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Caro amico
di

Vi voglio raccontare di quando un mio caro amico (Beppe), si è presentato in casa mia con una nostra amica comune.

E’ successo che era da un po’ che non si ci vedeva con Amanda (il nome dell'amica) e Beppe pensò bene di invitarla a cena. Niente di che, una pizza in casa, una birretta, caffè e limoncino dopo il caffè. Il tutto condito dalle classiche chiacchiere di vecchi amici che non si vedono da un po’ di tempo.

La conversazione è scivolata sulle esperienze accumulate dall'ultima volte che ci eravamo visti, comprese quelle più "piccanti". Insomma... le classiche chiacchiere tra amici che hanno bevuto un boccale di birra in più...

Mentre gli raccontavo che per me, ultimamente era un periodo di astinenza e non avevo più fatto sesso da un bel po’ di tempo, speravo di stuzziCarla, di intenerirla e magari di farmi fare qualche coccola.

Già un'altra volta ricordavo che Amanda si era preoccupata per qualche mio fatto personale e ci siamo ritrovati a consolarci in camera da letto.

Eravamo ancora a tavola quando abbiamo capito che le cose si stavano scaldando, Amanda cominciava a lanciare sorrisetti e battute allusive a noi. L'imbarazzo fu subito accantonato. La nostra cara amica si alzò da tavola sollevandosi la gonna e mostrando la completa assenza di mutandine!!! In compenso rivelò una splendida fichetta sapientemente acconciata con la peluria di colore rosso molto intenso.

In pochi attimi mi ritrovai Amanda seduta sulle mie ginocchia ed a contatto del suo sesso molto caldo. Beppe si avvicinò e le mise una mano sotto il dolcevita smanicato, Amanda si muoveva sul mio ginocchio strofinando la vagina e facendomi sentire i suoi primi umori. Ci posizionammo sul divano poco distante, in maniera da non distoglierci dall'atmosfera che nel frattempo andava surriscaldosi.

Mentre la baciavamo sul collo, le sfilavamo dolcemente i vestiti: prima la gonna, poi il dolcevita ed infine il reggiseno. Le nostre mani si intrufolavano ovunque, lasciandola così con le sole autoreggenti ed i sandali rossi a tacco alto.

Ho sempre avuto un’attrazione fatale per il suo culetto, e mi sono divertivo parecchio a giocherellare con lo splendido buchetto. Lei ora era seduta con un gluteo appoggiato al mio ginocchio lasciando scopero le sue doti. Mi eccita da morire toccare, infilare, palpeggiare, giocare e scoprire i pertugi femminili ma ancora di più l'entrata posteriore. Le massaggiavo con dolcezza il clitoride, mentre Beppe con la lingua le leccava i capezzoli dritti e duri.

La situazione mi metteva una certa eccitazione. Amanda ci toccava, ci baciava, sembrava quasi impaziente di gustarci entrambi. Certo che essere al centro dell’attenzione di due uomini sembrava fare un certo effetto alla nostra amica.

Beppe continuava a baciarla e succhiarle languidamente le tette, con la punta della lingua partiva da sotto per arrivare al capezzolo e poi mordicchiarlo. Non riuscivo più a contenere il mio cazzo chiuso nelle mutande e penso che era lo stesso per Beppe, tant'è che ci siamo tolti in un istante i pantaloni, le mutande e la camicia. Abbiamo ripreso le posizioni, questa volta, facendo sdraiare la sempre più eccitata Amanda sul divano. Io mi presi cura dalla fighetta ormai fradicia, leccandola sempre più avidamente tra le labbra gonfie di voglia per poi solleticagli il buchino dietro, mentre con le dita continuavo a massaggiagli il clitoride. Mi accorsi che stava per avere il primo orgasmo, la sentii contorcersi, mi prese la testa con le mani e mi trattenne al ventre, mentre un piccolo urlo gli uscii dalla bocca ed io sentii i suoi umori acri in tutta la mia bocca.

A quel punto ci parve di notare una voglia ancora maggiore di esaudire ogni nostra voglia, la sua volontà era la nostra e di fronte ai nostri cazzi ben eretti si mise a pecora e cominciammo a pompare.

Mentre uno la montava da dietro l'altro le faceva assaporare il membro in bocca. Si sdraiò sul fianco e toccò a Beppe infilaglielo tutto in bocca, mentre io le appoggiai il mio uccello sul buchetto stretto. Un attimo dopo era antrata la cappella e poi tutto il resto. Arrivai fino in fondo, con delicatezza, feci sbattere contro anche le palle, quasi volessero entrare anche loro.

Totalmente preda delle nostre voglie, vedevo che la sua bocca non era mai sazia dell'uccello di Beppe, lo leccava sulla cappella e poi lo rimetteva tutto in bocca, fino in gola, tanta era la sua voglia... Più di una volta dovetti trattenermi per non godere subito.

Ad un certo punto ci invitò a prenderla contemporaneamente. Non perdemmo l'occasione. Amanda si mise a cavalcioni sopra a Beppe, io mi misi dietro ad Amanda e la infilammo quasi in contemporanea.

Cominciai poco per volta, mi feci strada dentro di lei... allargandola dentro... fino a sentire le palle sfregare sulle chiappe, e poi via con colpi decisi che accrebbero il piacere di tutti.
La sentivo godere, sentivo il suo corpo come colpito da 100 scosse elettriche, vibrava e si contorceva emettendo dei gridolini di piacere. Beppe le teneva stretti i fianchi e muoveva il bacino in maniera frenetica, lo sentivo dentro, attraverso il sottile strato di carne che divide l'utero dal retto. La stava stantufando ad una velocità incredibile.

Godeva come una vacca, gli orgasmi si susseguivano a ripetizione...

Mentre Amanda continuava la sua cavalcata sopra a Beppe, capii che era il momento di aumentare i miei colpi, la incalzai sempre di più, sempre più possentemente. Non riuscii a sfilarlo per tempo così le venni dentro nel culetto, fino all'ultima goccia, gustandomi il piacere più sublime.
Beppe, che aveva rallentato avvertendo la mia accelerazione, si sfilò da sotto e, prendendole la testa, glielo mise in bocca continuando a chiavarla in quella posizione. Esplose poco dopo e la inondò parzialmente in bocca e sulla faccia.

Amanda si stese esausta supina sul letto, ad ogni respiro le usciva dal culetto aperto tutto il mio piacere e scivolava sulle grandi labbra. Si aiutò con al mano ed ingoiò tutto lo sperma di Beppe. Era assorta, noncurante di noi che nel frattempo la accarezzavamo e le baciavamo la schiena liscia.

Ci alzammo e ci guardammo allo specchio... i capelli arruffati di lei, i visi paonazzi, il pizzo delle autoreggenti bagnato... ci guardammo e ridendo ci avviammo al bagno dove insieme facemmo la doccia continuando nei nostri giochi.

Ci sorrideva compiaciuta, dun tratto, commentò ”Niente male, davvero niente male....”.

Finì l'indomani mattina una delle esperienze più travolgenti e sconvolgenti fin’ora vissute, non ricordo quante volte venni. Ricordo che il cazzo mi faceva male ma che ero contento di aver goduto insieme al mio caro amico Beppe e alla mia cara amica Amanda.



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