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Mia moglie ??? Parte II
di Man37

Il mattino dopo guardandomi allo specchio mentre mi facevo la barba mi tornò in mente quel sottile pensiero che la notte precedente prima di addormentarmi aveva attraversato la mia mente, cosa stava succedendo a mia moglie?

Il suo comportamento a letto la sera prima mi aveva da un lato entusiasmato ma una domanda sorgeva spontanea, cosa aveva cambiato mia moglie in quello splendido modo?
Una strana sensazione mista fra gioia e gelosia si impossessò di me, mi vestii ed uscendo di casa passai a salutarla, era ancora in camera da letto intenta a scegliere i vestiti, mi salutò completamente nuda infilandomi la lingua in bocca e strizzandomi l?uccello da sopra i pantaloni, mi prese una mano e se la portò in mezzo alle gambe facendomi sentire quanto fosse bagnata, allontanandosi da me sorridendo mi disse che aveva ancora una gran voglia e che non sapeva se sarebbe riuscita ad aspettare il mio rientrola sera stessa.
Si allontanò verso il bagno ridendo, questo mi confuse ancora di più, non capivo se stesse scherzando o se fosse seria.

Durante la mattinata il lavoro mi aveva assorbito completamente facendomi dimenticare le novità della mia vita di coppia quando suonò il cellulare, era mia moglie che con una strana voce resa roca dell'eccitazione mi chiedeva di recarmi in bagno al più presto che aveva bisogno di raccontarmi una cosa, giunto che fui in bagno mi chiese di estrarre il cazzo e di cominciare a masturbarmi quando le dissi che lo stavo facendo mi disse che aveva una voglia incontenibile e doveva sfogarsi così aveva deciso di farlo con me al telefono, mi disse che era nella toilette della palestra e non resisteva più, si stava masturbando dicendomi che tutti quegli uomini muscolosi che aveva visto l'avevano eccitata oltremodo e che avrebbe voluto scoparseli tutti ma che mi amava e quindi non lo voleva fare a meno che?.. a meno che cosa? Dissi io e lei, a meno che non abbia il tuo permesso.

Avevo fermato la mano ma a quelle parole il mio cazzo ebbe un sussulto le parole di mia moglie che seguirono fecero il resto, con una voce da troia mi ricordò tutte le volte che le avevo chiesto di esibirsi ed anche di farsi fottere da altri uomini e che in fondo quella non era che una occasione per fare quello che le chiedevo, mi disse: volevi che fossi una troia ed ora che voglio accontentarti cosa mi rispondi? Lo posso fare o no? Dai che poi ti racconto tutto quello che faccio.

Travolto dalle spire di un orgasmo dirompente le urlai un siiii lunghissimo al telefono mentre sborravo un fiume di sperma, quando mi ripresi mi accorsi che mia moglie aveva chiuso la telefonata.

La mia mente era pervasa dalla confusione, sentimenti contrastanti di gelosia, rabbia e curiosità attraversavano i miei pensieri dandomi un senso di vertigine, tornai alla scrivania ma non riuscivo a lavorare.
Decisi quindi di uscire con una scusa, quello che non riuscivo a capire era se ciò che era successo era solo una fantasia ben orchestrata al telefono o fosse successo realmente, in effetti avevo sognato una moglie cosi da tempo ed il fatto che ora l'avessi
doveva essere un piacere e non un problema.
Decisi di stare al gioco e rientrai in ufficio, il pomeriggio passò velocemente.
Rientrato a casa trovai mia moglie affaccendata per la cena come sempre come se la mattina non fosse successo nulla, mi avvicinai per baciarla e lei contrariamente al solito invece di ricevere il bacio in modo passivo si voltò verso di me abbracciandomi ed infilandomi mezzo metro di lingua in bocca, con una mano corse a stringere il mio uccello che si era irrigidito come un pezzo di marmo, lasciò la mia bocca sorridendo e si inginocchiò davanti a me liberando il mio cazzo facendoselo sparire in bocca iniziando un pompino al quale non seppi resistere più di un paio di minuti, sborrai nella sua splendida bocca, mi ripulì per bene succhiandomi fino all'ultima goccia e sollevandosi con un sorriso malizioso mi baciò sulle labbra dicendomi:
ho sentito il sapore dello sperma di questa mattina quindi ti è piaciuta la sorpresa, sono contenta, e tu sei contento della tua nuova mogliettina?
Risposi con una domanda, era tutto vero o era stata una fantasia?

