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Incontrando Laura
del Professore
Non appena le porte dell’ascensore me lo consentirono mi tuffai fuori, secondo piano del classico hotel 3 stelle italiano, ampio pianerottolo, due ali di corridoio con rispettivi numeri di camere, specchiera con davanzale e una stella di natale appoggiata sopra… tutto normale, fin qui, a differenza delle volte precedente però, stavolta, c’erano due persone, un uomo sulla trentina che armato di una macchina fotografica stava scattando foto ad una donna, la quale appoggiata alla mensola della specchiera si era messa in posa… a seno nudo.

In un primo momento pensai di essere vittima di un’allucinazione, uno scherzo che la mia vista mi stava procurando a causa della stanchezza del viaggio… ma non era così, la brunetta infatti, ora, si stava velocemente riassettando, le mani correvano velocemente sui bottoni infilandoli nelle rispettive asole… forse ero capitato sul set di un servizio fotografico di una qualche rivista patinata, il soggetto era indubbiamente degno di essere immortalato… capelli castani che in morbidi riccioli scendevano fino a mezza schiena, la camicetta e la gonna nera segnavano i punti salienti abbastanza bene da lasciare immaginare un bel corpo ed il seno, beh, se anche solo per un momento, quello lo avevo visto… ed erano un gran bel paio di tette… ma mancava il giusto contorno, nessuna lampada, niente truccatori o addetti al trasporto materiale…
solo una donna a petto nudo ed un uomo con la macchina fotografica… no, non ero capitato nel bel mezzo di un servizio fotografico bensì mi ero ritrovato a svolgere il compito del terzo incomodo in un atto assolutamente privato ed amatoriale di una coppia dedita a quel particolare gioco trasgressivo.

Li fermo davanti all’ascensore, con le mie valigie in mano ero incapace di muovermi, ma soprattutto ero incapace di staccare il mio sguardo da quella gran bella figliola… la coppia si mosse dirigendosi verso il corridoio opposto al mio… prima di sparire al di là della porta della loro camera la donna volse la testa verso di me e… dio mi fulmini se non è vero… con un sorrisetto malizioso mi strizzò l’occhiolino… finalmente potei riprendermi dalla paralisi che fino a quel momento aveva congelato i muscoli del mio corpo… a mia volta mi diressi in camera a disfare i bagagli.

La giornata scorse via come da copione, vari appuntamenti di lavoro e cena nel ristorante dell’albergo… con gli occhi frugavo l’intera sala, addirittura avevo scelto un tavolo che mi permetteva di spaziare sulla hall d’ingresso ma della brunetta e del compagno nessuna traccia… alle 21.30 desistetti, firmai la ricevuta e mi avviai verso l’ascensore… arrivato al mio piano il mio battito cardiaco accellerò leggermente… misi fuori la testa e portai lo sguardo alla specchiera… naturalmente non vi era nessuno, la stella di natale sembrava sogghignare fra le foglie … povero illuso… non è sempre domenica… non è possibile pretendere di trovare una bella donna a seno nudo tutte le volte che si esce da un ascensore… anzi, potevo ringraziare il cielo se questo era accaduto una volta, almeno una, in una vita.

La televisione non offriva nulla di interessante così decisi di uscire in balcone a fumare l’ultima sigaretta prima di addormentarmi, mentre aspiravo la prima piacevole boccata di fumo lasciai correre lo sguardo sulle finestre delle altre camere dell’albergo… eccola!
Oh mio dio… è lei , è proprio lei …. Non potevo credere ai miei occhi , le tende non perfettamente chiuse di una camera dell’altra ala mi permettevano di ammirare per la seconda volta nello stesso giorno la ragazza che aveva sconvolto miei sensi quella mattina, stavolta non era a seno nudo, no cazzo, stavolta era anche meglio, il suo corpo sembrava essere fasciato da una guepiere con tanto di stivaloni in pelle… non potevo osservare tutta la scena ma ero sicuro che da qualche parte il suo compagno armato di macchina foto la stava ritraendo e questa volta, pensando di essere al sicuro nella privacy della loro camera, le sue movenze erano veramente estremamente provocanti ed eccitanti.

Senza che nemmeno me ne rendessi conto la mia mano era scesa all’altezza del cavallo dei pantaloni a massaggiare una potente erezione, lei si vedeva, si intravedeva, spariva e riappariva, la mia fantasia copriva i black out visivi con le movenze di cui l’avevo vista capace… credo che avrei anche potuto raggiungere l’orgasmo andando avanti di quel passo.. poi accadde un’imprevisto, uno di quei dannatissimi piccoli rompimenti di palle che mandano in merda la più idilliaca delle situazioni.. talmente preso dallo spettacolo non mi ero accorto che la sigaretta ormai era finita, così l’improvviso bruciore mi colse di sorpresa, cacciai un urlo gettando via il mozzicone, e bestemmiando per il dolore e per la mia stupidità osservai il danno che mi ero procurato alle dita… me quello non era l’unico… voltai lo sguardo verso la loro camera giusto in tempo per vedere la brunetta che serrava le tende eliminando quella piccola fessura fonte del mio piacere.

Rientrato in camera andai in bagno a mettere le dita sotto l’acqua, che coglione, che povero coglione, non solo mi ero procurato una bella bruciatura ma ero anche riuscito a privarmi dello spettacolino ed avevo interrotto il loro gioco per la seconda volta nello stesso giorno!
Quando bussarono alla porta ero ancora intento a rinfrescare il branding che mi ero procurato accidentalmente, e ora chi era che veniva a scassare, sicuramente c’erano problemi legati alla registrazione, in ‘sti cazzo di alberghi sembra essere tutto telematico, iperprofessionale, fantaorganizzato e poi salta fuori una grana ogni volta… mi avviai alla porta pronto alla battaglia, troppo incazzato dal catastrofico susseguirsi degli avvenimenti della giornata… aprii senza nemmeno chiedere chi fosse… e le mie ginocchia cedettero.

Non appena l’uscio fu aperto mi ritrovai di fronte il fotografo e la sua compagna, una tenaglia si chiuse sul mio stomaco, le gambe diventarono di gelatina e la mia mente iniziò a correre in diverse direzioni alla ricerca di un qualche cosa da dire… prima che dalle mia labbra potesse uscire una qualche tremolante giustificazione per il mio comportamento l’uomo parlò:”
Visto che sembri essere così tanto interessato alle nostre foto abbiamo pensato di fare qualche scatto qui da te… prima che tu cada dal balcone o dia fuoco all’intero albergo..” non mi fu dato il tempo di rispondere, mi spinsero gentilmente all’interno della camera e chiusero la porta alle loro spalle.

Ancora oggi, di quando in quando vado sul sito www.laurax.it a rimirare le fantastiche foto di cui io fui testimone, e non c’è giorno in cui non ringrazi Laura ed il suo compagno per l’anomala, eccitante, fantastica notte che mi offrirono in quel bel albergo

Il Professore

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