I mesi di palestra e di corsa erano serviti: una giornata di sci, dopo quasi un anno dall'ultima volta, senza sentire quasi la stanchezza.
E poi la neve era bellissima, anche se eravamo ancora a inizio dicembre.
Sì, quel weekend lungo sulla neve era stato una buona idea. Peccato solo che nessuno fosse venuto con me: nonostante avessi degli amici là in Alto Adige, in albergo ero solo.
Tutto sommato non era questa tragedia.
Ero stato in camera a farmi una doccia per rinfrescarmi, ma erano ancora le sei del pomeriggio, e dovevo vedere i miei amici per cena solo alle nove.
Decisi che ci sarebbe stata bene una sauna.
Mi misi quindi una tuta da ginnastica per scendere nel seminterrato, portandomi l'accappatoio e l'asciugamano.
Mi spogliai, appoggiai tutto sulla panca davanti all'entrata della sauna ed entrai.
C'erano gia quattro persone: due ragazzi e quella che doveva essere una coppia di sposini.
Salutai i presenti che ricambiarono, mi scelsi un posto e mi sedetti, con l'asciugamano bianco legato in vita.
Stare troppo tempo in sauna non fa bene, tantomeno dopo aver fatto attività fisica intensa; e questo è vero ancora di più se non si è allenati. Io lo ero, decisi quindi che quindici minuti poteva essere un tempo ragionevole. Guardai l'orologio sulla parete per avere un riferimento orario.
Quando distolsi lo sguardo dall'orologio vidi che i due sposini mi stavano guardando. Notai anche che lei portava l'asciugamano legato in vita come me, lasciando in vista il seno.
Non mi sconvolgevo certo per un seno scoperto, d'altra parte sulle spiagge il topless era una realtà ormai da quando ero un bambino.
Quale uomo però non butta un'occhiata in una situazione del genere, tantopiù che non eravamo in spiaggia!
Aveva due belle tette, ben proporzionate, una terza forse. L'areola non era molto grande e il capezzolo era abbastanza pronunciato.
I due ragazzi uscirono, salutando educatamente, e riportandomi alla realtà.
Distolsi lo sguardo e mi distesi sulla panca, chiudendo gli occhi.
Con gli occhi chiusi non potei fare a meno di ripensare al seno di quella donna... In effetti aveva i capezzoli turgidi, un po' strano, in sauna non fa certo freddo. Ma forse mi sbagliavo.
Decisi di aspettare un po' e poi casomai dare un'altra occhiata: non mi piaceva passare per guardone, tantopiù che il marito era con lei.
Non so quanto tempo era passato, quando senza alzarmi voltai la testa nella direzione della coppia, forse pochi secondi.
La mia epressione doveva riflettere la meraviglia che provai vedendo che la donna si era liberata dell'asciugamano e se ne stava lì completamente nuda, perché mi guardò negli occhi e sorrise.
Muovendo solo gli occhi guardai anche il marito, che mi sorrise a sua volta. Aveva ancora l'asciugamano ma c'erano ben pochi dubbi che la situazione doveva averlo stuzzicato.
Chiusi ancora gli occhi per riordinare le idee, ma la mia mente stava già andando per conto suo e aveva messo in moto quei meccanismi che solo in ambiti eccitanti entravano in funzione.
Stavo per avere un'erezione.
Ero anche molto imbarazzato, ormai non c'era più molto da fare, l'asciugamano non riusciva più a mascherare il mio stato.
Riaprii gli occhi.
La donna spostò ancora lo sguardo nel mio. Per un attimo mi era parso lo avesse spostato dal rigonfiamento dell'asciugamano.
Con i suoi occhi fissi nei miei divaricò leggermente le gambe e si passò una mano dalla pancia giù tra le cosce. Principiò a toccarsi.
Il marito la guardava, ormai la sua erezione era evidente.
Lei mi sorrise di nuovo, poi indicò con gli occhi l'asciugamano.
Mi resi conto di essere in ballo, era quindi il momento di ballare.
Con una mano presi il mio asciugamano e lentamente me lo tolsi. Ero completamente nudo anche io, con l'uccello bello ritto in completa vista.
Lei continuava a toccarsi, iniziando anche a emettere fievoli gemiti con la voce.
Mi presi il membro in mano accarezzandolo lentamente.
La scena era molto eccitante. Non ci eravamo ancora detti una parola.
Distolsi un'attimo lo sguardo e vidi che anche il marito era nudo e si stava toccando.
Sua moglie aveva uno sguardo che da solo valeva la mia erezione.
La guardavo negli occhi e lei mi riguardava.
