L'iniziazione
di Melissa
by il Professore
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Mani forti e sapienti guidavano Melissa nella totale cecità
provocata da quella benda strettale sugli occhi.Da quando era
scesa dall’auto al ciglio della strada una cappa di buio
assoluto l’aveva privata di uno dei cinque sensi, la vista,
ma questa condizione forzata non solo aveva acuito gli altri quattro
ma le aveva pervaso il corpo di una elettrica eccitazione…
cosa può essere più eccitante che trovarsi in balia
di sconosciuti senza sapere dove ci si trova, verso cosa si viene
sospinti e soprattutto cosa ci si debba aspettare…?
Avevano sicuramente attraversato un giardino, l’inconfondibile
profumo di alberi in fiore le avevano riempito le narici dandole
quasi una sensazione di euforica estasi, una specie di droga emozionale,
aveva altresì sentito lo scricchiolio cedibile della ghiaia
sotto ai suoi piedi e l’inconfondibile rumore che producono
i sassolini che si sfregano l’un l’altro sotto al
peso di un passo… quindi stava percorrendo un viottolo in
ghiaia in un giardino pieno di alberi in fiore… una villa…
si una villa del secolo scorso, immersa nel verde a pochi passi
dal lago… quella era la sua destinazione, d’altronde
quale dimora più appropriata di quella per il sottile piacere
a cui si stava per sottoporre?
Salì una breve rampa di gradini e oltrepassò un
portale, lo dedusse dal cambio di aroma, dai fiori ad un odore
pungente e tremendamente famigliare che al momento non riusciva
ad identificare… all’improvviso due mani nerborute
si infilarono nel decolleté e in un sol feroce gesto le
stracciarono l’abito, le venne spontaneo portarsi una mano
all’inguine e l’altra al seno ma non potè portare
a termine il gesto perché altre mani le impedirono i movimenti…
una fredda sensazione di gelo le carezzò la pelle nell’insenatura
fra i seni e poi il reggipetto mollò all’improvviso
la sua presa e le mammelle furono libere… stava cercando
di capire come fosse potuto accadere quando la sensazione si ripetè
sul fianco e l’elastico degli slip cedette… una lama,
certo solo una lama poteva dare quel gelido brivido e tagliare
di netto il tessuto.. stava ancora formulando questo pensiero
quando anche l’ultimo lembo di stoffa cedette lasciandola
completamente nuda…
Qualcosa di ruvido e al contempo morbido le avvolse il collo procurandole
un caldo brivido lungo la schiena, poi un rumore metallico, uno
strattone al collo ed alcuni movimenti nella zona della nuca,
finalmente la sua cecità si dissipò… strizzò
più volte gli occhi per mettere a fuoco l’ambiente
e le persone che la circondavano… si trovava in un ampio
salone con il pavimento in marmo e le finestre oscurate da pesanti
coltri, centinaia di candele su enormi candelabri illuminavano
la zona, ecco l’odore che aveva sentito entrando, il fumo,
il fumo prodotto dalle fiammelle che danzando rendevano ancor
più irreale la scena.
Al centro della sala vi era una sedia in mogano a schienale alto
e braccioli, su di essa sedeva una figura incappucciata e vestita
di un rosso mantello, tutto attorno a formare un enorme cerchio
stavano decine di uomini e donne dal capo inguainato in cappucci
di pelle e niente altro addosso.
Improvvisa e violenta una sensazione di bruciore le attraversò
le natiche, si voltò di scatto con una lacrima che faceva
capolino dal suo occhio sinistro, non tanto per il dolore quanto
per la sorpresa dello stesso… dietro, leggermente alla sinistra
troneggiava una figura femminile, una maschera borchiata copriva
le fattezze del volto, i capelli, lunghi e neri, erano raccolti
in una coda alta e ricadevano sulle spalle, un bustino stretto
all’inverosimile la fasciava comprimendo in maniera innaturale
i seni che sembravano volere esplodere da un momento all’alto,
due fori sapientemente collocati sulle coppe permettevano ai capezzoli
di fuoriuscire, rossi gonfi e trafitti da due piercings ad anello…
il ventre spariva dentro ad un paio di sovrapantaloni in pelle
nera che coprivano le gambe per intero ma che lasciavano liberi
di mettersi in mostra in maniera sfacciata i glutei, tondi e serici,
ed il pube, perfettamente rasato che terminava in due grandi labbra
tumide ed enormi e loro volta agghindate con un paio di piercings.
