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Una finestra sul bagno
by Nash

Stavo con la mia donna da quasi un anno, ma ancora non avevo scoperto una cosa, non reggeva assolutamente gli alcolici in generale, tanto meno i superalcolici.
Il problema è che non mostra grandi segnali, apparentemente sembra normale, ma in realtà è come se in quello stato si rivelasse una parte di se normalmente celata, che spesso ha a che fare con il sesso, perde ogni tipo di inibizione e cosa ancor più grave non si rende conto assolutamente di quello che combina, difatti quasi mai ricorda ciò che ha
fatto la sera prima.
Come dicevo all'inizio ancora non ero a conoscenza di questo suo problema quando una sera decidemmo di uscire per raggiungere dei nostri amici in un locale nel centro di roma. Tra una chiacchera e l'altra bevemmo tutti un pò troppo fino alla chiusura del locale.

Noi due con un ristretto gruppo di persone, decidemmo di continuare la nostra serata in un altro locale poco distante che rimaneva aperto più a lungo. Ci sedemmo e ricordo che ordinammo una bottiglia di vino rosso. Continuammo le nostre chiacchere intorno ad un tavolo, e dopo un pò notai che la mia ragazza parlava soprattutto con un ragazzo del gruppo, loro erano lontani da me, dalla parte opposta del tavolo; un ragazzo che si conoscevamo, ma non benissimo, era più che altro amico di un'altro nostro amico.


Dopo un pò che eravamo seduti cominciai a notare uno strano andare e venire dal bagno, giustificabile con il fatto che tutti avevamo bevuto molto.
Ad un certo punto però inizia ad insospettirmi per il fatto che per circa due o tre volte la mia ragazza ed il ragazzo con cui stava parlando tornarono insieme dal bagno.
All'inizio, un pò per la stanchezza, un pò per la confusione, sinceramente non vi avevo fatto caso.
Alla volta successiva, quando si avviarono di nuovo verso il bagno a poca distanza di tempo l'uno dall'altra, decisi di far passare un paio di minuti e di andare a cercare di capire cosa stava accadendo.


Fui fortunato e sfortunato allo stesso tempo, il bagno aveva una piccola finestra che affacciava su di un cortiletto condominiale a cui però si poteva accedere da una porta di servizio del ristorante.
Facendo attenzione a non farmi notare mi affacciai alla piccola finestra ed potei così osservare all'interno del bagno.

Ciò che vidi non mi parve vero, la mia ragazza era in ginocchio davanti al ragazzo ed aveva il suo cazzo in bocca.
Osservai la scena in silenzio per circa un minuto, non sapevo come reagire, e poi volevo vedere dove volevano arrivare.
Dopo poco lei si alzò in piedi ed insieme entrarono in un'altra parte del bagno chiudendosi però dietro una porta.
Qui rimasero circa tre o quattro minuti, dopo di ché si avviarono di nuovo verso il nostro tavolo.
Io feci la stessa cosa ma più rapidamente, cosìcché quando loro arrivarono mi trovarono a bere e parlare e non immagginarono affatto che io avevo assistito alla scena.

Ero nervosissimo, volevo fare un casino, ma invece decisi di calmarmi e di reagire in modo inaspettato.
Dopo una decina di minuti, quando sentii di essere riuscito a calmarmi un pò, davanti a tutti e con estrema calma, chiesi a lui se aveva gradito il pompino che si era fatto fare in bagno dalla mia donna.

Lui cominciò subito a negare dicendo che avevo visto male, ma lo rassicurai sulle mie capacità visive ancora in ottima forma.

Lui insisteva in modo penoso e ridicolo a negare, mentre la mia ragazza, presa dal panico, non diceva una parola.
Presi lei soottobraccio e la condussi nel cortile da dove avevo assistito alla scena per farle capire che era impossibile sbagliarsi da poco più di un metro.

Lei capì e confessò l'accaduto restando comunque più o meno ammutolita, come se fosse in attesa di una mia reazione violenta.
Tornammo al tavolo dove lui continuava a negare con il resto delle persone;
lo presi da una parte e gli spiegai che lei aveva confessato tutto e che quindi poteva interrompere la sua patetica commedia.

Per un pò continuò ancora, poi finalmente si arrese all'evidenza dei fatti ed iniziò una nuova commedia, iniziò a darsi del verme da solo ed ad implorarmi di picchiarlo, dicendo che lui non avrebbe reagito perchè era giusto così.
Non volli dare soddisfazione a nessuno dei due, anche se avrei tanto desiserato fare una strage, e facendo appello a tutto il mio equilibrio interiore li distrussi moralmente dicendo loro che li perdonavo poichè erano molto ubriachi e probabilmente non si erano resi conto di ciò che avevano fatto.

Lui iniziò a piangere come un bambino davanti a tutti, continuando a pregarmi di picchiarlo, fece veramente una figura di merda, ed fui più soddisfatto che se lo avessi picchiato, gli feci mostrare la sua piccolezza morale davanti ai suoi amici, i quali poi fecero il mio gioco dicendogli che non si sarebbero mai più fidati di lui come amico e che gli faceva pena.

Lo avevo praticamente distrutto senza neanche sfiorarlo.
La mia ragazza in tutto questo si era leggermente allontanata da noi ed era rimasta immobile e muta, forse si aspettava per lei un diverso trattamento.
La feci salire in moto e tornammo a casa sua.
Qui, non sò perchè, lei cambiò improvvisamente atteggiamento ed assunse un'aria di strafottenza, come non si sentisse affatto in colpa per ciò che aveva appena combinato.

A questo punto riuscì a farmi perdere la pazienza
che ero riuscito a mantenere fino a quel momento, e così la obbligai a mettersi in ginocchio davanti a me, tirai fuori il mio cazzo e la costrinsi a farmi un pompino, trattandola piùttosto brutalmente, cosa che non avevo mai fatto prima.

Un momento prima di venire lo tirai fuori dalla sua bocca gli schizzai sulla faccia, finendo poi di spalmargli il mio sperma ovunque con le mani, si sentì terribbilmente offesa e maltratta e corse in bagno a lavarsi e poi si sdraiò nel letto.
La raggiunsi e, dopo essermi di nuovo calmato le chiesi scusa, ma soprattutto il perchè del suo comportamento in quel locale. Lei più strafottente che mai mi rispose che lo aveva fatto sapendo che io ero lì a guardare e voleva così punirmi di un qualcosa che non ho mai capito.

Persi anche l'ultimo briciolo di comprensione e pazienza che mi era rimasto, e le sferrai un violentissimo schiaffo sul viso.
Era la prima volta in vita mia che colpivo una donna, dopo un solo secondo mi sentii di schifo, corsi verso la porta e me tornai a casa mia.
Dopo giorni di discussioni siamo riusciti a superare la cosa e a tornareinsieme.
Ora, essendo passato un bel pò di tempo ogni tanto ripenso a quella scena che vidi, e se devo essere sincero spesso quando ci penso mi eccito e a volte mi ci masturbo sopra.

Ogni tanto capita pure che mentre io e lei stiamo facendo sesso le chieda di raccontarmi tutto, ci eccitiamo così tutti
e due, anche perchè molte volte lei tende a cariCarla di particolari palesemente inventati, ma nel contesto molto eccitanti.


NASH

Nash

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