Lei ridendo mi rispose che non lo avrei mai saputo.
Dopo l'ottima cena accompagnata da abbondante vino ci sedemmo sul divano e lei, guardandomi negli occhi con una strana luce, cominciò a raccontarmi: la mattina si era recata in palestra molto presto e del tutto inaspettatamente aveva trovato un paio di ragazzi che abitualmente vi trovava alla sera, non erano di quelli pazzi per la massa muscolare ma si erano creati una corporatura asciutta e tonica con i muscoli ben delineati, sapevo che questo faceva impazzire mia moglie che continuava a lamentasi di una mia rilassatezza sportiva.

Entrando in palestra li vidi attraverso l'ampia vetrata che da sulla sala attrezzi, quella mattina faceva particolarmente caldo e l'umidità era molto elevata, complice la rottura del condizionatore, in palestra faceva un caldo insopportabile, comunque sia, pur di resistere i due giovani vestivano solo un paio di short aderentissimi lasciando completamente scoperto il resto del corpo che risaltava ancora di più ricoperto da un leggero velo di sudore.

Mi recai negli spogliatoi femminili seguita dallo sguardo sornione dei due che mi fece sentire a disagio, mentre mi stavo cambiando mi accorsi di essere fradicia e non mi potevo certo permettere di entrare in palestra in quelle condizioni, feci un salto veloce sotto la doccia gelata per calmare i bollenti spiriti, asciugatami, visto il gran caldo, indossai la tutina leggera senza
indossare nulla sotto, non pensavo neanche più a loro fino a quando, entrando in palestra, incrociai nuovamente i loro sguardi ammiccanti.
Presi posto sulla cyclette per sgranchirmi i muscoli, dalla posizione in cui si trovava potevo tenere sotto controllo tutta la sala, i due uomini mi davano le spalle mentre compivano dei piegamenti con il bilanciere sulle spalle, gambe larghe ben piantate a terra, spalle dritte e petto in fuori, le mani sostenevano il bilanciere sulle spalle cosi facendo potevo ammirare i glutei marmorei tendere la leggera stoffa dei pantaloncini e tutti i muscoli tesi delle spalle e della schiena che sotto lo sforzo dell?esercizio si gonfiavano ritmicamente, cominciavo a sentire caldo, il sudore stava cominciando a scendere lungo il mio corpo, stava tornando in me quella sensazione di eccitazione che non ero riuscita a spegnere con la doccia gelata fatta poco prima.
Uno dei due si accorse del mio sguardo fisso quasi ipnotizzato sui loro corpi e sorridendo ammiccò al compare e si voltò verso di me per compiere a sua volta l'esercizio con il bilanciere, il mio sguardo incrociò il suo che resistendomi mi fece desistere, lo spostai allora sul su corpo, i pettorali gonfi guizzavano ad ogni movimento, gli addominali, che sotto sforzo facevano bella mostra, sembravano una scultura di marmo, solo in quel momento, scendendo leggermente con lo sguardo, mi accorsi della poderosa erezione che veniva evidenziata splendidamente dal tessuto elasticizzato dei pantaloncini teso all'inverosimile.

In quel momento il mio sguardo salì ad incrociare il suo che beffardo mi stava spettando, resistetti alla sua sfrontatezza sorridendo ma la condizione in cui mi trovavo non mi consentiva altra scelta o ci stavo ed allora avrei soddisfatto la voglia che mi era cresciuta dentro, oppure dovevo abbandonare la scena, non sarei riuscita a resistere stando li.

Colta da incertezza sul da farsi pensando a te ho deciso di chiedere il tuo parere ed ecco la telefonata, ero quasi certa riguardo la tua risposta poiché volevo a tutti i costi vivere quella esperienza tanto da costringerti a dirmi di si come del resto hai fatto, mi sono recata negli spogliatoi da dove ti ho chiamato provocandoti senza troppa fatica in quanto la mia eccitazione era al parossismo, sentito il tuo "si" dettato dall'orgasmo che stavi provando ho chiuso immediatamente la telefonata e spento il telefono per non dati modo di ripensarci.
Feci un profondo respiro per trovare il coraggio di affrontare quella situazione nuova che avevo sempre desiderato ma non avevo avuto il coraggi di affrontare e tornai in palestra.


Nel breve tragitto mi venne in mente che non avevo visto l'istruttore ma solo i due ragazzi, la cosa mi parve strana ma non ci badai molto, tornata nella sala degli attrezzi i due ragazzi interruppero l'esercizio che stavano facendo e mi si avvicinarono, sentivo distintamente il profumo virile emanato dai loro corpi sudati che fungeva da afrodisiaco per le mie narici, sentivo
la testa girarmi e le gambe molli, poggiai le mie mani sui loro pettorali sentendo una scossa passare il mio corpo dalla testa ai piedi, mi si posizionarono ai lati a mi strinsero in un abbraccio doppio.