La donna si protrasse verso Melissa e sibilando a denti stretti
ordinò:” Inginocchiati davanti a tuo padrone, schiava!”,
e così dicendo alzò minacciosamente il frustino
che teneva in mano… non attese un solo secondo e si buttò
velocemente sulle ginocchia ma questo non bastò ad evitarle
una seconda dolorosa fustigata :” A quattro zampe, cagna”:
Il dolore era intenso, il bruciore si irradiava dai glutei ai
fianchi, percorreva gli inguini fino a sfociare nel bassoventre
dove, non senza una certa sorpresa, si trasformava in un qualche
cosa di strano, perversamente piacevole, era vergognosamente eccitata
da tutto questo… una perfetta sconosciuta la stava umiliando
e fustigando e tutto questo in lei si trasformava in una incommensurabile
eccitazione dei sensi… naturalmente stando a quattro zampe
la sua femminilità restava oscenamente esposta alla vista
della sua aguzzina la quale non ci mise molto ad accorgersi di
ciò che stava accadendo nel suo corpo… :” Bene,
molto bene… vedo che la bimba apprezza i tutori di polso”…
ed un terzo colpo, il più violento, torno ad abbattersi
sul suo bel culo…
Questa volta non le fu possibile trattenere un grugnito a metà
fra un gemito d’orgasmo ed il lamento di dolore …
questo verso parve scuotere il personaggio sulla sedia dalla sua
apatia: ” Portamela al cospetto! “, la mistress strattonò
il guinzaglio che teneva in mano e lei si incamminò a gattoni
verso quello strano trono.
Giunta ai piedi dell’uomo in rosso il suo sguardo fu rapito
dagli occhi che si celava dietro al cappuccio, un verde intenso,
ammaliatore ma al contempo inquietante, uno sguardo che poteva
promettere dolcezza un secondo prima e torture e dolore quello
dopo, la voce era calda, leggermente roca… :” Così
vuoi entrare a far parte della nostra confraternità, sì?”,
Melissa timorosa annui col capo… “ Bene, se questa
è la tua volontà così sia ma ti avverto…
se procediamo da questo momento in poi non potrai tirarti indietro…
non esisteranno suppliche, lamenti o piagnistei che potranno interrompere
il nostro fare, ne sei consapevole… vero?”, questa
volta la sua risposta non fu immediata e subitanea, nella sua
mente si fecero largo agghiaccianti immagini, le vennero portate
alla memoria storie di persone scomparse e poi ritrovate orrendamente
mutilate… la paura era tanta ma erano mesi che cercava di
entrare a far parte di quella segreta, goduriosa, dolorosa famiglia…
trasse un profondo sospiro ed emise una singola sillaba…
:” Sì “…
Questa volta a parlare fu la donna in nero :” Portate il
tavolo d’iniziazione”… il cerchio di persone
si aprì per far passare un enorme tavolaccio in legno levigato,
ai quattro angoli erano assicurate delle catene che terminavano
in bracciali di cuoio… ubbidiente come un cucciolo lasciò
che la sdraiassero e le bloccassero polsi e caviglie con quei
lacci … ora era lì, oscenamente aperta agli sguardi
di quel manipolo di pazzi sadici… ma d’altronde lei
cos’altro era, quante volte nelle sue fantasie solitarie
si era abbandonata a situazioni analoghe mentre le dita dapprima
carezzavano poi strizzavano, graffiavano il clitoride per portarla
ad estenuanti, alienanti orgasmi? Più si sentiva umiliata
più il suo corpo secerneva umori di piacere, era travolta
da un turbine di sensazioni, la vista si stava offuscando, sarebbe
potuta svenire in preda a quella indicibile ridda di fortissime
sensazioni… fu così che per la seconda volta la sferzata
di dolore la fece trasalire.