A un tratto si girò verso il marito, si piegò e glielo prese in bocca, continuando con l'altra mano a toccarsi.
Lui socchiuse gli occhi, poi mi fece cenno di avvicinarmi.
Il caldo e questo stuzzicante imprevisto mi aveva trasformato in un bagno di sudore.
Mi alzai, feci i due passi che ci separavano e mi sedetti ai piedi della donna.
La guardai mentre lo succhiava al marito, lei rispose al mio sguardo.
Avvicinai la mia faccia al suo sesso, accarezzandole le cosce dall'interno. La leccai per un bel po', era completamente bagnata. Il suo sapore era particolare, molto eccitante.
Erano passati pochi minuti quando lasciò il membro del marito per dire solo una cosa, "Continuiamo nell'idromassaggio!".
Né io né il marito dicemmo niente, solo ci alzammo, portando via i nostri asciugamani, e ci buttammo nell'idromassaggio lì vicino.
L'acqua avrebbe anche avuto una temperatura gradevole, se non fosse che per i nostri corpi surriscaldati - dalla sauna e da quello che ci facevamo dentro! - era come gelata.
Una sensazione strana, molto gradevole.
Il primo a sistemarsi in acqua era stato il marito, e la moglie subito dopo si era accovacciata su di lui.
La stava visibilmente penetrando e lei gradiva molto il trattamento!
Io ero entrato in acqua accanto al marito: lei mi baciò con passione poi mi disse di alzarmi. Avevo capito cosa voleva fare e l'idea non mi dispiacque affatto.
Quando fui in piedi vicino a lei me lo prese con una mano e iniziò a leccarlo con piacere. Mi guardava e lo leccava.
Io ero eccitatissimo, quasi scoppiai quando me lo prese completamente in bocca.
Questa sconosciuta carica di sesso mi stava succhiando il cazzo mentre si faceva penetrare dal marito.
Era una cosa che non avevo mai vissuto ma che avevo già capito piacermi molto.
Dopo un po' di quel trattamento, con le bollicine di aria che mi massaggiavano i polpacci, lei smise e mi disse di sedermi come suo marito. Forse era giunto il mio momento di possederla?
Si alzò dal marito, mi scavalcò con una gamba e si chinò su di me.
Sentivo la sua fica vicino al mio cazzo, con l'idromassaggio che contribuiva ad aumentare il piacere.
La presi per i fianchi e la tirai giù. Entrai dentro di lei con un solo movimento, accompagnato da un suo forte gemito.
Iniziò a muoversi su e giù, e poi stando completamente giù, muoversi avanti e indietro, dondolando.
Mi leccava il collo, le orecchie, mi piantava le unghie nella schiena.
Il marito intanto si era seduto sul bordo della piccola vasca e si toccava godendosi la scena che doveva trovare molto eccitante. Non potevo biasimarlo in effeti.
La donna si muoveva e mi graffiava fino a quando si bloccò di colpo, mi guardò negli occhi e poi ebbe una specie di sussulto che le sconquassò il corpo con ripetuti scatti. Le uscì un filo di voce.
Stava godendo.
Era bellissima, e sensualissima. Sentirla godere di me mi aveva portato oltre il limite, anche io stavo per avere l'orgasmo.
La presi dai fianchi facendo il gesto di sollevarla, ma lei mi guardò severa e allo stesso tempo sensuale "No.", disse solo, e mi abbracciò.
Non mi sarei potuto trattenere ancora per molto, ma lei se ne doveva essere accorta e riprese a muoversi, con maggiore velocità di prima.
Voleva farmi venire.
E io l'accontentai. Fu come un'esplosione, il piacere invase ogni parte del mio corpo, e invase anche il suo. Godetti dentro di lei.
Lei si fermò dopo il mio ultimo sussulto, ma rimase ferma.
Solo si girò verso il marito e glielo prese in bocca, mentre con una mano lo masturbava velocemente.
Venne quasi subito: evidentemente la scena era stata di suo gradimento.
La donna chiuse ancora di più la bocca intorno al suo membro, accogliendone tutto il seme, che fece sparire dentro di sé.
Qualche secondo dopo glielo leccava dolcemente, mentre stava perdendo l'erezione.
Alla fine si alzò da me, per mettersi in piedi e farsi abbracciare e baciare dal marito.
Io li guardavo ancora smarrito ma certamente molto appagato.
Mi volsero uno sguardo che ritenni pieno di gratitudine, mi dissero solo un ciao e se ne andarono nei loro accappatoi.
Rimasi nell'idromassaggio ancora qualche minuto, poi mi alzai.
Chissà se alla cena mi avrebbero creduto. Ma in fondo non mi importava granché.