Mi ricordai ancora dell?istruttore e chiesi loro notizie, in risposta mi fecero vedere le chiavi della palestra e mi indicarono un avviso appeso in bacheca dove c'era scritto che la palestra per quella settimana sarebbe stata aperta solo il pomeriggio, visto il mio sguardo sorpreso si apprestarono a tranquillizzarmi sul fatto che non recavo loro alcun disturbo ma anzi??
Quelle parole ebbero la capacità di abbattere ogni mia residua resistenza, le mie mani raggiunsero immediatamente i cazzi dei due da sopra i pantaloncini per saggiarne la consistenza che con mio sommo piacere si confermò come appariva, splendida.

Con un gioco di squadra, che mi fece capire non essere la prima volta che i due giocavano assieme, fecero scivolare a terra la mia povera tutina che presentava un'imbarazzante zona ampiamente fradicia di umori, furono altrettanto abili nel liberarsi dei loro pochi indumenti lasciando svettare i poderosi cazzi a mia completa disposizione, si divisero equamente il lavoro dopo che mi fecero adagiare sui materassini uno mi si piazzò in mezzo alle cosce cominciando una sapiente leccata di figa con colpi di lingua lenti e profondi alternati a succhiate di clitoride che mi trasmettevano scosse di libidine dritte fino al cervello, l'altro invece si era posizionato sopra di me porgendomi il cazzo da leccare, con la lingua cominciai a passarlo per tutta la sua lunghezza, dalla cappella fino alle palle, lo prendevo in bocca a fatica tanto era grosso, riuscivo a malapena a farmi entrare la cappella, poi giù
fino ai coglioni duri come il marmo pieni di sborra che aspettava solo di esplodere grazie alle mie cure, la libidine aveva ormai eliminato ogni mia volontà, agivo solo alla ricerca del piacere senza pensare a nulla,
l'odore forte di maschio che emanava il cazzo che stavo baciando mi spinse, in un impeto di libidine, a scendere sotto alle palle leccando in mezzo alle gambefino a raggiungere il buchetto posteriore, nello stesso istante il compare sposto in mezzo alle mie gambe ebbe la stessa idea cominciando a leccarmi il culo,

all'unisono sia io che il maschio sopra di me fummo attraversati da una scossa violenta, ero ormai prossima all'orgasmo e le parole che uscivano dalla bocca di Marco, il ragazzo sopra di me, ebbero il potere di farmi esplodere nel più pirotecnico degli orgasmi avuti fino a quel momento, continuavo nel frattempo a leccare e a succhiare quel cazzo poderoso, calmate le scosse
dell'orgasmo appena provato e sinceramente svuotata di ogni forza, anche quella di volontà, rimasi stesa per un tempo che non saprei quantificare Marco si spostò da sopra e Luca, dopo avermi ripulita dagli umori, si alzòda in mezzo alle mie gambe.

Mi sentii sollevare dalle loro braccia robuste, aprii gli occhi e vedendo quei corpi contro il mio sentii risvegliarsi dentro me l'eccitazione solo parzialmente placata dal primo orgasmo, ora volevo provare quei cazzi dentro di me, Luca come premio per la splendida leccata, si sdraiò a terra ed io gli salii sopra impalandomi sul suo cazzo, un pò più corto di quello di Marco ma decisamente più largo, lo sentivo entrare poco alla volta, la mia figa fradicia facilitava l'introduzione ma le dimensioni notevoli mi riempivano quasi a spaccarmi in due, infilatolo per tutta la sua lunghezza mi fermai per abituarmi alle dimensioni dopo di che cominciai lentamente a salire e scendere da quell'asta, Luca nel frattempo mi impastava le tette strizzandomi i capezzoli che si trovavano in perenne erezione.


Marco si posizionò davanti a me per farsi succhiare ancora il cazzo, cosa che ripresi a fare molto volentieri, i due si scambiavano opinioni sul mio conto poco lusinghiere definendomi la troia travestita da donna per bene, che sapevano da sempre che non sarei resistita a loro cosa che stavano dimostrando fottendomi in quel modo, che ci sapevo fare molto bene e che quindi ero una troia professionista e ti compatirono dicendo povero quel cornuto del marito che mentre lavora non sa che quella puttana della moglie si fa fottere da cani e porci, quelle parole invece di offendermi ebbero il potere di scatenarmi, con il volto trasfigurato dalla voglia di godere ho guardato negli occhi Marco mentre mi succhiavo un dito che poi gli infilai su per il culo facendolo godere ancora di più, lo sentii irrigidirsi, segno che stava per raggiungere l'orgasmo, gli presi in bocca il cazzo e succhiai fino a sentire i primi fiotti di sperma colarmi in gola poi trattenni in bocca tutto quello che potevo perché l'esperienza della sera prima provata con te mi aveva eccitato moltissimo quindi volevo riprovarla con una piccola variante.