Stavolta fu una sensazione più… subdola della prima,
un’acuta stilettata all’interno delle grandi labbra,
alzò la testa per vedere cosa fosse successo… accovacciata
fra le sue ginocchia c’era una donna dai grandi seni che
reggeva fra le mani una lametta, la troia, le aveva procurato
un piccolo dolorosissimo taglietto sulla parte sinistra della
vulva, un bruciore acuto, insopportabile, la testa che stava fra
le sue gambe si chinò e una calda, piacevole, bruciante,
insopportabile, goduriosa, dolorosa sensazione la colpì
dove aveva il taglietto… la stava leccando, mai aveva provato
un così perfetto equilibrio fra piacere e dolore…
si stava crogiolando dondolata dalla ritmica della lingua quando
la cosa cessò d’improvviso… stizzita da questa
improvvisa interruzione sollevo il capo per lamentarsi ma ciò
che vide le fece morire ogni rimostranza in gola… le persone
che prima formavano il cerchio, tutte quelle persone, ora erano
in fila davanti alle sue gambe aperte, reggevano una lametta fra
le dita e facevano saettare la lingua per umettare le labbra…
terrore ed eccitazione si impadronirono del suo corpo all’unisono
e dal suo ventre fluì un involontario quanto inaspettato
orgasmo… e la danza ebbe inizio.
Lamette e lingue, grandi labbra, clitoride, capezzoli, anello
anale, labbra… tutte le zone erogene del suo corpo erano
tempestate di dolore e piacere, dolore e piacere in un ritmo serrato
che non le dava quasi modo di respirare, gli orgasmi si susseguivano
uno dopo l’altro anzi forse era un solo orgasmo infinito,
la sua mente era annebbiata, i pensieri avevano perso coerenza,
addirittura le immagini avevano oltrepassato il confine tra realtà
e fantasia e ora strane figure colorate danzavano davanti ai suoi
occhi… era piombata in una specie di limbo godurioso dal
quale pareva non dover più uscire…le ci vollero diversi
minuti per rendersi conto che il via vai di persone ora era cessato,
madida di sudore, percorsa da brividi e dolorante per le decine
di taglietti fece correre lo sguardo sul proprio corpo…
era una distesa di goccioline di sangue… sangue e sudore.
Il Master ora era in piedi davanti al suo “trono”,
un paio di schiavette stavano calando il mantello rosso.. non
appena il suo corpo fu nudo completamente altre due gli si avvicinarono
con dei secchi, li poggiarono in terra e dal loro interno tiraron
fuori grosse spugne grondanti acqua, tamponarono l’uomo
su tutta la persona con particolare attenzione alla zona genitale
che naturalmente vantava una buona erezione.
Quando l’uomo fu stato abbondantemente ricoperto di liquido
montò sul tavolaccio, fra le sue gambe e si apprestò
a penetrarla… Melissa fu pervasa da una nauseante delusione,
tutto qui pensò, candele, copricapo, due frustate un po’
di tagli per poi concludersi in una normalissima, squallidissima
scopata? Stava per scattare di bacino per disarcionare il Master
quando egli appoggiò il glande all’imboccatura della
sua femminilità… un disumano urlo di dolore lacerò
l’atmosfera silenziosa della sala, il diaframma perse la
ritmica, il fiato le si strozzò in gola… mille spilli
le stavano scorticando le grandi labbra, fuoco ardente correva
l’ungo il suo sesso procurandole spasmi di terribile dolore…
ma come, cosa diavolo stava accadendo?
La risposta si fece largo nella sua mente come un fulmine in un
temporale estivo… l’uomo non era stato bagnato semplicemente
con acqua bensì con una sostanza salina… pensò
ai tagli di cui era cosparso il proprio corpo, pensò al
sale che lambiva tutte quelle piccole ferite… fu l’ultimo
pensiero coerente… la sua anima fu avvolta e stravolta in
una spirale di piacere e dolore.
Durò un’ora.. o un anno… oppure un secondo…
in ogni caso fu unico ed irripetibile… le fu promesso che
non sarebbe mai stato uguale ma sempre più intenso…
e lei sarebbe tornata.
In auto, con la benda ben stretta sugli occhi, il corpo avvolto
dalle fiamme ed il sesso gonfio per il piacere provato nella sua
testa fece capolino una domanda semplice ed agghiacciante :”
Si può morire di piacere?… vedremo…”.
o....
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