperma.
Naturalmente il rullino l’ho lasciato a lei, ma ha detto che mi manderà le foto dopo aver accuratamente cancellato il volto ed i particolari che potrebbero farla riconoscere… le credo.


Il Professore

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