Terminato di sborrare mi staccai dal suo cazzo e mi sdraiai sopra Luca che nel frattempo non aveva smesso di scoparmi e con una faccia da troia lo baciai, appena aprì le labbra gli riversai tutto lo sperma di Marco in bocca, reagì malissimo alla mia iniziativa sputandomi in faccia quanto gli avevo donato ma il suo cazzo reagì in modo diverso cominciando ad inondarmi la
figa con potenti getti di sperma segno che la cosa non gli era dispiaciuta.
Marco nel frattempo si era sdraiato privo di forze, mi sfilai il cazzo di Luca dalla figa cercando di non far colare lo sperma che mi aveva appena donato e mi avvicinai a lui sedendomi letteralmente sulla sua faccia, cominciò a leccare fermandosi solo un secondo quando lo sperma di Luca cominciò a colargli in bocca, mi guardò torvo ma il mio sguardo lo convinse a continuare,
anche a lui quel trattamento piacque tanto da leccarmi così bene fino a farmi raggiungere l'orgasmo, nel frattempo anche Luca si era unito a noi ed aveva cominciato a leccarmi tutto il volto ove aveva poco prima sputato lo sperma di Luca chiedendomi scusa per la reazione avuta, fu cosi bravo che quando raggiunse le mie tette leccandomi i capezzoli contribuì a scatenare
l'orgasmo in abbinamento alle lingua di Marco.


Finito tutto ci salutammo e raggiungemmo i rispettivi spogliatoi dove una bella doccia ci avrebbe restituito un minimo di dignità, uscita dallo spogliatoio li salutati con un bacio a fior di labbra dicendo loro che se mi avessero voluta ancora avrebber dovuto propormi qualche giochino nuovo ed ammiccando li salutai.
Mi ritrovai allibito dal racconto ma al tempo stesso con un cazzo talmente duro che mi faceva fin male, Claudia ridendo mi disse che non si sarebbe scandalizzata se avessi liberato la creatura stretta nei miei pantaloni e così dicendo si avvicinò facendolo in prima persona, non riuscii a trattenermi dallo scaraventarla sul divano e dal sollevarle i vestiti trovandola pronta senza intimo, mi sfilai appena i pantaloni e sollevatole le gambe le infilai con violenza il cazzo nella splendida figa anche lei abbondantemente fradicia, un misto di rabbia e gelosia combatteva con l?eccitazione che stavo provando ma fortunatamente la libido ebbe il sopravvento ciononostante una piccola ripicca non me la tolse nessuno, sfilai il cazzo grondante umori dalla sua figa e lo appoggiai al suo sfintere, la guardai deciso dritta negli occhi e lei in tutta risposta con uno sguardo di sfida mi disse fallo pure se
ne hai il coraggio perché poi dovrai pagarne le conseguenze, la decisione ed il tono della voce mi fecero capire che non stava scherzando la qual cosa mi fece tentennare giusto un paio di secondi ma in una frazione di secondo decisi che avrei vissuto
con lei tutte le esperienze che avrebbe voluto.


Spinsi dolcemente ma con decisione il mio cazzo in quello splendido culo che fino ad allora avevo solo sognato, trovai una certa resistenza comunque meno di quanto mi aspettassi, sul suo volto invece di dolore lessi una libidine crescente e la cosa mi fece capire che non ero il primo ma non mi interessava, avevo la moglie che avevo sognato e me la volevo godere, arrivato in fondo al suo culo mi fermai per un paio di secondi per potermi godere quella splendida sensazione pio cominciai a stantuffare con sempre maggiore decisione, stavo fottendo il culo di quella splendida troia di mia moglie e lei stava godendo come una vacca, cominciai ad insultarla sperimentando che la cosa piaceva sia a me che a lei, continuava a fissarmi negli occhi fino al momento in cui, sentendosi vicina all'orgasmo, decise di dare una svolta all'inculata dicendo: dai cornuto che non sei altro fai quello che altri hanno già fatto prima di te riempimi il culo di sborra.

Neanche a dirlo quelle parole ebbero il potere di farmi esplodere in uno
splendido orgasmo accompagnato in simultanea da quello di mia moglie.

Man 37
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